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Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Così sono diventata mamma dopo i 40, tanto per fare sempre di testa mia. Come sta andando lo racconto in questo blog :)

mercoledì 26 aprile 2017

Livello 6 anni

Avete mai pensato a vostro figlio/a come a un videogioco? Un tamagotchi di vecchia memoria o comunque uno di quei giochi che più vai avanti, più si sbloccano abilità?
Magari non suona bene, più che altro perché nessun figlio lo spegni o lo metti in stand by, ma qualche similitudine c’è. A un certo punto sbloccano abilità o aggiornano il software e improvvisamente non sono più quelli del giorno prima. Mentre noi sì, noi siamo lenti, noi siamo quelli che si chineranno sempre per infilare loro il calzino, che diranno un “mettiti le scarpe” immaginando poi di doverle cercare le scarpe, di dover cercare i suoi piedi che fino a ieri correvano altrove e invece lo troviamo tutto intero, non solo i piedi, pronto sulla porta che ci aspetta con le scarpe infilate e la giacca a vento chiusa.
Mah.
Cig ha imparato ad andare in bicicletta senza rotelle, questo week end. Ci avevamo provato un anno fa, ma non era il momento e la bicicletta è rimasta ferma un anno, appoggiata al muro. 
Modalità bici sbloccata, adesso va e mentre va lo senti ripetere a sé stesso “pedalapedalapedalapedala”.
Ha raggiunto anche il livello “mangiare tutta la pizza” e “seduto a tavola senza dar fuoco al locale”.
Si è offerto di apparecchiare e sparecchiare in cambio di un soldino. 
Mi ha consegnato una busta di monete per comprare lo skifidolprofumato (bleah).
Riporta l’astuccio da scuola accettabilmente completo.
Non fa (quasi) più le orecchie ai quaderni.
Ha il suo gruppetto di amici al parco: fino a due settimane fa giocava al massimo con un bambino per volta. Abilità “cumpa” raggiunta.
Conosce moltissime parole e le usa tutte a proposito, compreso il porcavacca.
Mette le scarpe giuste, se le inverte lo fa perché è un buffone.
Si allaccia la giacca, il grembiule, chiude la cartella e perfino l’astuccio.
Mi soffia baci dal palmo della mano mentre entra a scuola.
“Mamma, ma anche il tuo ufficio chiude se non arrivi in tempo?”
“No, è sempre aperto Cig
“Allora vai con calma, ok?”
Temo che l’abilità seduttore sarà la prossima.




venerdì 21 aprile 2017

Mamme: il modello AP e quello SI

Sono in treno.
Dietro di me è seduta la mamma ansia e perfezione.
Non ne ho mai vista una libera in natura, sono quasi emozionata.
Si accompagna alla sua bimba di circa 8 anni, che, al contrario di lei, è simpatica, scompaginata e ride tanto. Si fa ridere da sola, la bimba e cerca di far ridere ansia e perfezione, ma con poco successo.
Mamma AP fa fare i compiti in treno ai propri pargoli, per guadagnare tempo vacanza, ci tiene a precisare.
Verifica ogni cosa e improvvisa una breve lezione di dizione, mentre la bimba legge come legge una bimba della sua età, cioè distraendosi ogni istante e saltando la punteggiatura.
Si innervosisce AP facilmente, Basta non eseguire esattamente ciò che ha appena detto per suscitare un'increspatura di disappunto sul fondotinta perfetto, una virata in acido, appena udibile, nella voce altrimenti perfettamente impostata.
Mamma AP è vestita in modo impeccabile, oggi ha scelto lo stile "viaggio in treno": per le più corrisponde al momento sbrago, per lei è il momento ideale per indossare i jeans nuovi, quelli dal taglio palazzo ultima moda; la maglia righe, le sneakers giuste, la Savemybag portata a caso, ma nel colore iconico. Ha la piega perfetta, il trucco perfetto e quasi invisibile.
La bimba si alza e passeggia per il vagone.
"Immediatamente al tuo posto" sibila AP "che dai fastidio, puoi cadere, farti male e comunque si sta seduti"
La bambina lascia cadere una goccia di succo
"Non ti ho portato 400mila pantaloni di ricambio, vedi di restare in ordine e pulita" puntualizza AP e io so che lei ha per sè tutti i cambi abbinati, necessari, intelligenti per viaggiare leggera, ma senza tralasciare nulla.
La bimba chiede cose a caso, lei risponde che neppure wikipedia, la voce appena incrinata nel compiacimento del proprio quante ne so. Usa il numero di parole giusto, i termini corretti, l'intonazione è da audiolibro didattico. La bimba tace e ascolta, o magari tace e pensa a tutt'altro, io almeno farei così al suo posto.
Tutta è incantato, nel sedile dietro il mio. Compiti fatti, inglese corretto, pantaloni puliti.
La mamma AP si informa perfino su cosa contengano i sacchettini snack che ci distribuiscono in treno, valuta se è il caso o meno di concedere una crostatina di dubbia qualità alla sua bimba, opta per acqua naturale, spiegando al barista itinerante e sovrappeso quanto importante sia curare l'alimentazione fin da piccoli.
Lei, ovviamente, è magra.

