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Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Così sono diventata mamma dopo i 40, tanto per fare sempre di testa mia. Come sta andando lo racconto in questo blog :)

venerdì 27 settembre 2013

Di viaggi e altri cibi.

Ricominciano le settimane di corsa, quelle che fai la valigia e stai via un paio di giorni.
Quelle che quando torni a casa sei davvero stanca e di poche parole, che tante ne hai usate con clienti e colleghi e io, che di mio non sono una gran chiacchierona, resto sempre un po' stonata.
Tant'è.
L'organizzazione è tutto.
GF e io ormai abbiamo l'abitudine di aggiornare le agende. Una volta alla settimana ci scriviamo gli impegni dell'uno e dell'altro, l'unico modo per sbrigarci bene tra lavoro e casa.
La verità è che entrambe avremmo bisogno di una brava moglie vecchio stile, quella che sta a casa e della casa si cura e quando torni è tutto pronto, a posto, e a noi non resta altro che giocare con Cigolino.
Una moglie come piace a Barilla, tanto per stare nella notizia (notizia?) che tiene banco.
Comunque gli anni passano anche per le mamme viaggianti, e comincio a fare ragionamenti da anziana: non è una vita che posso fare ancora a lungo, non voglio lavorativamente invecchiare così, uff che barba non dormire nel mio letto e non so mai cosa mangiare. Così, per darvi un'idea.
Capite che il tema che mi sta tanto a cuore, quello del cambiamento e del work life balance, diventa sempre più pressante, quasi quanto quello della bilancia su cui salgo ad ogni fine settimana.
A proposito.
Da circa un mese ho cambiato totalmente alimentazione.
Io, signore e signori, sono attualmente Vegetariana.
Tsè.
Giravo intorno alla decisione da tempo, ma poi il prosciutto (in particolar modo) e la cotoletta, vincevano sempre. Al ritorno dal mare mi sono letta "TheChinaStudy" un libro tediosetto e ponderoso su studi molto puntuali sull'alimentazione e di come ci sia una connessione molto stretta tra dieta e malattie. Credo che mi abbia preso per stanchezza e quando l'ho finito (quasi tutto), ho deciso di sperimentare un'alimentazione priva di proteine animali. Quindi, forse, assomiglio di più a una vegana.
Mi sono data un mese di tempo per capire e ormai siamo alla fine dell'esperimento: sto benone, ma davvero. A parte non avere più la sensazione di fame, a parte mangiare ciò che posso senza pensare alle quantità, mi sento molto più vitale, pimpante e gggiovane.
Poi, il peso si controlla meglio e non è cosa di poco conto.
Infine ho riscoperto le verdure, scoperto i semi, mi sono resa conto che i legumi mi piacciono tantissimo e ho dato via libera al consumo di seitan che mi è sempre piaciuto un sacco, ma che tra bistecche e prosciutto aveva poco spazio. Per cui proseguo, fino al secondo traguardo, quello dell'anno. Un anno senza proteine animali: morirò di desideri inespressi probabilmente, o magari sistemerò qualche piccolo acciacco che pare abbia parecchio a che fare con l'alimentazione.
Certo, questo tipo di alimentazione rende difficile viaggiare, non sai dove andare a mangiare e alla fine opti per pizza rossa con due olive e verdure grigliate. Buona eh, ma al secondo giorno ti viene un po' a noia.
Naturalmente Cigolino resta onnivoro, che non mi sogno di fare esperimenti con lui.
GF mi segue invece e ha sdoganato perfino il minestrone (questo è amore) <3 p="">
Chi di voi è vegetariano/vegano e ha voglia di condividere qualche ricetta? :)


