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Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Così sono diventata mamma dopo i 40, tanto per fare sempre di testa mia. Come sta andando lo racconto in questo blog :)

venerdì 28 febbraio 2014

Buon week end :)

Oggi pomeriggio Cigolino se ne andrà a una festa di Carnevale. La sua prima festa.
Va con le cuginette e  Sant'Ofelia, in mezzo a bambini più grandi (elementari) e avrà il suo primo vero incontro con il carnevale, in attesa di festeggiare all'asilo (a proposito, ci va sempre felice).
La cosa me l'ha comunicata mia sorella ieri sera: con il fatto che condividiamo la tata, Cig segue le cugine in varie avventure. A noi fa piacerissimo, anche perchè così ha davvero molte occasioni di stare con altri bimbi, di tutte le età.
E' che non ero pronta al travestimento, non ho coriandoli nè stelle filanti e speriamo che il costumino da uomo ragno gli piaccia.
Mi dispiace, come al solito, perdermi il momento.
Non ci sarò alla vestizione e non ci sarò, neppure di passaggio, alla festa. Non avrò foto, non vedrò la faccia che farà nel trovarsi in mezzo a tanti bambini vestiti da altro.
Mah.
Uff.
E' un momento così, di piccola crisi mia. Per questo, anche, sto scrivendo meno: mi vengono in mente solo lagne e no, non mi va di tediarvi così :)

Cosa fate per tirarvi su il morale nei momenti no?

Buon fine settimana.


martedì 25 febbraio 2014

Torte di mele ed epicfail di carnevale.

Da colorare :) 
E' martedì, si cucina!

Vabbè dai, è un po' che non ci sentiamo non posso mettervi subito ai fornelli.
Ho un problemone e quindi mi serve il vostro aiuto.
Dunque dunque.
Carnevale è qui e un mesetto fa GF aveva comprato per Cigolino un bellissimo costume da SpiderMan.
Bello proprio, con anche l'imbottitura per fare i muscoli e il cappuccio di ordinanza (H&M).
La gioia, nostra, pensando al momento in cui l'avremmo dato a Cigolino.
Vuole però il destino, evidentemente avverso ai costumi di carnevale, che Cigolino nel frattempo abbia abbandonato l'Uomo Ragno e si sia innamorato di IronMan, o Memen come lo chiama lui.
Memen è.
Tutto.
Non molla mai il pupazzo, abbiamo abbandonato Rai YoYo per trasferirci su youtube, in ogni discorso c'è almeno una volta Memen e da un paio di giorni ci sta dicendo che vuole chiamare la nonna, le deve dire che vuole la corazza di IronMan.
Ora.
Se noi belli belli ce ne usciamo con l'UomoRagno, potrebbe succedere che:
a) ai suoi occhi passiamo per deficienti (ed è un po' presto).
b) Costringe noi a indossarlo;
c) Noi ci giochiamo la carta de "a carnevale ogni scherzo vale", ma non credo riderà molto;
d) Si re-innamora di SpiderMan e vissero tutti felici e contenti.

Per quale opzione votate eh, eh?
Chi ha un costume da IronMan che scambia con uno da UomoRagno, taglia 3 anni?

Mentre ci pensate, prepariamoci una torta di mele va.
(S)vegan e buonissima.

Ingredienti:
300 gr di farina (potete fare anche 250 farina bianca+50 farina integrale)
1 bustina di lievito per dolci
2 cucchiai di olio di semi
cannella
Il succo di un limone (più buccia gratuggiata se vi piace)
2 grosse mele
5 cucchiai di zucchero di canna
latte di riso qb.

Sbucciare, lavare e affettare le mele e metterle in una ciotola con il succo del limone, un cucchiaio di zucchero, una bella spolverata di cannella.
Mischiare la farina con il lievito, un pizzico di sale, lo zucchero(4 cucchiai), la buccia del limone e cannella a piacimento.
Aggiungere 2 cucchiai di olio di semi e quindi il latte di riso fino ad avere un impasto denso, ma morbido.
Aggiungere le mele, mescolare ben bene e versare il composto in una teglia antiaderente leggermente unta con olio di semi.
Con un cucchiaio distribuire bene le mele, quindi spolverare con zucchero di canna.
Infornare nel forno caldo (180-200) per circa 20 minuti.

E' buonisssssima, piace anche ai bambini ;) Tranne al mio, ma lui è IronMan che si vestirà da Spiderman, mica ha tempo per le torte, no?

Se qualcuno mette sù l'acqua per il tea, per favore, ci sediamo e vediamo di risolvere la questione Carnevale?

giovedì 20 febbraio 2014

SOS pannolino!

