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Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Così sono diventata mamma dopo i 40, tanto per fare sempre di testa mia. Come sta andando lo racconto in questo blog :)

venerdì 21 dicembre 2012

Auguri, con tanto affetto.



Ormai ci siamo.
Auguri auguri auguri a tutti voi!
Grazie per la compagnia, le chiacchiere, le dritte e le opinioni raccontate qui.
Ogni volta che trovo un vostro commento mi emoziono, vuol dire che non sto parlando da sola e soprattutto che condividere ha un senso.
Ogni volta che ho vostre notizie, sono felice, vuol dire che anche i rapporti virtuali hanno un riflesso nella realtà.
Tenere questo blog è per me un'esperienza bellissima, è riuscire a tenere il segno del tempo che passa, non dimenticare le cose che accadono. Se fossi sola, però, che senso avrebbe?
La vostra presenza è fondamentale, è ciò che tiene vivo il raccontare, il cercare nuove cose e la voglia di scriverle.
Ci rivediamo dopo Natale?
Auguri.
Buon Natale a tutti, di cuore.

giovedì 20 dicembre 2012

Che Natale è senza ....

Noi siamo una famiglia dal forte mix appeal, per cui valgono un po' tutte le tradizioni natalizie, contemporaneamente, senza escludere nessuno.
Questa cosa così bella, si traduce quindi in:
1) festeggiamo la vigilia, così come ci ha insegnato papà. Con cena a base di pesce, cercando ricette sempre nuove.
2) festeggiamo Natale, così come ci ha insegnato mamma. Con pranzo a base di carni, possibilmente almeno un bollito e un passaggio di mostarda.
3) Apriamo i regali come viene viene. Un po' la sera della vigilia e un po' a Natale, a seconda dell'età, dell'ora e dell'abbiocco post cena.
Le cose che non possono mancare sono il panettone che piace a tutti tranne a me e il pandoro, che non piace a nessuno tranne a me.
Il torrone, in versione sia hard che soft, così si accontentano i denti di tutti.
L'albero di Natale, più del presepe.
Se non è possibile stare tutti insieme, abitiamo lontani ed è capitato anche di abitare lontanissimi, comunque si cerca di rispettare le tradizioni, così sarà comunque (quasi) come essere insieme.
I regali si fanno a tutti, grandi e piccini e non è mai lo stesso regalo.
Che sia la cena della vigilia o il pranzo di Natale, si apparecchia la tavola bene bene, con i piatti belli, la tovaglia che non usi mai che poi a stirarla. Il dress code è casual chic :D :D, cioè no alla tuta da casa, ma ok, passi per le pantofole (il tacco 12 per chi cucina è una condanna).
A Natale ci pensiamo un paio di mesi prima, soprattutto per via della logistica. Chi va da chi. E poi è all'ultimo momento che le cose prendono forma. Un po' come gli acquisti: durante l'anno mi vengono idee fenomenali per i regali, che regolarmente dimentico.
Mi piace il Natale.
Credo ancora a Babbo Natale e racconto a Cigolino della notte magica, in versione laica e in versione religiosa. Lui mi guarda e succhia il dito, l'anno prossimo forse apprezzerà di più.
E voi cosa fate?
Qual'è la cosa senza la quale non sarebbe Natale?




mercoledì 19 dicembre 2012

No panic, è quasi Natale.

Ok.
Posso serenamente dire di essere in panico.
Pochi giorni a Natale e :
1) Mi mancano idee per 3 regali importanti
2) Mi manca lo spirito del Natale, disperso in giorni  intensi.
3) Sarà forse la fine del mondo di dopodomani, ma sembra che tutto sia una corsa contro il tempo.