martedì 24 settembre 2013

2.0

Talking Ginger app per Iphone e Android
E niente.
Questi bimbi nascono già con un software dentro che li fa dialogare serenamente con la tecnologia.
Imparano in fretta, vedono cose, giocano nel giro di un attimo.
Cigolino e l'Ipad.
Ovvero come mamma e papà si ritrovano senza tablet da un giorno all'altro.
Non solo: mamma chiede il permesso di portarselo via sto tablet, che deve fare un viaggio di lavoro e sicuramente le sarà utile. E' per quello, in fondo, che il tablet era entrato in casa.
Pare di no, invece.
Adesso l'Ipad è abitato in pianta stabile da Talking Ginger, un gatto rosso bellissimo, che mangia, fa la doccia, si lava i denti, fa i rutti e ripete ciò che sente intorno: un micio interattivo, con cui Cigolino si diverte un mondo.
Ormai, il Ginger, è uno di casa. Chiamato Miaaoo. Cigolino intavola lunghe conversazioni, e il gattone ripete; gli da da mangiare, e il gattone sceglie ciò che va bene mangiare e cosa no (un gatto che mangia i broccoli però non s'era mai visto); gli fa la doccia, le carezze e lo fa giocare con le trombette.
Un delirio.
Divertente.
Così, all'improvviso, Cigolino ha il suo quarto d'ora di Ipad (ci sono app bellissime per colorare, imparare i numeri, le filastrocche ecc.) e noi possiamo usarlo solo quando lui dorme, che altrimenti sono crisi di possesso all'urlo di "noooo è miooooo. Miaaoooo" e non si capisce più niente.
Che si fa? Come per tutto ciò che riguarda i bimbi piccoli, ci sono scuole di pensiero diverse: chi caldeggia l'utilizzo dei tablet (naturalmente nell'ambito di programmi adatti all'età) perchè stimolano moltissime cose, come la curiosità, l'attenzione, i riflessi, lo spirito di osservazione, la capacità di confrontare si tuazioni diverse e trarre conclusioni. Una ricerca, tempo fa, aveva evidenziato come le app dedicate ai bambini siano molto più stimolanti e istruttive dei libri illustrati, chiarendo comunque che vanno utilizzate per un tempo limitato nell'arco della giornata (massimo un'ora).
La vecchia scuola invece guarda con sospetto tutta questa tecnologia, preferendo un apprendimento più classico e lento. Di fatto non possiamo sapere come sarà da grande la generazione tablet, perchè sono ancora tutti bambini. I risultati fra 10 anni, minimo.
Nel frattempo si naviga a vista, dosando tempo, scegliendo app che abbiano un senso non solo ludico e che siano adatte all'età. E si gioca solo con papà o mamma presenti.
Certo il mondo tecnologico è la realtà stessa in cui i bambini crescono, personalmente preferisco che Cigolino prenda confidenza e preferisco comunque un gioco, anche virtuale, alla TV, che alla fine non gli interessa un granchè (Peppapig a parte, ma con moderazione).
Indubbiamente Rete e Infanzia sono un connubio strano.
Il problema si pone in modo relativo con bimbi piccoli come Cigolino, che ha sempre uno di noi a giocare con lui e non ha ancora imparato a navigare, mentre è una finestra potenzialmente pericolosa per bambini più grandi.
Ecco allora che arriva una soluzione: twigis. 
E' il primo socialnetwork creato apposta per i bambini, dai 6 ai 12 anni, in cui al centro c'è la sicurezza degli utenti, dove tutto, dai contenuti alla pubblicità, è studiato per quella fascia di età, senza che possano passare messaggi equivoci o pericolosi. Il progetto è nato in Israele, in Italia viene sviluppato in collaborazione con RCS. Anche Telefono Azzurro trova l'esperimento interessante, perchè permette di studiare il comportamento dei minori on line, individuandone le vulnerabilità.
La presentazione di Twigis la trovate qui, sul  blog "6 gradi" del Corriere della Sera, mentre il social è su www. twigis.it . Vale la pena farci un giretto :)

Voi come vi comportate con bimbi e tecnologia?