Stavo leggendo qua e là varie tecniche di abbandono pannolino, ma nessuna mi convince fino in fondo.
Hanno tutte un che di molto coercitivo, che non lo so se poi si provoca un trauma da separazione.
Però qualcosa bisognerà pur fare.
Tra un mese cigolino compirà 3 anni e non ha la benchè minima intenzione di abbandonare il pannolino.
Dopo i segnali molto positivi della scorsa estate, quando libero e smutandato aveva manifestato un seppur tiepido interesse al bagno come locale preposto al vasino, una volta cambiata la stagione e rimessi i pantaloni il progetto è stato abbandonato (da lui, e con molta caparbietà). Ma magari era piccolo, va a sapere.
Ad oggi le cose stanno così: se si ricorda e ne ha voglia avvisa che sta per fare pipì, ma si guarda bene dall'avvisare per la pupù e comunque il warning passa totalmente in secondo piano se sta facendo qualcosa di interessante, tipo giocare.
L'altro giorno gli stavo facendo provare i jeans nuovi. La buona notizia è che gli sono piaciuti un sacco e si è profuso in così tanti grazie che quasi ero in imbarazzo.
La cattiva che un attimo dopo si è seduto in braccio a me per le coccole e un secondo dopo i pantaloni, suoi e miei, erano bagnati.
Non lo sgrido.
Cerco di convincerlo.
Ogni giorno illustro con esempi facili che senza pannolino è meglio, che ironman non lo porta e neppure papà.
Neppure l'esempio dei suoi eroi, niente.
Leggevo, nelle tecniche, che un giorno si decide, si informa il pargolo che da oggi basta e non si torna più indietro.
Ok.
A rischio divano, poltrona, pavimento e super lavoro per la lavatrice, oltre a cambi volanti al supermercato o dove ti trovi. Uhm. Tornare nel tunnel della borsa appresso non mi solletica neppure un po'.
Leggevo della tecnica dei tre giorni.
Non si esce per tre giorni, si passano in casa senza pannolino, magari ritualizzando gli eventi (tipo si va a far pipì ogni mezz'ora) e puff, funziona. Al quarto si è tutti liberi belli e asciutti. Ma tre giorni in casa, come si fa? Proverò a riassumere la tecnica in un giorno solo e già mi sembra una lunga trafila.
Aspetto che me lo chieda lui, magari alla scuola media?
Immagino scene apocalittiche tipo: mamma, adesso che mi rado penso sia giunto il momento di togliere il pannolino. Sì amore mio è ora, sì sì.
O anche la maestra delle elementari che mi convoca di urgenza e mi cazzia perchè non si è mai visto un bambino in età scolare che se ne va in giro con il patello e che razza di madre sono.
Già.
Comincio a sviluppare il senso di colpa da pannolino, che non credo sia ancora annoverato tra i disturbi mentali. Sono una pioniera.
Aiuto!


mercoledì 19 febbraio 2014

La farfalla sulla spalla

L'ho detto vero, che sarebbe stata una settimana tosta?
E' mercoledì e io sono già KO.
Ieri sera sono rientrata tardi dalla mia trasferta romana, così per la seconda sera consecutiva Cigolino è andato a dormire senza vedermi.
Gf e Cigolino se la sono cavata benissimo senza di me. E' una cosa questa che mi riempie di gioia. GF è bravissimo, paziente, attento e Cigolino, nonostante i suoi quasi3 anni è un bambino indipendente (da me)
O io senza vedere lui, che faccio tanto la disinvolta, ma io senza i baci della buonanotte mica dormo bene poi.
Stamattina mi sono svegliata come se in testa continuasse a passarmi il treno di questi giorni, un rimbombo lontano, gli occhi pesanti. Lo dico sempre che ormai sono vecchia per questa vita a zonzo, che ho bisogno dei miei tempi, del mio letto, di loro due per stare bene.
Ho fatto colazione in silenzio, aspettando che Cigolino si svegliasse, avevo giusto un centinaio di baci arretrati da distribuire.
"Ehi chi c'è - sento nel silenzio di casa - mamma?"
Mi affaccio alla sua camera, che profuma sempre di bambino, un profumo buono, che si mischia con quello del bucato steso (a Cigolino tocca lo stendibiancheria in camera, quando fuori piove ... cioè tutto l'inverno).
Cigolino e io ci salutiamo senza parole, sempre.
Ci abbracciamo stretti stretti e ci diamo piccole pacche sulla spalla, lui affonda il visino nel mio collo e stiamo così, per un tempo lungo, quieto, intenso.
Le pacche sulla spalla, leggere come fossero una farfalla che vola lì è un rito dell'inizio, dei primi giorni.
Quando cioè non hai proprio le istruzioni per l'uso e a volte hai un braccio un bimbo che piange e non sai perchè, o non hai ancora le parole giuste per dire e comunichi con sguardi e gesti.
Il mio gesto spontaneo è stato questo, una carezza ritmata, tipo per farsi coraggio a vicenda, per dire che ero lì, per trasmettere cose che comunque non sapresti neanche spiegare.
E' ancora il nostro gesto, soprattutto quando siamo contentissimi di abbracciarci, quando non ci siamo visti per un paio di giorni: è un po' come dire un eccomi qui reciproco.
Lo so, siamo romantici.
Poi tutta ritorna veloce, poi bisogna sbrigarsi per andare all'asilo, al lavoro, i soliti ritmi, le solite proteste urlate (le sue) che non vuole mai vestirsi, lavare la faccia o infilare i vestiti e io che rischio di perdere la pazienza e dimenticare subito la coltivazione, la farlalla sulla spalla e quanto mi piaccia il suo profumo.
E' così.
Forse tutti i genitori sono vagamente bipolari, no?
Quali sono i vostri gesti o le parole, quelli che vi accompagnano dal primo giorno insieme?


