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Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Così sono diventata mamma dopo i 40, tanto per fare sempre di testa mia. Come sta andando lo racconto in questo blog :)

venerdì 29 giugno 2012

La mamma, a 15 mesi.

Da cosa capite che siete davvero stanche?
Io da pochi e inequivocabili indizi.
1) Invece del badge per entrare in ufficio, cerco di usare la tessera della metropolitana;
2) pretendo di telefonare con il telecomando della tv;
3) avvio la lavatrice e mi accorgo un momento dopo di non aver messo il detersivo;
4) ho sonno alle 4 del pomeriggio e poi non riesco a dormire bene la notte;
5) vago per casa cercando di ricordarmi ciò che volevo fare.

Ecco, in questo periodo è così. E' stato un anno emotivamente e fisicamente così intenso che mi aspetto da un momento all'altro di infilare i gatti in lavatrice, uscire in mutande, addormentarmi in metropolitana per risvegliarmi in un deposito qualunque.
L'inizio dell'estate è per me sempre momento di bilanci: più che a fine anno, più che al mio compleanno, è adesso che faccio il punto della situazione.
Ottenebrata da stanchezze mai conosciute fin qui, mi guardo indietro e senza dubbio smarco questo appena passato come l'anno più appassionante della mia vita.
Passione. Che ha dentro tutto: dalla felicità alla stanchezza; dai timori alle certezze più salde, da nervosi fulminanti alla dolcezza più profonda.
Passione e amore. Riassumerei così, racconterei così, a un'aspirante mamma, come passa il primo anno o poco più di vita con un bambino.
Sono emozioni fortissime, fisiche, emotive e dell'anima. Credo siano le emozioni, più ancora dell'impegno fisico, a far sentire la stanchezza. Non siamo più abituati a vivere costantemente all'erta, coinvolti, attenti, pronti a fare, senza poter rimandare: un bambino piccolo non ammette (e come potrebbe?) dimenticanze o quel fantastico rimandare a cui spesso mi appellavo prima dell'arrivo di Cigolino.
Così, tra l'età, il caldo, l'estate, il balance della vita e del girovita che non mi tornano, mi rendo conto che sono un'altra donna, un'altra me, di nuovo, al giro di boa di una nuova estate.
La mia età, quella della nuova me,  è 15 mesi.
L'età vera ha il suo peso, ma la gravidanza e la mammità dopo i 40 non è quel mostro inaffrontabile che a volte cercano di propinarti. Ha il suo equilibrio, ha il suo perchè, ha il suo andamento. L'unica cosa con cui davvero fare i conti sono le energie fisiche, l'emotività è forte, invece, salda.
Il balance prima o poi lo troverò, mi sto impegnando e so che la soluzione arriverà e sarà anche perfetta.
Con la bilancia, invece, sono in guerra: al momento vince lei, ma è momentaneo, ne sono certa.
Buon fine settimana a tutti :)




mercoledì 27 giugno 2012

La via delle polpette colorate


Fa caldo.

Cigolino ne risente: mangia anche meno, ha molta più sete, può capitare che si svegli di notte.
Sul cibo, lo ammetto, sto per dichiarare la mia resa.
Rifiuta di essere imboccato, in modo categorico, ma ancora non riesce a mangiare da solo, neppure con le mani. Ieri abbiamo sperimentato la forchetta, più facile del cucchiaino (infilzare è meno complesso che raccogliere, ho notato), ma svanito il divertimento iniziale, diciamo al terzo boccone, si è arreso, stufo. Credo sia anche un tantino pigro: o le cose gli vengono facili o lascia perdere in fretta.
Ho provato con piattini freschi e gestibili con le mani: è più divertente giocare, mischiare, spalmare, che mangiare. Di biberon, con salvifico latte, neppure a parlarne. Pane, quello sì; yogurt (il tipo fruttolo per intenderci) e POMODORI. Interi, che se li tagli si arrabbia un sacco. Li vede ed entra in un'eccitazione che per nient'altro al mondo, indica, si agita, batte le mani. Poi, pazientemente, lo spolpa finchè riesce a tenerlo in mano. Credo sia questione di forma (palla) e colore. Per cui, stavo pensando, non mi resta che imboccare la via delle polpette. Una bella forma a palla e colorate di verdure, facili da tenere in mano, e con tutti i principi nutritivi necessari. Una ricetta facile facile è questa:


Polpette colorate
Ingredienti per 4 persone
Preparazione
Patate gr. 300
Carote gr. 300 /oppure spinaci/zucca (da strizzare bene)/melanzana/zucchine..
Prosciutto cotto a dadini gr. 150
5 cucchiai di parmigiano grattugiato
3 cucchiai di olio
Lessare le carote e le patate. Una volta cotte levare la buccia alle patate e passare entrambe nello schiacciapatate.
Miscelare il composto con il parmigiano, il prosciutto a dadini e l'olio.
Con il preparato formare delle palline ed incartarle con carta d'alluminio.
Cuocere in forno a 160° C per 20 minuti.

L'unica cosa che davvero mi preoccupa è accendere il forno: cercherò di mettere in salvo Cigolino e GF, mi sacrifico io, sull'ara della polpetta della speranza (di mangiare) :D
L'altra "emergenza" è la sete: beve molto più spesso e sembra più che altro un'idrovora.
Quali bevande è meglio dare? Io sono per l'acqua, come scelta primaria.
La beve volentieri e sono certa che svolge il suo compito idratante a dovere. L'altra opzione è il tea freddo deteinato (attenzione, la caffeina è tossica) : fatto in casa ci permette di controllare meglio lo zucchero. Ci sono comunque te' già pronti con fruttosio e aromi naturali, che non destano preoccupazioni particolari.
Camomilla fredda la sera, se piace.
Sulle tisane è bene informarsi prima: non tutte sono adatte ai piccolini.
Piano con succhi di frutta, che, in bimbi non particolarmente mangioni, rischiano di togliere anche quel pochino di appetito che ogni tanto c'è.
Di notte, comunque, se capitano risvegli da caldo, meglio optare per l'acqua, mai fredda di frigo. Se il pupo è particolarmente sudato, rinfrescarlo con un panno appena umido; sgombrare il lettino da peluche (non servono e portano caldo); assicurarsi che ci sia un minimo di circolo d'aria.
Ok, caro il mio caldo Caronte, annunciato per il fine settimana: noi siamo pronti.