giovedì 19 settembre 2013

Parole parole parole

Siamo alle prese con le parole.
Tante, che arrivano in ordine sparso, con pronunce creative, frasi sempre più lunghe, spiegazioni fantasiose.
Cigolino ha i suoi tempi, come per il camminare.
Mettiamoci anche che santa Ofelia tata gli parla in spagnolo, per cui si sta organizzando due lingue, due pronunce, un sacco di parole che si sovrappongono tra loro.
Però ci capiamo.
Poi Cigolino è bravissimo con le parole onomatopeiche inventate, per cui se la parola gli manca, sopperisce all'istante con il rumore corrispondente.
Noi, in casa, si parla come i fumetti, in trame avvincenti di Puumm, gnam gnam, brum brum.
Ci sono poi le scoperte del giorno.
Ieri è stata la volta di : bleah, schifo! Pronunciato con corretto disgusto, agitarsi di manine o lo sguardo di chi ha appena visto qualcosa di veramente schifoso. Le doti mimiche dei bambini sono notevoli, e quindi, se proprio dovesse sfuggire ciò che stanno dicendo, la faccia dice tutto.
La cosa è che una parola, o un'espressione, appena imparata è bello ripeterla a ogni occasione. Così ieri il bleah schifo se l'è beccato ogni persona che abbiamo incrociato tornando a casa. Chi rideva, chi tirava dritto, chi non capiva, chi faceva finta. Io, lo sguardo fisso in un punto lontano del viale per evitare gli sguardi altrui. Temo il momento in cui non sarà una frase da ripetere, ma proprio un commento non filtrato che uscirà da quella boccuccia di bimbo.
Perchè lui parla, ci prova sempre. Se proprio non ha niente da dire saluta con sonori Ciaooooo, quando entriamo nei negozi, per esempio.
C'è però una parola che pronuncia alla perfezione, che dice a proposito, che usa esattamente come va usata.
No no, non è papà e neppure mamma.
La sua parola è: CACCHIO!
Detta benissimo, in momenti in cui lo direi anch'io al posto suo.
La parola non viene da noi, per questo la prima volta pensavamo fosse la storpiatura di  qualcos'altro, visto che lui predilige l'uso della C.

Breve dizionario Cigolino-Italiano:
Cacnia=macchina
Cacnina=macchinina;
Cucco=succo di frutta;
cappe=scarpe;
cuoco= fuoco;
cacchio=cacchio.

Gli abbiamo spiegato che non è una bella parola, meglio non dirla.
Raggiungendo lo strabiliante risultato di sentirgliela ripetere sempre, ridendo come un matto, solo per il gusto di.
Al momento, forse, meglio lasciar correre, non dare peso. Magari si stufa, va a sapere.
Tra l'altro ci viene da ridere ogni volta, cosa che possiamo fare di nascosto, mica lo prenda come incoraggiamento. Quindi a ogni cacchio lanciato così, uno di noi si eclissa girandosi di spalle e ridacchiando tra sè e sè, mentre l'altro mantiene viso imperturbabile di genitore severo che cerca di trasmettere disapprovazione, senza tuttavia ledere l'autostima, nè bloccare l'atto creativo del fanciullo, che esplorando nuove parole va significando di sè nel mondo e attestando la sua presenza e la sua capacità di interagire con la cacnina che non funziona :D
Che abbia scelto Cacchio per significarsi nel mondo, incrina un pochino il nostro orgoglio genitoriale, ma questa è un'altra storia.





lunedì 16 settembre 2013

Libri ...

