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Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Così sono diventata mamma dopo i 40, tanto per fare sempre di testa mia. Come sta andando lo racconto in questo blog :)

lunedì 28 febbraio 2011

la piramide alimentare nella prima infanzia

Ho trovato un articolo interessante oggi, sulla piramide alimentare nella prima infanzia, dallo svezzamento in poi.
Lo svezzamento avverrà tra il 5° e il 6° mese, ed è questa la prima notizia importante. Svezzare prima espone il bambino a rischio obesità, dopo a rischio allergie. La parola d'ordine è avere pazienza, perchè è un passaggio piuttosto delicato.
I messaggi chiave della ricerca si possono riassumere in:

"Il cibo serve per crescere non per ingrassare
• Equilibrio, varietà, moderazione: la guida per una corretta
alimentazione
• Gli stili alimentari corretti si imparano nell’infanzia
• L’allattamento al seno è l’inizio di un corretto stile alimentare
• Il divezzamento è l’inizio di una corretta cultura alimentare
• L’obesità si previene nel 1° anno di vita"

La ricerca organizzata in slide mi sembra un buono strumento, da tenere a portata di mano.
Questo mi ha fatto pensare, comunque. A fiammiferino come una pagina bianca, su cui GF e io scriveremo il primo capitolo, quello che darà le mosse a tutta la sua storia (anche a tavola).
Trovare le parole giuste, l'incipit, è l'augurio migliore che possiamo farci.

domenica 27 febbraio 2011

Asciugatrice?

Sto meditando l'acquisto di una asciugatrice.
Ho qualche interrogativo però:
1) Fa molto rumore?
2) Può stare in camera?
3) Che effetti ha sulla bolletta della luce?

Eh? Che dite?

Il misterioso mondo del passeggino

Ieri abbiamo ritirato il telaio del passeggino, che le varie navette arrivano da mia sorella.
Intanto il negozio è grande quanto un supermercato di medie dimensioni e poi non avevo fatto caso alla quantità di prodotti che esistono per la primissima infanzia.
Passeggini ce ne sono di mila modelli diversi, vorrei dire anche per tutte le tasche, ma non è così. Sono tutti piuttosto costosi, per cui W il riciclo! Quelli classici tipo delle bambole, alti, bassi, colorati, tecnici, 4x4 e turbo diesel. Un'esposizione che neppure l'autosalone.
Poi ci sono le borse da abbinare, che mica si può uscire di casa da sprovveduti e e spaiati. Poi ci sono biberon, ciucci, porta ciucci, scaldabiberon, biberon autoscaldanti, preparapappe, distruggi pannolini, pannolini (che poi saranno distrutti), un reparto profumeria che ero quasi invidiosa. Senza parlare dell'arredamento da cameretta, che ha la precisa facoltà di farti sentire un paria della maternità perchè quei 250 euro per a cassettiera con gli strass, piuttosto che con l'intera famiglia di orsetti non li spenderesti. Vabbè, siamo usciti con il nostro scatolone e due ciucci piccoli piccoli, frastornati da tanta abbondanza, sorridendo qualcosa sul business dei bambini ecc. ecc.
A casa ieri sera abbiamo provato ad aprirlo, sto telaio.
Due lauree in briciole.Schiaccia il pulsante, tira la maniglia, fallo un'altra volta, fai la giravolta, insieme, uno per volta, canta 44 gatti. Se metti il freno alla ruote, non si chiude più. Se metti il freno rischi anche di non toglierlo più. Insomma, chiederemo a mia sorella una lezioncina, che è meglio, navigheremo alla ricerca di istruzioni, terremo seminari in cameretta. Tranquillo fiammiferino!

venerdì 25 febbraio 2011

Il singhiozzo

E' come avere un secondo cuore che batte, ma giù, in basso, da qualche parte nella pancia.
Quando fiammiferino ha il singhiozzo (non capita spesso) c'è un ritmo leggero, costante, un battito piccolo. Mi viene da ridere, perchè lo immagino hic hic hic, che magari si stupisce un po', che forse gli da fastidio, che vorrebbe trattenere il fiato e ruotare le braccia, o un cucchiaino di aceto e zucchero per farlo passare. Non dura molto, per cui il suo metodo ce l'ha. Sarà già un mangione?



Si dice che il singhiozzo sia un buon segno. Attenzione però che l'assenza non vuol dire che qualcosa non va, può essere che non lo sentiamo, magari per un po' di sovrappeso (come me) o perchè non ci facciamo caso.
Intanto è tutto il giorno che canticchio questa canzone. Considerate le mie doti canore, credo di essere stata io la causa del singhiozzo.
Lo ripeto sempre a fiammiferino che dovrà avere un sacco di pazienza con la mamma che si ritrova. L'unica cosa che gli prometto è che con mamma e papà si farà un sacco di risate. Promettere di più sarebbe pubblicità ingannevole ...

Le contrazioni, queste sconosciute.

Ieri sera la pirosi si è fatta sentire più del solito e stanotte si è fatta così cattiva che sono stata poco bene.
Fitte di mal di pancia e nausea, una cosa tipo "non ho digerito niente" insomma. Sapevo benissimo che di quello si trattava, ma nello sconforto di quella mezz'oretta stile bimba dell'esorcista, ho pensato: e se non fosse mal di pancia, ma contrazioni? Già. Che ne so io delle contrazioni? Niente.
Il termine è piuttosto indicativo, ma a me cosa mai si è contratto per capire esattamente? Un muscolo magari, ma quello resta contratto a lungo, quindi non è paragonabile.
Leggendo qua e là, come mio solito, ho notato che difficilmente viene spiegata la contrazione in sè, si raccomanda solo di non correre all'ospedale alla prima.
Ok, allora deve essere cosa estremamente evidente e non confondibile con altro.
Le contrazioni sono avvertibili soprattutto nel basso ventre (a me faceva male lo stomaco invece, in alto) e nella schiena e zona renale, come dolori mestruali molto amplificati.
Quando si inizia ad avvertirle non è necessario sdraiarsi, anzi meglio proseguire con le piccole attività, tipo riordinare casa, fare la polenta, sistemare la valigia. Di tinteggiare il soggiorno nessuno parla, ma potrebbe essere un'idea. Io sento l'utero contrarsi, so che è il segnale che finalmente sta per arrivare il mio bambino e penso all'arrosto??!!!
Mah, non credo. Più probabile, conoscendomi, mettere musica e ballare o ancora avere una crisi di riso e panico.
Le contrazioni diventano man mano sempre più ritmiche e ravvicinate, si molla l'aspirapolvere che si stava passando per ingannare l'attesa e si va in ospedale.
Ho trovato questo articolo meno romantico ed eroico di altri, utile per rispondere a qualche curiosità.

Ma a qualcuna è capitato di confondersi?

giovedì 24 febbraio 2011

E il naufragar m'è dolce ...