lunedì 17 febbraio 2014

La pazienza.

Sarà una settimana tosta.
Due giorni a Roma, un paio di riunioni, un giorno a Ferrara e quel santo graal del worklife sparisce di nuovo.
Sto facendo strani sogni in questo periodo, tutti in qualche modo inerenti il cambiamento e le sue difficoltà correlate. In ogni sogno ne esco bene, ma la fatica e' tanta.
Sto certamente somatizzando pensieri e desideri, come mio solito.
Quindi o a breve implodo, o trovo la soluzione.
Dicono che il pensiero positivo sia strategico e necessario in questi frangenti, ci provo ;)
Comunque, anche trotterellare in giro ha qualche lato positivo.
Ho diverse ore di silenzio, per esempio, che è una cosa che mi ricarica molto.
Lasciare liberi i pensieri mi riposa, quel momento in cui puoi permetterti di non programmare l'azione successiva.
Mi si rinfranca la pazienza anche.
Ieri GF mi chiedeva: ma tu avresti mai immaginato di avere tutta questa pazienza un giorno?
Lo diceva mentre con voce da amorevole mamma cercavo di convincere Cig a mangiare,  eroica contro il vento a raffica dei suoi NO.
NO e' la parola che gli viene proprio bene, subito, senza neppure cercarla.
E NO e' stata anche la mia risposta, che non sarei paziente di natura, ma ho scoperto che la pazienza la coltivi, tipo il basilico, ma è più difficile.
Poi ti dimentichi quanta cura metti in questa coltivazione di pazienza. Ogni volta che lo vedi felice, in ogni abbraccio e ciao ciao con la manina, in ogni conquista e scoperta.
Però ecco, se dovessi trovare un lato duro e difficile dell'essere genitori, io direi l'avere (tanta) pazienza.
Così quando vado via e ho modo di stare un momento ferma e silenziosa, e' sulla pazienza che lavoro e mi concentro. Perché  e' tipo i sali minerali, la devi reintegrare, di tanto in tanto.
E voi cosa coltivate?

mercoledì 12 febbraio 2014

La Valigia è Rossa e anch'io sono timida.

Care mie, tenetevi forte perchè l'argomento di oggi è hot :)
Oggi parliamo di...
Andiamo con ordine, va.
Ho una collega e amica che da qualche tempo ha anche un'altra attività: vendita a domicilio.
Come i cosmetici, i detersivi e i contenitori da cucina, ma di altro si tratta.
Quando me lo raccontò, restai un momento senza parole, un po' come quando credi di non aver capito bene oppure, e forse è questo il caso, quando ti si affacciano alla mente così tante domande da creare un ingorgo e niente, non riesci a formularne neppure una che abbia un senso.
Sono rimasta lì come una Gina, come direbbe la mia amica Rossella Calabrò, che sulla Gina ha scritto diversi libri parecchio divertenti (50smagliature di Gina, per esempio).
Sto tergiversando.
Oggi parliamo di Sextoys.
Oooh l'ho detto.
Non ve ne parlo io, che ancora navigo nel mio stupo-pudore, ve ne parla direttamente lei, la mia amica, in questa intervista/chiacchierata, mentre ci beviamo il caffè del pomeriggio.
La mia amica è una consulente de La Valigia Rossa, società spagnola che sta avendo grande successo con questo tipo di vendita.
Maggiori informazioni le trovate qui.
Buona lettura :)

Come ti è venuta l’idea di diventare venditrice de La Valigia Rossa?
Quando si dice di necessità virtù, ho avuto la necessità di arrotondare e cercare un’altra fonte di reddito e come dice mio padre “il sesso è un po’ come i generi alimentari: se ne ha sempre bisogno”
A parte gli scherzi mi ha incuriosito il progetto Valigia Rossa: poter parlare di sesso in modo elegante e aperto; poter incontrare donne diverse con esperienze diverse, potersi divertire e perché no, scoprire nuovi orizzonti all’interno della coppia.

