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Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Così sono diventata mamma dopo i 40, tanto per fare sempre di testa mia. Come sta andando lo racconto in questo blog :)

sabato 30 luglio 2011

Quando non piace il latte artificiale

Cigolino non vuole bere il latte artificiale.
Non capisco se:
1) Non gli piace il latte;
2) Non gli piace il biberon;
3) Tutt'e due le cose.

Ho già provato ad aspettare che abbia molta fame per proporre il biberon ma niente, si mette a 4 di spade e urla come un matto. Ho provato dopo la poppata, ma il risultato è uguale. Ho cambiato tettarella, temperatura e momento, ma niente da fare.
Esistono metodi o trucchi per convincerlo?
C'è un latte artificale più appetibile di altri?

Ho visto cose ...

... che molti umani avevano già visto, ma io no. Campagne sotto un cielo di nuvole vere, disegnate a perdersi nell'orizzonte laggiù; campi di girasoli a perdita d'occhio seguire il respiro di colline lievi; una strada dritta, ostinata, puntare verso sud, verso un luogo che non arrivava mai; una città tutta bianca, con un castello nel mare e una cattedrale a fare da guardia. Due giorni di viaggio, di paesaggi che non conoscevo e che ho consumato come l'auto i km. Fino a qui. In fondo alla strada, finiti gli alberi, aperti nuovi campi, in coltivazioni che adesso riposano al sole estivo. Fuori sento i grilli, le cicale e un odore denso di un mare che sembra meno salato.
Cigolino è stato bravissimo. Ha viaggiato sorridente, a tratti sembrava cantare con l'autoradio.
Un viaggio bellissimo, in un'estate fresca, tra nuvole bianche.

mercoledì 27 luglio 2011

Siamo a corto di viveri

- Mi dica signora, qual'è il problema?
- Secondo me questo mese non è cresciuto, vorrei pesarlo - sorrido fiduciosa.
- Piange? Si sveglia urlando nel cuore della notte? Fa fatica a calmarlo? - mi chiede.
- No no. Dorme, è tranquillo, di buon umore - e Cigolino in quella comincia a regalare sorrisi a profusione.
- Allora in base a cosa pensa che non mangi abbastanza, signora? - il tono è quello dell'accondiscendenza che si da ai matti.
- Lo sento quando lo prendo in braccio - il mio è il tono da esperta del settore, quale settore non saprei però.
- Aaaah - ridacchia - pesiamolo allora.
Sulla bilancia Cigolino inizia a ridere, neanche fosse il più bel gioco dell'anno.
 - Vede? E' un bambino felice di stare al mondo, non un bambino che ha fame - intanto armeggia con la bilancia.
3 etti. Cigolino è cresciuto solo 3 etti in un mese. Lo sapevo, me lo lascio anche sfuggire con il pediatra, che abbassa un po' lo sguardo, magari in quel momento lo sfiora il pensiero che non tutte le mamme sono paranoico-apprensive. Cigolino ride e ride con lo stetoscopio appoggiato al cuore, soffre tanto il solletico.
 - Mi faccia la doppia pesata per 24 ore, probabilmente ha bisogno di un'integrazione di latte artificiale.

Ne avrà bisogno sì. Un lattante di 4 mesi dovrebbe mangiare circa 1 litro al giorno. Noi siamo, ad occhio e croce, intorno ai 600gr scarsi. E Cigolino non si lamenta per niente, anzi.
Cribbio, ho finito il latte!
Il giorno prima di partire, che neppure lo so come usare un biberon, sterilizzarlo, scaldare il latte ... Fra l'altro saremo in viaggio per due giorni e come lo sterilizzo un biberon in macchina?

- Non è che possiamo integrare con un po' di frutta? - ho chiesto timidamente, ieri.
- Assolutamente no! E' troppo presto!