...su questo divano. PPPeeeem, addormentata secca oggi pomeriggio! Seduta, come le persone anziane quando il giornale cade e gli occhiali si abbassano. Con affollamento di sogni, tra cui due malviventi che mi portavano via, ma io combattevo, e alla fine scappavo; o io convinta di essere sveglia che volevo uscire a correre...mah, saranno state le mani sulla panciona a trasmettere sensazioni stravaganti.
Naufrago io e il mio proposito di uscire anche di pomeriggio. Sto cercando di immaginare una routine, perchè mi conosco, tra libri, computer, cose varie da fare da casa non uscirei più. Al momento sto rispettando la passeggiata mattutina: esco, scarpa ginnica, e vado a zonzo per i dintorni, che è anche una buona occasione per scoprire ciò che in 4 anni non ho mai avuto tempo di vedere. Da domani, se il sole regge, mi porto anche a macchina fotografica, che comincia a spuntare la primavera qua e là.
La mattina va, nel pomeriggio invece la pancia comincia a tirare e mi passa la voglia di fare.
La pancia che tira è una sensazione spiacevole: sembra che improvvisamente la pelle non basti più, che si debba strappare tutto da un momento all'altro, senti la forza di gravità che insiste anche se stai seduta.
Sarebbe un gran cosa andare in piscina, continuo a dirmelo. E galleggiare, leggera. Però i costumi non mi entrano adesso e non mi va di comprare un costume premaman che userei solo qualche volta.
Dopo sì, dopo il parto mi auguro di ritagliare il tempo per una piscina o una camminata (corsetta magari).
Ho una gran voglia di rimettermi in forma e gabbare la forza di gravità, tiè!

mercoledì 23 febbraio 2011

Trucchi antifame

Ho fatto una ricerca veloce, vorrei uscire dal tunnel della dipendenza da frigo che adesso che sono a casa è tornata prepotente. Dovrei, lo so, trasformare il frigo in macchinetta delle merendine stile ufficio, così, con la scusa della chiavetta scarica è più facile dire no. Invece qui giro l'angolo ed è tutto a portata di mano, tutto buono. Vabbè.
Basta digitare "Trucchi antifame" e si viene proiettati in un universo parallelo. C'è il sito mistico, che visiti solo se ti registri, ci sono i forum in cui ci scambiano opinioni su proteine e carboidrati, siti che hanno un che di magico con formule del tipo mangia pesce d'acqua fredda, ingoia semi di girasole, non dimenticare i granuli di lecitina; chi insegna ad apparecchiare e iniziare con una bella e ricca insalata scondita per riempire lo stomaco; chi consiglia di mangiare ghiaccio per ingannare lo stomaco e il senso di fame... è un blog pro ana, che dura solo 2 post da quello che vedo per cui sono molto preoccupata per le sorti della blogger. Pro-ana trovi parecchio, purtroppo. Tu cerchi un modo per non aprire il frigo (non ha neppure la maniglia, non posso lucchettarlo!) e trovi ragazze che si scambiano foto di ossa, le loro, menù a 0 calorie e slogan tipo: "non esiste provarci esiste solo riuscirci", "il controllo è tutto" o riflessioni tipo "il mio corpo è fatto solo di grasso sono stufa, mi fa schifo". Mentre io, che ormai mi mancano solo i fanali per essere la copia della fiat 500, sgranocchio un paio di mandorle. Le poso però, leggere queste cose mi fa venire il nervoso, oltre che sconfinata tristezza. Il blog rimanda poi ad altri blog, in un labirinto di specchi affamati, di spettri ingannevoli nella loro razionale follia.
Non li segnalo, ovviamente. Non li metto neppure nella lista dei trucchi anti-fame. Che non ho trovato.

Carta stampata

Andare a fare la spesa di mattina, un mercoledì qualunque, è bellissimo. La gente è rilassata, non percepisci il nervosismo della sera o, peggio, del sabato. Mi viene il dubbio di essere animale prettamente domestico, non sto neppure mettendo l'orologio, non ho fretta, non ho orari. Una pacchia. Se non fosse già successo di fare la casalinga per oltre un anno, anni fa, in una vita precedente, direi quasi che non è assolutamente necessario che io lavori in un ufficio. Non mi illudo, so che ha avrò una gran voglia di tornare, non fosse altro per avere cose da raccontare che non siano la stirata epocale o il ruttino del pupo che verrà. 
Ho fatto anche una cosa insolita. Ho comprato una rivista per mamme e bambini. La sto sfogliando adesso. E' piacevole, rilassante, già dai colori: rosa e azzurro Ci sono le foto dei bimbi del mese, i disegni, i consigli, le domande e risposte, tutte le donne hanno il pancione e ti senti meno balena. C'è l'oroscopo dei bimbi, un po' di attualità (sempre a tema). Si comincia a sfogliare ed è già relax, la magia della carta stampata, del prendersi il tempo di leggere e indugiare, cosa che internet favorisce poco.
Mi leggerò con calma l'articolo sul parto, ormai è quello il mio pensiero fisso. 
So che sarà un cesareo, ma non ho idea di come gestirò l'emozione: la sera prima non dormirò, durante il parto che farò, reggerò emotivamente... Io che non dormo se il giorno dopo mi aspetta qualcosa di insolito, tipo una gita o un viaggio di lavoro un po' più lungo, figurati come sarò messa sapendo che il giorno dopo fiammiferino arriverà! 
Se ci penso il cuore salta come sulle montagne russe.Vorrei chiedere l'anestesia totale dal giorno prima.


martedì 22 febbraio 2011

Diventare genitori

Diventare genitori è la domanda che continua a ronzarmi nella testa. Ho trovato questo articoletto breve, ma che racchiude punti essenziali.
Che per la mamma sia più immediata la sensazione non ci sono dubbi. Non fosse altro per le trasformazioni fisiche, che si riflettono in trasformazioni psicologiche. Nove mesi sono un tempo giusto per abituarsi all'idea: dare al mondo un figlio che sarà persona, che sarà comunque altro da sè. Sembra banale, ma tu sai che quel cordone ombelicale è un legame che dovrai avere la saggezza di tagliare. Per non fare di lui/lei una tua emanazione, ma una persona in grado di stare in piedi da sola. Questa è la cosa a cui tengo di più, insieme alla salute, desidero permettere a mio figlio di essere se stesso. Conoscendomi ci riuscirò, ma è presto per scommetterci.
Il papà è un mondo più complesso. Vive in modo diverso i nove mesi, più distaccato o se coinvolto ha più pudore nel mostrarsi.  Il papà "Per il figlio non ancora nato è il mondo esterno, l’altro mondo rispetto a quello materno" quindi fondamentale, è la parte che da equilibrio. Una bella responsabilità, ma di fatto diventare padre comporta tutta una serie di nuove cose a cui l'uomo deve far fronte. Nuovi equilibri da inventare: con la famiglia di origine per esempio (aaah le mamme mammone! ...beh però anche i papà in effetti); con se stessi, che non si è più individui responsabili solo per se stessi. Fondamentale poi la coppia, il comitato accoglienza del nuovo arrivato. Un figlio è un momento di verifica del rapporto e anche di ristrutturazione, dividersi i compiti, ma non dimenticare di essere coppia e quindi ritagliarsi spazi per sè, non come singoli, ma come coppia, appunto. 
Questa la trovo la parte delicatissima e fondamentale, anche se mi sa che ai papà sfugge un po'. 
GF e io siamo coppia recente, abbiamo l'entusiasmo dell'inizio, ma anche la fragilità della poca consuetudine. 
Questo ultimo mese è davvero importante per prepararci, come lo saranno quelli immediatamente dopo la nascita di fiammiferino.

lunedì 21 febbraio 2011

Lo stendino degli gnomi

E' un bambino alto e pesa già 2,5 kg. Si è girato e adesso è a testa in giù.
Tutto bene!
Tra 2 settimane stabiliamo la data, che comunque sarà tra il 20 e il 25 marzo. Manca così poco...
Non sarebbe male il 21, che è il primo giorno di primavera e anche il compleanno di mia sorella. Così ogni anno ci assicuriamo una doppia festa, anzi una festa tripla  lunga una settimana, visto che la figlia più piccola di mia sorella, è nata il 13 marzo.
Le buone notizie portano la fantasia a correre, me a rilassarmi.
Il dottore ha approvato la scelta di stare a casa 2 settimane prima del previsto, molto saggia mi ha detto.
GF è contento, lui continua a dirmelo che sarà un bel bambinone. Io sempre cauta.
Adesso voglio finire la stanza: ma com'è che se si comincia a riordinare l'armadio improvvisamente il lavoro da fare si moltiplica ennemila volte?
Preparare la valigia.
Fare qualche passeggiata, che si sente che la primavera arriva.
Pensare cose belle.
Oggi ho lavato un po' di tutine, magliettine, pigiamini ... ci vorrebbe lo stendino degli gnomi.

