Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

mercoledì 12 dicembre 2012

Che genitori siete?

Voi che genitori siete?
Quelli che sgridano severamente, che spiegano, che lasciano correre, pazienti, ansiosi .... come siete?
Fin qui, devo ammetterlo, ho navigato parecchio a vista, cercando il più possibile di rispettare lo stato d'animo di Cigolino e il mio. Non potendo contare, lo so, su una pazienza così specchiata come quella di GF (lui è davvero bravo), mi sono presa il mio tempo per crescere come genitore e per capire.
Alla fine ne ho dedotto che se non educo anche me non riuscirò a educare bene mio figlio.
Ora, non pensatemi selvaggia e zotica e neppure la mamma di profumi e balocchi, la canzone tristissima che tanto mi faceva impressione quando me la cantava il nonno.
Educarsi al mestiere di genitore significa, semplificando, decidere che tipo di approccio si userà da qui in poi per guidare il proprio pargoletto, per traghettarlo sano, salvo e saldo verso la persona che sarà.
Ho un buon proposito: voglio essere un genitore paziente e positivo.
Il che significa scegliere di non lasciarsi andare alla sgridata severa, alla sculacciata che fa bene, alle punizioni che così capisce. Che a volte la tentazione mi viene, perchè in fondo trovo sia la strada più comoda, perchè ho più esempi in questo senso e quindi è meno difficile trovare un punto di riferimento.
Però. In questi 21 mesi (quasi) Cigolino me lo sono guardato bene e mi è chiara una cosa: è un bambino di buon carattere, molto curioso, attento a ciò che accade intorno, che vuole partecipare e molto, molto, ostinato. Se vuole una cosa è quella, non c'è verso. Ieri stavo usando una spugnetta per pulire il tavolo e non ho voluto dargliela, perchè insomma una spugna di cucina magari non è il massimo da mettere in bocca e paciugare, no? L'ho quindi ritirata sotto il lavello e portato Cigolino fuori dalla cucina. Pochi minuti dopo lui stava rovistando in cucina, sotto il lavello, alla ricerca della SUA spugna.
Ecco è qui che si hanno due strade: la sgridata e ti ho detto NO o ridere e farlo ridere. Ieri ho capito, finalmente, che la mia strada è prenderla con ironia. Arrabbiarmi non mi fa bene e a Cigolino non fa nessunissima impressione, per cui è inutile.So anche che non sarò la mamma didattica, quella che inventa mille cose per stimolare lo sviluppo in ogni sua forma, che non infornerò torte e non saprò cucire le iniziali sui grembiulini di scuola: ma ridere sì, quello mi viene benissimo :) e ho notato che anche Cigolino ha questa inclinazione.
Capire come "prendere" il proprio figlio, poi, è il primo passo fondamentale per non farne un bambino viziato: si vizia, infatti, quando non ci si pone il problema di capirlo, ma piuttosto quello di neutralizzare pianti e atteggiamenti che danno fastidio a noi.
Ho trovato anche carino un articolo di don Ciotti, le regole d'oro per crescere un delinquente, che trovate qui. Mi ha fatto molto pensare, perchè in più di un punto riconosco alcune mamme, ma soprattutto riconosco alcuni uomini (e donne) evidentemente cresciuti così. Anche se non sono delinquenti, ovviamente.
E per voi, quali sono le regole fondamentali?




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