Ecco, cose così.
Da un paio di mattine spero che i Maya abbiano ragione, che il mondo finisca venerdì e ciao.
Forse anche Cigolino, ieri, si è sentito alla fine del mondo, quando l'ho portato dal pediatra.
Non gli piace, non è chiaro perchè, ma ieri ha avuto quasi una crisi di nervi.
Ha cominciato a mugugnare già nel parcheggio, ha riconosciuto il luogo.
Appena entrati è esploso in pianto e lacrime e ostinata disperazione.
Serrava le braccia per non farsi spogliare, irrigidiva il corpo per restare in piedi, piangeva così forte come mai l'avevo sentito prima. Il pediatra mi si è perfino infastidito, dichiarando che o si calmava o la visita finiva lì.
Io con cappello di lana, piumino da spedizione polare, borsa a tracolla cercavo in tutti i modi di convincere Cigolino che non era niente, che finivamo presto che ... Ero accaldata che neppure a ferragosto, da un lato il medico musone, di fronte un bambino fuori di sè. Sono stati minuti lunghissimi.
Alla fine siamo riusciti a pesarlo, misurarlo, auscultarlo, rimpachettarlo e via. Tutto bene: cresce e strilla benissimo.
Ma anche i vostri fanno così? E voi cosa fate per calmarli?
Una tecnica No-Panic, please.


venerdì 14 dicembre 2012

Le foto di Engledow.

Vi ricordate Engledow, il fotografo inglese che si è immortalato in scatti divertentissimi con la sua bimba?
Ho trovato nuove foto e sono sempre bellissime.
Le potete trovare qui

A tutte un buon fine settimana, qui nevica e nevica :)

PS. Ma cosa state preparando per natale? e i regali? e ... raccontate :)

giovedì 13 dicembre 2012

La prima fiaba di Andersen.

In ottobre uno studioso Danese ha ritrovato un manoscritto inedito di Andersen, il celeberrimo scrittore de La Sirenetta e la Piccola Fiammiferaia.
Non c'è voluto molto per confermare che il manoscritto è originale (la conferma ufficiale ieri) e che racconta, se n'è quasi certi, la prima favola di Andersen. Pare l'abbia scritta ancora ragazzo e un po' si vede, è a tratti ingenua, semplice. Però contiene già il tema che gli sarà caro: la bellezza interiore che vince sull'esteriorità spesso povera e dimessa.
A me è piaciuta, così lontana dal nostro tempo, così antica. Eppure ...
Ho trovato la notizia su Il Post, che riporta anche il testo integrale della fiaba.
Secondo me è perfetta come favola delle feste, da raccontare a lume di candela, aspettando Babbo Natale.
Buona lettura :)


La Candela di sego (C.Andersen, 1805-1875).


