Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

venerdì 21 luglio 2017

Come eravamo: i viaggi delle vacanze.

E' quel venerdì, che poi è vacanza.
Partiamo che non sarà ancora giorno, sbarcheremo che sarà già buio, nel frattempo il mare.
E' tutto pronto, credo. Come al solito sto portando troppe cose, alla faccia del viaggiare leggeri. E' che non si sa mai.
Mi ricordo certe partenze con i miei, da bambina.
Abbiamo avuto gommoni legati sul tetto della macchina e legato senza tener conto dell'aerodinamica, con la prua avanti, che eravamo a rischio cabriolet a ogni accellerata.
Il gommone, solitamente, conteneva anche certe valigie rigide che oggi non si vedono più, oppure, a seconda dell'estro botanico di mia madre, veniva riempito di piantine da trapiantare all'arrivo. Io immaginavo sempre cosa sarebbe stato se fosse volato via tutto, tappezzando l'autostrada di rosmarino, salvia, timo, basilico e piantine da fiore e come il gommone avrebbe navigato, in quale corsia, risalendo la corrente del traffico estivo.
Salutavamo i casellanti, a ogno barriera, che prima ce n'era una ogni due km e il telepass era ancora tutto nel futuro "Arrivederci signor casellante" dicevo compita dal sedile di dietro.
La radio gracchiava, che col gommone in testa bisognava togliere l'antenna. Anche nelle auto grandi non c'era l'aria condizionata e allora si abbassava il finestrino e si faceva volare fuori la testa, fino al primo stormo di moscerini.
Poi arrivavamo al porto e magari c'era sciopero. Che mica te lo dicevano prima, ai tempi. Arrivavi lì, con tanto di gommone e niente, non si partiva. A volte tornavamo indietro, altre abbiamo dormito in auto, al porto, a luglio, a duecentomila gradi.
Una volta abbiamo perso il gatto nell'area di servizio e anche i benzinai ci hanno aiutato a trovarlo.
Un'altra volta abbiamo perso proprio la nave.
Altre papà ha sbagliato la data di partenza o mamma ha dimenticato una valigia. Era sempre un'incognita la partenza, e ai miei le incognite mettevano un nervoso che ciao. Partire è sempre stato un po' come litigare.
Forse perchè era tutto un po' meno comodo o proabilmente perchè eravamo tutti troppo giovani, soprattutto i miei.
Tant'è, ho appena chiuso il beauty. C'è dallo stick per le meduse alla crema notte ristrutturazione completa chiavi in mano.
Così come in valigia c'è l'outfit da naufraga, che per me resta il migliore da vacanza, al vedi mai che stasera si esce e si va in un posto figo. Lo stesso per Cig, si va da bambino abbandonato a piccolo lord nella stessa sacca.
Quello che non porto sono le scarpe, è proprio questione filosofica. Le vacanze sono quella cosa in infradito, al massimo una sneaker mezza demolita e comodissima. Di più non potrei tollerare.
Ripenso a mia madre, ai suoi abiti da viaggio impeccabili, ancora adesso, il suo beauty LV e mio padre che sembrava il capitano Stubing di LoveBoat, anche per via del gommone.
Io, al confronto, sembro un gatto randagio ;)

Vado a chiudere le ultime cose.
Ci sentiamo in questi giorni
In ogni caso
BUONE VACANZE <3 p="">

mercoledì 19 luglio 2017

Le cose che non cambiano, nonostante tutto


​Parliamo spesso delle cose che cambiano definitivamente una volta diventati genitori, in particolare mamme.
Diciamo poco invece di ciò che non cambia e anzi migliora anche un po'.
Ci ho dovuto pensare, non è così immediato, perchè a non cambiare sono solo quelle cose che non vengono intaccate dalla mammità e va da sè che siano poche e quasi invisibili.