PS. Se avete ricette per cibi a palla e colorati, le aspetto per sperimentare :) 

martedì 26 giugno 2012

Un' estate in città?

A questo punto ci vuole una vacanza.
Un cambio di programma.
Immettere una novità dirompente.
Ci pensavo ieri sera, tra vani tentativi di creare corrente in un appartamento mono esposto. Siamo tutti calati nella nostra routine: orari, gesti, riti, luoghi, visi, suoni, cibi, si susseguono tutti giorni, con poche varianti.
Da adulto è quasi inevitabile, da bambino è piuttosto rassicurante, ma è ora di dare una sheckerata.
Non so ancora se partiremo, nel senso di spostarci fisicamente da un posto all'altro, so di certo che tutto il mese di agosto non lavorerò, per cui sono già all'opera: la lista delle cose da fare con Cigolino.
Se andremo al mare qualche giorno sarà più semplice: cambiare panorama, profumi e luci è già una gran novità di per sè. Un'esperienza senz'altro più vissuta rispetto allo scorso anno, che aveva 5 mesi, con sabbia in abbondanza a disposizione per gli eterni travasi e acqua infinita.
Se invece non ci muoveremo, vorrei riuscire a organizzare piccoli viaggi per Cigolino: la piscina all'aperto vicino a casa; i laghi a pochi km; sentieri di collina; sentire il profumo di fiori diversi; andare per fattorie a vedere gli animali; assaggiare nuovi cibi; toccare nuove cose.
Alla parola stimolare, trovo, si appendono spesso aspettative eccessive. Allo stimolare artificiale, dico.
Trovo sia molto più istruttivo vivere, nel senso di allargare le possibilità di esperienza, senza sovraccaricare i bambini di "cose", o senza creare situazioni ad hoc. Meglio prendere e andare: a salutare le anatre al laghetto, a sentire l'erba sotto i piedi, l'acqua che scorre, a vedere posti nuovi, toccare e chiacchierare. Crescere.





lunedì 25 giugno 2012

Le corse in giro.

Mentre Cigolino continua i suoi esercizi per imparare a camminare, io mi preparo mentalmente alla stagione delle corse in giro.
Lui ormai si alza attaccandosi a tutto, anche a cose che non godono di stabilità propria, tipo il fustino del detersivo o la confezione dell'acqua; si sposta lungo il divano o la vasca da bagno, sembra sempre ai blocchi di partenza di una pista immaginaria.
Mi voglio preparare anch'io, perchè lo so, le vedo le altre mamme, nel momento in cui raggiungerà la posizione eretta per me sarà la fine della relativa, relativissima a dire la verità, quiete.
Deve essere quello il momento, immagino, in cui una mamma comincia a uscire in tuta da ginnastica, rinuncia alle borse ingombranti e alle gonne a tubo: deve essere pronta agli inseguimenti. Deve essere pronta a spaventarsi un sacco per le auto che passano, le bici che piombano alle spalle silenziose, pargoli che si eclissano, capricci sul io faccio da solo e cammino, io non ho voglia di camminare, io magari un giro in braccio me lo farei volentieri. Sarà che ho bisogno di ferie, ma mi stanco solo a pensarci.
Eppure, non vedo l'ora.
Qualcuno sostiene che sia un passaggio difficile per la mamma: il bebè si stacca in modo sempre più netto dalla mamma, non è più in braccio, non è più trasportato dal passeggino, comincia a guadagnare una sua autonomia, a gironzolare per il mondo come essere ben distinto.
Quando leggo considerazioni del genere, mi chiedo, e lo faccio seriamente, se sono o meno una buona madre. In questi 15 mesi non mi ha neppure sfiorato il pensiero che Cigolino sia una mia propaggine, non lo sento come un pezzo di me che si stacca (più o meno dolorosamente), ma ho sempre pensato a lui, dal primo saluto in sala parto, come a una persona ben distinta. Che di me (e del papà) ha bisogno, ma che non è me; verso cui abbiamo ogni genere di responsabilità, da emotiva a materiale, ma non è me; verso cui si ha un amore totale e totalizzante, ma non è me.
Festeggiamo ogni singola conquista: dai tentativi di mangiare da solo, dalle decisioni che prende (giocare con una cosa piuttosto che un'altra), dai gusti musicali, dalle interazioni con gli altri bambini, agli esperimenti (il pomodoro entra nel vasetto di omogenizzato? spremendolo per bene, sì).
Ogni conquista, ogni gesto autonomo non provoca neppure un grammo di gelosia, ma tanta ammirazione e gioia.
Anzi io propongo di istituire la "festa del primo passo". Che ne dite?