Sfrigolava e sibilava mentre le fiamme infiammavano il calderone… era la culla della candela di sego, e dalla culla calda venne fuori una candela perfetta. Solida, di bianco splendente, e sottile, era formata così da far credere a chiunque la guardasse nella promessa di un futuro brillante e raggiante, una promessa tale che chi la guardava era certo che avrebbe voluto mantenere e realizzare.
La pecora – una bella pecorella – era la madre della candela, mentre suo padre era il crogiolo. Sua madre le aveva dato un corpo bianco e lucido e una vaga idea della vita, ma suo padre le aveva dato un desiderio per il fuoco fiammeggiante che le avrebbe attraversato le ossa e il midollo, e per cui avrebbe brillato tutta la vita.
Così era nata e così era cresciuta. E con le migliori e più brillanti aspettative si era buttata nella vita. Qui incontrò molte molte strane creature con cui iniziò ad avere a che fare, desiderosa di imparare qualcosa sulla vita e forse trovare il posto dove si sarebbe sistemata meglio. Ma aveva troppa fiducia nel mondo, che si preoccupava soltanto di se stesso e per niente della candela fatta di sego. Un mondo che non aveva compreso il valore della candela e la usava per il suo vantaggio e la teneva nel modo sbagliato; dita nere che lasciavano macchie sempre più grandi sulla sua bianca innocenza, che alla fine scomparve completamente, ricoperta dallo sporco di un mondo circostante che era diventato troppo vicino. Troppo vicino perché la candela potesse sopportarlo, e non era in grado di distinguere la sporcizia dalla purezza, nonostante la candela fosse rimasta pura e incontaminata al suo interno.
Falsi amici scoprirono di non poter raggiungere il suo io interiore e la gettarono via con rabbia, ritenendola inutile. Lo sporco guscio esteriore mantenne tutti i buoni a distanza: spaventati com’erano di essere insudiciati dallo sporco e dalle macchie, rimasero lontani.
Così stava la povera candela di sego, solitaria e abbandonata, senza saper cosa fare. Rifiutata dai buoni, capì che era stata solo uno strumento per aiutare i malvagi. Si sentì così incredibilmente infelice perché la sua vita non aveva un lieto fine, di fatto forse aveva macchiato le parti migliori attorno a lei. Non poteva capire perché era stata creata o qual era il suo posto; perché era stata messa in questa terra: forse per finire a rovinare se stessa e gli altri.
Rifletteva sempre di più e sempre più profondamente, ma più pensava a se stessa più si sentiva abbattuta perché non riusciva a trovare niente di buono, nessuna sostanza reale, nessun obiettivo per l’esistenza che le era stata data alla nascita. Come se il mantello di sporcizia le avesse coperto gli occhi.
Ma poi incontrò una piccola fiamma, un acciarino. La conosceva meglio di quanto la candela di sego conoscesse se stessa. Il piccolo acciarino aveva una vista così chiara – dritta attraverso il guscio esteriore – e dentro trovò così tanto di buono. Si avvicinò e c’era una brillante aspettativa nella candela, l’accese e il suo cuore si sciolse.
La fiamma scoppiò, come la torcia trionfante di un matrimonio benedetto. La luce esplose luminosa e chiara tutto intorno, inondando la strada con la luce per quelli che le stavano attorno – i suoi veri amici – che ora erano in grado di vedere la verità nello splendore della candela.
Anche il corpo era abbastanza forte da dare sostegno alle fiere fiamme. Una goccia dopo l’altra, come i semi di una nuova vita, il sego colava giù per la candela rotondo e paffuto, coprendo il vecchio sporco. Non erano solo l’aspetto fisico, ma anche quello spirituale del matrimonio.
E allora la candela di sego trovò il suo posto giusto nella vita, dimostrando che era una vera candela. Continuò a splendere per molti anni, rendendo felice se stessa e quelli che le stavano intorno.

mercoledì 12 dicembre 2012

Che genitori siete?

Voi che genitori siete?
Quelli che sgridano severamente, che spiegano, che lasciano correre, pazienti, ansiosi .... come siete?
Fin qui, devo ammetterlo, ho navigato parecchio a vista, cercando il più possibile di rispettare lo stato d'animo di Cigolino e il mio. Non potendo contare, lo so, su una pazienza così specchiata come quella di GF (lui è davvero bravo), mi sono presa il mio tempo per crescere come genitore e per capire.
Alla fine ne ho dedotto che se non educo anche me non riuscirò a educare bene mio figlio.
Ora, non pensatemi selvaggia e zotica e neppure la mamma di profumi e balocchi, la canzone tristissima che tanto mi faceva impressione quando me la cantava il nonno.
Educarsi al mestiere di genitore significa, semplificando, decidere che tipo di approccio si userà da qui in poi per guidare il proprio pargoletto, per traghettarlo sano, salvo e saldo verso la persona che sarà.
Ho un buon proposito: voglio essere un genitore paziente e positivo.
Il che significa scegliere di non lasciarsi andare alla sgridata severa, alla sculacciata che fa bene, alle punizioni che così capisce. Che a volte la tentazione mi viene, perchè in fondo trovo sia la strada più comoda, perchè ho più esempi in questo senso e quindi è meno difficile trovare un punto di riferimento.
Però. In questi 21 mesi (quasi) Cigolino me lo sono guardato bene e mi è chiara una cosa: è un bambino di buon carattere, molto curioso, attento a ciò che accade intorno, che vuole partecipare e molto, molto, ostinato. Se vuole una cosa è quella, non c'è verso. Ieri stavo usando una spugnetta per pulire il tavolo e non ho voluto dargliela, perchè insomma una spugna di cucina magari non è il massimo da mettere in bocca e paciugare, no? L'ho quindi ritirata sotto il lavello e portato Cigolino fuori dalla cucina. Pochi minuti dopo lui stava rovistando in cucina, sotto il lavello, alla ricerca della SUA spugna.
Ecco è qui che si hanno due strade: la sgridata e ti ho detto NO o ridere e farlo ridere. Ieri ho capito, finalmente, che la mia strada è prenderla con ironia. Arrabbiarmi non mi fa bene e a Cigolino non fa nessunissima impressione, per cui è inutile.So anche che non sarò la mamma didattica, quella che inventa mille cose per stimolare lo sviluppo in ogni sua forma, che non infornerò torte e non saprò cucire le iniziali sui grembiulini di scuola: ma ridere sì, quello mi viene benissimo :) e ho notato che anche Cigolino ha questa inclinazione.
Capire come "prendere" il proprio figlio, poi, è il primo passo fondamentale per non farne un bambino viziato: si vizia, infatti, quando non ci si pone il problema di capirlo, ma piuttosto quello di neutralizzare pianti e atteggiamenti che danno fastidio a noi.
Ho trovato anche carino un articolo di don Ciotti, le regole d'oro per crescere un delinquente, che trovate qui. Mi ha fatto molto pensare, perchè in più di un punto riconosco alcune mamme, ma soprattutto riconosco alcuni uomini (e donne) evidentemente cresciuti così. Anche se non sono delinquenti, ovviamente.
E per voi, quali sono le regole fondamentali?