Mi piace fare le valigie, come prima. Metto il minimo e l'indispensabile, più una cosa assolutamente fuori contesto, tipo il maglione di lana nella valigia per il mare d'agosto. La verità è che meno porto meno mi dimenticherò, e il maglione è la possibilità in più.
La verissima verità è che mi piace fare solo la mia di valigia, però, quindi Cig rischia sempre di viaggiare con cose a caso.
Mi piace guidare l'auto, soprattutto fuori città. E' come se una volta a bordo potessi andare ovunque, in luoghi sconosciuti, in nuove avventure. Mi piace guidare da sola, ma è quando siamo tutti insieme che cantiamo a squarciagola.
Fare colazione da sola e in silenzio, almeno 15 minuti di vantaggio sul resto del mondo, grazie.
Amo leggere, leggo di più e cose diverse adesso.
Scrivere è la mia passione, lo è stata, lo sarà. Migliora col tempo, ma non è merito di Cig.
Tirare tardi la sera con gli amici. Tardissimo. Ogni volta che è possibile.
Chiacchierare di un qualche niente di fondamentale importanza.
Mi piace fare le boccacce davanti allo specchio e le bolle di sapone quando mi lavo la faccia. Cig pensa che sia per far ridere lui, ma è me che faccio ridere da sempre.
Parlare da sola. Lo faccio da quando ero piccola, ma smetto quando voglio eh.
Ballare da sola, in cucina. Mi sento uno shamano che invoca gli spiriti, qualunque cosa voglia dire.
Mi sono tenuta stretta e uguale anche la curiosità, la cellulite e la buffonaggine. La cellulite non è proprio uguale, ma vabbè.
Cucinare mi piaceva tanto e mi piace sempre di più, quando ho tempo. Anche se a Cig non piace niente di quello che faccio: a lui piacciono i wurstel poverino, ha ancora tanto da imparare.
E poi nella mia testa ho sempre 30 anni, ma questo probabilmente è un problema che prima o poi dovrò affrontare seriamente.




lunedì 17 luglio 2017

DaSettembre


Da settembre, un sacco di cose.
Non lo so cosa mi prende, ogni anno, alla vigilia delle vacanze:
è come se si interrompesse il mondo fin qui conosciuto e mi aspettassi di trovarlo tutto cambiato, da settembre.
Che poi, lo so, dico settembre per illudermi che le vacanze dureranno almeno 6 settimane, ma insomma le parole sono importanti e DaSettembre, che è tutta una parola, crea più spazio per pensare e agire. 
Da qui a settembre, di solito, leggo cose mai lette prima, scrivo cose che poi tengo per me, coltivo desideri che poi dimentico, prendo decisioni importanti, inderogabili, che poi tralascio. Vacanza è lasciare i pensieri liberi di correre dove vogliono, di conoscere cose nuove. Deve essere per questo che poi un po' mi confondo e mi serve tempo per tornare alla realtà.

Come mi vedo io DaSettembre:
Strafiga. Abbronzata, dimagrita, tonica e senza più traccia di borse sotto gli occhi. Esente dalla forza di gravità, mi aspetta un lungo periodo di ritrovata gioventù. Almeno fino a ottobre.
Creativa. Scriverò tantissimo, tra cui almeno un paio di bestseller e un saggio che sarà pietra miliare in una qualche comunità che ancora non conosco, fonderò un magazine, imparerò perfino a disegnare. 
Milano non sarà più Milano, ma un posto meraviglioso.
Materna. giocherò ai supereroi, capirò tutto, non dimenticherò niente e non sarò sempre di corsa. 
Stilosa. Troverò l'accordo definitivo tra me e il mio guardaroba, me lo sento.
Sportiva. No, questo non è vero, neanche a settembre.
Determinata e anche determinante. Spero.
Rilassata e perfettamente padrona di me stessa.

Come sarò veramente DaSettembre:
come adesso
solo un po' più in ritardo sulle cose da fare, con i compiti delle vacanze da finire in zona cesarini, con le scarpe che non sopporto dopo un mese di infradito, con lo sconforto che mi piomba addosso nel ritrovare Milano sempre Milano, con l'insoffrenza da luogo chiuso e non si sente neanche il vento, con i piedi ben saldi su nuvole che si sciolgono in fretta, con la nostalgia del mare che mai si stempera, ma che a settembre è quasi dolorosa
con quel mood di merda che ho al ritorno dalle vacanze.

E voi, come sarete DaSettembre?



venerdì 14 luglio 2017

Cose strane che capitano quando diventi mamma


Se è vero che con la mammità cambiamo tutte è altrettanto vero che iniziano a capitarci cose strane, mai successe prima.

Ci svegliamo di notte. Poco importa l'età del pargolo, noi ci svegliamo sicure di aver sentito un pianto, un respiro diverso dal solito, un fruscio d'ali. Restiamo ad occhi aperti il tempo sufficiente per convenire che prima non ci svegliavano neppure le bombe; comprendere che stanno dormendo tutti, tranne noi, ci giriamo e ci riaddormentiamo (quasi sempre)

Eravamo donne sicure di noi stesse. Adesso basta un "mamma, quel vestito non è tanto bello" per cambiarci e improvvisare sfilate, solitamente in bagno, per essere certe di uscire con la sua approvazione.

Non avevamo mai mangiato un gelato alla fragola, non dopo i 10 anni comunque. Adesso abbiamo solo quello, generalmente già abbondantemente leccato e sciolto.

