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Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Così sono diventata mamma dopo i 40, tanto per fare sempre di testa mia. Come sta andando lo racconto in questo blog :)

sabato 30 aprile 2011

Non solo cameretta :)

Non credevo, ma fa la differenza in effetti.
Spostare la culla durante il giorno, per riportarla in camera quando è ora di andare a dormire.
Cigolino sta molto più tranquillo, anche da sveglio, se è là dove la vita si svolge e non sempre in camera.
Gli piace sentire i rumori di casa, che sia la TV, le stoviglie in cucina, io che parlo con i gatti o al telefono, la gente che passa nelle scale. Ogni tanto si fa sentire, tanto per sottolineare la sua presenza, per poi chiudere gli occhi subito dopo e tornare a sognare i suoi sogni. Devono essere anche abbastanza complessi perchè a volte si spaventa e piange mentre dorme, altre sorride beato.
Come vorrei che potesse già raccontarli :)

venerdì 29 aprile 2011

Fuori standard è meglio.

Navigando a velocità supersonica, perchè non so mai quanto tempo ho a disposizione, ho trovato un sito interessante: nostro figlio, creato dall'editore di Focus.
E' molto ricco, quindi non di consultazione immediata.
Mi è piaciuto perchè da spazio anche ai papà; tratta tanti argomenti, dai lavoretti alle vacanze; ha un'impaginazione piacevole.
Iscrivendosi, invia una newsletter con notizie utili all'età del proprio bambino: brevi post che danno il suggerimento giusto o ti fanno capire che certe cose (dormire poco, i dubbi sull'allattamento ecc.) non capitano solo a te.
Mi sono resa conto di una cosa: mentre in gravidanza ero continuamente a caccia di notizie e navigavo in rete, esplorando i 4 angoli del web, adesso navigo a vista.
Ovvero, osservo Cigolino e cerco di comportarmi di conseguenza.
La cosa che forse appare subito chiara a una neo-mamma è che si ha a che fare con una persona unica, non esistono guide o categorie che possano spiegarne i meccanismi.
Questa considerazione ha due facce: una è che sei sola (come dico spesso), l'altra è che se rifuggi dagli standard hai la libertà di comprendere davvero il tuo bambino e di non cadere in depressione.
E' un po' come le diete: quelle lette sui giornali ti fanno solo venire il nervoso e sai benissimo che non possono andare bene per tutti. Se le provi e non ottieni i risultati descritti ti senti in colpa e a disagio, con conseguente pessimo umore. Se mangi ciò che ti piace davvero e di cui senti il bisogno (e lo sai che la nutella non è normale sia un bisogno quotidiano) e ti fai qualche passeggiata, in una parola pensi davvero al tuo benessere, peso lo perdi di sicuro e l'umore è ottimo.
Per cui, invece di rifarmi a tabelle di crescita, ad aspettative codificate, e consigli preconfezionati, la mia attenzione è sul benessere reale di Cigolino.
Tutto diventa più interessante e meno stressante

giovedì 28 aprile 2011

Il lavoro dei genitori.

Oscar Wilde ha detto "Il modo migliore per far sì che i bambini siano buoni è renderli felici".
Ora, non ho idea di quanta esperienza Oscar avesse di bambini, ma trovo che questa sia la linea educativa più efficace che abbia mai sentito.
Potrei filosofeggiare a lungo sul significato di felicità, ma anche no.
Mentre aspettavo Cigolino, quando lo sentivo muovere (manca quella sensazione adesso), pensavo più o meno a una cosa del genere.
Far sì che sia felice. Volendo essere un po' televisivi e molto marketing sposo in pieno lo spot chicco "La felicità è un viaggio che inizia da piccoli". E' questa la mia maggiore occupazione adesso.
Per lui desidero felicità, quella bella tonda che non sta nelle cose, ma nell'essere. E' una forma mentale la felicità, in fondo. Non so bene come fare, per cui vado per tentativi e cerco di annotare, per lo meno mentalmente, ciò che lo fa stare bene. Ogni scoperta diventa così un sassolino da seguire, una barchetta su cui navigare.
E' incredibile come i gusti e le inclinazioni si delineino già nei primi giorni di vita.
Cigolino ama la compagnia, vuole esserci. Esattamente come ha voluto arrivare da noi (io un po' ci credo a una scelta a priori). Ama sentire le voci, girare per casa a bordo della spalla di mamma o papà, meglio quella di papà più alta e accogliente.
Ama i sorrisi e sorridere, i massaggi alle gambe, il bagnetto tiepido e la crema, soffre il solletico, gli piace la musica, il suo guardo ancora profondo e indefinito è già curioso.
Ogni giorno aggiungo un pezzettino.
Metterli insieme per sapere cosa e come fare è il lavoro dei genitori.

mercoledì 27 aprile 2011

L'agenda della mamma.