Ok. Ho mezza giornata per studiare il biberon.

lunedì 25 luglio 2011

Viaggiare con un bebè

Più che preparativi per le vacanze, sembra la preparazione allo sbarco in normandia. Per partire non basta più mettersi in auto come un tempo (neppure troppo remoto in fondo), ci vuole strategia.
Nel fare i bagagli, per esempio.
Ho preparato un elenco delle cose che assolutamente non vanno dimenticate, ma mi sembra un po' vasto, visto che va dal lettino alle vitamine, passando per i pannolini da bagno.
D'altra parte, ad occhio, non si può proprio fare a meno di niente. Così ho cercato di vedere la cosa da un altro punto di vista e la cosa migliore da fare mi è sembrata ridurre il mio di bagaglio.
Visto che le mie valigie o hanno la grandezza trasloco o quella "sto via solo una notte", mi sono presa una valigia intermedia, una roba tutta tecnica che all'abbisogna diventa uno zaino (ma mi ribalterei a portarlo sulle spalle), leggero e capiente. Sulla capienza ancora non mi sbilancio, vediamo. L'ordine tassativo è che le mie cose DEVONO stare tutte lì (beautycase a parte).
Per Cigolino invece è tutta un'altra cosa.
Si parte con:
Lettino da campeggio/lenzuola;
Passeggino/ovetto auto. Anche se meno comodo della navicella l'ovetto è molto più sicuro e più facilmente estraibile in caso di sosta.
Vaschetta da bagno;
sdraietta, per la spiaggia soprattutto che mica si può rotolare nella sabbia ancora;
Ombrellone/crema solare scudo spaziale/pannolini da bagno;
Vestiti di ogni peso che non si sa mai;
Libretto medico;
Vitamine/fluoro/tachipirina/termometro/antizanzare;
pannolini a profusione;
Coniglietto/elefantino;
Borsa cambio veloce con anche cambio completo di vestiti, così in caso di danni siamo pronti.
Cappellini vari.

Ecco.
GF e io andremo in giro in maglietta e calzoncini in qualunque frangente. Per Cigolino sarà come avere tutta la sua camera con sè.
E' insorta anche una paranoia da ultimo minuto: secondo me Cigolino sta mettendo poco peso. Si è certamente allungato di diversi cm, ma mi sembra un po' magro. Mangerà abbastanza? Avrà bisogno di integrazioni?
Prima di partire sarà meglio passare dal pediatra per una pesata, va.

venerdì 22 luglio 2011

Quarto complemese.

E domani saranno 4 mesi!
Le giornate sono eterne, ma i mesi passano a una velocità impressionante.
E' in questo mese che abbiamo assistito ai cambiamenti più strabilianti.
Cigolino, adesso:

  • Si gira e si rigira. Anche troppo, ogni tanto lo devo salvare, si ingarbuglia in posizioni improbabili.
  • Dorme tutta la notte, circa 9 ore, nel suo lettino, in camera sua.
  • Imita sempre di più: ieri sera ci ha fatto ridere un sacco nell'imitazione di papà che mastica; tira fuori la lingua, muove le labbra, senza suono, per prendere confidenza con le prime parole (mamma, papà)
  • Ha volontariamente abbandonato una poppata, siamo a 5, e si sta orientando verso le 4 al giorno.
  • E' felice se canto. Il che è pazzesco, anche i gatti scappano se provo a cantare. Ma lui no, lui sorride beato con uno sguardo che neppure Bono degli U2 ha mai avuto dai suoi fans.
  • Ci abbraccia.
  • Ride, ha una risata breve, gutturale, tenerissima.
  • Succhia il pollice, lo stretto necessario per addormentarsi.
  • Osserva tutto.
  • Si emoziona e si infila due dita in bocca per fartelo sapere.
  • Comunica chiaramente stanchezza (girando la testa dall'altra parte o agitando le braccia) o fame (urlando come una sirena).
  • Gli piace starsene per i fatti suoi, a chiacchierare con gli animaletti stampati sul paracolpi del lettino.
  • Sempre di più parla, a lungo, sembra raccontare.
Io in questo mese:

  • Imparo a conoscerlo sempre di più.
  • Il rispetto, ancora prima dell'amore incondizionato, è ciò che mi fa interagire con lui.
  • Ho raggiunto apici di stanchezza inimmaginabili.
  • Ho preso atto che non sono, e mai sarò, wonderwoman.
  • Comincio a pianificare il rientro al lavoro: la cosa da un lato mi fa stare molto bene, dall'altro ... chissà come sarà?
  • Sono rientrata, a spinta ma ce l'ho fatta, in un paio di jeans!
  • Ho inventato una canzoncina, che non mi ricordo mai così ogni volta cambia.
Il mese prossimo, quello che ci porterà al quinto complemese, lo passeremo in vacanza. 
Cigolino turista, chissà cosa imparerà.

    giovedì 21 luglio 2011

    Camminando

    Un tempo sono stata sportiva.
    Giuro. Sportivissima (e in sovrappeso).
    Da qualche anno, per tanti motivi, lo sport è finito chissà dove, il ricordo di un'altra vita.
    C'è però una cosa che non ho abbandonato e che mi da una gioia talmente profonda che è quasi droga. Camminare.
    Di buon passo.
    Prima di Cigolino con la musica nelle orecchie, di quella un po' energetica che scandisce i passi. Adesso chiacchiero con lui, così tutto il vicinato sa che sono quella signora con il passeggino rosso che parla da sola.
    Camminando metto in ordine le idee, mi riconcilio con me e con il mondo, prendo decisioni, immagino ciò che sarà. Riesco ad accettare anche le mie contraddizioni più profonde. Insomma è terapeutico.
    Con queste giornate fresche e piene di sole poi è un piacere.
    Cigolino ama essere portato in giro, è un buon socio di camminata. Gorgheggia tutto il tempo, sorride, dormicchia e con entrema accuratezza assaggia ogni dito delle mani.
    E' anche un ottimo metodo per calmarlo, anche più del giro in macchina.
    Ci sono lunghi viali alberati qui, giardini e parchi. Ombra, zanzare e fresco.
    Durante il giorno anche poco traffico.
    E' così, camminando camminando, che sono arrivata fino in posta stamattina.
    La raccomandata all'Inps, il congedo facoltativo.
    Niente coda.
    Un bellissimo sole.
    E anche questa è fatta.

    mercoledì 20 luglio 2011

    Maternità facoltativa.

    Missione Inps miseramente fallita. Alle 9.15, dopo un tratto di strada che neppure "donna avventura" avrebbe affrontato, superato il cancello arrugginito, mi sono ritrovata in mano il numero 94. Ed era il turno del 33. Naaaa. Non si può.
    Niente coda preferenziale per le mamme, qualcuna allattava, un'altra cercava dove appoggiarsi per un cambio pannolino, qualche bimbo piangeva, tante pance pazienti, in attesa. Ci vorrebbe così poco accidenti, vabbè.
    Quindi, come consegnare il modulo di congedo parentale (maternità facoltativa)?
    Si può spedire, raccomandata con ricevuta di ritorno allegando fotocopia di un documento valido.
    Il datore di lavoro vi chiederà copia del modulo inviato, dell'avvenuta spedizione della raccomandata e il talloncino della ricevuta di ritorno.
    La coda alle poste solitamente è più breve, per cui questa modalità potrebbe essere più comoda.
    Il modulo da compilare si trova qui.

    Domani è il mio ultimo giorno di maternità obbligatoria. Secondo quanto previsto dalla normativa potrei anche tornare a lavorare. Se non fosse che Cigolino mangia, da me, 5 volte al giorno, sì in effetti potrei anche.
    Per ovviare a quel 30% dell'ultima retribuzione che mi toccherà come indennità per aver scelto di stare a casa, da dopodomani sarò in ferie per un mese, a cui poi seguiranno 7 settimane di maternità facoltativa.
    Rientro in ufficio previsto nei primi giorni di ottobre.
    Mischiare ferie e congedo è un buon modo per limitare i danni (economici); l'altro, lecito, è vincere a qualche lotteria.

    lunedì 18 luglio 2011

    Viziate la mamma!