Primo giorno maternità

Mi hanno detto riposati, goditi questo mese e un tot, prenditela con calma e fai scorta di energia (forse è stoccabile).
Il mio primo giorno di maternità inizia così: con montatori Ikea che suonano alle 8.15 e io ancora in pigiama che mi vesto d'un botto, senza neppure lavarmi la faccia. Non so neppure cosa mi sono messa. Poi in un attimo è tutto un bazar, con cassetti in ogni dove, ante d'armadio che si moltiplicano all'infinito, la gatta che vomita, il gatto che si è inchiodato sulla sedia di cucina dallo spavento.
In cambio di tutto ciò, però, avrò due armadi bianchi, lucidi, che la stanza sembra il doppio.
Avrò un nido così bello che quasi propongo a fiammiferino un cambio di stanza e in quella della regina delle nevi ci andiamo io e GF.
Appena finiranno "gli ikea", inizierà la sistemazione armadi. Quella metti-a-postite che ti prende con le cose nuove. Per cui so già che per l'ora di pranzo avrò già cambiato idea 10 volte e sarò stanchissima. Non paga di ciò è probabile una mia visita in Ikea, per prendere grucce piccole, altrimenti non so come appendere le mini-cose di fiammiferino. Vediamo però, perchè forse è meglio fare un po' di spesa e poi andare alla visita dal gine. Oppure andare a ritirare il passeggino...
Mi ci vuole una doccia, prima.
E se finalmente iniziassi il corso di yoga con la wii?

sabato 19 febbraio 2011

33ma settimana

Ovvero 234 giorni con fiammiferino, 33+3.
Lui si sta rifinendo per bene e già potrebbe essere troppo grande per girarsi liberamente. Lunedì lo vedrò, alla visita. Non vedo l'ora. Sarà anche l'ultima visita, mi sa, quella delle istruzioni generali di delivery.
Evoluzione straordinaria, soprattutto della pancia che veramente diventa ogni giorno più voluminosa. La pancia cresce e a tratti io mi sento solo pancia, come se non potessi fare altro che portarla in giro, se qualunque altro pensiero o azione fosse calamitato. Ho lievi capogiri, soffro il caldo, mi stanco in fretta. Insomma mi sa che devo cambiare un po' ritmo. Non mi sento neppure uno splendore, diciamo che è iniziata una parabola discendente, ecco.
L'umore regge, solo non devo pensare che manca poco, il trucco è quello. Se provo ad avventurarmi a qualche settimana più in là, alla nascita, l'emozione è troppo forte.
Sinceramente pensavo di essere meno emotiva, invece mi scopro bambina anch'io: credo vada bene così, farsi un po' più piccoli per capire meglio chi verrà potrebbe non essere regressione, ma utile.
Me l'avevano detto che l'ultimo periodo sarebbe stato faticoso. Vero. Tra peso ed emozioni, è davvero tosto.

venerdì 18 febbraio 2011

Ultimo giorno in ufficio

Uuuuhh mammamia quante emozioni! Pacco gigante sulla scrivania e dentro un omogenizzatore. Oggetto misterioso che pare sminuzzi, mischi e poi cuocia a vapore. Per cui ok, imparerò a cucinare baby, a suo tempo certo. E baci e abbracci e baci e telefonate e ci mancherai. Mancheranno tutti anche a me, perchè al di là delle difficoltà quotidiane, al di là che è di lavoro che stiamo parlando e si sa che nella vita poi c'è altro, ho dei colleghi speciali, E questo lo so da sempre, non da oggi. C'erano nei momenti difficili, e ci sono stati, mi hanno aiutata. C'erano nelle piccole conquiste, nelle giornate no e in quelle molto sì in cui abbiamo riso tanto. C'erano al corso di sopravvivenza a battere le mani a me che soffro di vertigini e camminavo su un tronco oscillante a 10m da terra; quando ho perso la pazienza e quando non mi veniva neppure un'idea. Insomma, una specie di famiglia. Che alla fine è quello che ti frega, ce lo diciamo sempre. Perchè anche se spesso hai voglia di cambiare lavoro, è così bello stare insieme che poi nessuno prende mai questa decisione.
Li ritroverò tra ... mah, penso un 6 mesi o giù di lì, che finchè la maternità facoltativa è pagata così poco (30% dello stipendio) e l'affitto lo devi pagare tutti i mesi, certe scelte si fanno da sole e non puoi neppure pensarci.
Da domani si cambia vita e sarà un cambiamento in progress. In un'accelerazione costante.
Adesso non resta che la turnè al piano di sopra, a salutare tutti gli altri. Poi. Poi raccolgo le ultime cose e .... ciao ciao!

giovedì 17 febbraio 2011

Fine lavori

Domani sarà l'ultimo giorno di lavoro.
Il mio capo mi ha messo in copia a una mail in cui dice che non potrà partecipare al pranzo a sorpresa che stanno organizzando i miei colleghi; io sto chiudendo le ultime cose e domani mi sorprenderò, sostenendo di non aver letto la mail. Oggi sgombro anche la scrivania, porto via quelle che cose che fanno quasi casa e sembrano sempre poco professionali: penne colorate, la tazza per il tea, l'agenda pasticciata, il cuore appeso all'armadio ....
E' strana forte questa sensazione. Starò via 6 mesi più o meno, 6 mesi in cui la mia vita e quella di GF prenderà tutta un'altra piega. Vado e tornerò diversa. C'è il cuore che perde il passo a pensarci, alterna salti di gioia a svenimenti, che è inutile dissimulare, man mano che il tempo si avvicina non distingui più la gioia e la paura.
Oggi manderò i saluti ai clienti, ai colleghi delle altre filiali.
C'è un senso di svolta, sento chiaramente il rumore della pagina che gira.
E si voltano le pagine in questo tempo che confonde noi, con la sua fuliggine ....
E si mischiano le sensazioni, in un vortice che fa girare la testa.

mercoledì 16 febbraio 2011

Nuovo link

Questo portale mi è piaciuto, ricco di informazioni: qui mamme
Ha anche una bella sezione dedicata ai papà, argomento che mi sta sempre a cuore. La paternità viene affrontata da due punti di vista: emotivo e normativo. Tanti dunque gli spunti di discussione.

Buona lettura!