Che idea avevi dei sextoys prima di iniziare l’attività e cosa ne pensi adesso?
Farò outing: non avevo mai posseduto un vibratore prima, era un mondo che mi incuriosiva ma di cui avevo un po’ timore. Diventare consulente per me ha significato parlarne con mio marito, aprirmi e raccontargli quali fossero le mie necessità, i sex toys sono quindi entrati con molta naturalezza nel nostro menage famigliare.

A chi li consigli?
Davvero a chiunque, non importa l’età o le esperienze pregresse. I sex toys ci aiutano a giocare e a comunicare e per me il sesso dovrebbe essere proprio questo: gioco e scambio di esperienze.

Sai che capita che dopo la nascita dei figli il lato sentimentale e fisico della coppia vada un po’ a farsi benedire? La stanchezza, gli impegni … ma non solo: capita che le donne vengano viste, dal partner e da sè stesse, con occhio diverso. Non più donne, ma soprattutto mamme. Capisci il dramma? :D Cosa possiamo fare per riaccendere il desiderio?
Ovviamente il tema è talmente vasto da non potersi esaurire in poche parole. Per essere viste come donne innanzitutto dobbiamo riappropriarci della nostra femminilità, dobbiamo sentirci donne noi in primis. Quindi concederci un bel vestito, un bel completo intimo, iniziare a flirtare di nuovo, creare un po’ di tensione erotica, banalmente dando al nostro compagno qualche oggetto non immediatamente decifrabile e stuzzicandolo sul fatto che glielo spiegheremo una volta a casa la sera. Passerà tutta la giornata a pensare e il desiderio la sera sarà al massimo
E poi non dimentichiamo profumo e incensi ai feromoni…l’effetto sarà esplosivo

E poi capita anche che fisicamente non sei più la stessa. Vuoi la gravidanza, vuoi il parto, l’età ma a volte si ha l’impressione di non “funzionare” più benissimo. Hai ricette di eterne giovinezza?
E’ inutile negarlo: cambiamo, ma cambiare non vuol dire peggiorare, ci trasformiamo, dobbiamo solo risettarci sul nostro nuovo io. Ricette miracolose non ne ho, però ad esempio, allenare il nostro pavimento pelvico con le palline geisha, ci permette di avere una muscolatura più tonica, elastica e anche di avere orgasmi più intensi.

Come ti dicevo qualcosa cambia dopo il parto. E’ come se ci dovessimo conoscere da capo, un po’ in tutti gli ambiti e quello della sessualità non fa eccezione. Da dove ricominciamo?
Bene, quale occasione migliore per conoscersi o riscoprirsi. Purtroppo nella nostra società la masturbazione femminile non è un’opzione, ripartire invece da una conoscenza più intima di noi stesse ci aiuta a comprendere i nostri nuovi bisogni. Il punto d’inizio per me rimane sempre e comunque la parola: dobbiamo abituarci a chiedere e chiederci cosa ci faccia piacere.

Spesso vengono suggeriti modelli femminili in cui non tutte ci riconosciamo, magari troppo aggressivi o disinibiti. Esistono toys anche per chi è più pudica o non abituata a “giocare”?
Ci sono toys di ogni genere. Nella mia valigia trovano posto giocattoli discreti come paperelle e spugne vibranti, che hanno il pregio di essere discrete e non riconoscibili dai bambini, abbiamo piccoli giochi erotici che sembrano rossetti o mascara, da tenere sempre in borsetta. Ci sono elegantissime manette in satin, abbiamo talco e cioccolato commestibili, candele per massaggio.
L’importante è concedere a noi stesse la voglia di sperimentare. Non dobbiamo diventare tutte panterone del ribaltabile e nemmeno pretendere che i nostri compagni siano tutti Christian Grey, però dobbiamo pretendere da noi stesse e dagli altri la libertà di sperimentare.