giovedì 21 giugno 2012

Il micro equilibrio


Quando abbiamo scelto la soluzione tata per Cigolino, eravamo un po' in dubbio: e se poi sta troppo solo e se poi avrà difficoltà a socializzare e se cresce sotto una campana di vetro?
Sono passati otto mesi e ogni dubbio è stato fugato.
Certo la soluzione è particolare: la tata si occupa di Cigolino e delle bimbe di mia sorella, di età diverse.
Insieme sono un trio eterogeneo, ma molto affiatato.
Cigolino ha una passione fortissima per la cugina più grande, credo la veda come un vero e proprio punto di riferimento. Capita in effetti, ed è cosa generalmente positiva, che bimbi più piccoli prendano a modello bambini più grandi, cosa molto incoraggiata sia alla scuola materna e alle elementari, dove le "matricole" hanno un tutor più grande, che aiuta a comprendere i meccanismi della scuola e far sentire meno spaesati i piccolini. In piccolo abbiamo riprodotto la stessa situazione e funziona.
La tata poi è sempre sorridente e attenta a incoraggiare i bambini a fare amicizia con gli altri: so che Cigolino ha già un paio di amici, che incontra ogni giorno al parco e con cui gioca, pare, fino a esaurimento energia.
Cigolino è contento quando arriva la tata la mattina e difficilmente piange nel vederci andare via.
La separazione giornaliera è uno dei fatti della vita di un bimbo: è normale che provi disagio e lo esprima (il pianto, la rabbia), come lo è la serenità con cui affronta questo rito quotidiano.
L'importante che abbia un paio di certezze, che noi avremo fatto maturare con un dialogo costante.
Deve sapere che:
- Mamma e papà tornano. Sempre.
- Se è arrabbiato o triste o a disagio è libero di dimostrarlo, non verrà ignorato, non dovrà gestire da solo le sue emozioni.
Ogni mattina, al momento di uscire, lo saluto, gli ripeto che vado a lavorare e che torno a prenderlo.
Ogni sera lo saluto, lo abbraccio, gli racconto la mia giornata e prima di fare qualunque altra cosa giochiamo insieme. Per sistemare casa, preparare la cena, riposarmi, ci sarà tempo dopo.
La linea è questa, non importa chi torna a casa prima tra me e GF.
Trattare un bambino come un pacchettino da consegnare e riprendere è uno degli "errori" più comuni: non è cattiveria, è routine, è fretta, spesso stanchezza, distrazione.
L'equilibrio di cui spesso parliamo ha anche aspetti micro, ma fondamentali per il balance famigliare.,
Darsi retta. Assaporare i momenti. Sapere che anche quel puffo che gattona per casa, è già una persona tutta intera. Da subito, anzi da prima, da quando è ancora nella pancia.
Parlare. Capirà? A modo suo.
Intanto però coltiviamo tutti l'abitudine al condividere, al raccontare, a essere contenti di ritrovarci, all'ascolto, al gioco, allo stare insieme. Tutte cose che saranno utili, poi.
Un po' come mettere le monete nel salvadanaio, insomma.

mercoledì 20 giugno 2012

Ciao, mamma esce.

Ogni tanto mi guardo un po' di SOS Tata.
Più per dirmi, dirci, che noi siamo veramente bravi e fortunati, approvare le soluzioni severissime di tata Lucia (quando ci vuol ci vuole, inutile) e dare tacita, lontana, solidarietà a genitori stremati, spaesati, in balia di bambini tremendi. Che ti chiedi ma come fanno, ma dai no, non è mica possibile così.
Però la puntata di ieri sera un po' ci ha fatto pensare.
Soliti bimbi urlanti, prepotenti, ingestibili e mamme sfrante. Più le mamme dei papà.
L'attenzione, in questo caso, è stata attirata non sui deliri del pupo, ma sulla mamma: che non aveva tempo per sè, che non faceva niente per sè, che restava schiacciata da tutti gli impegni familiari, senza concedersi una parentesi per riprendere fiato.
GF, mi ha guardata e ha detto. "No, ma esci eh, fai qualcosa, prima di implodere come quella mamma lì". Risate.
Però è vero.
Faccio pochissimo per me e tra me e me.
Non me ne accorgo neanche di non fare, troppo impegnata a fare altro.
Non sento neppure l'esigenza, non la sento fino a che è talmente urgente staccare un paio d'ore che se non lo faccio rischio reazioni esagerate (tipo prendere la porta e uscire).
Deve essere per questo che GF mi chiede spesso, quando mi vede uscire, Ma torni?
Sì certo.
Credo.
A volte il desiderio di scappare c'è.
Ci soffermiamo spesso sull'equilibrio vita-lavoro, ma l'equilibrio vita-vita non è meno importante, anzi.
Che si fa?
Per la palestra non ho davvero tempo, dovrei andarci in tarda serata o la mattina intorno alle 6 (e conosco chi lo fa). Orari in cui il mio bioritmo si rifiuta cocciutamente di stressarsi.
Parrucchiere, estetista, massaggi e varie amenità non fanno per me, per motivi che non sto qui a ripetere ;)
Le mie amiche abitano lontano, in città diverse.
Mia sorella ha due bimbe e corre più di me.
Mi piacerebbe leggere di più, mettermi comoda, aprire un libro e perdermi tra le pagine. O vado a leggere al parco, attività estiva, o se sto a casa non riesco a isolarmi dal resto, per cui tanto vale.
Scrivo, questo sì, e vorrei fare di più, anzi potrebbe diventare anche un secondo lavoro, vorrei scrivere libri (ahhahahaahahha deliro, scusatemi), partecipare di più a certe discussioni che trovo interessanti. Ecco questo magari lo farò, nottetempo, in silenzio. Sarà necessario smettere di crollare addormentata sul divano alle 21,30. Mi sa.
Insomma, fin qui non sono stata brava ad organizzarmi, mentre lo sono stata e tanto, nel trovare scuse per non fare.
Inoltre ho scoperto di essere privatamente introversa. Sarà che per lavoro parlo troppo, sarà che per policy aziendale bisogna essere tendenzialmente sorridenti e proattivi, io quando torno a casa ho energie e sorrisi sono per Cigolino e GF, per il resto desidero solo silenzio, pensiero, relax.
Vorrei galleggiare, in piscina quieta, in penombra, solo io. Silenzio.
Trovare il modo, trovare la passione, trovare il luogo (reale o immaginario che sia) in cui ritemprarsi, ritrovarsi e continuare ad evolvere è fondamentale.
Voi cosa fate per tirarvi fuori?