Ma voi, quando leggete?
Ve lo chiedo perchè magari avete qualche dritta risolutiva.
Di giorno sono in ufficio e mi pare non consono portarmi il libro e ritagliare una mezz'oretta di tanto in tanto. Cioè, secondo me chi legge fa sempre una gran bella figura, ma vai poi a spiegare al capo la questione culturale, la coltivazione dello spirito, la sete di sapere extralavorativo. Non credo, nonostante una buona dose di eloquenza, che riuscirei a convincerlo che leggere in orario di lavoro è cosa buona e giusta.
Per quanto, di recente, hanno istituito una palestrina aziendale e quindi mi chiedo perchè non concedere anche una saletta lettura.
Poi torno a casa e a quel punto faccio la mamma: quella che gioca, prepara la cena, chiacchiera, cerca, in modo peraltro infruttuoso, di mettere ordine e cose così, tutte fondamentali, ma nessuna che possa essere fatta con un libro in mano.
Messo a nanna Cigolino, che tra bagno, salti sul letto, giro di casa, saluti&baci al buio là fuori, riepilogo di tutti i parenti e congiunti che sì, davvero, anche loro stanno andando a fare la nanna, porta via una buona fetta della serata, messo a nanna lui, dicevo, cerco di ascoltare le notizie principali della giornata. Cerco un TG in replica o mi schianto su Rainews 24 giusto per avere una vaga idea dei fatti.
Se c'è poi qualcosa di interessante, non mi nego un po' di tv. Poca roba, che il divano per me è tipo la criptonite per Superman.
A quel punto io sono morta di sonno. Io alle 22 chiuderei occhi, luce, tv e pensieri per dormire in santa pace, alle zanzare piacendo.
Invece quello, proprio quello in cui gli occhi mi si chiudono, sarebbe il momento giusto per la lettura.
Quattro pagine e io sono nel mondo dei sogni: va da sè che ogni libro mi occupa per mesi.
Se poi è noioso, come quello che sto leggendo adesso, ecco che le pagine diventano due e mentre leggo controllo dove finisce il capitolo, che se è troppo in là mi tocca mollarlo a metà.
Ho provato a leggere in metropolitana, ma mi viene il mal di treno e poi, la confusione non aiuta.
A me piace leggere il pomeriggio, dopo pranzo. La parentesi perfetta, prima di affrontare le altre cose da fare. Allora sì, la lettura è magica. Capisco anche ciò che leggo ;)

Cosa state leggendo in questo periodo?
Io "I ragazzi Burgess" di Elizabeth Strout. Non mi sta piacendo. La trovo una storia abbastanza inutile. Lo stile non è male, preciso come un disegno. Un quadro di Hopper, in realtà, con uguali solitudini, incomunicabilità, esistenze fredde. Se fosse un quadro lo apprezzerei molto, come libro ...insomma.

Cosa leggere per restare svegli per più di 4 pagine?
 Ho fatto troppe domande oggi, vero? (appunto).

giovedì 12 settembre 2013

Universo parallelo.

Ho fatto un giretto nei blog mammeschi. Cioè, non oggi. Lo faccio spesso.
Non per carpire i segreti altrui, neppure per lasciare in giro tracce di questo blog (e forse dovrei, visto che resta un club per pochissimi intimi), ma per capire se io (non il blog) sono in linea o meno con il MammaMondo. Quasi sempre ne esco sconfitta. Probabilmente sono una mamma sui generis e chissà Cigolino come verrà sù, senza neppure una torta fatta in casa, un bavaglino ricamato da me e neanche un fantabosco costruito, da mamma, nella sua cameretta.
Niente.
Tra l'altro la mamma attempata latita abbastanza e comincio a credere che, in percentuale, le over 40 siano decisamente meno presenti sul web.
Insomma, la primipara tardona è un po' un'outsider, io poi sono proprio fuori corso.
Fra l'altro sono piuttosto abitudinaria, per cui va a finire che vado a trovare sempre le solite, bravissime, "amiche".
Guardo sempre con molta ammirazione i blog professionali: le mamme che della loro mammità hanno fatto mestiere. Hanno idee brillanti, sanno raccontare, sanno coinvolgere.
Se Mammafelice resta tra i miei archetipi innarrivabili (io sono negata per ogni cosa che comprenda la manualità), nonsolomamma è una lettura che bisognerebbe fare a prescindere dall'essere mamma e così pure machedavvero?, l'universo web ha intere costellazioni di mamme che condividono, inventano, chiedono, si informano, fanno, si organizzano.
Fate un giro anche su Ufo's mom, che è delizioso.
FattoreMamma è un altro esempio di come l'essere mamme ha un'importanza economica, sociale e che le mamme hanno voce specifica in diversi capitoli.
Mi piace la positività che in generale emanano, mi piacciono le iniziative e tutto il lavoro evidente che portare avanti attività di questo genere comporta. Donne in gamba, mamme attente, intelligenti.
Donne che mi piacerebbe conoscere :)
Ho però anche scoperto un universo parallelo di mamme fanatiche e questo mi ha fatto davvero paura.
In questo caso non metterò i link, perchè a mio avviso destabilizzano anzichè dare veri spunti e idee.
Mamme che dichiarano di non desiderare altro che accudire pargoli, di vedere nel proprio marito la perfezione, che chiedono che non si sperimenti più sugli animali, ma sui pedofili. Lanciano sui social frasi banali, apparentemente languide e amorevoli, ma in realtà grette.
Mi chiedo cosa possa spostare così tanto l'equilibrio in una donna.
Dapprima ho pensato a una corrente cattolica integralista, soprattutto perchè, in genere, si parla di MARITO e FIGLI, mai di compagni, famiglie allargate, figliastri . Non trovando riscontri o rimandi ti tipo religioso, sono più propensa a immaginare a una corrente di fanatismo mammesco.
Donne che nel diventare madri si dimenticano di sè; donne che fondano il proprio mondo sull'altrui presenza (marito, figli) e di questo vanno pienamente fiere. 
A me vengono i brividi.
Penso ai bambini e mi sento a disagio.
Ossessione, è questo che si respira. E l'aria è pesante.
Sto scadendo nel gossip, giusto?
Ecco, no, non era questo che avevo in mente.