In gravidanza, pensando all'agognato congedo maternità, immaginavo che avrei avuto un sacco di tempo da dedicare al mio bebè, a me e alla casa.
Delirio di onnipotenza.
Il tempo non basta mai, qualcuno mi spiega perchè?
E soprattutto, qualcuno ha un metodo organizzativo che posso copiare?
Mi sembra di essere sempre di corsa, ma è corsa sul posto, alla fine passo parecchio tempo in casa.
Eppure non mi fermo un attimo, anche postare ha bisogno di essere pianificato.
Inizio con la poppata del mattino, intorno alle 7.
Poi c'è il cambio del pannolino, le vitamine e due coccole prima di tornare in culla. Colazione-mi-lavo-mi-vesto, inizio a fare due cose due in casa ed è ora della poppata delle 10 (e cambio pannolino e due coccole).
Poi si esce un'oretta, al sole, a camminare, a sentire gli uccellini. Al ritorno riprendo le due cose due che avevo iniziato alle 9 e ne finisco una, perchè è ora della poppata delle 13 (e cambio pannolino e due coccole). Pranzo io, in un orario che varia dalle 12.30, prima di dare da mangiare a Cigolino, ma è presto, non ho fame, alle 14, ma è tardi la fame mi è passata. Finalmente il tempo di finire ciò che avevo iniziato alle 9 e far andare al lavatrice, stenderò non prima delle 22 comunque.
Un'oretta riesco a dormire, è un momento che mi piace tantissimo. Sembro biancaneve nella teca di cristallo, beata e in attesa del suo principe. Invece di un bacio mi sveglia un primo cigolio, poi un secondo, al terzo scatta tutta la sirena. E via che si allatta, intorno alle 16 e cambio pannolino e due coccole.
Da qui in poi è tutto un po' confuso, la lettura delle mail, postare, la lavastoviglie, riordinare, i gatti, uscire, la tv, pensare alla cena si accavallano e 3 ore passano in un lampo.
E' come se il Tetris fosse diventato un gioco di ruolo, lo scopo è incastrarmi correttamente tra una cosa e l'altra.
E questa sarebbe una giornata ideale, perchè non succede mai che vada davvero così e tutto resta sospeso, intorno alla fame di Cigolino.
Com'è come non è la sera sono esausta. E' tempo però del colica time, per cui scattano lunghi massaggini e coccole consolatorie. Poppata delle 23-24.
Si dorme!
Almeno fino alla poppata delle 2-3.
Eppure è il modo più bello e costruttivo di spendere le giornate. Che magia!

martedì 26 aprile 2011

Il metodo e.a.s.y

Ho sul comodino il libro di Tracy Hogg "Il linguaggio segreto dei neonati".
Non ho ancora iniziato a leggerlo, per motivi a me misteriosi è parecchio tempo che non riesco a leggere come di mia abitudine. Vabbè, drammi di lettura a parte, l'ho sfogliato tanto per cominciare a familiarizzare un po' (secondo me la mia è una forma di analfabetismo di ritorno, comunque).
La Hogg propone un suo metodo, che visto così mi è sembrato rigido.
Il metodo si chiama easy, acronimo di eat, activity, sleep, you.
Eat è il momento della pappa, a cui dedicare dai 25 ai 45 minuti.
Activity è quando non si dorme, cioè quando sta sul fasciatoio, sulla sdraietta, si fa il bagnetto e così via.
Sleep è il tempo del sonno: ogni pisolino dovrebbe durare da un minimo di 45 minuti a un massimo di un'ora, escludendo i 30 minuti che servono per addormentarsi. Dormire più a lungo, secondo la Hogg, porta a confondere il giorno con la notte.
You è il tempo che la mamma dedica a sè, coincide con lo sleep del bimbo e nel periodo post partum è fondamentale, perchè la mamma ha bisogno di rigenerarsi fisicamente e psicologicamente.
Ogni ciclo viene applicato ad intervalli di 3 ore.
Leggerò il libro, promesso. Anzi inizio subito. Anche perchè sfogliandolo velocemente le pagine, le parole più ricorrenti sono RISPETTO e AMORE. Non sarà così rigido, quindi.
Qui una breve sintesi del metodo.

Roba da lattanti

Al termine del primo mese, convenzionalmente, il bebè non è più neonato e diventa lattante.
Come dire, è finito il rodaggio.
Il cambiamento, anche nel caso di Cigolino, è sensibile.
Le poppate diventano più brevi, ma più impetuose, tanto che spesso il latte gli va di traverso e si spaventa un sacco.
Si guardano intorno con più curiosità e in particolare vengono attratti dai colori sgargianti, tipo gli sportelli rossi di cucina diventano improvvisamente oggetti meravigliosi.
Muovono la testa con più controllo e messi a pancia in giù riescono ad alzarla di alcuni cm e per qualche secondo.
Socializzano e piano piano iniziano a riconoscere mamma e papà.
Reagiscono al freddo e al caldo.
Dormono qualche ora in meno, ma soprattutto iniziano a non confondere più il giorno con la notte.
A questo proposito sono molto utili piccoli accorgimenti: durante il giorno non oscurare eccessivamente la stanza dove è posizionata la culla e soprattutto non creare troppo silenzio.
A me non piace "parlare da sola", a un certo punto non so cosa dire ;), allora lascio una radio o la tv accese (volume basso eh, non effetto discoteca o comizio di piazza), in modo che ci sia un po' di confusione.
Al contrario, la sera, la stanza è buia e finalmente c'è silenzio: è ora di dormire.

Debutto in società

Mentre tutto il mondo si prepara, incomprensibilmente, la matrimonio di William e Kate, ieri c'è stato un evento ben più mondano: la prima grigliata di Cigolino.
Raduno pasquale degli amici del mare, cioè il gruppo di amici più storico, più affiatato e gaudente che si possa immaginare. Cigolino in tuta da ginnastica alla sua prima uscita ufficiale, quella che stai fuori tutto il giorno e speriamo bene.
Nel gruppo bimba di un anno e pochi mesi ormai assolutamente disinvolta; bimba in arrivo per settembre e manipolo di adulti pronti a grigliare tutto.
E' stata una giornata bellissima.
Abbiamo scoperto che:
Cigolino ha un'inclinazione naturale alla compagnia, anzi più vociare e allegria sente, più dorme tranquillo;
gli basta avere il suo quarto d'ora defilato, per mangiare in pace, un paio di cambi pannolino e la giornata fila via tranquillissima;
gli piacciono tantissimo le coccole, non importa se arrivano da mamma, papà o da zii acquisiti all'istante.
E' stato tutto il giorno nella sua navicella, in giardino, tra cinguettare di uccellini, risate e vociare.
Anche per me è stata una gran bella esperienza, mi sono resa conto che partecipare alla vita famigliare fa il bimbo più sereno, in modo misterioso e istintivo lui sa quando può stare tranquillo, anche in mezzo alla battaglia di bucce di mela e molliche di pane.
Siamo tornati la sera.
Ho allattato in macchina, seduta dietro, nella coda (breve meno male) del rientro delle scampagnate di Pasquetta.