martedì 19 giugno 2012

AAA fresco cercasi

AAA, ricette di freschezza cercasi, per bimbi molto accaldati.
Non solo cibo, che come si sa è un interesse molto relativo per Cigolino, ma anche piccoli riti rinfrescanti, che non siano stare a tiro del ventilatore, in corrente, in ambienti condizionati.
I bambini sudano molto e in questi giorni di calura ho sempre il timore il mio Cigolino si sciolga del tutto.
Ho allungato il rito del bagnetto, abbassando un po' la temperatura dell'acqua e usando la doccia per aumentare la sensazione di freschezza.
Ho eliminato il body underwear e sperimentato la mezz'oretta senza pannolino (a nostro rischio e pericolo); la zona gioco si è spostata dal tappeto al marmo; le passeggiate sono slittate a fine pomeriggio, gli abbracci dal tramonto in poi; un biberon d'acqua sempre a portata di mano; il gioco preferito, oltre alla pallina con cui va anche a dormire, è quello di sventolare qualsiasi cosa e creare ventoooooo :)
Il caldo più che sconfitto, va arginato.
No agli sbalzi termici eccessivi: rinfrescare l'auto prima di salire, ma attenzione poi a non esagerare con l'aria condizionata o con i finestrini aperti; occhio ai centri commerciali, dove spesso la temperatura è molto più bassa che all'esterno; no all'acqua fredda (anche perchè tendono a bere molto velocemente); no a bibite diverse dall'acqua, sono dolci e aumentano la sete.
Anche i menù sono radicalmente cambiati, ma con scarso successo.
Ieri ho preparato una buonissima (credevo) mousse di ricotta e frutta, fresca, dolce, invitante.
Il primo cucchiaino è stato sputato, ma questa ormai è prassi. Sputa, mi guarda e fa un grrrr arrabbiato, che dovrebbe essere l'imitazione di me che mi arrabbio. Fa grrrrrr e ride, vabbè.
Sul secondo cucchiaino della mia delizia, si è addirittura infilato una mano in bocca per essere sicuro di sputare tutto e bene. Non gli è piaciuta, la mia mousse. Le mamme hanno un sesto senso per queste cose, cosa credete.
Per cui yogurt. Un attimo prima che cada addormentato e brasato dalla giornata calda. Perchè se è già troppo stanco, a mangiare proprio non ci pensa. Non solo. Se è già troppo stanco, non gli va di masticare, di   tenere in mano, di capire se gli piace o meno. Parlavamo di ritmi un paio di post fa: al di là degli orari, la stanchezza, in bimbi così piccoli, inibisce qualunque voglia di fare e non si ha scelta. Obbligarli a fare qualcosa di diverso dal riposare rasenta la cattiveria.
Il gelato può essere una buona alternativa, ma attenzione a individuare gusti piacevoli e non troppo impegnativi per la digestione: fragola e fiordilatte sono tra i preferiti, i sorbetti invece sono troppo freddi,
Frutta fresca, in minutissima macedonia.
Pasta fredda, con pomodoro e formaggio fresco o mozzarella e proverò al più presto un'insalatina di riso, verdure e prosciutto.
Sembra di cucinare per i puffi, tutto piccolo, poco, in piatti piccolini. Mi fa tenerezza.
E voi, che fate?


lunedì 18 giugno 2012

Baby shopping: cosa non deve mancare - estate.

Poi cambia stagione, i pargoli crescono e improvvisamente c'è da rifare il guardaroba.
Insomma, il guardaroba, un corredo base, una serie infinita di magliette e calzoncini per sbrodolarsi in libertà.
Cigolino va cambiato almeno un paio di volte al giorno, non è colpa sua, è la frutta che aggredisce le maglie.
Tant'è.
La scelta nel babyshopping non manca.
Prima non ci facevo caso, ovviamente, ma adesso mi sembra ci siano più negozi per bambini che altro.
Sono tutte cose deliziose, così carine! che se non pensi a un budget prima, si rischia veramente di esagerare.
Per quanto mi riguarda, la scelta è prima di tutto filosofica:

  • non ha senso spendere tanto per un bambino che cresce rapidamente, 
  • per indumenti che vanno lavati spesso (quindi, in ogni caso, si sciupano)
  • per cose che passano la maggior parte del loro tempo per terra.

Ci sono diversi negozi low cost da cui attingere senza troppi pensieri: OVS, H&M e ZARA sono alcuni dei miei punti di riferimento certi per piccoli budget e necessità multiple.
Nel baby guardaroba estivo è necessario ci siano:
- Infinite magliette rigorosamente in cotone, meglio se a body che così fanno la doppia funzione e si evita la pancia scoperta;
- un buon numero di bermuda, leggeri ma resistenti;
- cappellini/bandane per la testa, che adesso il sole picchia;
- sandaletti (che tanto non li metteranno mai);
- qualche maglia con le maniche lunghe per la sera;
- una giacca a vento, soprattutto se si va al mare, per l'umidità della sera.
- un paio di costumi da bagno con pannolini resistenti all'acqua;
- pigiamini corti, anche questi in un buon numero, perchè di notte i bimbi sudano tanto;
- un solo completino più elegante, che nella vita non si sa mai e alla zia piace vederlo "vestito bene".

Un capitolo a parte meritano i giochi.
Cigolino ne ha montagne (regalati, ereditati, qualcuno comprato da noi), ma l'unico con cui gioca senza sosta è la palla. Una pallina piccola, gli sta quasi in mano, che rimbalza e scappa da tutte le parti. E lui a ridere, a inseguirla a farla rimbalzare a tirarla a me o GF per giocare. Ci fa anche il bagno, non la molla neppure per mangiare (e infatti la pallina è sempre nel piatto) e ci va a dormire. Insomma, un successo incredibile che ha oscurato ogni altro gioco. E' così felice di giocare con la palla che ormai stiamo tutti seduti per terra, pronti a lanciare e rilanciare.
Sentire quella risata che lo scuote tutto, con i dentini tutti in mostra e lo sguardo felice è il gioco più bello del mondo.



venerdì 15 giugno 2012

Che ritmo ci diamo?