Festival di Sanremo e abiti

Ieri è iniziato il festival di Sanremo. L'evento ai miei occhi e ai miei gusti musicali passerebbe del tutto sotto silenzio, se non fosse che a Sanremo ci sono cresciuta. Dai 6 ai 19 anni ho vissuto là, immersa in un clima dolce, in aiuole fiorite, in tutto raggiungibile in un attimo, in motorino tutto l'anno, pattini sul lungomare e spiagge sempre a disposizione. E' un posto bellissimo dove crescere, col mare sempre davanti e in certe mattine d'inverno vedi all'orizzonte le coste della Corsica. Il Festival era il momento clou dell'anno, per un ottimo motivo: anche a scuola era semi-vacanza, niente compiti per tutta la settimana e interrogazioni solo volontarie. Tanto si sapeva che avremmo passato i pomeriggi a caccia di autografi o infilati dentro l'Ariston a veder le prove.
D'altra parte erano gli anni dei Duran Duran e degli Spandau Ballet, e metti che poi li incontri (ed è successo!) non puoi avere l'ansia della versione di latino da fare, a casa. Mi è rimasto dunque una sorta di lungo cordone ombelicale e ogni anno almeno la prima e l'ultima serata non le perdo. Così ieri ero davanti alla TV, a vedere la scenografia, le mani giganti di Gianni Morandi e, quest'anno più che mai, gli abiti delle due bellone di turno Canalis/Rodriguez. Mi chiedo perchè la Canalis debba essere così musona, è la fidanzata di Clooney santa pace! Dovrebbe avere un sorriso fisso, una luce che la irradia da dentro e a ogni respiro ringraziare  la buona sorte.Invece l'ho vista un po' cupa, scocciata. La Rodriguez, al contrario, era raggiante, il che, considerando che lei invece sta con quel tamarro improponibile di Corona, sembra altrettanto incomprensibile. Tant'è. Volevo vedere i vestiti, perchè alla 33ma settimana non ne puoi più di abiti larghi e pantaloni premaman.
Ho voglia di vestirmi, di infilarmi di nuovo le mie scarpe, gli stivaliiii!!, che niente entra più.
Ho voglia di riprendere una forma che non sia quella della 500, anzi sto già facendo tutta una serie di buoni propositi "post" che neppure a Capodanno.
Fantastici Luca e Paolo, i più rilassati.
A pensarci non mi dispiacerebbe neppure infilarmi uno smoking.

martedì 15 febbraio 2011

Chiacchierando con un pluripapà

"Come va la quarta gravidanza di tua moglie?"
"Bene, grazie. E' isterica e scontrosa come nelle altre, un buon segno"
Mezz'oretta di chiacchierata con un pluripapà, che sorridente, dietro il suo sigaro, mi raccontava degli scleri epici che lui e sua moglie hanno durante la gravidanza. Sembrava divertito, mi ha rilassato tantissimo.
Mi raccontava di come la moglie lo accusi di pensare solo a sè stesso, di come si senta abbandonata per poi un attimo dopo sentirsi la più fortunata delle donne. Veniva da ridere anche a me, perchè è così che ci si sente. Non c'è niente da fare, vieni travolta da ondate che non sai neppure da dove arrivano.
"Beh dai, mi consoli. Io sto esasperando GF e neppure so come o per lo meno non me ne rendo conto"
"La prima gravidanza è stata difficile anche per me, è difficile capirvi. Poi impari che è un periodo così, che poi passa...". E' tutto contento, il bimbo in arrivo è un maschietto, dopo 3 femmine.
Vederlo così tranquillo, rilassato, nonostante la fatica di 3 bimbe piccole da gestire, di una moglie con la pressione bassa e il quarto bimbo in arrivo mi ha messo una grande allegria.

Pirosi gastrica

Il percorso era quasi netto: a parte la mega orticaria, o PUPP che fosse, di qualche tempo fa (a proposito è sparita del tutto) e adesso ... Tataaaaaa ... la PIROSI!!
La pirosi è un disturbo della digestione, che provoca bruciore dietro lo sterno e quella sensazione che l'ultimo cibo ingerito (ma anche il penultimo) non sia sceso, sia rimasto in gola, indeciso sul da farsi. E' fastidioso e la sensazione di non digerire mai provoca anche leggere emicranie.
Rimedi veri e propri non ci sono, se non di mangiare poco e spesso, di masticare a lungo, di non stendersi dopo mangiato (cosa che la sera succede in effetti), di evitare cibi pesanti o acidi.
E' una gran rottura di scatole, in ogni caso. Pare sia dovuta ai cambiamenti ormonali e fisici, gli ormoni rilassano i muscoli dell'utero, ma anche la valvola che separa l'esofago dallo stomaco, è come avere una porta girevole inceppata, il cibo resta bloccato a metà svolta (come capita spesso all'ingresso dell'ufficio). Il bebè che cresce costringe gli organi interni a posizioni diverse. Insomma, è tutto in disordine.
La cosa andrà avanti fino al parto.
Masticare 33 volte prima di deglutire,quindi. Fa bene anche alla linea! (portapazienza).

lunedì 14 febbraio 2011

Nascita

Stanotte è nato il bimbo di una mia amica. Lei è turca, lui italiano, vivono in Svizzera. Quando si sono sposati, in un piccolo municipio Italiano, la celebrante non sapeva bene che simbolo lasciare agli sposi: di bandiere ne servivano almeno 3; simboli religiosi, in municipio no; ha dato la loro la bandiera della pace. Mi era piaciuta tanto questa cosa. Come uno dei testimoni, nato in Paradiso (quartiere di Lugano).
La notizia è arrivata stamattina alle 6.25, un bel modo per iniziare la giornata.
Auguriiiiiii!

La (mia) playlist di San Valentino

Non ho mai festeggiato San Valentino, nel senso che non ho mai fatto regali, prenotato cene, preparato collage di fotografie, scritto bigliettini, comprato vestiti nuovi per l'occasione. L'amore si festeggia tutti i giorni, bisognerebbe farlo perchè è un regalo così raro e prezioso, volatile anche. Se non si sta attenti in un attimo non c'è più, solo un profumo che resta nell'aria prima di svanire.
Ci pensavo oggi, che GF non c'è e quindi neppure il bacio del buongiorno.
Ho cominciato a cantare fra me e me vecchie canzoni ....
Ti va di ballare? io intanto canto eh, tanto mi sente solo fiammiferino (povero ahahhahah)

Grazie dei fiori
Il cielo in una stanza
Lei (ma funziona anche con lui)
Io sono un'istrione (questa è proprio dedicata a me)
sexy tango
stranamore

Non so se fa proprio san valentino, in effetti .... vabbè, si vede che non sono portata ;)

Uomini

Ieri abbiamo incontrato per caso alcuni amici. Ci siamo fermati a chiacchierare sull'angolo della strada. Un sacco di domande e complimenti a me e qualche pacca sulla spalla a GF.
Per quanto una futura mamma possa essere gratificata da tutte queste attenzioni, per quanto ormai si rilascino dichiarazioni che neppure in una conferenza stampa, mancano solo gli occhiali scuri da diva, a me suona strano che il papà sia una figura così marginale.
Voglio dire: mica lo possiamo fare da sole un figlio! E anche se l'intento fosse, come sempre più spesso capita, di fare a meno della figura paterna, in ogni caso il contributo maschile, fondamentale c'è. E allora perchè non tempestare di domande anche il futuro papà? O comunque farlo sentire parte del tutto?
A me dispiace anche di essere quasi monotematica con GF. Sarà che sono 3 settimane che abbiamo meno tempo per stare insieme, ma va a finire che quando c'è lo subisso di particolari inutili e sempre sullo stesso argomento: fiammiferino. Che palle che sono!

La mia proverbiale indipendenza si è disintegrata tra gli ormoni della gravidanza, mi sento bisognosa di attenzioni come mai prima. Che stress, davvero!
Però, la prossima volta che incontrate una coppia di futuri genitori, fate domande anche a lui, ditegli che è bello, chiedetegli se è emozionato, se è esasperato dalla compagna, cosa si immagina o semplicemente come sta. Hanno un gran compito, i papà.