lunedì 10 dicembre 2012

La prima neve.

Cigolino è passato di qui :)
E neve fu.
Venerdì pomeriggio (qui era festa) è iniziato a nevicare, mentre Cigolino dormiva e io che non vedevo l'ora si svegliasse per fargli vedere lo spettacolo.
Vagavo da una finestra all'altra: per me è uno spettacolo irresistibile, mi viene subito voglia di uscire e cominciare a fare capriole, l'angelo della neve, i pupazzi e sia quel che sia.
Va da sè che Cigolino, proprio venerdì pomeriggio, ha deciso di prodursi in una nanna lunghissima.
Si è svegliato che era praticamente buio.
Pazienza.
L'abbiamo imbaccuccato e dai usciamo, si va a giocare.
Una cosa da chiamare gli assistenti sociali.
Per prima cosa è stato fermo, a guardare tutto quel bianco. Occhi a punto interrogativo e un sorriso indeciso.
Un passo, nel bianco.
Uhm.
Una mano, rigorosamente senza guanti (ma voi riuscite a metterli?), nel bianco.
Quel che si dice rompere il ghiaccio.
Da lì è stato tutto un correre, tuffarsi e prove pratiche di mini palle da lanciare.
La gioia. Il freddo. La gioia. Come se nella neve fosse sempre stato.
Mani rosse rosse, congelate. Ma niente, impossibile resistere.
Al parco abbiamo incontrato un cucciolo di labrador felice almeno quanto Cigolino per la nevicata. Si sono rincorsi e giù a ridere.
Buio. In giro noi, il bambino e il suo cane, un gruppo di bambini a fare a palle di neve.
E' stato un momento bellissimo, ho respirato fiocchi e allegria.
Attenzione: superati i 40 giocare nella neve con bambini piccoli  fa ringiovanire di 20 anni. Poi torni a casa e li recuperi tutti, anzi qualcuno in più, proprio appena varchi la soglia.
Certo, il freddo stanca molto. Cigolino, in questi giorni gelati, arriva a sera fuso.
Però sono dell'idea che uscire è meglio che stare in casa.
Che anche solo mezz'oretta fuori, vale di più di un pomeriggio casalingo.
Certo, se solo tenesse i guanti.
Credo non abbia capito l'utilità e li prende come una versione più elaborata di "dov'è la mano?"
Di solito, quando glielo chiedo, si nasconde la mano nella manica per farla riapparire un secondo dopo esclamando "Taaaaaa!".
Ecco.
Quando gli metto i guanti, un attimo dopo sento il suo "Taaaaa!" allegro e i guanti sono per terra.


L’uomo è veramente uomo soltanto quando gioca.
Friedrich Schiller, Sull’educazione estetica dell’uomo

giovedì 6 dicembre 2012

L'Albero.