Che blog leggete di solito e cosa ancora NON trovate in giro per la Rete?

Di mamma si parla troppo o mai abbastanza?

Vi segnalo un altro blog, che non parla di mamme, ma di matrigne: il blog delle matrigne
Non me ne vogliano le mamme fanatiche di se stesse, ma anche una buona matrigna ha la sua bella importanza :) 



martedì 10 settembre 2013

Bimbi giù di morale.

Sono giorni inusuali.
Di Cigolino giù di morale, cosa a cui non siamo abituati.
Che fa capricci per ogni cosa e che fa brutti sogni.
Anche la baby sitter ha notato questo cambio di umore, dice che adesso si è reso conto che le vacanze sono proprio finite, che mamma e papà non ci sono durante il giorno e che anche il mare è lontano.
Mettiamoci anche la mia scontrosità, che anch'io mi sono resa conto che le vacanze sono proprio finite e che è iniziato un nuovo anno fatto di lavoro, corse, le solite cose mica tanto divertenti.
Così lui, Cigolino, si trova un po' spaesato.
Fortunatamente GF si mantiene in buon equilibrio, è lui il timoniere di questo momento di mare agitato, di cielo poco terso.
Ho pensato parecchio anche agli avvenimenti post vacanza.
Gli abbiamo parlato molto dell'asilo.
Gli abbiamo parlato molto del pannolino da togliere.
Non ci sono più i nonni e gli amici: siamo passati da lunghe giornate da condividere con altri a lunghe giornate ognuno per i fatti suoi. Mamma e papà al lavoro, lui con la baby sitter.
Anche se questa è la routine abituale e collaudata, è probabile che Cigolino ne abbia risentito.
Quindi, che si fa?
Prima cosa: lasciare i propri malumori fuori dalla porta. In casa c'è bisogno di serenità e positività. E questo lo dico soprattutto a me, che sto facendo davvero fatica a riprendere serenamente il passo di sempre.
Poi, non perdere le occasioni di coltivare l'autostima del bambino: mai mancare un "bravo!", una coccola o un applauso quando è giù di morale. E' probabile si stia facendo una "colpa" di qualcosa o che non si senta abbastanza bravo in qualcos'altro.
Sono, quelli dei bimbi, equilibri delicati.
Così ieri, tornando dall'ufficio, non siamo andati subito a casa, ma a spasso, dicendo tutti i colori delle auto che incrociavamo. Cigolino è preparatissimo su bianco, nero, giallo, gli altri colori ancora non sono bene in ordine.
Con papà, poi, si è fermato a giocare fuori. Che GF è cintura nera di parchetto, cosa in cui io invece non brillo. Ho da capire questa mia avversione ai giardinetti, deve essere una malattia, una carenza di qualcosa.
Non abbiamo insistito per farlo mangiare e fatto un bagnetto un po' più lungo.
L'umore ci è sembrato migliore così.
La questione vasino la riprenderemo tra qualche giorno, sempre che non ci chieda lui di usarlo.
L'asilo è accantonato fino a gennaio, minimo.
Il tempo ancora bello ci aiuta a giocare di più.
Un bel respiro e via, ripartiamo con il piede giusto.