    E' arrivato. Lo sfinimento. Sono così stanca e in riserva che ho buchi di memoria, lo sguardo perso da qualche parte e, a tratti, un nervoso che non conoscevo. Ecco. Immagino che nessuna mamma mai debba dire queste cose, ma se è così che vanno le cose è inutile dissimulare.
    Sabato mattina sono uscita, da sola, a guardare qualche vetrina del centro e a comprare un costume da bagno di una taglia che neppure ho voluto sapere quale, so solo che è una misura grande, il pezzo di sopra a me sembra un paracadute.
    Guardavo le vetrine e mi sentivo felice, godevo del silenzio tra me e me, non ho messo piede nei negozi per bambini. Ho bisogno di questo, di silenzio e di non bambini.
    E' importante non arrivare a questo punto, me ne rendo conto. 
    Una delle teorie che trovo più centrate sulla maternità, soprattutto nel primo anno è "Viziate la mamma!".
    Una mamma coccolata, aiutata, ascoltata, incoraggiata, capita (per quanto gli ormoni non le permettano di essere molto chiara neppure tra sè e sè), sarà una mamma che farà altrettanto verso il bebè. Lo sfinimento arriverà lo stesso, ma i tempi di recupero saranno più veloci.
    GF è bravissimo, soprattutto con Cigolino è splendido. Sembra nato per fare il papà.
    A me credo sia mancato un po' di aiuto, o per lo meno questa è la sensazione che ho. La solitudine di cui spesso parlo, piano piano è diventata macigno. Men che meno aiutano frasi del tipo "ci siamo passate tutte" o paragoni del tipo "pensa a me che ne avevo due piccole eppure...vedi? ... mica muore nessuno". Può essere che io sia di una specie più mortale.
    O forse ho dei limiti che neppure la maternità mi fa superare. 
    Se poi mi si saluta con un "Ciao mamma di Cigolino, come sta il pupo?" ho istinti kamikaze, vorrei farmi esplodere.
    Quel senso di invincibilità non è mai arrivato. 
    Sono una wonderwoman mancata.


    PS. Stasera mia sorella mi fa da babysitter e io e GF usciamo a cena. Non è meraviglioso?

    giovedì 14 luglio 2011

    Del caldo e altri demoni.

    Sono ormai 4 giorni che Cigolino non dorme più nella culla in camera con noi. E' stato trasferito, al ritorno dal mare, nella sua cameretta, nel lettino. Pensavo avrebbe avuto un qualche smarrimento, che chissà magari non sarebbe riuscito a dormire subito. Invece stiamo battendo ogni record: stanotte ha dormito 9 ore filate. Sarà che di giorno non chiude occhio per via del caldo e si sfibra in varie tonalità di pianto, o magari gli piace proprio e non vedeva l'ora di avere uno spazio tutto suo.
    Nel letto viaggia. La sera lo sistemo con cura, lo copro con un lenzuolino leggero, dopo poco è già in diagonale e scoperto, poi si mette completamente di traverso, si raddrizza e punta al fondo del letto, dove lo trovo la mattina, "lontanissimo" dal punto di partenza. In tutto ciò riesce a portare con se la maglietta della nanna o il coniglietto. E' un bimbo organizzato, non c'è che dire.

    Il caldo è il vero problema di questi giorni.
    Pur avendo una casa relativamente fresca si sente eccome.
    Vuole mangiare più spesso, per dissetarsi.
    A volte gli do qualche cucchiaino d'acqua (così l'abituo anche al cucchiaio per le pappe che verranno), ma non pare soddisfatto.
    Non dorme. In particolare durante il pomeriggio non trova pace.
    Suda molto: ogni tanto lo rinfresco con pezzuole inumidite in acqua fredda e questo sì, gli piace un sacco. Proverò anche con l'acqua spray.
    Metto sempre un asciugamano in spugna sul passeggino in modo che il corpo resti più asciutto e fresco.
    Evitiamo di uscire nelle ore calde e soprattutto evito di vestirlo troppo (un body in cotone o calzoncino e maglietta sono più che mai).
    Altro flagello sono le zanzare. Lo prendono di mira manco fosse una saint'honorè. Ho preso uno stick apposta per neonati, ma mi pare proprio non protegga niente. Abbiamo abolito i giretti serali, che sono una goduria per la temperatura e la quiete, ma un vero tormento per via delle zanzare.
    Dovrò decidermi a prendere una zanzariera da mettere sul passeggino, anche se le zanzare di qui sono munite di lima e riescono a crearsi varchi. Lo so.
    Non è una stagione semplicissima per i bimbi piccoli, in effetti.