Ci siamo.
E' arrivato il momento dell'Albero di Natale.
Questo fine settimana (a Milano lungo, è festa anche domani) ci vedrà impegnatissimi.
1) Trovare nella cantina ignota (ci siamo appena trasferiti) albero e decorazioni.
2) Decidere dove posizionare l'Albero.
3) Decidere dove posizionare l'Albero, dopo il primo attentato del gatto.
4) Rialzare l'Albero appena abbattuto da Cigolino.
5) Convincersi che sì, lo facciamo comunque l'Albero.
Insomma, con due gatti e un bambino piccolo, sarà guerriglia domestica più che decorazione.
Però.
Cigolino certamente non ricorda l'Albero dell'anno scorso, non sa di palle e Babbo Natale, non sa di stelle e lucine.
Chissà che faccia, lui che si incanta per le luminarie in giro o, in mancanza d'altro, si stupisce della luce arancio dei lampioni.
Chissà a quale, tra le decorazioni, non saprà resistere e prova poi a riprenderla quando è in mano sua.
Ci sarà anche il rito della "pallina dell'anno": 1 nuova ogni anno, diversa da tutte le altre.
Il nostro Albero sarà bianco, con decorazioni rosse, di lana, di legno, di latta.
Tutto infrangibile, tutto atossico e sia quel che sia.
Aspettiamo un Natale di curiosità, di storie nuove da raccontare, di primi ricordi da seminare.

E anche da colorare.
Ecco qui :)




Mandatemi i vostri alberi colorati, che trovo il modo di creare qui la foresta degli alberi di Natale (magari ci riesco).


"Non è il Natale l'unica occasione in cui ci si ubriaca per amore dei bambini?" (William John Cameron)



mercoledì 5 dicembre 2012

Prendi nota (cose da ricordare).

Il Corriere.it ospiterà prossimamente una mini serie web, cioè una storia a puntate che verrà mandata in onda unicamente in rete.
Il tema è quello che ci sta a cuore: diario di una mamma imperfetta, ovvero come le donne di oggi, quelle vere, non quelle che ci propongono di solito i media, si barcamenano tra lavoro, figli, mandare avanti la casa e il resto della loro vita.
Nelle dichiarazioni sarà qualcosa di veramente nuovo e che davvero, per una volta, racconta le avventure delle donne che vivono, che hanno un lavoro e non una carriera, che hanno gli stipendi che conosciamo anche noi, che hanno vite che alle nostre assomigliano.
Il progetto a vedrà alla regia Ivan Cotroneo, sceneggiatore, regista, scrittore e tanto altro.
Sarà un racconto seriale, una puntata al giorno per 5 giorni a settimana, per cinque settimane. Puntate da 5-7 minuti, una pennellata di mondo, quel mondo femminile che, non me ne faccio una ragione, viene spesso dimenticato.
L'ho presa come una buona notizia, al momento non ho maggiori dettagli, trovate l'articolo qui.
Altra iniziativa lodevole è quella di Working Mothers Italia.
In vista delle prossime elezioni 2013, ci chiedono di fare le nostre proposte per nuove leggi.
Metti che poi qualcuno ci ascolti davvero.
Al grido di mamme4election, raccoglieranno le proposte concrete da sottoporre poi ai vari candidati comunali, regionali e nazionali.
Il progetto ha quella buona dose di ambizione da rendermelo molto simpatico.
Se avete idee da proporre trovate il post qui.
Working Mothers porta avanti l'iniziativa anche su twitter, con hashtag #mamme4election.
Mi piace molto la considerazione di fondo: almeno ci avremo provato.
In effetti ci lamentiamo tutte, con moltissime ragioni, ma poi facciamo poco ( o poco ci lasciano fare), come prigioniere di un destino già scritto.
Magari qualcosa si può fare davvero, invece, in ogni caso è giusto provarci, no?
Altra cosa da segnare sulla lista è quella di adottare un bambino a distanza.
Pare che la crisi abbia intaccato anche le adozioni. E' molto triste, ma altrettanto comprensibile. In fondo a volte pensiamo che sarebbe meraviglioso se qualcuno adottasse noi, che siamo allo sbaraglio in un momento storico che spostati.
Se da fare da soli può risultare una spesa impegnativa o comunque fuori budget, lanciamo l'iniziativa in ufficio e uniamo le forze.
Noi, nel gruppo in cui lavoro, da Natale scorso siamo tutti genitori di John, adottato tramite una Onlus, i villaggi SOS. Ne esistono diverse e affidabili e sono convinta che serva adottare a distanza.
In ufficio, del nostro John, ne parliamo spesso, abbiamo la sua foto appesa e non vediamo l'ora di ricevere sue notizie. Ovviamente rinnoveremo l'adozione anche quest'anno e ci piace di più del brindisi tra le scrivanie, che abbiamo abolito.
Poi.
Sto cercando informazioni, perchè non so se esiste o me lo sono sognata:  " Adotta una donna".
Che detto così magari è anche equivoco o non suona particolarmente bene. Però.
Quest'anno si è parlato più che mai della violenza sulle donne e sono troppe le vittime (115?) dall'inizio dell'anno. Le associazioni di sostegno, quelle che accolgono, difendono, supportano le donne maltrattate, lamentano sempre un grave taglio nei fondi, un così non si va avanti ecc. Mi chiedevo quindi se c'è un modo per contribuire, anche con cifre simboliche, anche solo per dare un segnale di buona volontà e solidarietà.
Salvare una donna spesso vuol dire salvare una mamma, ma se anche mamma non fosse, vuol dire salvare una persona e il mondo che a lei gira intorno. Che quasi sempre è grande, fatto di tante persone che hanno in lei un punto di riferimento.
Ne sapete qualcosa?
Ecco, queste le cose di cui ho preso nota e che proprio volevo dirvi :)
Che ne pensate?