Ma capita anche a voi?
Di mettere a nanna il pargolo la sera prima e al mattino ritrovarlo improvvisamente più grande.
Ho continuamente questa impressione, negli ultimi tempi. Ogni mattina mi sembra un po' più alto, un po' più dentro le sue cose, più deciso. Più grande, appunto.
E' solo cuore di mamma che batte ogni giorno di più, offuscando la ragione? Può essere, può essere anche l'effetto mamma-è-bollita e se non va in vacanza al più presto, perderà il senno. Ci sta.
Comunque. Cigolino ieri è andato da McDonald e pare abbia molto apprezzato, soprattutto le patatine fritte. E io lì a cercare tutte cose bio, integrali, genuine. Patatine fritte. Semplice, no?
Ma non è solo questo. E' lo sguardo, sempre più attento, curioso, è il tempo del gioco, è cercare lo scherzo, la reazione, il coinvolgimento di chi gli sta vicino.
E' davvero un'avventura da vertigine e la fatica vera è quella di alzare continuamente l'asticella della nostra valutazione, della nostra comprensione.
Non comprendere il cambiamento e non rispettarlo può comportare un danno per il bambino, si rischia infatti di:

  • non dare gli stimoli adeguati, continuando a trattarlo come un bambino più piccolo di quello che è;
  • non incoraggiarlo nella sperimentazione di nuove capacità;
  • limitare e ritardare la conquista dell'indipendenza;
  • invadere uno spazio suo, che man mano, crescendo, si fa più grande
  • Imporre ritmi non suoi.

Questa cosa del ritmo mi spiazza moltissimo. Sono diversi giorni che decide che l'ora giusta per andare a dormire sono le 19.30. E non c'è verso, perchè se non lo metto a nanna attacca a piangere, o a radere al suolo qualunque cosa gli capiti a tiro.
19.30, il sole alto nel cielo che si potrebbe anche andare a fare due passi al parco. Niente. Stanza buia, finestra chiusa perchè le voci fuori gli danno fastidio. E tira dritto fino alle 7 del mattino, neanche da dire che ha bisogno di un pisolino prima di cena.
Mi sono chiesta se fosse giusto assecondarlo o invece "costringerlo" a portare più in là l'ora della nanna.
Mi sono anche risposta: lo farei per essere più comoda io, e questo non mi va. Non è strettamente necessario, per lo meno, per cui forzarlo mi sembrerebbe una cattiveria.
Io sono per orari abbastanza precisi, per riti della nanna brevissimi  e per dormite tassativamente nel proprio letto.
Ma così Cigolino esagera, va a dormire troppo presto!
Che ritmo avete scelto voi per la messa a letto, il vostro o quello del pargolo?
Certo è che così è difficile azzeccare l'ora di cena, ma magari portandogli le patatine ...
Buon fine settimana :)







mercoledì 13 giugno 2012

Insegnare i No.

Di nuovo in viaggio. Da ieri. Più penso che e' ora di cambiare tipo di lavoro, più spesso mi capita di dovermi muovere per questo. Non e' una strana congiuntura? Realtà e intenzioni viaggiano in direzione opposta, a quanto pare. Tant'è. GF e Cigolino stanno così bene insieme che parto sempre più tranquilla, il mio non esserci di tanto in tanto non crea problemi. Non e' poco. La serenità di tutti, il minimo fastidio. In questo modo e' solo con la mia non voglia che devo fare i conti. Anche perché, se non ci sono, mi perdo grandi eventi: ieri Cigolino ha creato il suo primo disegno. Un'opera d'arte assoluta, ovvio, che incornicerò e tramanderò negli anni. Fra l'altro la creazione e' avvenuta su un foglio e non sul muro, il che rende il risultato ancora più lodevole. E' un momento di piccoli e costanti cambiamenti in Cigolino: cresce tutti i giorni un po' . Ci sono mattine che mi sembra più grande già rispetto alla sera prima. Dai 14 mesi le conquiste sono reali: le nuove azioni non sono casuali, ma conquistate e acquisite. Impara e mette da parte, riutilizza le esperienze, decide come usarle. L'unico punto su cui ha ancora lievi dubbi e' il no: gli dici no e lui ride divertito e va avanti a fare ciò che stava facendo. Mi chiedo come si fa a trasmettere il valore del no, a insegnare la differenza con il si e a dare, quindi, un senso ai limiti. Per esempio: fracassare al suolo il Mac di mamma e' un no deciso, come lo e' tirare sberle sempre alla mamma. E' no! Non ci capiamo su questi punti. Avete suggerimenti? Altro cruccio e' quando sputa il cibo. Il no non viene compreso e in più si accentua il rapporto un po' conflittuale che ha con la pappa. Ecco, sono questi i punti che trovo difficili: non trovo una modalità sensata. Arrabbiarsi non serve e non ha senso, lasciar correre non si può, spiegare il perché no non rende il divieto più comprensibile. Come avete fatto voi?

lunedì 11 giugno 2012

La nostra prima partita di calcio.