sabato 23 aprile 2011

Capo-parto

Dovevo capirlo subito.
Indizio n.1: sindrome della piccola fiammiferaia, ovvero nessuno mi vuole bene, mi sento sola e abbandonata e posso solo vendere dei piccoli fiammiferi che altro non mi tocca.
Indizio n.2: mal di testa martellante.
Indizio n.3: panza gonfia.
Indizio n.4: totale assenza di concentrazione, come sentirsi perennemente altrove.
E vualà, tutte insieme sono tornate le gioie del ciclo. A un mese di distanza dal parto.
Non credo capiti spesso, non per tirarmela eh, soprattutto mentre si sta allattando.
Mi sono preoccupata, pensavo non fosse normale un ritorno così precoce e temevo potesse interferire con l'allattamento. Ho chiamato il mio ginecologo che mi ha subito rassicurata: ciclo mestruale e allattamento vanno ognuno per conto suo, per cui non ci sono interferenze e sì, può capitare che il capoparto (che è appunto il primo ciclo dopo il parto) si presenti così presto. Va che fortuna!
Così però mi spiego anche gli ultimi due giorni di Cigolino, in cui ha mangiato più spesso, ma per meno tempo e ha pianto di più.
In coincidenza con la ripresa del flusso, leggo su diversi siti, si verifica una momentanea riduzione della produzione di latte (ecco perchè ha fame entro le 3 ore al massimo!). 
Durante questi giorni, a causa della presenza nel latte materno di ormoni femminili, può capitare che, talvolta, il bebè si alimenti meno volentieri e possono determinarsi, in modo occasionale e transitorio, disturbi digestivi, evacuazioni più frequenti e meno consistenti, irritabilità e lievi eruzioni cutanee, tutti motivi non sufficienti, tuttavia, per abbandonare l'allattamento materno.
Ne ho parlato anche con mia mamma, che mi raccontava che a lei dicevano che con il ritorno delle mestruazioni il latte diventava impuro, cattivo, e non si poteva più allattare.
E' un falso convincimento. E' possibile invece che, a causa di un'aumentata concentrazione di sodio, cloro e altri costituenti del sangue, il latte materno assuma un sapore lievemente più salato.
Vabbè dai, non è un dramma. 
Io temevo fosse già la menopausa.

giovedì 21 aprile 2011

Complemese n.1

Stiamo arrivando al primo complemese. Sarà sabato.
Se in gravidanza il tempo colava lentamente, adesso sembra espandersi, stiracchiarsi in almeno una quarta dimensione, che è quella contemplativa.
Cigolino sembra con noi da sempre, ma, allo stesso tempo, sembra arrivato oggi. Giornate lente e dense e settimane che sono volate.
In questo primo mese i cambiamenti sono già evidenti.
Dorme meno ore rispetto ai primissimi giorni, guardandosi intorno (e non vedendo) con quegli occhioni di un colore ancora indefinito, che sembrano virare al verde scuro, al grigio a tratti, e chissà se poi invece sono marroni come quelli di mamma e papà.
Mangia con avidità e quindi abbiamo scoperto anche cos'è il mal di pancia, il singhiozzo ostinato e i pianti disperati, quando non si cigola più.
Gli piace fare il bagnetto, ma l'acqua deve essere giusta altrimenti no no no, non piace proprio più.
E' cresciuto, 4 cm e 1,3 kg di cui almeno 6 etti solo in guance.
Di tutte le "smorfie" la sua preferita è sorridere e speriamo che continui così.
Gli piace tantissimo stare in braccio e adesso che sto scrivendo è chiuso nella sua fascia porta bebè, legato a me e dorme beato.
Gli piacciono le passeggiate, conoscere gente nuova (si concede facilmente alla braccia altrui in effetti) e avere la radio o la televisione di sottofondo durante il giorno, visto che la sua mamma parla proprio poco.
Odia il ciuccio e condivide la culla con un coniglietto che però non so se gli sta particolarmente simpatico.
Anch'io ho imparato molto in questo mese.
La cosa forse più importante è che per quanto di noi sappiamo, per quanto negli anni ci siamo impegnati a sondare ogni nostra piega, ci sono angoli che vengono illuminati solo e soltanto quando le cose accadono.

mercoledì 20 aprile 2011

Fascia porta bebè.

Mi ha sempre incuriosito e ho voluto prenderla.
La fascia porta bebè è quel lungo scialle in jersey di cotone, che permette di portare il bebè in varie posizioni e avere - UDITE! UDITE! - le mani libere.
Non so perchè, ma un po' mi intimorisce: sarà per il libretto di istruzioni che neppure il microonde; sarà che sono così radicalmente metropolitana che queste cose troppo da "saggezza antica" mi creano pregiudizi; sarà che sono mentalmente pigra e l'immediatezza del passeggino è quasi rassicurante.
Tant'è, stamattina ho dato un taglio alle esitazioni e ho avvolto Cigolino tutto intorno a me.
Meraviglia e incanto.
In un attimo ha trovato la sua posizione ideale, posando il capo sul mio cuore, rannicchiato sulla mia pancia proprio come quando lo prendo in braccio. Eravamo nella posizione Canguro, che è con il bebè verticale,  si crea un marsupio con la fascia e con vari incroci (è più facile a farsi che a dirsi) ci si lega l'un l'altro. Il peso del bebè viene ben distribuito e la schiena, magicamente, non fa più male.
Sono riuscita a muovermi liberamente, fare un po' di cose, il tutto con un Cigolino pacifico e beato.
Io un po' meno rilassata.
Il timore che si sleghi tutto e di trovarmi il bebè lungo e disteso sul pavimento non è una bella sensazione; come non lo è quella che non respiri bene là dentro o di fargli male con qualche mio movimento.
Paranoie da mamma tarlucca.
In realtà è una vera figata. Costicchia (tra i 60 e i 70 euro), ma è così piacevole!
Voglio prenderci la mano e provare la fascia anche fuori casa, credo sia l'ideale per le nostre passeggiate quotidiane. Potrei addirittura riprendere a fare walking, che spingendo il passeggino non viene bene.