E' capitato anche a voi di avere bimbi un po' giù di morale? E come vi siete comportati?

venerdì 6 settembre 2013

Pesciolino.

Lo ammetto, mi sono emozionata.
Anzi, ero proprio agitata come un'interrogazione a scuola.
Questa settimana ci sono stati i colloqui alla scuola materna, per l'inserimento.
Il primo incontro è stato generale, c'erano tutti i genitori, per lo più le mamme e sporadici papà, e tutte le insegnanti. Perfino la preside.
Io ho da capire bene una cosa: in queste situazioni, con tante mamme tutte insieme, a me viene l'ansia.
Fastidio proprio.
Credo abbia a che fare con il senso di inadeguatezza.
Le altre mamme fanno sempre domande intelligenti.
O almeno pertinenti.
Loro sanno già come si fa, vuoi perchè, le mamme quelle proprio mamme, non hanno mai un figlio solo, minimo minimo due. Quindi loro sanno, siedono rilassate sulle mini sedie della scuola e godono, si vede da lontano, delle incertezze altrui.
Molte delle mamme del mio quartiere non lavorano. E anche questo lo vedi da lontano. Sguardo rilassato, messainpiega perfetta, difficilmente le vedi con un telefono in mano o niente che non sia qualcosa per i bambini, una merenda o maglia che sia. Le riunioni all'asilo o a scuola sono le uniche che hanno, per cui sono preparatissime e attentissime. Tutte con carta e penna a prendere appunti su fogli perfetti, io che rovisto nella borsa e al terzo foglio scritto a strati e stropicciato, decido che andrà benissimo scrivere direttamente sul telefono.
Quindi la situazione appariva così: mamme che prendevano appunti e una, una sola, seduta di lato che "giocava" con il telefono.
Le altre si conoscono tra loro, io che a casa non ci sono mai non conosco nessuno.
Altra immagine della riunione: le mamme che chiacchierano tra di loro, invitandosi addirittura a merende del giorno dopo, e una, una sola, che si godeva il sole che filtrava delle finestre aperte e pensava che sì, a Cigolino piacerà un sacco.
Naturalmente le riunioni sono in orario di lavoro, per cui l'altra cartolina della giornata sono le mamme che si danno appuntamento al parco dopo la riunione e una, una sola, che doveva tornare di corsa in ufficio.
E vabbè.
Meno male che le maestre mi hanno fatto una gran bella impressione: emanavano pazienza, positività, allegria a tratti, pacatezza. Pensavo che a Cigolino piaceranno molto.
Probabilmente non tutte le altre hanno avuto la stessa impressione, qualcuna ha avuto momenti di vero smarrimento una volta saputo che il pargolo era in una classe e non in quella che desiderava.
Nella riunione generale hanno fissato le riunioni individuali per il giorno dopo, per spiegare e conoscersi meglio.
"Gli orari disponibili sono questi" spiegano le maestre. Tassativamente a metà giornata lavorativa.
Coro sussurrato di sì sì ok, va bene e una, una sola voce, che chiede di poter avere quell'orario e quanto tempo dura il colloquio, perchè intanto sta incastrando altre due riunioni, il percorso in metro e sa, con certezza assoluta, che il pranzo, in ogni caso, salterà.
Il colloquio individuale, con le maestre che seguiranno Cigolino, è stato bellissimo, davvero.
Intanto ci siamo trovate d'accordo su tutto: su l'inserimento a gennaio prima di tutto, su come stiamo affrontando, GF e io, i piccoli ostacoli tipo spannolamento e la questione cibo. Poi abbiamo scelto il simbolo che accompagnerà Cigolino per i tre anni di materna, quello che sarà sul suo armadietto, sul suo appendi abiti e su tutte le sue cose.
Cigolino sarà il pesce. O pessie, come dice lui.
E sì, sono sicura che imparerà a nuotare, il nostro pesciolino.
All'uscita mi sentivo bene, contenta e telefonando a GF gli raccontavo le belle sensazioni avute.
Quindi ho concluso che se non devo fare i conti con la perfezione delle altre mamme, mi sento molto meglio :)

martedì 3 settembre 2013

Tormentoni estivi, 2013 edition.