Sai cosa “uccide” molti genitori: la routine. Un bimbo, soprattutto se piccolo, ti obbliga ad avere abitudini e orari e questo alla lunga influisce anche sulla coppia. Ci servono sorprese ;) Tu cosa suggerisci?
Sorpresa è la chiave di tutto, stupirsi e stupire. Creare delle piccole routine all’interno della coppia, dei gesti che siano solo vostri, routine che vadano a scardinare le abitudini. Alcuni testi di sessuologia suggeriscono che la routine sia necessaria anche all’interno della coppia e quindi invitano ad avere un “giorno fisso” in cui dedicarci al partner. Personalmente non riesco a programmare nulla, ma ciò che cerco sempre di fare è fuggire la banalizzazione del rapporto, non è facile, ma dopo 12 anni di convivenza vi posso dire che alla lunga, paga.


Se avete curiosità, domande o perplessità, trovate la mia amica Lucia su Facebook:
https://www.facebook.com/lucia.lavaligiarossamilano?fref=ts

martedì 11 febbraio 2014

Vegan a ritmo di salsa ;)

Continuo i miei esperimenti di cucina vegana e soprattutto il recupero di ricette che, con pochi accorgimenti, possono essere tradotte in vegetarianesimo integrale :)
Vi segnalo anche che, da qualche tempo, spopola la dieta Fuhrman: promette di perdere 9 kg in 6 settimane ed è, di base, una dieta vegana (e, a tendere, vegetariana).
E' molto interessante, a mio avviso, non tanto per i miracoli che promette, ma perchè insegna a guardare gli alimenti come principi nutritivi e quindi a trarre da ciò che mangiamo il maggior beneficio possibile.
Secondo vale la pena dare un'occhiata e fare un esperimento: è febbraio, la prova costume è vicinissima. Cioè, questo è quello che mi dico per sopravvivere a questo inverno piovoso e noioso.

Le ricette di oggi non sono pietanze, ma salse fondamentali: besciamella e maionese.
Se hai la besciamella hai la lasagna (da preparare con ragù di verdure, la ricetta prossimamente in questi post), se hai la maionese hai i crostini per gli antipasti.
Insomma, mai più senza.



Preparazione Besciamella:

40 gr di farina, integrale da' un gusto buonissimo
500 ml di brodo vegetale oppure di latte di soia non edulcorato (io preferisco la versione con il brodo)
40 gr di olio extravergine di oliva
un pizzico di sale e noce moscata qb

In un pentolino riscaldate l'olio e versate la farina, setacciandola con un colino per evitare la formazione di grumi. Mescolate i due ingredienti con il cucchiaio di legno e unite a poco a poco il brodo vegetale ancora caldo. Il brodo potete farlo con verdure a piacere, oppure con un dado vegetale di buona qualità.
Mescolate accuratamente con una frusta (o con il cucchiaio, l'importante è che non ci siano grumi), lasciando cuocere a fiamma media fino a quando la besciamella non avrà raggiunto la consistenza desiderata. Se vi occorre una besciamella più densa, aumentate la quantità di olio e farina fino a 50 grammi. Poi insaporite con noce moscata, sale e pepe e se volete anche un pizzico di curcuma.
E' molto buona e soprattutto molto digeribile.

Preparazione maionese:

100 ml latte di soia
200 ml olio di semi, meglio se olio di cereali e comunque un olio che non abbia un sapore troppo invadente.
sale qb
aceto di mele o limone.

In un bicchiere adatto mettere il latte di soia e cominciare a frullare con il minipimmer. Aggiungere l'olio a filo, molto lentamente, finchè il composto monta nella consistenza desiderata. Quando la maionese è pronta aggiungere il sale e un cucchiaio abbondante di aceto di mele oppure il succo di un limone.
E' BUO-NIS-SI-MA! Potete aggiungere anche erbe aromatiche o spezie. Si conserva in frigorifero per diversi giorni, ben chiusa in un barattolo.

Ricordate anche che le spezie sono alleate preziosissime, in ogni tipo di cucina.
In più fanno bene alla salute.
Alla prossima :)

lunedì 10 febbraio 2014

La mia vita tra i supereroi.