martedì 19 aprile 2011

Massaggio del bambino

Che bello! Oggi sono stata al primo incontro per imparare a fare i massaggi a Cigolino.
Ci ha accolto una saletta colorata, con grandi cuscini a terra, musichetta new age di sottofondo.
Imparare a massaggiare è utile per favorire lo stato di benessere del bambino, lo aiuta a scaricare e dare sollievo alle tensioni (con tutte le cose nuove che ha intorno, altro che tensione!), stimola e regolarizza il sistema circolatorio, respiratorio, muscolare, gastro-intestinale (utilissimo per esempio per l'aria nella pancia). Sembra miracoloso insomma.
La cosa subito evidente è il contatto profondo e diverso che si crea, è un'oretta in cui non c'è altro da fare se non scaldarsi le mani con l'olio di mandorle e prendersi cura del proprio bimbo, seguendo le istruzioni dell'ostetrica.
A Cigolino è piaciuto tantissimo. Oggi ci siamo presi cura di gambe e piedi. Si è rilassato tantissimo, sorrideva e aveva lo sguardo perso di chi sta proprio bene.
Settimana prossima impariamo a trattare l'addome, ovvero i massaggi utili per eliminare l'aria dalla pancia. Non vediamo l'ora, visto che di aria ne circola davvero parecchia, con conseguenti pianti disperati.


Il corso è promosso da AIMI (associazione italiana massaggio infantile), collegata all'International Association Infant Massage che vuole incoraggiare il contatto e i rapporti umani durante la crescita del bambino, promuovere ricerche, corsi di preparazione e istruzione in modo che genitori e bambini siano amati, valorizzati e rispettati dalla comunità mondiale.

lunedì 18 aprile 2011

Cambia la vita!

Me lo dicevano tutti durante la gravidanza, i più, devo dire, con l'aria di chi sa cose e ha visto cose che noi umani...
Beh, avevano ragione.
Cambia, si ribalta proprio con l'arrivo di un bebè. Non è solo questione di spazi da ridisegnare, in casa, dentro di sè e anche in auto; non è solo il sonno che perdi e la solitudine che aleggia in certe giornate, è un qualcosa che succede nella testa.
Ti trovi così, in un sabato soleggiato, a decidere di andare a vedere quell'outlet di pannolini di cui hai sentito parlare, quando prima magari andavi all'outlet di Mendrisio (CH - il meraviglioso Foxtown), a pranzo fuori o magari via per il fine settimana. E ti trovi, lo stesso sabato, a sentirti davvero in pace con te stessa, per aver comprato una montagna di pannolini al suddetto outlet, una spugna naturale per fare il bagnetto e altre 3 cosette ed aver speso come comprare quelle scarpe. Ma che ci vogliamo fare? Tanto nella mia taglia ancora non entro, è inutile comprare vestiti e delle scarpe cosa me ne faccio se non ho poi i vestiti con cui metterle? Pannolini, è la scelta giusta.
Dalle firme al ciripà il passo è così breve però, che ti prende una vertigine da montagne russe. Come dal caffè alla tisana al finocchio, dall'essere tiratardi al risposino pomeridiano per reggere almeno fino alle 23 la sera. Cambia la vita, eccome!
In meglio, per tantissimi versi, ma non per tutti.
Ricordarsi di dare spazio anche a chi eravamo prima dell'arrivo del cucciolotto è sano e doveroso.
Ricordarsi di ricordarsi di dare spazio è una delle cose più difficili.

Lo show dei record

Questa volta ci sono riuscita ad andare dal pediatra. Gancio o non gancio e non dirò mai se sono andata in giro a navicella sganciata.
Il dottore mi è sembrato molto scrupoloso, ha controllato tutto Cigolino, palmo a palmo.
Dunque.
E' aumentato di 1,3 kg e cresciuto di 4 cm. In 3 settimane e poco più.
Mi aspettavo che si illuminasse tutto l'ambulatorio, scendessero coriandoli e si librassero in volo mille palloncini colorati e che almeno due giudici accreditati mi consegnassero l'attestazione della mia iscrizione al guinness dei primati.
Non è successo, pazienza. Il pediatra ha detto che è una buona crescita, armonica.
Cigolino ha fatto di tutto per strappargli lo stetoscopio (che è in miniatura, troppo carino), forse anche lui si aspettava più festeggiamenti per la crescita.
Vabbè. Ci torniamo tra un mese, per il bilancio di salute 2. Speriamo in altra botta di autostima come oggi, che sono uscita dall'ambulatorio che sembravo io la primavera, non quella che tutt'intorno fiorisce.

venerdì 15 aprile 2011

Screening auditivo

Stamattina abbiamo fatto lo screening auditivo.
Hanno collegato Cigolino a 3 elettrodi (piccoli piccoli), uno sula guancia, uno sulla fronte e uno sulla nuca, poi gli hanno infilato due orecchie di plastica. Sembrava uscito da una puntata sull'infanzia di Star Trek.
La macchina trasmette impulsi nelle orecchie e se si registrano risposte dal cervello è tutto ok.
Ci sente.
Non avevamo dubbi. Abbiamo ancora impressa nella memoria una sua ecografia, intorno ai 3 mesi, in cui si dimenava tutto, con le mani sulle orecchie perchè gli dava fastidio il rumore dell'eco. Era grande come un fiammiferino e già stava dicendo la sua.
Cigolino è così. Sorride tanto e piange quando è strettamente necessario, e si fa capire.
Siamo stati anche in neonatologia, per un prelievo di sangue (che si fa dal micro tallone).
Le ostetriche ci hanno fatto un sacco di feste e come è lievitato, guarda che belle guanciotte. Sembrava una rimpatriata, bisognerebbe fare un giretto più spesso.
La cosa che mi ha preoccupato un po' è che sono stata felice di questa "gita", fuori dai confini delle nostre passeggiate quotidiane. Diamine, stavamo andando in ospedale non a shopping!
Non appena mi sentirò meno stanca, perchè mi sento ancora un po' così, bisognerà ampliare gli orizzonti.
Sinceramente è questa l'unica cosa che trovo pesante in questo inizio di maternità: il magnifico isolamento. Magnifico perchè lo è, non c'è cosa più elettrizzante di vedere i cambiamenti quotidiani di Cigolino, di intuire ogni giorno una cosa nuova, di entrare in contatto sempre più profondamente. Ma è pur sempre isolamento, silenzio e tempi scanditi dalle poppate ogni 3 ore, max 3 ore e mezzo, per cui con poca libertà di azione.
E non mi sento neanche un po' madre snaturata mentre penso queste cose.