Un po' di me

Sono stata 2 anni in analisi. Era un periodaccio e ho pensato che da sola, non essendo io wonderwoman e neppure particolarmente furba, non ce l'avrei fatta. Così ho chiesto in giro, mi sono informata e ho iniziato.
Lo psicologo lo conosceva il mio capo, che mi ha detto "E' fuori di testa almeno quanto te, ti troverai bene".
La prima cosa che mi ha fatto fare lo psicologo è un patto: non mi sarei suicidata, per nessun motivo. Lì per lì di promettere non me la sono sentita, non mi sembrava onesto. La seconda cosa è stata farmi chiudere gli occhi, respirare e pensarmi come una rosa. Io mi sono immaginata cespuglietto fiorito in aiuola spartitraffico, in grande arteria cittadina. Pensavo mi cacciasse. Invece mi ha detto che la mia forza stava nell'anticonformismo e a quella forza dovevo aggrapparmi e da lì ripartire. L'ho guardato come la mucca guarda il treno, ruminando pensieri impropri tipo "ma cosa son venuta a fare, non sono una rosa, voglio solo stare bene". Ci sono andata ogni lunedì alle 18, per 2 anni. E' servito. Ho salvaguardato l'anticonformismo, ho ampliato gli orizzonti, ho imparato che si vive bene anche senza stampelle emotive e un sacco di altre piccole cose utili. So dove sono i cerotti quando mi faccio male, so che non ho sempre ragione e soprattutto so che gli altri non hanno sempre torto. Una cosa tipo mettersi in discussione e accettare di sbagliare, possibilmente senza giudicarsi, senza portarsi come esempio. Un bel sollievo, giuro. E' stato faticoso, a tratti doloroso, un viaggio bellissimo e impegnativo.
Ciò che ho imparato me lo ritrovo anche adesso, nell'altalena di emozioni che la gravidanza porta. Per cui so già che sbaglierò una marea di cose come madre, ma so anche che è nell'ordine naturale delle cose, che la perfezione non è mia, che il corso pre-parto non metterebbe una pezza sufficiente a tutto ciò, che la mia bisnonna remava sul ticino fino a 80 anni, aveva 3 figli e neppure un'ecografia.

venerdì 11 febbraio 2011

Settimana 32, la pancia tira

La pancia tira, il respiro si fa corto, il flusso sanguigno di concentra nella parte bassa del corpo lasciando sguarnito il cervello. Così non solo mi sento svenire (credo almeno, non sono mai svenuta, non so com'è), ma mi sento anche un po' meno lucida. E meno lucide sono le mie reazioni, offuscate da un vago timor panico, da certa svagatezza e sicura adrenalina pensando che, in fondo, manca poco. Un poco relativo perchè, come dico sempre, in gravidanza il tempo cola, non scorre.
E' consigliabile utilizzare questo periodo per prepararsi, insieme al partner, agli eventi. Non solo al momento del parto, a cui, per come immagino io, non si può arrivare veramente preparati, ma proprio su come sarà, cosa si farà, come ci si organizzerà dopo. E' molto probabile che il futuro papà non sia entusiasta di conversare su questo argomento, suscitando in noi le reazioni di un gorilla di pessimo umore.
Funziona così: se l'argomento si affronta possiamo contare su una partecipazione attiva di circa 3 minuti. Per cui, qualunque sia la comunicazione da dare, l'idea da esprimere, il parere da sostenere è bene pensare a cosa dire, come dirlo e calcolare il tempo.
Se andiamo lunghe, ciao, l'abbiamo perso.
Non è un periodo facile, per quanto emozionante. Si è sempre più in balia delle emozioni/reazioni, c'è uno scollamento sempre più forte tra noi e la realtà, diventiamo troppo sensibili e quindi reagiamo a grugniti alla stragrande maggioranza delle cose che accadono.
Sinceramente, io faccio fatica a riconoscermi.
Prima della gravidanza, secondo me, bisognerebbe lasciare qualcosa di scritto, anche solo una frase tipo: abbiate pazienza, tornerò.

giovedì 10 febbraio 2011

La gravidanza ai tempi di FaceBook

Leggevo ieri, su un sito di un ospedale milanese, che i corsi pre-parto si sono resi necessari da quando la famiglia non riunisce più le varie generazioni e le donne si sono trovate così ad affrontare da sole ciò a cui, in tempi andati, ci si preparava fin da piccole con i racconti di mamme, nonne, zie, le esperienze dei parti in casa e una diversa consuetudine verso un evento così naturale.
Insomma abbiamo perso cultura, siamo sole, per cui meglio andare all'ospedale a chiacchierare con altre mamme e a cercare di carpire i segreti del mettere al mondo. Mi ha fatto un po' tristezza, però è vero. Fra l'altro associare l'ospedale allo scambio di info, insomma è un po' come suggerire che la gravidanza è una malattia.

Fortunatamente esiste Facebook!
Dove con qualche click ben assestato trovi molti molti siti dedicati: da bebè facile, a mamme nella rete, passando per varie associazioni/centri che sponsorizzano corsi, a pagine di mamme che si scambiano idee e opinioni. Certo, non è come ascoltare la mamma, non è come esserci, ma forse utilizzare un social network è la nuova cultura domestica condivisa, l'aia dove ci si ritrova a raccontare storie ed esperienze.
Più facile da usare che gestire un blog o un proprio sito, il social network ci permette di reperire informazioni in un tempo brevissimo, di condividere dubbi, di fare domande, di mettere a disposizione la nostra esperienza.
Se invece vogliamo esercitarci in respirazione, cambio dei pannolini, fare esercizi yoga specifici, c'è youtube.
Certo, essere seguiti è diverso, il contatto diretto con le persone è sempre preferibile. Però se per vari motivi non c'è la possibilità, possiamo non sentirci abbandonate al nostro destino.
Be connected!

mercoledì 9 febbraio 2011

Ultime settimane di gravidanza: tips&tricks :)

Nelle ultime settimane tutto diventa più difficile.
Pedicure. L'altra sera mi sono dedicata alla pedicure, cosa che di solito mi rilassa, ma che adesso è un'acrobazia da circo. La prossima volta andrò dall'estetista.
Collant. Salire salgono, neppure stringono, ma scendono! Fanno tutte le grinze sulla caviglia, si girano. Insomma, un orrore! Qui le strade sono due: comprare collant premaman (si trovano in negozi tipo Prenatal)  o buttarsi sull'autoreggente. Ho scelto la seconda via, mica per altro, odio le cose che salgono oltre il punto vita, mi sento soffocare. Certo l'effetto è lontanissimo da qualunque tipo di evocazione vagamente sexy, sembro più un insaccato, ma le trovo decisamente comode, con buona pace dell'equilibrio estetico.
Mutande. Stessa sorte dei collant, cioè scendono o si arrotolano tutte sotto la panza, con un effetto scomodità che mai avresti immaginato. Qui ho ceduto, via libera al mutandone ad hoc, che costa un patrimonio, che odi a prima vista, ma che è confortevole e non riesci più a farne a meno.
Auto. Guidare non è problema, forse si è più apprensivi su ciò che gli altri potrebbero fare. Salire e scendere, con cappotto e borsa ti fa sentire come l'orso del circo, goffa. Quindi, togliere il cappotto, posare la borsa, prima sedersi e poi tirare dentro le gambe. Molto retro e bon ton, efficace.
Scrivania. Stare seduti diverse ore non è più comodo, la pancia batte dove la scrivania arriva. Alzarsi spesso, mettere una piccola pedana sotto i piedi per stendere un po' le gambe.
Parlare. Se parlo a lungo, noto che mi manca il respiro e alla fine la pancia tira. Rallentare la parlantina e prendersi delle pause è utile.
Lavori domestici. Farli. Noi balenottere altrimenti ci spiaggiamo troppo sul divano. Poco per volta, senza ansia da prestazione e senza fare cose pesanti. Tenersi in contatto con la casa è comunque un diversivo e non ci si concentra troppo sulla caviglia gonfia, l'acidità di stomaco, la stanchezza, i pensieri che diventano sempre di più.

In generale vale il non tirare troppo la corda e ascoltare il proprio ritmo, prendere le cose con ironia e delicatezza.