martedì 4 dicembre 2012

Orchipessia.

E vabbè, non è che ci avesse dato molte speranze, a giugno.
Un po' ce lo dovevamo aspettare e invece ne siamo usciti un tantino pesti e tesi.
A febbraio il nostro Cigolino dovrà essere operato ai testicoli, perchè non stanno al loro posto.
Cioè non sono ancorati allo scroto, ma se ne vanno a spasso, su e giù dall'inguine. Provi a rimetterli a posto e tornano indietro come se fossero legati a un elastico.
Diverso quindi dai testicoli in ascensore, che vanno e vengono, ma un po' a loro posto sanno stare e non ancora criptorchidismo, quando cioè i testicoli sono proprio trattenuti.
Di questa cosa, della mobilità dei testicoli, se n'era accorto tempo fa il pediatra, che a ogni visita controlla che tutto sia al suo posto. E' scrupoloso e anche se Cigolino piange disperato quando lo vede, a me ispira fiducia.
Ci aveva dunque consigliato una visita specialistica, spiegandoci che, nel caso, l'operazione è meglio farla da piccolini, entro i 2-3 anni.
In sè, l'operazione, è una cosa banale, si tratta di ancorare i testicoli allo scroto con qualche punto, i punti poi cadranno da soli.
Una cosa veloce, quasi di sartoria e in day hospital.
Orchipessia, si chiama così l'intervento.
Cuore di mamma e papà si preoccupa di più per l'anestesia, che sarà leggera, ma totale.
Pensare a un under2 in anestesia totale mi da fastidissimo, pensare a quel torpore post (che ho odiato nella mia unica operazione, l'appendicite) mi fa stringere il cuore.
D'altra parte aspettare potrebbe creare problemi più grandi, come, si dice, una futura sterilità o problemi ormonali.
Si deve fare, si fa.
La trafila prevede una mattinata di esami: esame del sangue, elettrocardiogramma, incontro con l'anestesista.
Due giorni dopo, l'intervento.
Arriveremo in ospedale prestissimo la mattina e ce ne andremo la sera.
Per la settimana successiva non sarà possibile fare il bagno e le operazioni di pulizia e lavaggio andranno fatte quasi a secco, usando saponi neutri.
Cigolino avrà un po' di fastidio per i punti, ma dovrebbe passare in un paio di giorni.
Mancano 2 mesi, faremo in tempo ad abituarci all'idea e arrivare sereni.
Per oggi siamo un po' così.