giovedì 14 aprile 2011

Parco della moda

Come fare l'haka :)
Tutte le mattine usciamo Cigolino e io.
Prima di tutto mi preparo con l'haka, perchè il passeggino, che è fra i più leggeri dicono, in realtà pesa e ti fa chiedere puntualmente quanto tempo è che non vai in palestra. Nel mio caso, 8 anni. Solo l'haka può dare la carica giusta.
Scesi i 5 scalini dell'ingresso del palazzo, che supero in retromarcia e sollevando l'intera navicella-con-ruote, roteando a destra e sperando di non strapparmi definitivamente i crociati, ci facciamo un'oretta di buon passo, mentre gli racconto i colori dei fiori e cosa sono i rumori che sente.
Attraversiamo un paio di parchetti, popolati da nonni con nipotini, badanti con nonni, nonni da soli e qualche sporadica mamma con bimbi piccoli. Ci si saluta tutti, o per lo meno si scambia un sorriso.
Un panorama rassicurante, in cui noi sfrecciamo (si fa per dire) sorridenti e sentendoci anche piuttosto in forma e fascinosi. Sì sì, anche in tuta e scarpa ginnica.
Ma il sabato e la domenica tutto cambia. Drammaticamente.
I parchetti innocui fino a venerdì, si trasformano nel parco della moda che anche il Monopoli invidia, in cui mamme bionde, magre, alte, fanno giocare bambini griffati; chiacchierano tra di loro, le mamme, con sorrisi da spot del dentifricio, raccontano di sedute dal parrucchiere, di prossime vacanze e che prima o poi, visto che tra anticipata, obbligatoria, facoltativa e aspettativa, sono a casa in maternità da un paio d'anni, prima o poi sì, bisognerà tornare anche al lavoro. Che fatica, quasi meglio fare il secondo, o terzo, figlio tanto figurati se ritrovo il mio posto, sarò demansionata ...
E io ho ancora la tuta e la scarpa ginnica, il cappellino e quell'aria un po' così, che abbiamo noi che abbiamo macchie dell'ultimo "ruttino" sulla spalla sinistra.
Non si squagliano neppure al sole, le mamme week end del parchetto, mentre io mi sento paonazza e volentieri mi arrotolerei i pantaloni.
Stanno fresche in camicie floreali, jeans e il tacco che non può mancare proprio mai.
Io in questi frangenti mi sono chiesta più volte: ma come fanno?
Poi però non ho trovato risposta e ho cambiato punto di vista.
Ma come faccio io? è la vera domanda.

mercoledì 13 aprile 2011

Congedo paternità

Ci siamo informati sul congedo paternità, scrivendo alla parlamentare che sta seguendo l'iter legislativo della proposta (Alessia Mosca).
Lei ci ha risposto che i 15 giorni di cui si e' parlato recentemente sono una una proposta del parlamento europeo, che in quella sede deve ancora seguire l'iter necessario per l'approvazione. Se approvata, la proposta sara' una forte indicazione per tutti gli stati membri.
Intanto in Italia esiste un'altra proposta, la sua, che prevede 4 giorni di congedo obbligatorio.
In questo caso i lavori sono più avanti rispetto all'unione europea, sono già confermati nel testo unico di proposta di legge sul congedo di paternità prodotto dalla Commissione della Camera proprio in questi giorni. Dovrà essere discussa e poi votata prima alla Camera e poi al Senato. Ancora non c'e' una calendarizzazione.
Quattro giorni non sono molti, con tutto quello che c'e' da fare con l'arrivo di un bebe', con tutte le emozioni da vivere e nuovi ritmi da imparare. Quattro volte meglio, comunque, della condizione attuale, mortificante direi con quel solo giorno di congedo.

martedì 12 aprile 2011

Coliche - la "terapia" del relax

Credo che Cigolino abbia qualche colica, o comunque mal di pancia.
Gli succede con la poppata serale, mai durante il giorno, comincia a piangere, a tirare le gambine, gli viene il singhiozzo ... insomma è come se tutto il sistema andasse in tilt.
Ho letto che non si conoscono rimedi.
Noi abbiamo sperimentato che sulla pancia di papà o di mamma, in un abbraccio calmo, le coliche si placano. Sì lo so, sembra tutto troppo "glicemico", ma di fatto lui smette di lamentarsi, di piangere e si addormenta. Unica condizione necessaria: bisogna essere calmi. Non funziona se il pianto ci ha già innervosito, se il sonno ha il sopravvento su tutto, se si è agitati o distratti.
La calma comunica calma.
La chiave di tutto è il relax: si può passeggiare per casa con Cigolino appoggiato al petto o, ancora meglio,  sedersi comodi comodi sul divano e appoggiarlo con la testolina all'altezza del cuore.
Fa bene a tutti: a Cigolino che si gode una dose massiccia di coccole e il battito rassicurante del cuore, noi il contatto fisico con il nostro bambino.
Devo ammettere che GF è molto più efficace di me nel placare così le coliche.
Guardando lui che placa Cigolino mi sento meglio anch'io.

lunedì 11 aprile 2011

La sindrome della Mamma Tarlucca.