    mercoledì 13 luglio 2011

    Barriere architettoniche

    C'è un tasso di umidità che neppure in Thailandia in agosto.
    Non rinunciamo però alla nostra passeggiata mattutina e così anche stamattina. Dovevo passare in banca, per cui via, di buon passo e sembrava di camminare in un bagno turco.
    Arrivo sudatissima e ... ma come si entra in una banca con il passeggino? Nella capsula d'ingresso ci sta una persona in piedi, non certo una mamma con 4 ruote e pargolo. Cerco di attirare l'attenzione di qualche impiegato dentro, mi attacco ai vetri tipo geko che guarda dentro, ma niente.
    Prendo Cigolino in braccio e ci incapsuliamo insieme, abbandonando il passeggino al suo destino.
    Una voce elettronica piuttosto antipatica mi dice che devo depositare gli oggetti nell'apposito armadietto. Per un attimo ho temuto di doverci lasciare Cigolino.
    Entriamo e chiedo se non c'è modo di entrare con il passeggino.
    Mi guardano come se avessi chiesto di risolvere a mente un'equazione di secondo grado.
    Fa niente, non c'è nulla che non si possa fare con una mano sola, un bambino in braccio e una temperatura ostile.
    Sono molti i posti in cui è difficile transitare con un passeggino, o con una sedia a rotelle. Siamo invasi dalle barriere architettoniche.
    Me ne ero resa pienamente conto due anni fa, con la gamba rotta. Adesso con il passeggino ripercorro le stesse difficoltà. Marciapiedi dissestati, gradini in ogni dove, ascensori troppo stretti, scale mobili impraticabili, passaggi stretti... E' una jungla.
    Trovo sacrosanto tutto ciò che è pensato per facilitare la vita ai disabili (e sono ancora veramente troppe le difficoltà), bisognerebbe fare la stessa cosa per i bebè, che non camminano, che con quel passeggino devono poter arrivare ovunque.
    In realtà poco si pensa ai bambini, per vari motivi.
    Primo fra tutti si da per scontato che se i genitori devono sbrigare qualche faccenda, SICURAMENTE possono lasciare il piccolo a qualcuno. Perfino gli orari degli asili presuppongono che qualcuno possa andare a prendere i bimbi alle 16.
    Questo dare per certo che oltre a genitori c'è qualcun altro ad occuparsi del pargolo lo trovo assurdo.
    Basterebbe una piccola riorganizzazione per rendere la vita più semplice. A tutti.

    martedì 12 luglio 2011

    Tornare al lavoro

    Oggi sono passata in ufficio. Ero in zona per altre faccende e sono andata a salutare i miei colleghi.
    Naturalmente è stata una festa e Cigolino si è preso una superdose di coccole.
    La mia scrivania è ancora vuota, il che, se vogliamo, è un buon segno.
    Tornare al lavoro, è ora di pensarci.
    Tra qualche giorno termina il mio congedo obbligatorio e devo pensare a una data di rientro per comunicarlo all'Inps.
    Ci sto pensando molto in questi giorni.
    Sono stata molto contenta di lavorare fino all'ottavo mese. E' una cosa che consiglio spassionatamente, nonostante i dubbi che ho avuto - tipo e quando mai mi ricapita di stare a casa tutto questo tempo, o di fare un altro figlio o di avere così tanto tempo a disposizione - per come sono io è stata la scelta migliore. Come lo sarà, ne sono certa, non protrarre troppo a lungo il mio congedo.
    Credo rientrerò all'inizio di ottobre. Pappe di Cigolino permettendo, certo. Comincio ad averne voglia. E' più il desiderio di tornare in un mondo adulto, di vestirmi, uscire, parlare, pensare ad altre cose. Avere nuove cose da raccontare. Arrabbiarmi anche e poterlo manifestare, senza incidere negativamente sulla crescita di nessuno. Il lavoro in sè, anche, certo.
    Qualcuno mi dice che poi mi sentirò in colpa.
    Sinceramente non credo, anzi, sono convinta che gioverà a tutti, Cigolino compreso.
    Questo però lo scoprirò solo ad a ottobre.