Non sono una tifosa di calcio. Per niente.
Potrebbero cancellare il campionato e neppure me ne accorgerei.
Però ogni due anni rispolvero la hooligan che c'è in me: europei o mondiali che siano, io ci sono.
Così ieri pomeriggio.
Ho preso in braccio Cigolino, ci siamo sistemati sul divano, e gli ho raccontato cos'è il calcio.
Ecco ciccio, ci siamo. Ascolta. 
Ci sono 2 squadre da 11 giocatori (ah non sai 11 cos'è? vabbè con un po' di gente), i giocatori sono quelli lì in calzoncini e maglietta colorata, se hanno la maglietta dello stesso colore giocano insieme. Vedi: azzurro gioca con azzurro; rosso con rosso. Sono vestiti come te, quando fa caldo.
Corrono su quel prato grande - bello vero, guarda che grande - e devono portare la palla - sì sì, come quella arancio che hai tu-  nella rete. Bisogna correre moltissimo e stare attenti che gli altri, quelli rossi, non ti portino via la palla. Ti arrabbi vero se ti portano via la palla? Quindi bisogna tenerla e via correreeeeeee velociiiiiiiii, verso la rete e metterla dentro. 
Tutto qui. Non è difficile. 
La gente è tutta contenta quando vede questo gioco, così contenta che diventa matta, un po' come quando tu sei stanco e butti tutto per terra e tiri la coda al gatto o certi di tirarmi via un'occhio con quelle ditina a pinzetta. Noi non diventiamo matti per il calcio, ma chissà, magari a te piacerà tantissimo e bisognerà fare attenzione che non perdi la ragione. O vai a scommettere. Vabbè questo è complicato da spiegare.
Prima di iniziare a giocare si ascoltano e si cantano tutti insieme delle canzoncine.Ognuno la sua: i rossi una canzone, gli azzurri un'altra. Noi conosciamo quella degli azzurri, per cui adesso, in piedi Cigolino, dai che si balla sull'inno nazionale.
La cosa è che i bambini sentono il ritmo e Fratelli d'Italia non è che sia proprio una hit dance. Per cui totale indifferenza di Cigolino. Anzi. Primi segni di fastidio. Io che indicavo la palla, la maglia, la rete e il prato, le bandierine colorate, la gente tutta intorno, le mani con i guanti grandissimi del portiere nella speranza di attirare un attimo la sua attenzione.
Niente. Più io prestavo attenzione alla partita più lui infilava le dita nella presa della corrente, gattonava a perdifiato nel corridoio in cerca di nuove avventure, entrava sparato in cucina ad insidiare le ciotole dei gatti (sì lo so, fa schifo), si buttava a terra simulando di voler tirare testate sul pavimento.
Con un occhio alla TV e uno a lui ho allora ho provato a dargli da mangiare: niente. Solo e unicamente pomodori, la passione totale del momento. Praticamente li spreme in bocca, facendosi la doccia di semi e lanciando le bucce a terra. Devastante. Ne ha mangiati 4 a fila, con risultati sul pavimento che neppure a un rave party. Da lì in poi è stata discesa libera. L'Italia in attacco e Cigolino in piena crisi da sonno. Io che cerco di guardare, lui che cerca di leccare il pavimento (per via del pomodoro). Mi arrendo e via a mettere il pigiamino. E' presto, ma i segnali sono inequivocabili: ha sonno. Si è addormentato all'istante, appena posata la testa sul cuscino.
Appena in tempo per vedere il goal dell'Italia (e un attimo dopo quello della spagna).
Lui, Cigolino, ha dormito 12 ore filate. Per i goal, le maglie, il prato grandissimo c'è ancora tempo.


venerdì 8 giugno 2012

10 sassolini di felicità.

Quando si hanno periodi un po' tesi, preoccupati e nervosi, si è molto più sensibili al tema della felicità.
Perchè, come al solito, quando c'è neppure te ne accorgi, ma quando è turbata da altro quasi non respiri.
Così in questi giorni, la domanda più frequente che faccio a GF (uomo di grande pazienza) è: ma secondo te Cigolino è felice con noi?
Va da sè che non esiste risposta. Così come non esiste una ricetta definitiva per crescere figli felici.
Pochi giorni fa mi è caduto l'occhio su un giornale in metropolitana: un titolo diceva "Bambini amati, adulti ricchi". Poichè il giornale era saldamente attaccato alle mani di un signore, non ho potuto approfondire ulteriormente, se non con occhiate veloci. Un bambino amato cresce più consapevole delle proprie qualità, da adulto saprà spenderle al meglio e avrà maggiori possibilità di avere successo (anche economico).
Sono i soldi a fare la felicità? Beh anche, inutile fare i bohemiene poetici.
Per cui segniamo: AMORE, da dare senza riserve e in modo incondizionato.
Poi.
Su nostro figlio.it è uscito il primo decalogo semiserio per crescere bambini felici.
E' una domanda che il portale dei genitori ha rivolto a esponenti del mondo dell'arte e della cultura.
Il primo a rispondere è Bruno Tognolini, autore di programmi tv per bambini (melavisione, albero azzurro ..), scrittore, poeta. L'articolo completo lo trovate qui.
Dei 10 punti di Tognolini quelli che mi sono piaciuti di più sono il 3 e il 7.
3) FARSI LE PROPRIE IDEEPur rischiando che siano sbagliate. Ad avere le proprie idee educative si può sbagliare; a non averle per non sbagliare si sbaglia di certo. Detta in altro modo: a un bambino forse è più utile un genitore che ha le sue idee, alcune sbagliate, che un genitore che non ha idee e fa ciò che fan tutti.


7) PROFONDERE BELLEZZA. I bambini da piccoli son belli. Hanno occhi enormi rispetto al viso. È un dolce trucco della natura per farceli amare. Però questo non vuol dire che tutti i cartoni che esibiscono occhi enormi siano belli per forza. La vera bellezza non è sempre a portata di mano. Però c’è. I libri per bambini, per fare solo un esempio, ne sono pervasi. Cercatela: approfittate dell’occasione. E mettete sotto gli occhi dei bambini una bellezza gratuita e generosa, come la loro.
Altre due parole importanti: IDEE e BELLEZZA.
Di mio aggiungerei: MUSICA. Ai bambini piace ballare. Cigolino rimbalza felice sul suo pannolino e agita le braccia e ride ogni volta che un brano pop e ritmato irrompe dalla radio (sempre accesa).
Poi: SORRISI e RISATE. Che allenano muscoli e spirito, che fanno di ogni giornata una giornata vissuta.
REGOLE, ma solo per orientarsi meglio, con più sicurezza, non come kit normanitivo e impersonale.
COCCOLE. Fanno coppia con l'amore, ma non vanno tralasciate. Contatto fisico, riconoscersi dall'odore, "perdere" minuti interi a contare le dita, cercare la pancia, le mani, gli occhi, vicini vicini.
PAROLE, delle favole, dei racconti della giornata; parole che dicono adesso si fa, che imitano rumori, che dicono ciò che non ricorderà, ma continuerà a sentire.
TEMPO. Da dedicare, da organizzare, da perdere, da recuperare, da non dimenticare, da usare come strumento da suonare insieme, crescendo, tutti, ogni giorno un po'.
Non è una ricetta. 
Sono i miei sassolini da seguire per non perdere la strada. Verso la felicità.


giovedì 7 giugno 2012

Un mestiere lento.