Credo che non soffriro' di baby blue (depressione post parto), fortunatamente. Temo pero' mi sia andata in qualche modo peggio. Ho la sindrome della mamma tarlucca (dialettale, sta per imbranata e un po' ottusa ... Tarlucca, appunto).
Stamattina avevo appuntamento con il pediatra. Mi preparo, preparo cigolino che comincia a cigolare perche' e' quasi ora di pappa, raduno i documenti, chiavi della macchina e via che si va. Nel frattempo cigolino si e' fatto aquilotto per manifestare fame conclamata, gli spiego che mangera' dal dottore mentre aspettiamo.Tutto il palazzo sente lui che urla e, credo, anche i miei ragionamenti.
Carico la navicella sull'auto e non riesco ad agganciarla alle cinture di sicurezza.
Da questo momento in poi la sindrome, che covava gia' da qualche giorno, si manifesta inequivocabilmente. Cigolino urla affannato, sole a picco, io che litigo con le cinture di sicurezza e sudo e penso, convinta, che senza agganciare la navicella non posso andare da nessuna parte. Caldo, pianto disperato, ganci che non agganciano. Torno in casa, per avvisare il pediatra che siamo in ritardo, anzi no, che e' meglio rimandare, anzi no, spero quasi mi dica lui cosa devo fare, magari come funzionano i ganci. Occupato, numero perennemente occupato. Allora allatto, mentre racconto via sms e poi via cellulare a GF le mie disavventure. Mi chiama il pediatra per chiedermi se sto arrivando, io ho le tette al vento come sempre, GF che mi spiega che bastava allungare le cinture, o andare senza agganciare tanto saranno 2km al massimo e mi da dell'imbranata, cigolino che mangia e piange. Io mi sento affogare, mi salva il cuscino da allattamento, la ciambella rossa.
Dal pediatra ci vado lunedì prossimo.
Cigolino ha mangiato e sta imparando a usare il ciuccio.
Ho riprovato con più calma, ma non sono proprio riuscita ad agganciare niente.
Dovrò dire a GF che ho la sindrome della Mamma Tarlucca.

domenica 10 aprile 2011

Coccole senza regole

Tata Lucia e tutti gli altri avranno anche ragione, i bambini non si prendono in braccio, si danno vizi che poi traviano le giovani vite.
Ho osservato l'ortodossia per ben 3 giorni, "sgridando" anche GF per eccesso di coccole, che poi non dorme più da solo, che poi per qualunque cosa bisogna prenderlo in braccio. Petulante, quando mi ci metto mi do fastidio da sola:)
Sì ha ragione senz'altro tata Lucia, ma per me, per noi direi, è una gioia troppo grande stropicciare Cigolino di coccole e ancora di più è provare a capire cosa gli piace. Oggi, per esempio, gli sono piaciuti un sacco i circolini sulla pancia: con un dito leggero leggero ho disegnato circolini intorno all'ombelico. Una pacchia! Si è rilassato così tanto che si è addormentato, sorridendo.
Come gli piace un sacco fare il giro della casa con la testa appoggiata sulla spalla di papà.
Crescerà rammollito? Avrà turbe psichiche?
Visto adesso non sembra. Anzi sembra contento e sereno.
E' portatore di felicità. A noi due che ci incantiamo a guardarlo, a chi ci incontra per strada e si ferma e fa i complimenti, alle mie nipotine che lo chiamano "il piccolino" e mi aiutano a spingere il passeggino e si incantano a guardare le mani e i piedi del cuginetto.
Tante coccole a chi porta tanta gioia :)

sabato 9 aprile 2011

Diversivi

Non avrei mai immaginato che il supermercato potesse diventare un luogo di meditazione, un angolino ritagliato per me. Stamattina ho lasciato i ragazzi da soli e sono andata a fare un po' di spesa per pensare un po'.
Stanotte ho perso la pazienza, cigolino si e' trasformato in aquilotto e niente era efficace per farlo smettere, se non ovviamente tenerlo in braccio. Quasi lo portavo giù' nel giardino condominiale, quasi io andavo a farmi un giro, fattosta' che ho perso, per un attimo,l'aplomb.
Cosi' stamattina avevo bisogno di pensare un'oretta.
Tra un pacco di biscotti e i pomodori, mi sono resa conto che sono stanca. Non per l'impegno di cigolino, che e' bravissimo, quasi un bimbo zen. Sono io che mi autostanco,perche' cerco di controllare tutto,tutti e soprattutto me. Spreco un sacco di energie!
Quindi urge un new deal, un semplice diversivo anche, che mi distolga dal ponte di comando (che vedo solo io peraltro). Non potendo fare la spesa tutti i giorni, vuoi per motivi economici vuoi perche' GF potrebbe sospettare una tresca col gastronomo e per la ginnastica e' ancora presto, mi serve un'idea. Una cosa che un'ora al giorno mi porti un po' via. Tipo un massaggio,ballare a perdifiato, una torta di mele che non ingrassa o un corso di cucina a domicilio.
Insomma, per restare nel ruolo di mamma, che amo e mi diverte tanto, e' necessario abbandonarlo con una certa regolarità'. E' di questo che mi sono fatta persuasa (Montalbano docet).

venerdì 8 aprile 2011

tre uomini e una branda

Oggi tutti a casa. Che e' una cosa bellissima, se non fosse che GF ha un po' di febbre. Come me, mica mi passa. Boh.
L'unico che dorme beato e' Cigolino, che stanotte si e' fatto anche 6 ore consecutive di nanna, con brevi intervalli di cigolate e scricchiolii vari che sono più da compagnia che altro.
Siamo comunque usciti oggi pomeriggio, due passi al sole. Fuori e' estate! Ho visto infradito e sentito quell'odore da pomeriggio estivo, quando l'asfalto si scalda e l'erba, le foglie, in un profumo da savana urbana.
Io ci guardo, guardo noi tre e ancora non ci credo. E' una sensazione strana, un'emozione che si rinnova ogni momento: abbiamo fatto un bimbo, siamo genitori. Mi viene da ridere e mi spavento, e' una gioia grandissima e manca il respiro.
Anche oggi, che siamo tre uomini (nel senso di genere umano) e una branda.