    lunedì 11 luglio 2011

    L'importanza di non sentirsi soli

    E poi si rientra.
    E di nuovo ci sono i due giorni di adattamento di Cigolino. Con pianti fragorosi e niente che possa consolarlo. Non credo che a 3 mesi sia "facile portarli in giro tanto non protestano", come spesso mi dicono. Magari non protestano in auto, ma lui lo fa giunto a destinazione.
    Ha il tempo di orientamento diciamo così. Con poppate sballate, dormite alla come viene viene e necessità imperativa di stare in braccio di più. Che con questo caldo immagino non sia poi così piacevole neppure per lui. L'unico modo per tranquillizzarlo è assecondarlo (per un paio di giorni) e raccontargli cosa è cambiato e perchè. Sembrano parole al vento, ma secondo me capisce!
    Tutto sta nel fargli capire che non è solo, neppure quando cambia camera, letto, casa.
    Pare infatti che i bambini che non debbano assicurarsi continuamente di non essere soli sviluppino meglio la propria intelligenza: rilassati, coccolati e con punti di riferimento certi, crescono meglio e più sicuri di sè.
    I genitori devono imparare a fidarsi del proprio istinto, perchè solo attraverso quello intuiscono al volo cosa il bimbo sta chiedendo. E' una specie di magia.
    Come quella che spegne la capacità di giudizio a livello cerebrale, facendo in modo che i genitori vedano il proprio bebè come il più bello di tutti. E' la natura che ha deciso così, per fare in modo che il bambino abbia cure adeguate e amore. Amore che il bimbo ricambia, con sguardi estasiati, sorrisi sdentati e lunghi discorsi miagolati. E con tutto ciò noi siamo fregati, totalmente in balia del piccolo boss di casa.
    Questo articolo è davvero interessante e mi solleva da quel lieve senso di colpa, quando penso di coccolarlo troppo e quindi sarà viziato.
    Invece, pare, sarà semplicemente felice.

    venerdì 8 luglio 2011

    Intestino pigro

    Dai pianti iodati siamo passati ai sonni beati.
    Cigolino al mare è un bambino tranquillissimo, sorridente e dorme, dorme tantissimo.
    Dopo i primi due giorni di nervosismo si è molto rilassato, sembra proprio che se la stia godendo alla grande. Tanto che abbiamo deciso di prolungare di un paio di giorni la nostra permanenza qui.
    Tra passeggiate, sdraietta in terrazzo, coccole a volontà credo stia sperimentando qualcosa di molto vicino alla felicità. Chiacchiera un sacco anche, racconta per lunghi minuti in una lingua tutta sua, con uno sguardo che sembra sottolineare i contenuti. E' divertentissimo!
    Unico neo, l'intestino. Si è fatto lentissimo e si è reso necessario usare i microclisteri di glicerina.
    Sinceramente ero piuttosto agitata al pensiero, una gran paura di fargli male io o che gli venisse un gran mal di pancia.
    In realtà è semplice: basta trovare una posizione comoda per lui e tutto si svolge in un momento. Fra l'altro bastano poche gocce per scaricarsi completamente(tutto sarebbe troppo per un bimbo così piccolo).
    Il pediatra mi ha raccomandato di non superare le 48h,per evitare dolori o peggio, il blocco intestinale.
    Una mamma che allatta, di suo, può aiutare il bebè mangiando molta verdura, frutta e bevendo molta acqua.