Lasciare l'ufficio (pensieri in maternità e libertà)

Ho fissato l'ultimo giorno di lavoro, che sarà il 18 febbraio.
Poi mi ritiro, aspetto Fiammiferino, metto in ordine, mi riposo (spero!), magari leggo anche un po' che mi sto trasformando in un'analfabeta di ritorno, faccio foto.
Decidere di accorciare il mese di flessibilità di un paio di settimane mi ha creato un certo tormento, che è durato almeno 10 interminabili minuti, momento in cui tutta la mia vita lavorativa mi è passata davanti agli occhi e poi si è accesa un'insegna luminosa con la scritta: Sei pronta a lasciare tutto ciò? Sì sì, ho risposto, anzi mi sto attardando troppo direi. Così sia.
Anche perchè, diciamocelo, vedere il mio portafoglio clienti svuotato mentre io sono ancora alla mia scrivania mi ha creato un moto sincero di vomito, quelle nausee che non ho avuto per via della gravidanza ci ha pensato il capo a farmele venire. Chiaro, ognuno ha le proprie strategie e agisce secondo i propri bisogni, ciò non toglie che le stesse cose puoi farle in due modi: elegante, cafone. La sua scelta è stata eloquente.
Vado, quindi. Sapendo già che al ritorno non troverò nulla e sarà ricominciare, per l'ennesima volta, da capo.Il che, alla mia età, suona sempre più faticoso.
Però, può essere che sia proprio questo il periodo in cui vincerò alla lotteria (cosa che sicuramente accadrà prima o poi, devo solo giocare), per cui rientrare non sarà necessario. Oppure, chissà, riuscirò a cambiare lavoro e allora ricominciare avrebbe tutto un altro senso. Vedremo. Tra la nascita, la mia leggendaria forza d'animo e un deus ex machina che mi verrà in soccorso, sono sicura che anche la questione lavorativa si risolverà nel migliore dei modi, per me.
Resta aperta la questione delle donne lavoratrici e la maternità, quell'essere di fatto costrette ad avere comportamenti maschili per restare a galla.
E' questione annosa, dannosa, affannosa a tratti anche disgustosa. Tutte lo sappiamo.
Ma poi cosa facciamo?

martedì 8 febbraio 2011

Non trascuriamo il papà!!

In questo viaggio verso l'arrivo di Fiammiferino mi è sempre stato ben chiara una cosa: la centralità della figura paterna, il fatto, per me indiscutibile, che è insieme che ci stiamo trasformando in famiglia.
Ciò che mi auguro, ma credo proprio sarà così, di non dimenticarmene dopo.
Perchè è un attimo lasciarsi andare e vivere in funzione del nuovo arrivato, finire nel tunnel del "non mi vesto neppure più perchè non ho tempo"; del "non c'è tempo per noi, dobbiamo occuparci solo di lui" o "non sono una brava mamma e tu non mi aiuti". Mi sto concentrando già da ora per non pronunciare mai frasi simili.
Ho visto troppe donne fare dei loro uomini fantasmi di ciò che erano, immolare la coppia sull'altare della sacra figliolanza, vivere convinte che adesso che ho un figlio in fondo il mio lui non serve a un granchè e, ORRORE!!!, mi serve più mia madre.
Stooooop, ferma la mula, che così non va bene!

Se non bastano tutte le ragioni intuibili per evitare tutto ciò, pensiamo che cose del genere possono portare il nostro lui, il papà del nostro bimbo, alla depressione.
Esiste la depressione post-partum del papà, che non va sottovalutata. E' strettamente legata al sentirsi trascurato (in molti casi come dargli torto), alla rottura dell'idillio, alla perdita della propria compagna, insomma.
Leggere per credere e magari ... tornare ad essere anche donne.

lunedì 7 febbraio 2011

Un network per le mamme che lavorano

Trovato altro sito molto interessante: working mothers italy.
Onlus a cui ci si può associare o sostenere con un'offerta libera, il sito è dedicato alle mamme che lavorano, una piattaforma in cui le mamme possono incontrarsi e discutere, scambiarsi idee sul mondo lavorativo, e dove trovano una serie di servizi concreti che spaziano dal rientro post-maternità nel mondo professionale al network degli assistenti famigliari. Sono appena entrata, per cui mi prendo il tempo per esplorare. Una prima riflessione è che se esiste una Onlus così e così frequentata è perchè siamo lontane anni luce da una reale parità, il che può sembrare banale, lo è anche, ma è sempre bene ricordarlo.
Oggi, per esempio, tutti i miei clienti sono stati riassegnati e, cito testualmente il capo, in riunione: " ... vedremo dove reinserirti quando rientri". Ah sì? 5 anni di lavoro cancellati.
Tra qualche mese avrò il privilegio di poter ricominciare tutto da capo.
La donna è mobile!

La gravidanza allena

Una cosa credo di aver capito nel corso di questi 7 mesi di gravidanza: ogni cosa lascia un segno.
Si diventa non solo ipersensibili, ma si tende a ragionare molto di più, a considerare più a fondo i pro e i contro di una situazione. Immagino sia un allenamento alla responsabilità maggiore che apparirà in tutta la sua grandezza al momento della nascita, anzi quando lascerai l'ospedale e ti troverai a casa. Tu, lui e fiammiferino, i pannolini, il bagnetto, le poppate, i pianti incomprensibili ecc.ecc. La gravidanza ti allena, magari non ci fai neppure caso, ma è una lunga preparazione al cambiamento.
C'è chi si concentra e si cruccia sui cambiamenti del corpo; chi si lascia andare all'immaginazione così tanto da definire già il corso di laurea che il nascituro farà; chi viene piegata da nausee e malesseri tali da essere costretta a ragionare giorno per giorno; chi rifiuta la gravidanza e solo a piccoli passi si trasforma in mamma; chi vive i 9 mesi come una malattia, chi come uno stato di grazia; chi ne approfitta per per mettersi a riposo da subito, chi è costretta a farlo o, al contrario, è costretta a non farlo; chi si sente iperattiva... In ogni caso si cambia ed è un cambiamento irreversibile.
A pensarci, a freddo, è una cosa che fa paura. Come cominciano a far paura cose a cui "prima" non facevi caso.
Per esempio: soffro di alopecia areata universale da anni, per cui sono completamente calva. Non lo vivo come un problema, anche perchè l'alopecia non ha soluzione al momento (se non la parrucca), per cui c'è poco da farne un dramma. E' così. Eppure anch'io che sono molto serena su questa cosa, comincio a chiedermi se per fiammiferino un problema lo sarà, avere una mamma così "diversa".
Ancora di più mi domando se a lui toccherà sorte simile e se dovesse essere (speriamo di no!!!) se me ne darà la colpa. Sono piccoli loop mentali, niente di grave, ma che ti costringono a pensare a come affrontare situazioni anomale.
Vivere con consapevolezza e attenzione a ciò che ci passa dentro questi 9 mesi è un vantaggio operativo.


Ok, ok, è ora di abbandonare il linguaggio lavorativo.

domenica 6 febbraio 2011

Elogio della pigrizia

Alzarsi tardi e fare una colazione come non mai: nutella su qualunque supporto commestibile, dal pane ai biscotti. Preparare il brasato che altrimenti il tempo non c'è mai e restare in pigiama, respirando l'aria di primavera che è la fuori. Immaginare piccole cose, chiedendosi l'un l'altro cosa stiamo mettendo via, di bello, da insegnare a Fiammiferino, per poi scoprire che sarà utile improvvisare, che sarà inventare tutti i giorni un po', facendo tesoro di quello che fin qui è stato, che abbiamo imparato noi e altro che sarà meglio dimenticare. Lasciare le ore scorrere, senza fretta, e il sole fuori e silenzio, che a Milano c'è il blocco del traffico e tutto sembra lento oggi. C'è un piacere domestico nei profumi di casa, nel non aver niente di particolare da fare. Solo riprendere fiato, a tratti immaginare, ma non troppo che poi è sempre tutto diverso da come te lo immagini. Fuori, da qualche parte, c'è un profumo forte di fiori, ma a febbraio che fiori fioriscono?
Bellissima pigrissima soleggiata domenica di inizio febbraio, di ore lanciate a caso.
Pace. Emozione. Silenzio amorevole.

venerdì 4 febbraio 2011

Che brutta storia!