IronMan e l'auto del futuro :) 
Si dice spesso che la mamma, figura epica e a tratti mitologica, sia dotata di super poteri.
Non vola, magari, e neppure si allunga, sa solo camminare sotto la pioggia senza sentire l'acqua, correre più del vento per riuscire a conciliare tutte le cose da fare in una giornata e cose così.
Anch'io ho questi poteri, certo, ma non sono niente di speciale, al confronto.
Io vivo con due supereroi: IronMan e Hulk. e ho detto tutto.
IronMan non è neanche un metro di altezza, ma è lui che comanda.
Hulk supera il metro e ottanta, ha un colorito più sano del verde e insieme a ironMan lotta contro mostri di peluche che popolano le Terre delle Mensole Alte. Hanno il quartier generale nella Torre di Stoffa, si muovono agili nei territori di casa, con passo da Swiffer e silenti come un gioco senza pile.
Si mimetizzano, alla perfezione, con gli stipiti della porta, ordendo agguati alla mamma che tra i superpoteri non ha in dotazione il super-udito, è stata dotata di vista calante e di passo traballante, piuttosto.
Hulk e IronMan hanno giocato tutto il week end: ho rischiato 4 infarti e ho visto combattimenti agghiaccianti con il pupazzo del dinosauro e del "Coso" che è bruttino, ma non so cos'è.
Ho sentito Iron chiamare Hulk, con piglio da comandante "HUK, vieniiii, HUK" e li ho visti partire insieme per avventure dietro la poltrona e alla conquista, dagli esiti incerti, del divano.
Li ho trovati che confabulavano piani nella Torre di Stoffa e li ho visti sparare palle di fuoco dal palmo della mano.
Hulk (HUK) sa il fatto suo, ha cuore giusto, sa che la vera forza sta nell'esempio: evita di usare parole come uccidiamo, spariamo e cose così, sa essere punto di riferimento e trovare le avventure più belle; IronMan sa che i pugni, i suoi famigerati Tugni, sono un'arma letale anche per il cuscino del letto.
E' così.
Sono una mamma circondata da supereroi e meno male perchè i peluche delle Mensole Alte sono pericolosissimi, ce n'è addirittura uno, un criceto, che ripete le cose che dico: si finge me per battere i supereroi, per conquistare il regno, compreso l'Impero di Cucina e le Spiagge di Balcone.
Sono fortunata, lo so.
I miei supereroi hanno un'arma segreta e potente: ridono.
Come un'onda che travolge.

Voi, con chi vivete? :D

venerdì 7 febbraio 2014

Parlare ai bambini.

Lunedì avremo il primo colloquio all'asilo.
Pur con fervida immaginazione non riesco a figurarmi il contenuto dell'incontro.
Mi diranno forse che è intelligente, ma non si applica? O che potrebbe fare di più o che è bravissimo, oppure una peste? Mah.Sentiremo.
La storia di Cigolinoe l'asilo è strana.
Ogni mattina mi dice: "Mamma l'asilo non mi piace" poi arriviamo là e si illumina di gioia, ha fretta di entrare in classe e quasi non mi saluta.
Aspetto trepidante il giorno in cui mi racconterà davvero qualcosa.
Non è questione di parole: le sue le capisco tutte, e quando non le capisco lui, gentilmente, mi fa il rumore corrispondente. Metti che mi sia sfuggita la frase, detta a modo suo, Mamma ho fatto un ruttino, che lui paziente mi ripete Mamma ed emana un sonoro Bbuuurp per farmi capire meglio.
Insomma, ci intendiamo.
Siamo però ancora lontani dal raccontare.
Tipo ieri sera l'ho ritrovato con un gran bernoccolo in fronte e gli ho chiesto come se lo fosse fatto.
Mi ha guardata serio e ha spiegato:
"Asilo, sedia, AHIAHIAHIAHAI, ghiaccio"
"Ti sei fatto molto male?" e mi ha risposto mettendosi la faccia tra le mani, facendo finta di piangere disperato.
Noi facciamo conversazioni figurate e onomatopeiche.
Alla fine, probabilmente, quella che avrà nuove capacità espressive sarò io, sto imparando moltissimo.
Intanto lo aspetto. Adesso, come tutti i bambini in età prescolare, sta nel suo mondo immaginifico, nella sua logica favolistica, nella grammatica della fantasia. Dove è giusto che stia, peraltro.
I bambini piccoli non hanno bisogno di nozioni e neppure di spiegazioni logiche: dire che Ironman non esiste non porta a niente di buono, così come cercare di intavolare una conversazione che abbia un filo logico.
Il modo migliore per parlare con i bambini under 6 è raccontare fiabe, è catapultarci anche noi nel loro mondo. Che poi male non ci fa, no?
Il modo migliore di insegnare è lasciarli fare, osservare, chiedere a loro come si fa (a infilare le scarpe, ad aggiustare un gioco, a metter i pantaloni ecc.), intervenendo solo se rischiano di farsi male o di farne ad altri.
Tipo insegnare che non si lanciano gli anelli nell'occhio di mamma va insegnato, mentre se le scarpe le mette al contrario fa niente ;)
Narrano le esperienze altrui e anche i libri di pedagogia che a un certo punto saranno loro stessi a cominciare a ragionare in modo logico e a esporci le nuove scoperte, a raccontare.
Fino a quel momento è nel loro mondo che devono crescere, ben protetti e incoraggiati.
Fa bene anche a mamma e papà: le risate e la tenerezza di un piccolo supereroe che si aggira per casa, fingendosi Hulk di un metro o Nemo nella vasca da bagno sono momenti meravigliosi.
Poi crescerà, avrà filtri, pudori e piccoli pregiudizi.