    Ma come ti vesti? I NO fondamentali

    Mia sorella ed io ci scherziamo sempre: qui, nella cittadina dove siamo cresciute, qui che c'è il mare e un clima che da ragazze il piumino era una cosa che usavi in montagna per sciare, qui c'è la più alta concentrazione di persone bizzarre che si possa trovare. Sarà che anche le persone più anziane si ringalluzziscono, sarà che nei luoghi più di vacanza che altro cadono un po' i freni inibitori, sarà l'influenza del sud della Francia, molto folcloristica e a pochi km da qui, ma si vedono cose che voi umani ...
    E' il regno dei look stravaganti, delle labbra gonfiate, dei parrucchieri estrosi, dei tacchi vertiginosi anche al mattino, anche a 70 anni.
    Ogni singolo _ NO FONDAMENTALE_ del bon ton, qui non è mai stato neppure letto.
    No al nudo: sex appeal e buon gusto raramente vanno d'accordo.Qui, quasi sempre, litigano proprio.
    No all'eccesso di firme, men che meno a quelle contraffatte. Ahhahahahah, no comment.
    No allo sfoggio di vestiti sempre nuovi, meglio sacrificare la quantità alla qualità. E' che qui c'è un mercato favoloso, con cose da niente che costano niente, per cui ogni martedì e sabato lo sfoggio è d'obbligo, pare.
    No alla sciatteria spacciata per semplicità o minimalismo. Io aggiungo no alla sciatteria negli abbinamenti e neppure a quell'aria un po' così che sembra sempre si stia venendo via dalla spiaggia, anche d'inverno, anche di sera.
    No ai tacchi molto alti di giorno. Ok, su questo la moda può dire la sua.
    No ai fuseaux fuori dalla palestra. Leggins e jeggins in effetti non è che donino molto.
    No alla pelliccia! Seeee, figurati. Un giro sul lungomare in gennaio vale più di un safari in kenya.
    Qui il programma "Ma come ti vesti?!" dovrebbe essere obbligatorio a scuola e far parte delle iniziative comunali.
    Eppure tutto questo colore, quel non so che di iperbolico e decadente, è uno degli elementi che mi fanno amare questo posto.

    mercoledì 6 luglio 2011

    Piccolo spazio pubblicità.

    Se vi trovate a passare per Sanremo, andate a mangiare da Chicco&Rosa, in piazza Bresca. Un locale carino,accogliente, si mangia bene e si respira amore per quello che si fa. Certo io sono di parte. Chicco e' stato, credo,il mio migliore amico al liceo, quello su cui fare affidamento. Poi ci siamo persi di vista,università e vita varia, e rintracciati via facebook. Stasera abbiamo chiacchierato a lungo, ricordando, ridendo, andando a spasso tra i ricordi di feste, corse in moto, certe mattine che a scuola non passavano più. Rosa e' sua moglie, l'ho conosciuta stasera.
    Di fianco al loro ristorante c'e'il negozio di Marco.
    Noi 3 abbiamo passato un sacco di tempo insieme e per un attimo tutto il mio mondo di tanti anni fa era li', stasera, in quell'angolo di piazza.
    A volte ho la certezza di aver vissuto molte vite diverse: ciò che di ognuna mi porto dietro, amici, ricordi, colori, odori,canzoni, dolori, pensieri, sogni, tutto ciò che sono riuscita a tenere con me, compongono il mio personalissimo tesoro.
    Chissà quali storie e quali amici entreranno nel tesoro di Cigolino...

    martedì 5 luglio 2011

    Principi di base del galateo

    Non potevo farmi sfuggire l'allegato al quotidiano locale: Galateo, ovvero l'arte del buon vivere. Mi sono sentita una traditrice nei confronti di Donna Letizia, ma tant'è.
    Mi sento come chi ha vinto la caccia al tesoro, tanto mi fa contenta curiosare tra le buone maniere contemporanee.
    L'approccio di questo manualetto è più scientifico e mi illumina su una cosa a cui non avevo mai fatto caso.
    Il galateo può essere considerato come l'unione di due strategie, dove "strategia" viene mutuato dalla sociolinguistica, che è la disciplina che studia i modi in cui il linguaggio viene usato nel comportamento sociale.
    Strategia positiva: tenta di offrire un beneficio al prossimo ed è basata sull'attenzione e sulla solidarietà.
    Strategia negativa:cerca di non commettere azioni inopportune, rispettando la privacy altrui, evita di imporre agli altri le nostre emozioni, positive o negative che siano.
    In effetti la base e il significato del bon ton è tutto qui, nell'utilizzo delle due strategie e di tutte le declinazioni che da esso discendono.
    Mi immergo nella lettura e vediamo che cosa è cambiato da Donna Letizia(1960)ad oggi.