Qui non entro in temi di attualità. E' una scelta precisa. Sono tempi pacchiani, preoccupanti, medioevali e di indignarsi e scrivere di varia indignazione non si smetterebbe mai.
GF però mi ha mandato questo articolo e mi è venuta la nausea, i lucciconi, uno stupore secco.
E' la storia di una bimba di 4 anni e dei genitori che non riescono a pagarle la mensa all'asilo. Le maestre saltano un pasto ciascuna a settimana (sono giusto 5) e lo cedono a lei. Soluzione elegante, gentile.
Il sindaco viene a saperlo e con la direttrice dell'asilo mandano una lettera di richiamo alle maestre, di fatto  vengono paragonate a ladre: rubano un pasto!!
Oh scellerate robin hood della scuola materna, roba da abbandonarle subito nella foresta di Sherwood o metterle alla gogna, esposte al pubblico ludibrio.

Non so, sono storie così piccole che spariscono in mezzo ai traffici ben più ampi, intricati e urticanti di questo periodo. Eppure mi ha colpito. Più che la povertà della bimba, la limitatezza mentale del sindaco e della direttrice, cioè delle persone che dovrebbero dare l'esempio.
Se si candidassero, io voterei per le maestre, o per la mamma della bimba, ecco.
Mi farebbe sentire più a mio agio.

La bimba è di origine africana. Il sindaco leghista. L'asilo veneto. Così, tanto per dare un paio di coordinate.

31ma settimana

Ho perso tutta una cartellina, che conteneva impegnativa per le analisi mensili, referto pronto soccorso dermatologico e referto visita dermatologica. Complimentissimi a me! Nella metti-a-postite acuta e devastante di questi giorni chissà cos'altro di utile sono riuscita a buttare via. Ecco mi come vanno le cose alle 31ma settimana+2. Leggo che da qui in poi fiammeferino e io metteremo su peso rapidamente, per me il fatto di assomigliare sempre di più a un leone marino sarà fonte di gioia e per lui fonte di salute.
Ormai è un fiammiferino fatto, e utilizzerà queste ultime settimane per rifinire un po' di cose. Un po' come me e il suo papà, che abbiamo un po' di cose da sistemare prima del suo arrivo: continuare a mettere a posto, in modo da perdere altre cose, per esempio. Secondo quanto apprendo qua e là, dovrei dedicare tempo a bagni profumati, lievi massaggi e pisolini pomeridiani; mangiare bene bene perchè fiammiferino sempre più apprezza ciò che gli invio e trasmettere tutti i sentimenti positivi di cui sono capace.
Non si parla da nessuna parte di vuoti di memoria e cose che scompaiono da casa, per cui credo che ognuno abbia la sua specifica evoluzione.
La mia va verso una svagatezza che spero rientri alla nascita, altrimenti rischierò di dimenticarmelo da qualche parte e non è bello.

giovedì 3 febbraio 2011

INPS

E' stata la mattinata INPS, per portare i certificato di gravidanza e quello dell'ottavo mese. Ho compilato un modulo e via, basta, tutto qui. Per 10minuti di pratica ho aspettato quasi 2 ore, in coda paziente. Su sedioline rosse, in sala scrostata e annerita, in ambiente cosmopolita. C'erano le colf sudamericane per richiedere la disoccupazione (la crisi si sente anche lì), silenziose e composte; c'erano gli zingari che odorano di camino, abiti asciugati male e lavati peggio e che non sanno leggere e chiedono a tutti informazioni; c'è il giovanotto che non ha più lavoro; la figlia che porta carte per la mamma invalida; un manipolo di donne con pancione e l'aria sfranta (cavolo, sembro così stanca anch'io); uomini anziani, da soli, con accenti di tutta Italia, di mezza Europa; la ragazza stufa che inganna l'attesa sdraiandosi su una fila di sedie e sbuffa; una bimba piccola che piange tanto; la bimba degli zingari che ride; gli impiegati dietro il bancone che non ascoltano, chiamano i numeri, la fila rossa e quella verde. Gente che continua ad arrivare, molti si scoraggiano e se ne vanno, brontolando qualcosa sull'efficienza e la nebbia, fuori.
Potrebbe essere un giorno qualunque degli anni 60/70, non è il 2011, non qui.

Il certificato ottavo mese, alla fine, l'ho consegnato. Potrò comunque decidere di stare a casa, in ogni momento. Credo non aspetterò molto, un mese, visto da qui, sembra lunghissimo.

Cambiare il pannolino (è lungo ma ne vale la pena!!)

                Alessandro Baricco
Cose che accadono quando si cambia un pannolino. (2001)


 1. Il pannolino può essere cambiato per tre ragioni: a) perché lo dice la mamma; b) perché lo dice la suocera; c) perché il bimbo ha cagato. Naturalmente il gesto perde, nei primi due casi, gran parte della sua drammaticità. Il vero, autentico, cambio di pannolino prevede la presenza della merda. Di solito accade così. La mamma prende in braccio il bambino, lo annusa un po' e dice, con voce gaia e piuttosto cretina: "E qui cosa abbiamo fatto, eh?, sento un certo odorino... cosa ha fatto l'angioletto?". Poi la mamma va di là e vomita. A questo punto si riconosce il padre di sinistra dal padre di destra. Il padre di destra dice: "Che schifo" e chiama la tata. Il padre di sinistra prende il bambino e lo va a cambiare.

2. Il pannolino si cambia, rigorosamente, sul fasciatoio. Il fasciatoio è un mobile che quando lo vedi a casa tua capisci che un sacco di cose sono finite per sempre, tra le quali la giovinezza. Comunque è studiato bene: ha dei cassettini vari e un piano su cui appoggiare il bambino. Far star fermo un bambino su quel piano è come far stare una trota in bilico sul bordo del lavandino. È fondamentale non distrarsi mai. Il neonato medio non è in grado quasi di girarsi sul fianco: ma è perfettamente in grado, appena ti volti, di buttarsi giù dal fasciatoio facendoti il gesto dell'ombrello: pare che si allenino nella placenta, in quei nove mesi che passano sott'acqua. Dunque: tenere ben ferma la trota e sperare in bene.

3. Una volta spogliato il bambino, appare il pannolino contenente quello che Gadda chiamava "l'estruso". È il momento della verità. Si staccano due pezzi di scotch ai lati e il pannolino si apre. La zaffata è impressionante. È singolare cosa riesca a produrre un intestino tutto sommato vergine: cose del genere te le aspetteresti dall'intestino di Bukowski, non di tuo figlio. Ma tant'è: non c'è niente da fare. O meglio: si inventano tecniche di sopravvivenza. Io, ad esempio, mi son convinto che tutto sommato la merda dei bambini profuma di yogurt. Fateci caso: se non guardate, potrebbe anche sembrare che vostro figlio si è seduto su una confezione famiglia di Yomo doppia panna. Se guardate è più difficile. Ma senza guardare... Io con questo sistema sono riuscito a ottenere ottimi risultati: adesso quando apro uno yogurt sento odor di merda.