Buon fine settimana :)

mercoledì 5 febbraio 2014

Dì giuro.


Ho trovato un articolo tanto carino.
Oddio, un po' mi ha messo in crisi, perchè almeno 10 giuramenti su 18 sono stati anche miei e poi invece.
L'articolo lo trovate qui , elenca i 18 solenni giuramenti che la gente fa PRIMA di diventare genitore.

1) Non sarò mai stanco per mio figlio. Manca, non l'ho giurato, io sono spesso stanca anche per me stessa, figuriamoci.
2) Resterò in forma e non prenderò kg extra. Ce l'ho. Poi partorisci ti guardi allo specchio e comprendi che i kg extra hanno preso te.
3) Non farò mai tardi agli appuntamenti per colpa dei miei figli. Ce l'ho. Poi ho bucato la prima visita dal pediatra perchè non sapevo come agganciare l'ovetto al sedile della macchina. Da lì in poi è stato un crescendo, naturalmente.
4) Continuerò a bere birrette al bar di sera. Manca. Ci sono sere che comunque vorrei ubriacarmi comodamente sul divano.
5) Non lascerò mai mio figlio davanti alla tv. Manca. Ho giurato piuttosto il contrario.
6) Non lascerò mai mio figlio in balia di uno smartphone o tablet. Ce l'ho. Ma tra balia e giocare un pochino c'è una grande differenza, no?
7) Non viaggio in aereo con un bambino. Manca. Sempre meglio un paio d'ore d'aereo che 10 di auto.
8) Non metterò foto su Facebook. Ce l'ho. Derogo poche volte, che mica si può essere puntigliosi su tutto.
9) La mia vita notturna non cambiarà. Manca. Manca proprio la vita notturna.
10) Non lascerò che la mia casa diventi un macello. Ce l'ho. E infatti non è un macello, che non si confà a una vegana peraltro, ma una ludoteca.
11) Resterò aggiornato su mode, tendenze, novità musicali. Ce l'ho. Era quest'anno che si usava il blu o quello scorso? Vabbè tanto è un classico, no?
12) Non li punirò mai parleremo civilmente, spiegandoci e ragionandoci insieme. Ce l'ho. Non è colpa mia se lui non si sa ancora spiegare e capisce meglio se lo mando in camera sua, però.
13) I miei figli non faranno mai capricci in pubblico. Ce l'ho. Era una speranza più che altro. Si sappia che adesso a volte vorrei piangere io in pubblico.
14) Mangeranno solo cibi sani e biologici. Manca. Manca anche la voglia di mangiare di Cigolino, in effetti.
15) Non li porterò a cena fuori tra gli adulti. Ce l'ho. Così adesso gli adulti vengono a cena da noi, che quindi siamo tecnicamente in casa. Solo che così cucino un sacco. Sto pensando di mandare a cena fuori lui, Cigolino, che si diverta povero cucciolo.
16) Il mio modo di lavorare non cambierà.Ce l'ho. Infatti. Non è cambiato. Solo che ho imparato a lavorare mentre fingo di sparare ragnatele come spiderman e so tenere conversazioni telefoniche serissime anche mentre tuffo paperelle nella vasca da bagno. Multitasking ha un senso nuovo.
17) Vivrò ancora alla giornata senza esagerare con la programmazione. Mi avvalgo della facoltà di non rispondere.
18) Continuerò a vestirmi bene, mai in tuta. Ce l'ho. Ho mantenuto la promessa. Da lunedì a venerdì dalle 8 alle 18. Il week end in fondo non va mai conteggiato in queste cose.

Vi ritrovate e avete giuramenti solenni da aggiungere?

martedì 4 febbraio 2014

Orecchiette con le cime di rapa


Siete pronte a cucinare un nuovo piatto (S)vegan?

La ricetta di oggi è: orecchiette con le cime di rapa.
Vero che è una ricetta che già conoscete, ma non avete mai fatto caso che può diventare una ricetta vegan?

Rispetto alla ricetta originale non verranno utilizzate le acciughe, che verranno invece proposte a parte, leggermente battute e pronte da aggiungere dai non vegani.



