Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

martedì 24 settembre 2013

2.0

Talking Ginger app per Iphone e Android
E niente.
Questi bimbi nascono già con un software dentro che li fa dialogare serenamente con la tecnologia.
Imparano in fretta, vedono cose, giocano nel giro di un attimo.
Cigolino e l'Ipad.
Ovvero come mamma e papà si ritrovano senza tablet da un giorno all'altro.
Non solo: mamma chiede il permesso di portarselo via sto tablet, che deve fare un viaggio di lavoro e sicuramente le sarà utile. E' per quello, in fondo, che il tablet era entrato in casa.
Pare di no, invece.
Adesso l'Ipad è abitato in pianta stabile da Talking Ginger, un gatto rosso bellissimo, che mangia, fa la doccia, si lava i denti, fa i rutti e ripete ciò che sente intorno: un micio interattivo, con cui Cigolino si diverte un mondo.
Ormai, il Ginger, è uno di casa. Chiamato Miaaoo. Cigolino intavola lunghe conversazioni, e il gattone ripete; gli da da mangiare, e il gattone sceglie ciò che va bene mangiare e cosa no (un gatto che mangia i broccoli però non s'era mai visto); gli fa la doccia, le carezze e lo fa giocare con le trombette.
Un delirio.
Divertente.
Così, all'improvviso, Cigolino ha il suo quarto d'ora di Ipad (ci sono app bellissime per colorare, imparare i numeri, le filastrocche ecc.) e noi possiamo usarlo solo quando lui dorme, che altrimenti sono crisi di possesso all'urlo di "noooo è miooooo. Miaaoooo" e non si capisce più niente.
Che si fa? Come per tutto ciò che riguarda i bimbi piccoli, ci sono scuole di pensiero diverse: chi caldeggia l'utilizzo dei tablet (naturalmente nell'ambito di programmi adatti all'età) perchè stimolano moltissime cose, come la curiosità, l'attenzione, i riflessi, lo spirito di osservazione, la capacità di confrontare si tuazioni diverse e trarre conclusioni. Una ricerca, tempo fa, aveva evidenziato come le app dedicate ai bambini siano molto più stimolanti e istruttive dei libri illustrati, chiarendo comunque che vanno utilizzate per un tempo limitato nell'arco della giornata (massimo un'ora).
La vecchia scuola invece guarda con sospetto tutta questa tecnologia, preferendo un apprendimento più classico e lento. Di fatto non possiamo sapere come sarà da grande la generazione tablet, perchè sono ancora tutti bambini. I risultati fra 10 anni, minimo.
Nel frattempo si naviga a vista, dosando tempo, scegliendo app che abbiano un senso non solo ludico e che siano adatte all'età. E si gioca solo con papà o mamma presenti.
Certo il mondo tecnologico è la realtà stessa in cui i bambini crescono, personalmente preferisco che Cigolino prenda confidenza e preferisco comunque un gioco, anche virtuale, alla TV, che alla fine non gli interessa un granchè (Peppapig a parte, ma con moderazione).
Indubbiamente Rete e Infanzia sono un connubio strano.
Il problema si pone in modo relativo con bimbi piccoli come Cigolino, che ha sempre uno di noi a giocare con lui e non ha ancora imparato a navigare, mentre è una finestra potenzialmente pericolosa per bambini più grandi.
Ecco allora che arriva una soluzione: twigis. 
E' il primo socialnetwork creato apposta per i bambini, dai 6 ai 12 anni, in cui al centro c'è la sicurezza degli utenti, dove tutto, dai contenuti alla pubblicità, è studiato per quella fascia di età, senza che possano passare messaggi equivoci o pericolosi. Il progetto è nato in Israele, in Italia viene sviluppato in collaborazione con RCS. Anche Telefono Azzurro trova l'esperimento interessante, perchè permette di studiare il comportamento dei minori on line, individuandone le vulnerabilità.
La presentazione di Twigis la trovate qui, sul  blog "6 gradi" del Corriere della Sera, mentre il social è su www. twigis.it . Vale la pena farci un giretto :)

Voi come vi comportate con bimbi e tecnologia?




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