giovedì 7 aprile 2011

Manuale di istruzioni

Mentre ieri mi interrogavo sugli stili educativi, GF, molto più pragmaticamente di me, era in libreria a cercare libri sull'argomento. Praticamente nello stesso momento e senza esserci comunicati niente.
Capita spesso, pensiamo la stessa cosa nello stesso momento, è così fin dal primo incontro.
Un concerto, quasi due anni fa. E' proprio vero che le cose che funzionano, lo fanno da sè, senza fatica, solo con l'impegno di fare sempre meglio di giorno in giorno.
E' tornato ieri sera con due testi: uno che di fama conosco "Un genitore quasi perfetto" di Bettelheim, un classico della psicologia infantile; l'altro è della famosa e temutissima tata Lucia, al secolo Lucia Rizzi. Mi capita di vedere SOS Tata, anche prima di Cigolino, e Tata Lucia ha un che tra Mary Poppins e la signorina Rottermeier che trovo davvero efficace. Il libro è un manualetto pratico, che abbiamo cominciato a leggere ieri sera. E fin qui ... Abbiamo sbagliato tutto!!
Teniamo la culla in camera con noi al momento (comodità mia lo ammetto) e invece assolutamente no, va nella sua camera che si deve abituare a stare da solo e capire che anche da solo sta benissimo;
non gli sto dando il ciuccio, un po' non lo vuole lui, un po' a me non va di insistere su una cosa così.
E sono solo alle prime pagine, sono certa che andando avanti, scoprirò gli altri passi falsi ...
Almeno su una cosa siamo d'accordo: una mamma tesa rende teso anche il bambino. Vedere cigolino tranquillo e anche un po' buffone mi da la direzione: la sua serenità è la mia bussola e se piange so che lo sta facendo per un buon motivo. Peccato che i motivi non li sappia comunicare, come il paio d'ore freestyle della notte scorsa, in cui ha fatto prove i pianto a pieni polmoni, perfettamente riuscite.
Gf e io manteniamo la calma anche in questi frangenti, il che è senz'altro un bene, mi chiedo solo se mai ci accorgeremo di qualcosa che non va.
Tant'è.
Lunedì mattina andiamo, io e cigolino, a conoscere il pediatra, mi farò spiegare da lui come riconoscere una vera emergenza. Chissà poi perchè nessuno si mette e con calma scrive il "manuale universale di istruzioni per bimbi da 0 a 2 anni". Poi parlano, diventa meno complicato.

mercoledì 6 aprile 2011

Il bagnetto

Credo di avere un rapporto conflittuale con il momento del bagnetto.
Forse cado in trance.
Forse mi manca la tecnica.
Preparo l'acqua, nè calda nè fredda a prova di gomito.
Preparo l'accappatoio a portata di mano.
Metto una manciata di amido bio nell'acqua.
Tengo saldamente Cigolino, lo immergo, lui è tutto contento.
Testa, viso, dietro le orecchie, in quest'acqua che è una meraviglia di tepore e fragranza così da bebè, che un bimbo non può che trovarsi benissimo.
Tempi brevi, così resta solo il piacere del bagnetto e nessuno stress, diciamo dai 5 ai 10 minuti.
E' tutto così rilassante, effetto centro benessere.
Io mi sento bravissima, un madre esperta che sa ciò che si deve fare.
Allora perchè alla fine di questo rito ho la maglietta tutta bagnata (e sono lontanissima da miss magliettabagnata) e anche, a tratti, i pantaloni?

Stili educativi

Quando guardo Cigolino, cioè sempre, penso a come lo educheremo.
Non ho molti dubbi sui valori da trasmettere e neppure sul modo (che sarà positivo e affettivo), mi chiedo però se sarò capace.
Ho avuto un'educazione molto rigida e spesso punitiva (in una parola: autoritaria) e noto che, a volte, qualche germe di ciò che è stato con me ancora sopravvive: divento intransigente, troppo rigida, ricordandomi immediatamente una mia zia maestra e mai sposata che ci teneva tutti in riga, terrorizzandoci. Ecco, non voglio che vada così.
Vorrei che lui potesse coltivare la sua autostima in modo libero e cosciente, che fosse certo che da parte dei genitori non trova punizione, ma sostegno e indicazioni.
Spero di non sentirmi mai pronunciare frasi del tipo: se fai così mi fai star male; se fai così viene il lupo e ti porta via o altre cose orribili che poi te le ricordi quando sei grande e ti viene un nervoso grandissimo.
Sarà necessario anche inventare nuove favole. Le classiche vanno senz'altro conosciute, ma a pensarci sono intrise di avvenimenti nefasti e paurosi e mai una volta che il lieto fine sia la conquista dello sventurato protagonista, ma è sempre nelle mani di qualcun altro: il cacciatore tira fuori cappuccetto rosso dal lupo; i principi svegliano le principesse che altrimenti resterebbero lì per chissà quanto tempo.
Ci vogliono favole in cui anche se ti va male tu puoi ribaltare la sorte, senza che per forza passi un principe a cavallo o la principessa cali le trecce dal terrazzo.
Volendo evitare la strada percorsa dai miei (non c'è critica qui eh, ma coscienza della poca funzionalità) dovrò scoprire vie nuove, sarà imparare da capo, senza rifarsi a modelli conosciuti.
Una cosa da pionieri.
Mi sa che bisognerà studiare un po', per avere nuovi spunti.
Oggi ho dato un occhiata qua e , ma bisogna approfondire.