Ingredienti per 4 persone:

350 gr di orecchiette secche o 500gr di fresche
1kg di cima di rapa da pulire
1 spicchio d'aglio
peperoncino

A parte (per i non vegani/vegetariani): 8 filetti di acciughe sott'olio, appena battute (sminuzzate) e con un pizzico di peperoncino.

Pulire le cime eliminando foglie (quelle tenere tenetele da parte) e la parte dura del gambo.
Tagliare le cimette e pulire bene la i gambi, togliendo la scorza esterna e tagliando a pezzetti la parte più interna, bianca e tenera.
Mettete in una pentola capiente l'acqua per la pasta e quando l'acqua bolle mettete a cuocere le foglie e la pasta insieme. Le orecchiette sono una pasta dura, ci vorranno almeno 10 minuti (meno se la pasta è fresca).
Un 3/4 minuti prima di scolare la pasta aggiungere le cimette e la parte morbida del gambo e far terminare la cottura.
A parte, in una padella larga che dovrà contenere pasta e verdura, scaldare un pò d'olio, uno spicchio d'aglio e un po' di peperoncino secco: se l'aglio vi piace tritatelo, altrimenti lasciatelo intero e toglietelo quando l'olio sarà ben caldo.
Suggerimento: un cucchiaio di pangrattato nel soffritto rende la ricetta ancora più buona ;)
Scolate la pasta con le verdure e trasferite il tutto nella padella, fate insaporire per un paio di minuti e servite il piatto ben caldo.

Le cime di rapa fanno, fra l'altro, benissimo: contengono molto calcio, fosforo, vitamina C, vitamina B2 e A e hanno un buon contenuto proteico. Sono consigliate in gravidanza per la presenza di folato, sale dell'acido folico.

Buon appetito!


lunedì 3 febbraio 2014

Crescere, con gli amici.

Trovate anche voi particolarmente noioso questo inverno?
A queste latitudini piove spesso, non ha fatto neppure una bella nevicata che almeno vai fuori e giochi.
Passiamo molto tempo in casa e a me dispiace moltissimo.
Un po' perchè non sono brava ad inventare giochi domestici, un po' perchè se sono a casa qualcosa da pulire, mettere a posto, stirare e perfino cucinare trovo sempre.Va a finire che sono stanca morta e anche un po' nervosa, Cigolino e GF annoiati.
Voi che fate in stagioni così poco stimolanti?

A Milano ha aperto il Museo dei Bambini (MUBA), dove organizzano mostre, laboratori ed eventi dedicati ai bambini. E' che per bambini si intende sempre dai 3-4 anni in sù, così gli under 3 restano esclusi.
Così come restano esclusi dalle aree gioco dei (tristi) centri commerciali e dai laboratori che si organizzano in giro per la città.
Che si fa?
Si invitano gli amici!
Ho notato che per Cigolino è molto stimolante avere gente intorno: poco importa siano bambini con cui giocare o adulti da cui farsi coccolare un po'. E' un bambino socievole, ama fare il protagonista come tutti i duenni e se c'è gente intorno lui è contento.
Per noi genitori è anche l'occasione per osservare comportamenti e inclinazioni.
Tipo a Cigolino piacciono i cuccioli più cuccioli di lui. Cagnolini, gattini e soprattutto bambini.
Ieri siamo andati a trovare una coppia di amici, genitori da due mesi.
Cigolino ha passato il tempo a guardare il bebè con aria estatica. "Mamma, in braccio io, Lo pendo?" "No è piccolo, non puoi prenderlo in braccio" "daiiiii, perfavoreeeee".
Stamattina la prima cosa che mi ha chiesto svegliandosi e se potevamo tornare a trovare il bambino piccolo, da prendere in braccio.
Sabato sera invece è stato lui il piccolo, spupazzato dal figlio dodicenne di amici: è stata amicizia immediata e didò spalmato sul tappeto.
Dopo un fine settimana così il lunedì Cigolino mi sembra più grande.
Anche stamattina, mentre ciondolava scalzo per casa con ancora il coniglietto della nanna e il dito in bocca, mi sembrava un bambino più cresciuto.
La fase yeppaaaaa per l'asilo è già calata.
Mentre lo preparo gli dico "Dai che andiamo all'asilo" e lui mi risponde "No dai mamma, andiamo dopo" "dopo quando?" "dopo dopo". Una volta là però è contento: corre verso il suo armadietto con il pesciolino, appende la giacca e un attimo dopo è pronto per giocare.
Mi piace pensare che asilo e amici di varie età contribuiscano al suo crescere sereno, spero che questo suo mixappeal non andrà perso con l'età.