Avete ragione, il lavoro della mamma è un mestiere lento.
In presenza di un bambino dovremmo tutti correre di meno, pianificare di meno, quasi non prendere impegni e neppure darne ai nostri bimbi.
Ci pensavo oggi, leggendo i vostri commenti, ne ho avuto conferma stasera.
Di solito, nei 20 minuti scarsi di metropolitana che è il mio viaggio lavoro-casa, pregusto l'abbraccio di Cigolino, le quattro chiacchiere che ci facciamo tornando a casa (nella sua lingua, chiacchiera tantissimo anche lui), le coccole, il bagnetto, il gioco ... insomma, tutta una serie di piccoli rituali.
Stasera niente.
Mi ha accolta con un gran sorriso, ma poi si vedeva che era pensieroso. A casa, l'ho messo un momento nel suo lettino, con la solita frase cinque minuti, mi lavo le mani e giochiamo. Addormentato, di botto. Con i vestiti, senza cena, abbracciato al suo coniglietto.
Un bambino che dorme non va svegliato. Questa è una regoletta aurea, che evita crisi di pianto nel bambino, nervosismo e generale stato di insoddisfazione.
Sono rimasta a guardarlo un attimo, valutando come togliergli i pantaloni senza svegliarlo, ma non c'era modo. E' lì, nel suo lettino, dorme beato. Probabilmente stanotte avrà voglia di mangiare, faremo una spaghettata di mezzanotte o giù di lì. Intanto dorme. E io penso. A quanto importante sia il suo tempo, i suoi ritmi, i suoi bisogni. A come, abituati come siamo noi a forzare le nostre necessità, a incastrarci nella nostra giornata, a metterci ben in ordine in un'agenda, restiamo stupiti, un filino spaesati, quando tutto, semplicemente, salta, non avviene, prende una stradina laterale.
Non ha mangiato: si vede che non aveva fame, non abbastanza da restare sveglio.
Non l'ho svestito: dorme benissimo, evidentemente sta comodo così.
Non abbiamo giocato: so che oggi se n'è andato in giro per il prato del parco, ha giocato con le cuginette, ha visto altri bambini. Non sempre sono io a fare la differenza.
Anche se a volte ho la tentazione di pensare che senza il pigiamino non dormirà bene o se non sono io o il suo papà a metterlo a nanna. Non è così.
Invidio un po' questa libertà, di dormire quando si ha sonno.
Mi sorprende capire che all'inizio, quando siamo piccoli piccoli, sappiamo cosa va davvero bene per noi.
Poi le cose si complicano. Ci confondiamo. Un po' ci perdiamo per strada.

mercoledì 6 giugno 2012

La scoperta del giorno

Stamattina niente tata e io a casa con Cigolino.
Piccoli, improvvisi regali, che ingarbugliano da matti la gestione del lavoro, ma che bello gattonare in pigiama di tanto in tanto.
Cigolino ha aggiunto una nuova abilità: sale sui mobili. Quelli bassi, tipo il tavolino, piuttosto che la scatola dei giochi. Una gambetta e poi l'altra e via, è in cima al suo mondo.
Stamattina quando l'ho visto seduto sulla scatola e a testa in giù verso il pavimento ho avuto un attimo di smarrimento: non me l'aspettavo, davo per certa la capocciata sul marmo e non sapevo se soccorrerlo all'istante o aspettare l'esito dell'impresa.
Ho aspettato.
Sono per l'esperienza diretta e le coccole post botta, nel caso. Se non vedo un pericolo serio, ovvio. Niente capocciata e una discesa avventurosa.
Di camminare ancora non se ne parla: 14 mesi e niente, pigrone :)
Altra scoperta della mattinata: Cigolino che insegue il gatto perchè vuole consegnargli il suo coniglietto della nanna. Ho riso un sacco. Il gatto scappava, Cigolino dietro agitando il coniglio. Fa offerte di amicizia, grandi offerte visto che il coniglietto è un oggetto privatissimo, ma il gatto è tanto anziano, non ha accettato.
Quando è arrivata Ofelia un po' mi è dispiaciuto.
Mi stavo divertendo.
Mi stavo rilassando.
Stavo giocando.
Il lato magico della mammità viene fuori quando si ha tutto il tempo necessario per fare la mamma.
Questa è la mia personale scoperta del giorno.

martedì 5 giugno 2012

Una giornata un po' così.

E' quando fai alcune ore di coda in ospedale, prima per l'accettazione, poi per al visita, che dai un senso totalmente compiuto all'adagio quando c'è la salute c'è tutto.
E' incredibile come in un ospedale per bambini, riconosciuto come un centro d'eccellenza, si stia in attesa, sempre in attesa, tra mamme che allattano, bambini che corrono, nonni pazienti, genitori rassegnati, infermiere di corsa che non sempre ti danno retta. Fa niente, ti dici, ma alla lunga un po' di nervoso ti prende.
Siamo andati a fare il controllo genitali di Cigolino. Ne avevo parlato tempo fa, di sospetto criptorchidismo, una cosa che neppure riesco a pronunciare.
Si tratta di quell'evento per cui i testicoli non stanno nello scroto, ma risalgono. Se sono molto mobili si parla anche di testicoli in ascensore.
Se la cosa non si risolve da sè,  è necessario un piccolo intervento: un'incisione all'inguine e un ancoraggio dei testicoli al loro posto. Niente di che, un giorno, neppure si sta a dormire in ospedale. Routine, capita molto spesso.
Se la cosa non si risolve da sè, è un intervento che Cigolino dovrà fare, all'inizio del prossimo anno. La data non è dettata da tempi medici, ma da liste di attesa lunghissime. Nel frattempo, a fine anno, faremo un'altra visita per vedere a che punto sta.
Sentire "anestesia totale" associata a Cigolino non mi è piaciuto neppure un po'. Il medico è stato molto rassicurante, con quella pazienza che i dottori hanno con le mamme che si agitano subito. Gentile, ma a me ha dato fastidio lo stesso.
Mentre tornavamo a casa Cigolino si è addormentato beatamente sul suo seggiolino auto. Lo guardavo dallo specchietto e pensavo dai in fondo si addormenterà così, anzi si farà proprio una bella dormita, lui non si accorgerà quasi di niente, il problema è solo tuo. Lo guardavo, con quelle guanciotte che sembrano più paffute quando dorme: niente, sta cosa dell'anestesia proprio non riesco a pensarla, ecco.
Il fatto nuovo è, ne parlavamo GF e io, che un figlio ti porta paure inedite, una cosa dentro che non conosci e quindi non sai bene come gestire.
Io per oggi l'ho gestita con un'emicrania epocale, di quelle che senti il cervello che sfrigola.
Non credo però sia la giusta modalità.



