Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

giovedì 7 giugno 2012

Un mestiere lento.

Avete ragione, il lavoro della mamma è un mestiere lento.
In presenza di un bambino dovremmo tutti correre di meno, pianificare di meno, quasi non prendere impegni e neppure darne ai nostri bimbi.
Ci pensavo oggi, leggendo i vostri commenti, ne ho avuto conferma stasera.
Di solito, nei 20 minuti scarsi di metropolitana che è il mio viaggio lavoro-casa, pregusto l'abbraccio di Cigolino, le quattro chiacchiere che ci facciamo tornando a casa (nella sua lingua, chiacchiera tantissimo anche lui), le coccole, il bagnetto, il gioco ... insomma, tutta una serie di piccoli rituali.
Stasera niente.
Mi ha accolta con un gran sorriso, ma poi si vedeva che era pensieroso. A casa, l'ho messo un momento nel suo lettino, con la solita frase cinque minuti, mi lavo le mani e giochiamo. Addormentato, di botto. Con i vestiti, senza cena, abbracciato al suo coniglietto.
Un bambino che dorme non va svegliato. Questa è una regoletta aurea, che evita crisi di pianto nel bambino, nervosismo e generale stato di insoddisfazione.
Sono rimasta a guardarlo un attimo, valutando come togliergli i pantaloni senza svegliarlo, ma non c'era modo. E' lì, nel suo lettino, dorme beato. Probabilmente stanotte avrà voglia di mangiare, faremo una spaghettata di mezzanotte o giù di lì. Intanto dorme. E io penso. A quanto importante sia il suo tempo, i suoi ritmi, i suoi bisogni. A come, abituati come siamo noi a forzare le nostre necessità, a incastrarci nella nostra giornata, a metterci ben in ordine in un'agenda, restiamo stupiti, un filino spaesati, quando tutto, semplicemente, salta, non avviene, prende una stradina laterale.
Non ha mangiato: si vede che non aveva fame, non abbastanza da restare sveglio.
Non l'ho svestito: dorme benissimo, evidentemente sta comodo così.
Non abbiamo giocato: so che oggi se n'è andato in giro per il prato del parco, ha giocato con le cuginette, ha visto altri bambini. Non sempre sono io a fare la differenza.
Anche se a volte ho la tentazione di pensare che senza il pigiamino non dormirà bene o se non sono io o il suo papà a metterlo a nanna. Non è così.
Invidio un po' questa libertà, di dormire quando si ha sonno.
Mi sorprende capire che all'inizio, quando siamo piccoli piccoli, sappiamo cosa va davvero bene per noi.
Poi le cose si complicano. Ci confondiamo. Un po' ci perdiamo per strada.

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