martedì 5 aprile 2011

Alimentazione e allattamento

Contro ogni pronostico, anche allattare non mi dispiace. Non è la mia passione, ma mi rendo conto che per Cigolino è una risorsa importante per cui mi sento contenta. Non sto neppure bevendo caffè, nè toccando una sigaretta (il che è incredibile!) e sto cercando anche di mangiare bene.
Mi hanno dato un libricino quando mi hanno dimessa dall'ospedale, con la dieta della balia.
In sintesi bisogna mangiare un sacco, bene e molto, di più che durante la gravidanza, bere il più possibile ed evitare i sapori troppo forti.
Ogni pasto deve essere un pasto completo, con primo (sostituibile con pane), secondo, verdura e frutta. Mediamente necessitano 500 kcal in più, sono davvero tante.
Meglio evitare dolci, che danno calorie vuote.
Io non riesco a mangiare così tanto, nonostante abbia ampio spazio nella "sale a manger" che è diventata la mia panza. Si può frammentare in piccoli pasti perpetui, volendo.
L'importante è la varietà del cibo e che piaccia. Per qualche informazione in più qui, e una ricerca su google, dove si trovano spunti interessanti.
Più ancora che in gravidanza è questo il momento di prendersi molta cura di sè.
Lo stare molto in casa, o comunque da sola con il bimbo, nasconde parecchie insidie: il baby blue (depressione post partum); il rimbambimento inteso sia come regressione a età neonatale sia come rintronamento da scarsa varietà di attività e idee in circolazione; perdita parziale dell'uso della parola; ansia da abbandono (io vorrei che tutti passassero la giornata con me).
L'ideale, secondo me, è convincere un'amica a procreare nel tuo stesso periodo e poi tenersi compagnia.
Ancora di più che i papà avessero almeno un mese di congedo paternità e non un giorno (scandaloso!).
Perchè è molto più bello quando possiamo passare del tempo insieme.

lunedì 4 aprile 2011

La vista nel neonato

Il ginecologo mi ha voluta vedere subito, come gli ho detto della febbre.
Fortunatamente non c'è infezione o altro legato all'intervento. E' febbre. Semplicemente febbre. E da ieri anche emicrania piuttosto persistente. Tachipirina a manetta e vediamo nei prossimi 3 giorni come va.
Io mi sento uno straccio, ma fa niente, non è che abbia chissà cosa da fare, mi basta avere tempo ed energia per allattare.
Altrimenti Leonardo comincia a cigolare. Non piange. Cigola. Lo chiamiamo Cigolino infatti.
Cresce, si vede già. Ha le guance più piene, la pelle più liscia, tiene sempre più spesso gli occhi aperti. Ogni giorno fa piccole conquiste personali, tipo far finta di guardarsi in giro. 

Fino al primo mese non sarà in grado di mettere a fuoco cose più distanti di 25/30 cm, vede cioè solo ciò che gli serve veramente, la mamma e il seno della mamma. Coordina poco gli occhi e potrebbe verificarsi lo strabismo neonatale, che non deve preoccupare, passerà.
Dai 2-3 mesi la vista migliora decisamente, non solo mette a fuoco forme più distanti, ma comincia a vedere i colori, per lo meno quelli primari.
A 4 mesi distingue chiaramente i volti dei genitori e ne capisce le espressioni. La vista è quasi del tutto formata.
Dai 7 mesi all'anno è tutto una scoperta: vuoi per la maggiore mobilità, prima a gattoni poi camminando, il mondo diventa un luogo da esplorare, si mettono a fuoco tutte le sfumature di colore e si è molto attratti dalle forme.
Lo sviluppo totale, cioè la capacità di vedere in decimi, avviene entro i 6 anni.
Io non vedo l'ora di capire di che colore ha davvero gli occhi!


sabato 2 aprile 2011

Febbre post parto

Ho la febbre. Niente di grave, ma già in ospedale verso sera i miei 37,5° non me li facevo mancare.
Da ieri sera siamo sui 38. Dura poco, un 3-4 ore, qualcosina di più e poi scende. Una fiammata all'ora del tea, che dura fin dopo cena.
Non voglio preoccuparmi, non lo faccio mai, e tutto sommato mi sento solo un po' acciaccata e più rimbambita del solito.
E' fastidioso più che altro. Se poi si cercano notizie su internet ecco che improvvisamente tutto diventa gravissimo, cosa da chiamare subito l'ambulanza e farsi portare via.
Vedo come va in questo fine settimana, certo se continua così dovrò chiamare il medico.
Secondo me è: latte+emozione+adrenalina+stanchezza+routine diversa=febbre.
Leggevo che ci vorranno un 6/7 settimane prima di cominciare a sentirsi di nuovo bene, dopo un parto cesareo. Io invece scalpito già, vorrei fare tutto e vorrei vedermi in forma. Sono fatta così, non riesco mai a prendere le cose con i tempi giusti, sono stonata nel canto e anche nella vita mi sa :D
Vorrei ricordarmi più spesso della lentezza.
Intanto oggi la maternità ha segnato un altro punto: ho capitolato e acquistato orrido reggiseno cabriolet, quello da allattamento. Ma perchè confezionano cose mortificanti per le mamme incinta o neomamme? In questo modo siamo condannate a più di un anno di indumenti che ... bleaaaah!
Comunque è comodo ed evito di denudarmi ogni volta che allatto (la febbre?), cosa che magari in trasferta non è carina.
Primo fine settimana noi 3. E' bellissimo.

venerdì 1 aprile 2011

Prendere il ritmo

Leggevo qua e là oggi, sul ritorno a casa con il bebè.
Bisogna organizzare gli spazi.
Bisogna farsi aiutare.
Bisogna riposare.
Bisogna prendere il proprio ritmo.
Ecco, io sto facendo tutto. Credo.
Questa settimana è stata con me mia mamma che, a parte voler spostare tutto, mi ha aiutato tantissimo.
Mi aiuta molto anche GF.
Gli spazi sono organizzati. Mi riposerei volentieri se ci riuscissi.
In realtà sono piena di dolori e adrenalina, un cocktail che non favorisce il sonno.
Non mi va di mangiare le cose che mi hanno detto di mangiare, muoio dalla voglia di dolce e di pizza.
Il ritmo lo da Leo più che altro, con i suoi pasti bizzarri. E' un orologio, tranne in un pasto al giorno, a caso. Scatta l'happy hour e ha fame ogni ora, per almeno 3 ore. Poi tutto torna normale.
Ma soprattutto una cosa tremenda è in agguato: la monotematicità.
Le mie giornate adesso sono scandite da Leo e dalla sua fame, arrivo a sera che più che sfoderare la tetta non ho fatto.
Mi rendo conto che la sera a tavola, con la palpebra che mi cala e niente da raccontare, la mia compagnia non deve essere il massimo.
Magari è poco comprensibile, ma lo trovo un po' mortificante.
Per cui mi voglio dare una mossa prima che sia troppo tardi.
Ma una mossa in quale direzione?