Davanti a me c'è una mamma, di quelle come noi, strapelata e imperfetta, la classica mamma SI, insomma.Ha l'aria stanca e lo sa che questo Milano -Napoli metterà a dura prova la sua pazienza e la scuoterà nel profondo della sua mammità, Lo so che sta pensando cosa sarebbe se lei scendesse a Roma, facendo finta di niente o perchè mai, alla fine, ha detto davvero sì a questo viaggio, da sola, con un treenne motoperpetuo-nonstozitto-nondormo.
Guarda lontano, sospira a tratti, ma non smette un momento di giocare con il treenne che ride e ride e l'abbraccia forte forte.
Dal sedile di dietro arriva il silenzio della perfezione, l'immobilità dell'ansia.
Qui davanti c'è il finimondo dell'amore senza regole e tanta, tantissima pazienza (nostra).




mercoledì 19 aprile 2017

La giornata della terra a Leolandia

Leolandia - lasciate il vostro messaggio alla Terra :)
C'è un metodo infallibile per far sorridere i bambini: portarli a un parco divertimenti.
In Italia ne abbiamo davvero tanti, con allestimenti e temi diversi, esiste solo l'imbarazzo della scelta.
Noi siamo affezionati a uno in particolare: Leolandia, a Capriate San Gervasio, in provincia di Bergamo.
Il parco è a misura di famiglia e soprattutto di bambino, anche i più piccoli hanno attrazioni dedicate e passeggiando qua e là, tra le 40 attrazioni, si posso incontrare i personaggi dei cartoni animati amati dai più piccoli, come Masha e Orso o Peppa Pig. Quest'anno poi, fino al 28 maggio, ci saranno anche i Puffi e direi che già così potremmo essere a posto.
Invece no, c'è un'altra cosa che voglio segnalarvi: un volo di centinaia coccinelle, che si poseranno nell'orto didattico di Leolandia, il 22 aprile per festeggiare la Giornata della Terra.
Le coccinelle sono pesticidi naturali, la loro presenza assicura una coltura naturale senza bisogno di veleni. Gli insetti a pois verranno liberati con l'aiuto dei bambini e coloreranno l'area verde del parco. Un gesto piccolo per imparare cose importanti, come la coltivazione consapevole e gli equilibri secondo natura. L'orto didattico, fra l'altro, è coltivato grazie al compostaggio della raccolta di organico del Parco, un circolo virtuoso in cui Leolandia volteggia ormai da 7 anni.
Una volta salutate le coccinelle, si potrà lasciare un messaggio alla Terra ad un albero del parco e avere un seme da piantare, come buon auspicio per noi e per la Terra tutta.
Insomma, tutta la giornata sarà ecologica, divertente, eco-utile.
In questo stesso periodo Leolandia diventa produttore di energia pulita e inaugura un progetto che prevede l'installazione di 240 moduli fotovoltaici, che serviranno a fornire una parte dell'energia elettrica agli intrattenimenti. La filosofia dell'impatto quasi zero ci piace molto e se tra una giostra e l'altra si trova anche il modo di imparare qualcosa, mi sembra bello.

L'Earth Day o Giornata della Terra è la più grande manifestazione ambientale del pianeta, la giornata in cui tutti i cittadini del mondo si uniscono per celebrare la Terra e promuoverne la salvaguardia. Le Nazioni Unite celebra la Giornata della Terra ogni anno il 22 aprile. Voluta dal senatore statunitense Gaylord Nelson e promosso ancor prima dal presidente John Fitzgerald Kennedy, fu istituita nel 1970 e ogni anno coinvolge più di 190 Paesi in tutto il Mondo.
Da allora governi, istituzioni e gruppi ecologici cecano di sensibilizzare la popolazione su tematiche quali l'inquinamento di aria, acqua e suolo, la distruzione degli ecosistemi, le migliaia di piante e specie animali che scompaiono, e l'esaurimento delle risorse non rinnovabili (da 3Bmeteo).