Non notavamo i bambini altrui, anzi cercavamo di evitarli. Alzi la mano chi adesso non sorride a tutti i bambini.

Avevamo cose private, preferite, NOSTRE. Adesso?

Se siamo in una serata tra amici, ma con prole al seguito, beviamo meno.

Se siamo in una serata tra amici, senza prole, beviamo più di prima.

Telefoniamo alle amiche solo quando siamo fuori casa, per essere certe di poter parlare almeno 10 minuti filati senza interruzioni.

Con i nostri compagni ci scambiamo messaggi via telefono. Spesso anche quando siamo tutti a casa.

Qualcuna è diventata vegana per non essere costretta ad assaggiare gli omegenizzati di carne o pesce; poi i wurstel e le cene da fastfood.

Abbiamo imparato a chiudere a chiave la porta del bagno, per leggere in santa pace.

Usciamo sul balcone in pieno inverno, in piena notte, in pieno sole, per chiudere tutto dietro le spalle, almeno 10 minuti.

Parliamo con le piante, almeno loro non contestano
Parliamo con il gatto perchè lui ci approva con le fusa.
Parliamo da sole, così siamo certe che qualcuno ci ascolti.

Facciamo la prova costume a notte fonda, perchè certe cose vanno affrontate da sole, con la tranquillità interiore di chi sa che è da solo con i suoi rotolini, cuscinetti ed elastici stretti.

Ci facciamo i selfie solo per controllare quanto si vedono davvero le occhiaie.

Perdiamo le cose. A volte ricompaiono nella cesta dei giochi.
La cesta dei giochi è un buco spazio temporale, di cui abbiamo un certo timore.

La tv si accende sempre su un canale di cartoni animati.

La stanchezza di prima is the new sono in forma. La stanchezza di adesso è qualcosa che si avvicina molto al coma.

I pennarelli hanno vita propria e di solito si schiantano sulla maglia bianca. La nostra. Un attimo prima di uscire per andare al lavoro.

A volte abbiamo il sospetto di essere state risucchiate in buco nero e spedite in un'altra dimensione. 









martedì 11 luglio 2017

Il portaVoglio


​L'erba voglio non esiste neanche nel giardino del re.
Qualcuno ha avuto poi modo di verificare?
Perchè a me è rimasto questo dubbio, dall'infanzia.
Quando dicevo Voglio, scattava la risposta in automatico.
Che poi tutto sto parlare d'eba in tenera età, insomma, non va bene.
Se azzardavo considerazioni sull'arte botanica reale, di cui mi importava anche poco, mi veniva spiegato che ci vuole sempre un vorrei, desidererei, un mi piacerebbe molto. 
Voglio, no, non va bene.
Peccato poi che da grandi ci dicano il contrario: volere è potere; volli fortissimamente volli, concentrati come una lama su quello che vuoi.
Tutti i condizionali dell'infanzia condizionano davvero tanto. 
Ancora oggi non riesco a dire Io Voglio senza temere di ritrovarmi nel giardino del re a classificare erbe.
E non so se questo è un bene, sicuramente è molto educato da parte mia.
Da mamma mi sono chiesta come contenere i VOGLIO, senza condizionare troppo il volere; trasmettere educazione, senza inventare giardini.
Con Cig stiamo mettendo a punto il portaVoglio.
Nel portafoglio ci sono i soldi, che a 6 anni hanno un valore relativo: Cig è convinto di essere molto, ma molto, ricco perchè ha il salvadanaio pieno di centesimi.
Nel portaVoglio ci sono i desideri: che a 6 anni hanno un valore assoluto, tanto da diventare, appunto, Voglio.
Stiamo cercando di dare un valore a ogni Voglio.
Voglio il Nintendo ds XL è un voglio grande, sarà quindi da spendere in occasioni speciali, o, come tutti i voglio grandi, non è immediato.
Voglio il succo di frutta è un Voglio piccolino; Voglio un gioco nuovo un desiderio medio; Voglio una casa nuova con tante camere è un desiderio ciao core.
Sulla teoria ci siamo, adesso dobbiamo dare al tutto una forma pratica.
Un foglio per ogni voglio da tenere nel portafoglio?
Un salvadanaio per ogni Voglio?
Ci sto lavorando.
Non mi piace monetizzare i desideri, anche se i Voglio a questa età sono cose ben concrete, sono cose cose.
Probabilmente non è neppure pratico mettere i suoi Voglio nelle categorie dello spirito; o negli archetipi , che non vorrei crescesse con l'unica immagine primordiale e innata di un videogioco.

Cosa mettiamo nel portaVoglio?

Nel frattempo potrei regalargli un'immaginetta del giardino del re.