4. Impugnare con la mano sinistra le caviglie del bambino e tirarlo su come una gallina. Con la destra aprire la confezione di salviettine profumate e prenderne una. Neanche il mago Silvan ci riuscirebbe: le salviettine vengono via solo a gruppi di ottanta. Scuotete allora il blocchetto fino a rimanere con tra le dita un numero di salviettine inferiore a cinque. A quel punto, di solito, la gallina-trota, stufa di stare appeso come un idiota, dà uno strattone: se non vi cade, riuscirà comunque a spargere un bel po' di cacca in giro. Tamponate ovunque con le salviettine profumate. Ritirate su il pollo e con gesto rapinoso pulite il sedere del bambino. Posate le salviettine usate nel pannolino, e chiudetelo. A quel punto la vostra situazione è: nella mano sinistra, un pollo-trota coi lineamenti di vostro figlio. Nella mano destra, una bomba chimica.

5. NON andate a buttare la bomba chimica! La trota scivolerebbe per terra. Quindi posatela nei paraggi (la bomba, non la trota) registrando il curioso profumo di yogurt che si spande nell'aria. Senza mollare la presa con la mano sinistra usate la destra per detergere a fondo e poi passate all'olio. Ve ne versate alcune gocce sulla mano. Esse scivoleranno immediatamente giù verso il polso, valicheranno il confine dei polsini e da lì spariranno nell'underground dei vostri vestiti: la sera ne troverete tracce nei calzini. Completamente lubrificati, passate alla Pasta di Fissan, un singolare prodotto nato da un amplesso tra la maionese Calvè e del gesso liquido. Ne riempite il sedere del pollo, e naturalmente ve ne distribuite variamente in giro per giacche, pantaloni ecc. A quel punto avete praticamente finito. A quel punto il bambino fa pipì.

6. Il bambino non fa pipì a caso. La fa sul vostro maglione. Voi fate un istintivo salto indietro. Errore. La trota, finalmente libera, si butta giù dal fasciatoio. Ritirate su la trota e non raccontate mai alla mamma l'accaduto.

7. Prendere un pannolino nuovo. Capire qual è il lato davanti (di solito c'è una greca colorata che aiuta, facendovi sentire imbecilli). Inserire il pannolino tra le gambe del bimbo e chiudere. Il sistema è stato studiato bene: due specie di pezzi di scotch, basta una piccola pressione e il pannolino si chiude. Sì, ma quanto si chiude? Così è troppo stretto, così è troppo largo, così è troppo stretto, così è troppo largo. Si può arrivare anche a una ventina di tentativi. È in quel momento che il bambino inizia a intuire di avere un padre scemo: giustamente manifesta una certa delusione, cioè inizia a gridare come un martire. Da qui in poi si fa tutto in apnea e in un bagno di sudore.

8. Nonostante i decibel espressi dal bambino, mantenere la calma e provare a rivestire il bambino. È questo il momento dei poussoir. Quando Dio cacciò gli uomini dal paradiso terrestre disse: partorirete con dolore e dovrete chiudere le tutine dei vostri figli coi poussoir. Per chiudere un poussoir bisogna avere: grandissimo sangue freddo, mira eccezionale, culo della madonna. Il numero di poussoir presenti in una tutina è sorprendente e, perfidamente, dispari.


9. Se, nonostante tutto, riuscite a rivestire il bambino, avete praticamente finito. Vi ricordate che avete dimenticato il borotalco: il culetto si arrosserà. Pensate ai bambini in Africa, e concludete: si arrosserà, e che sarà mai. Quindi prendete il bambino e lo riconsegnate alla mamma. Lei chiederà: "L'hai messo il borotalco?". Voi direte: "Sì". Con convinzione.


10. Ripercussioni fisiche e psichiche. Fisicamente, cambiare un pannolino brucia le stesse calorie di una partita di tennis. Psichicamente il padre post-pannolino tende a sentirsi spaventosamente buono e in pace con se stesso. Per almeno tre ore è convinto di avere suppergiù la nobiltà d'animo di Madre Teresa di Calcutta. Quando l'effetto sparisce, subentra un irresistibile desiderio di essere single, giovane, cretino e un po' di destra. Alcuni si spingono fino a consultare il settore "Decapottabili" in Gente Motori. Altri telefonano a una vecchia ex fidanzata e quando lei risponde tirano giù. Pochi dicono che devono andare a comperare le sigarette, escono e poi, tragicamente, ritornano. In casa li avvolge la sicurezza del focolare, il tepore di sentimenti sicuri, e un singolare, acutissimo profumo di yogurt.

mercoledì 2 febbraio 2011

Filosofia spicciola e degli spiccioli

Oggi è una di quelle giornate in cui ho attaccato a chiacchierare tra me e me e non riesco a smettere.
Ho aperto gli occhi stamattina e il pensiero di andare in ufficio non mi è piaciuto, anzi mi ha disturbata.
Invece di farmi prendere subito dal cattivo umore, ho cercato di capire il motivo della sensazione.

Ho pensato alla giornata di ieri, a casa, in cui ho potuto mangiare bene e con tranquillità; fare piccole faccende domestiche che rimandavo da tempo, per eccessiva stanchezza serale; leggere!!! il manuale di fotografia che altrimenti non ho mai tempo; fare due passi, la spesa con calma, scrivere, chiacchierare con fiammiferino, riposarmi, immaginare, rilassarmi, ridere, vedermi in dimensione domestica...Che bella giornata! Allora perchè domani mattina andrò all'INPS a chiedere di poter lavorare anche l'ottavo mese? Ovvio, per avere più tempo dopo. Ma c'è la facoltativa e anche bella lunga, non è il tempo che mancherà "dopo". Perchè la facoltativa è pagata poco e sai com'è. Urka se so com'è! ma non è che si può sempre avere il soldo come unità di misura. Anzi in questo frangente mi da anche un po' fastidio ragionare in termini economici.
Allora cos'è questa ansia da prestazione-in-ufficio, cos'è questa demenza da in-casa-no?
Sta tra la sindrome di wonderwoman e quella di cenerentola. Da un lato vuoi dimostrare che fai tutto anche incinta (e magari sui tacchi), dall'altro hai il terrore di lasciare la tua scrivania e di non trovarla più o quasi e quindi vagherai in abiti di stracci su carrozza di zucca e i tuoi migliori amici saranno dei topolini. Così scherzando, ma non troppo, ironizzi su un possibile parto in sala riunioni, in un ritorno anzitempo tanto ci sono anche i fasciatoi da viaggio... MA STIAMO SCHERZANDO???!!!!
Mi sono talmente abituata al tempo che è denaro, a inseguire un risultato, a ragionare in termini di budget che mi trovo scardinata da me stessa.
Ieri è stata la giornata più "materna" di tutta la gravidanza, direi la prima in 7 mesi. Quasi mi vergogno a dirlo.
Forse è tempo di ritirarsi e prendere maggiore contatto con me e con il nostro bambino.
Al diavolo la performance, la resiliance e il networking!
O no?

martedì 1 febbraio 2011

The nest power :D

Ok, ci sono cascata in pieno. La sindrome del nido. Per cui adesso mi guardo in giro estasiata nella camera imbiancata, in cui ho voluto un angolo verde prato, chè nel verde si riposa meglio. E' solo una tinteggiatura, fra l'altro adesso ho un bel po' di cose da mettere a posto, ma che ne so, sono tutta contenta. Me l'avessero detto anche solo 2 mesi fa (e me l'hanno detto per la verità) avrei giurato che io no ... naaaa.... impossibile!
E invece eccomi qui, a fare preventivi per l'armadio e la cassettiera colorata, a fare scatoloni di cose da ritirar in soffitta per fare spazio, cambiare, aria nuova.
Sono comunque ragionevole, in fondo. Volevo cambiare tutto e mi limito a una stanza, credo di essere molto moderata, no?
Credo che a Fiammiferino piaccia tutto questo buon umore, si muove un sacco oggi.
Magari gli piace il verde.
Credo che GF stia valutando di farmi fare un esorcismo.