E' ancora un tabù la mamma over 40?
Quale è stato il vostro tormentone estivo?
Io ne ho avuti due.
Musicale, ed è scream&shout, Britney Spears feat Will.i.am.
Cigolino l'ha ballato sul seggiolino auto, canticchiato, che i bambini volendo sanno anche l'inglese, 
e bastava la prima nota a farlo ridere e agitare, impegnarsi a fondo in coreografie sempre nuove.
Certo. Sulle auto degli altri bambini, di solito, non c'è questa musica.
Incontravamo piuttosto vecchie glorie dello zecchino d'oro dei tempi che furono, 
ma a quel punto Cigolino agitava le mani dicendo "non mi piace, no, no no piaceeeee". 
Ho visto genitori catatonici alla quarta ripetizione de "le tagliatelle di nonna Pina", papà guidare distratti, resi ipnotici dall'ossessiva ricerca dei due liocorni, mamme che sognanti sussurravano al finestrino che volevano un gatto nero, nero, totalmente inconsapevoli del riflesso pavloviano che stavano rappresentando.
Noi che siamo gggiovani invece, ci siamo preparati un cd da mare, da ascoltare in macchina, ballare tutti insieme, senza incursioni del torero camomillo.
Cigolino ha molto apprezzato, gli amici pure e la nostra Panda-a-noleggio è stata la miglior balera estiva del circondario.
Va da sè che questo cd verrà conservato nella scatola dei ricordi, insieme alla prima tutina di Cigolino e la candela del battesimo. Sacro e profano. Solo così, Cigolino potrà rinfacciarci, tra le altre cose, di averlo cresciuto come neppure i figli dei fiori (saprà dei figli dei fiori?).
Tant'è.
Due tormentoni.
L'altro è materno, cioè mia madre che mi ha ripetuto allo sfinimento questa frase:
 "perchè i figli si fanno a 20 anni, non a 40". 
A voler ben vedere è un po' negare l'evidenza, considerato che Cigolino è venuto benissimo ed era lì, in tutto il suo splendore, sotto i suoi nonneschi occhi.
La querelle è antica. Nasce in tempi non sospetti, quando cioè le annunciavo la gravidanza di qualche amica mia coetanea, ancora non quarantenne a ben vedere. Già la gravidanza di mia sorella, nell'intorno dei 36 era stata accolta con gioia subito rintuzzata da un "speriamo vada tutto bene, considerata l'età".
Immaginate dunque quale smarrimento abbia prodotto la mia gravidanza a 42. Da lì in poi, più che querelle, la sua è diventata convinzione, con sfumature di angoscia tali da intimarmi, a nascita di Cigolino avvenuta, di astenermi tassativamente dal riprovarci, che se no lei stava troppo male e con troppe preoccupazioni.
Mi ha anche telefonato una mattina, tempo fa, per dirmi che non aveva chiuso occhio perchè le era sembrato, da una sfumatura della mia voce nella telefonata precedente, che io fossi incinta, di nuovo, e lei non avrebbe potuto sopportarlo.
Ah, non vi avevo ancora parlato di mia mamma, vero? .... ci sarà modo :)
Quest'estate, libera dai freni inibitori della distanza che di solito ci separa, me lo ricordava ogni sera che i figli si fanno a 20 anni e non a 40.
Bastava io accusassi un lieve mal di schiena, per via del trasporto su sabbia di Cigolino e borse, che traaac la mia debolezza si trasformava in un "eeeh, perchè sei vecchia. A 20 anni avresti fatto i kilometri senza fare una piega". Uhm.
Era sufficiente un lasciarmi andare a confidenze shock tipo "in vacanza si sta benone, è durante l'anno che a sera sono davvero stanca. sai il lavoro, poi Cigolino, la casa, le cor ..." non il tempo di finire la frase e già mi stava ricordando che con 20 anni di meno tutto sarebbe andato meglio.
Sfinita da tanta comprensione, gliel'ho chiesto, così, diretta : "cosa ti fa pensare di essere stata una mamma migliore di me, solo perchè molto più giovane?" E niente, si è risentita, quindi non ho avuto una vera risposta, se non un sospiro profondo, uno sguardo lontano e una sentenza definitiva: "vedrai. Non puoi neanche immaginare la fatica che ti aspetta, speriamo che tu ce la faccia". 
E speriamo, sì. Davvero. Anche perchè onestamente non vedo alternative al farcela.
Sarebbero da conservare, anche loro nella scatola dei ricordi, le conversazioni con mia madre, se non ci fossero almeno un paio di inconvenienti.
Conoscendo (bene)  mia mamma, le giurerebbe apocrife e da me travisate, che figurati se io dico cose così.
E poi ci vorrebbe una scatola molto grande. Molto.