    lunedì 4 luglio 2011

    L'ira funesta

    Secondo me il brutto tempo dovrebbe essere illegale al mare, d'estate.
    Pazienza, non abbiamo impegni particolari, è che per le nuvole va benissimo anche Milano.
    La prima vacanza con Cigolino sta andando bene: ho sbagliato la valigia, ho portato troppe cose, non riesco a rispettare quel minimo di routine che ci eravamo dati a casa, ma lui è un modello di bimbo adattabile ad ogni frangente, una volta superato l'impatto con lo iodio.
    Quindi per lui tutto ok, ma il dramma aleggia minaccioso su di me.
    Sono iniziati i saldi. Per alterne vicende, tra cui la gravidanza, era almeno da due edizioni che non mi cimentavo nello sport estremo da me preferito: lo shopping.
    Avevo tutte le migliori intenzioni di scatenarmi in questi giorni.
    Ma.
    Niente.
    Non mi va bene niente.
    Sono disperata.
    Sono conscia di avere intorno alla vita una taglia in più, amen, se ne andrà, un paio di cose di taglia sballata le avrei anche prese.
    Il vero problema che qui, a casa dei miei, ci sono troppi specchi, attrezzi traditori che a casa mia ho ridotto al minimo.
    Io qui mi sono vista bene. Faccio fatica a riconoscermi.
    Il seno grosso che inesorabilmente tende a franare; il fianco possente; le gambe che ... ma cosa diavolo è successo alle gambe? Per cui alla vista dell'abitino carino mi lancio sulla taglia che mi sembra giusta, per poi accorgermi che si incaglia o suoi fianchi o sul seno. Non ho più l'occhio su di me, ci ho messo 40 anni a prendermi le misure e adesso non ho più l'occhio. E' terribile!
    Al momento ho comprato una t-shirt bianca. Solo una maglietta! Roba da non credere.
    Restano sempre le scarpe. Però, comprare scarpe e non avere con cosa metterle non è così appagante.
    Sorvolo sulla prova bikini che mi ha causato un malumore che l'ira funesta del pelide Achille è roba da mammolette.
    Bello venire al mare eh, ma se restavo a casa, nell'orizzonte ristretto del parco (per quanto fashion)potevo posporre di qualche tempo l'impatto violento con la realtà.
    Qualcuno ha pensato di offrire a prezzo vantaggioso un abbonamento in palestra, con programma mirato post partum?
    Non è idea geniale? :D :D

    PS. Se un gestore di palestra decide di far sua questa idea meravigliosa, io mi sentirò ripagata con un abbonamento annuale gratuito :D

    domenica 3 luglio 2011

    Pianti iodati

    Poi arrivi al mare ti sistemi e sono già passati due giorni. Due giorni senza internet, una cosa che non capitava da chissà quanto tempo. Due giorni a pensare che quel che si dice sul mare e i bambini è vero. Il mare innervosisce il bebè. Lo iodio, pare, ha effetti eccitanti. Cigolino li sta sperimentando tutti e io con lui. Ha praticamente smesso di dormire di giorno, subito, appena arrivati. Ci ha regalato crisi di pianto che avrei potuto registrare per poi donare al cinema dell'orrore, il filone dei posseduti. Di notte dorme, ma solo per ricaricarsi per il giorno successivo. Considerando che tutte le vacanze saranno al mare, ci aspetta una lunga estate di pianti iodati.
    Non di solo mare, però, piange Cigolino. Abbiamo variato la solita routine, ma soprattutto non c'è il suo papà.
    Ha tutte le ragioni per essere contrariato, tanto più che lui nemmeno può godere del panorama, delle barchette in mare e l'orizzonte finalmente ampio.