lunedì 4 giugno 2012

Bimbi che mangiano da soli.

Ci siamo.
In quella favolosa terra di mezzo in cui Cigolino si rifiuta categoricamente di essere imboccato, ma ancora, di come si mangi da soli, ha solo una vaga idea.
Per cui accade che, ogni sera, si ingaggi una lotta fisica per il possesso del cucchiaino. Se vince lui, lo usa come catapulta per lanciare cibo in ogni dove. Risultato divertente, ma non appaga il palato, quindi passa alle mani o a strumenti di fortuna tipo il cracker. Mani e cracker sono più semplici da pilotare, ma manca ancora la precisione, il coordinamento. Pappa tra i capelli, spalmata sul tavolo, su gambe, braccia e sulla mia maglietta.
Mettiamoci anche i piedi, i suoi, che per motivi ignoti si sentono maggiormente a proprio agio sul tavolo, se non addirittura nel piatto.
Se vinco io non mangia, per cui tanto vale.
Per il bambino è un passaggio importante, è affermazione di indipendenza, è esplorazione, conoscenza, consapevolezza di ciò che lo nutre. Anche per la mamma lo è: per sopravvivere è necessario incrementare in modo sensibile la pazienza, il kit pulizia cucina e pacificare le preoccupazioni del "mangerà abbastanza"? No che non mangia abbastanza, ma è più felice. Solo dopo aver spalmato tutto e dappertutto si arrenderà e a quel punto, simulando una serenità che non c'è, potremo imboccarlo con quel poco che è rimasto nel piatto, recuperando qualcosa dal tavolo, e ricorrendo a qualche confort food tipo yogurt.
Ho pensato che per i bambini ci vorrebbero piattini in ghisa: pesanti, non riescono a ribaltarli.
Perchè c'è anche da dire che con i suoi 6 dentini, dopo un attimo di masticare si stufa e rischia sempre di soffocarsi con qualcosa.
Sono perplessa. E a corto di menù. Ci vuole del baby fingerfood: morbido, buono, facile da prendere e mangiare, che non si polverizzi sulla piastrella (per trasformarsi in roccia lavica un secondo dopo) e che dia a Cigolino la giusta soddisfazione.
Utile è anche l'esempio: mangiare tutti insieme lo stimola ad imitare, i risultati sono migliori. I suoi per lo meno, che noi invece mangiamo in modo approssimativo per meglio assistere i suoi esperimenti.
Potrei adesso fare alcune considerazioni da mamma-mamma: oh che tenerezza vedere questi progressi, oh che belle che queste conquiste quotidiane. In realtà devo ancora lavorare un bel po' sul mio autocontrollo: rintonacare la cucina ogni sera, per eliminare le tracce di pappa, mi crea qualche turbamento, sono sincera.

venerdì 1 giugno 2012

Risparmiare un po'

Non ho ancora sperimentato i mercatini dell'usato dedicati ai bambini.
Il mio personalissimo mercatino è mia sorella, che con due bimbe ormai grandicelle, ha potuto passarmi molte attrezzature e sicuramente quelle che avrebbero inciso di più sul bilancio famigliare.
Lo start-up di una famiglia è economicamente pesante e penso che avrebbe bisogno di varie facilitazioni, comprese quelle fiscali, così come si fa con le aziende che iniziano la loro attività.
Quella di mettere a disposizione il proprio usato, gratis o a prezzi modici, è comunque un'ottima idea, che sta prendendo piede. On line fioriscono le iniziative, nella vita reale capita sempre più spesso di vedere negozi dedicati a questa attività
La Repubblica ha lanciato la sua campagna, e l'ha fatto concentrandosi sui seggiolini auto. Un po' perchè promuovere la sicurezza stradale, anche per i più piccoli, non fa mai male, un po' perchè quella dei seggiolini è una spesa ragguardevole. Uno non basta. Ce ne vuole almeno un'altro sull'auto dei nonni, o sulla seconda auto di famiglia, e magari uno in più da lasciare nella casa dei nonni più lontani. Considerando che vanno cambiati a seconda del peso del bambino, che costano tra i 150 e i 300 euro (se parliamo di prodotti omologati e sicuri), la cifra diventa importante. Per cui metterlo a disposizione di altri quando non serve più è un buon antidoto anticrisi. Io sono anche a favore del baratto: in cambio del seggiolino ti do ... quello che si ha a disposizione.
L'iniziativa di repubblica la trovate qui, l'ha scovata GF e mi sembra una buona cosa.
Per cercare negozi live o on line invece, si può cercare (google o il motore che preferite) mercatino dell'usato per bambini: ce ne sono molti, in diverse città e qualcuno propone anche il franchising.
Potrebbe essere un'idea per una nuova attività.
Se avete cose da scambiare con altre mamme, o state cercando qualcosa possiamo provarci anche da qui.
Se avete consigli su come risparmiare un po', poi, siamo tutte orecchie.
Buon fine settimana!