lunedì 2 settembre 2013

Scuola materna: prepararsi insieme.

In settimana avremo la riunione alla scuola materna.
Che in linguaggio aziendalese chiamerei kick-off meeting: il momento in cui si decide e condivide quello che c'è da fare per iniziare bene l'anno scolastico.
Cigolino non inizierà adesso la materna.
Se, come ci avevano assicurato in pre-iscrizione, sarà possibile un inserimento in corso d'anno, inizierà a gennaio. Anno nuovo, vita nuova.
Ci abbiamo ragionato e, soprattutto, abbiamo osservato Cigolino durante queste vacanze.
Porta ancora il pannolino, che mica sempre si ricorda di avvisare quando è il vasino-time.
Dice tantissime parole, ma non del tutto comprensibili, crediamo avrebbe qualche difficoltà a spiegare eventuali bisogni.
Se ne sta più volentieri per i fatti suoi. Prima di decidere di giocare/interagire con altri bambini, osserva molto, considera e solo quando si sente sicuro si lancia nella socializzazione. Vorremmo evitargli lo stress di dover socializzare per forza.
Se non riesce a fare una cosa ci resta male, il più delle volte.
E' dormiglione, con riposini pomeridiani anche di 3 ore.
Insomma, a occhio non ci sembra ancora pronto per il debutto in società.
Per cui aspettiamo. La scuola deve, secondo noi, essere una bella esperienza non una fonte di stress o frustrazione.
Non credo sia prevista una classe primavera (gli anni scorsi non c'era), quindi è bene che Cigolino cresca ancora un po' prima di affrontare l'impegno.
In attesa del nuovo anno, lavoreremo su alcune cose.
Pannolino.
Più che spannolarlo ex abrupto e sia quel che sia, gli stiamo raccontando ogni giorno gli innumerevoli vantaggi del vivere senza pannolino e ogni tanto facciamo gite in bagno, con scroscianti applausi ad ogni risultato da vasino. Si diverte un sacco e apprezza l'importanza di non portarsi dietro le litrate di pipì che produce. Chiaro che questa cosa non possiamo portarla avanti all'infinito, ma almeno quando il pannolino lo toglieremo, lui saprà perchè e magari si sentirà meno spiazzato.
Parole.
Da quando sono tornata al lavoro dopo la maternità, ho l'abitudine di chiedere a Cigolino com'è stata la sua giornata, se è stato bene, se si è divertito, se ha visto o fatto cose nuove. All'inizio lui aveva 6 mesi, quindi parlavo da sola. Dopo due anni ho il piacere delle prime risposte. Conversare, usando parole corrette e non storpiate, fare domande semplici e aiutarlo a rispondere è un esercizio utile. Anche per i genitori. Per non perdere l'occasione di instaurare l'abitudine a raccontare e condividere. Poi, che sia una rivista o un libro quello che lui va brandendo per casa, gli leggiamo sempre qualcosa o inventiamo una storia sulle figure.
Indipendenza.
Ci siamo. Mangia da solo, si lava da solo (le mani no e non capisco), a volte riesce ad infilarsi le scarpe da solo. Aspettiamo da un momento all'altro che esca anche da solo.
Cibo.
Rassicurati dal fatto che se non ci siamo noi in giro mangia volentieri, siamo sicuri che all'asilo non avrà difficoltà.

Voi come avete preparato i vostri bimbi alla scuola materna? Che consigli dareste ai neofiti come noi? :)