Se vi va di festeggiare a Leolandia, trovate tutte le info qui:
www.leolandia.it

La mappa per arrivarci:
indicazioni stradali

Magari ci vediamo là :)

martedì 18 aprile 2017

Spegni il tablet! consigli pratici per giovani gamer

La cosa non mi preoccupa molto. 
Parlo di quella mania da tablet che permea i bambini di varie età, che tende a manifestarsi intorno ai 3 anni e da lì continua senza conoscere sosta.
Non mi preoccupa, che altrimenti come se lo guadagnano il titolo di nativi digitali?
E’ comunque una mania, una dipendenza bambina, che è meglio tenere a bada.
Da quando Cig ha sfogliato la sua prima pagina tablet credo siano passati 4 anni, almeno un centinaio di download, diversi giochi belli e molti di più perfettamente inutili; infiniti nostri “spegni il tablet adesso” e sfide a giochi che io non ho mai capito e che a lui divertono tantissimo. La composizione di una famiglia può variare nel numero di componenti, ma la costante tablet (o smartphonecon molti giochi) si ritroverà in tutte le famiglie.
Quindi tutti, almeno una volta, ci siamo chiesti come spegnere il tablet senza creare conflitti (che è il modo figo per dire capricci) o se esistono rehab per giovanissimi gamer.
Delle rehab non so nulla; sullo spegnimento pacifico del tablet, invece, qualcosa ho imparato
1) Metti il timer. Direttamente sul tablet o quello della cucina. Si può giocare fino al drrriiin (impostate un suono ben riconoscibile) e poi si spegne. Funziona. Soprattutto con i più piccoli, che ancora non sanno come modificare l’ora impostata.
2) Se… allora. Se il tuo astuccio è completo al ritorno da scuola, allora puoi giocare. Se hai messo in ordine in camera tua, allora puoi giocare e via così. Non è il massimo della simpatia, mi sembra di essere mia mamma, ma aiuta. A mio avviso è un metodo da usare con cautela, è facilmente ribaltabile (se mi fai giocare, allora…) e si ritorna ai conflitti che vogliamo evitare.
3) Stabilite il momento. Puoi giocare prima di cena, ma non dopo, per esempio. Inserire il tablet in una routine, quindi in momenti precisi, ha di solito il meraviglioso effetto di renderlo meno interessante, meno compulsivo e consolatorio.
4) Non fatene l’oggetto del desiderio. Vietare, concedere a giorni alterni, dire ti rovini gli occhi, ti si fondono i neuroni, diventi brutto e via così serve a poco e spesso determina l’effetto contrario: il desiderio di giocare appena possibile e quanto più possibile.
5) Giocate insieme e a turni, una partita a te, una a papà, una per il gatto e una me. La noia è un ottimo dissuasore.
6) State fuori. Il più possibile, in ogni stagione e con più bambini: se ne avete tanti vostri bastano, altrimenti cercatene altri. Rotolarsi nell’erba o sulla sabbia, esplorare campi o scalare rocce, cercare piante strane, conchiglie o tesori inventati lì per lì, rendono il tablet un coso di nessuna importanza

Fin qui siamo sopravvissuti 😊


venerdì 7 aprile 2017

Dritto e rovescio

Un bambino ha il diritto di aprire l’uovo di Pasqua in un giorno qualunque prima di Pasqua e di rinominare l’uovo come Uovo di Mercoledì, se proprio gli va di aprirlo in quel giorno lì.
Un genitore ha il rovescio di insegnare il senso dell’attesa, magari partendo proprio da un banalissimo Uovo di Pasqua, che se si chiama di Pasqua e non di mercoledì un motivo ci sarà
Un bambino ha il diritto imprescindibile di scazzottare, fisicamente e/o verbalmente, con i suoi coetanei, finchè questo diritto non interferisce con la propria  e altrui serenità.
Un genitore ha il rovescio di non intervenire nelle suddette scazzottate, almeno finchè il tutto rientra nell’equilibrio cosmico bambinesco. Altrimenti qualcosa dovrà inventarsi.
Un bambino ha il diritto di fare i capricci se non vuole andare a dormire e iniziare una negoziazione complessa che prevede l’andata a letto in cambio del lavaggio denti, per dire.
Un genitore ha il rovescio di stabilire delle regole, comprensive di orario messa a nanna e saltuariamente infrangere tali regole, tanto per confermarne il valore. Non può invece transigere sui denti.
Un bambino ha il diritto inalienabile di sporcarsi ogni giorno di terra, sugo, sogni e colla.
Un genitore, in particolare la mamma, ha il rovescio di sbagliare i bucati e di produrre intere partite di magliette di colori nuovi, mai visti prima in natura.
Un bambino ha diritto di dormire, a lungo.
Un genitore ne ha anche più diritto e nessun rovescio.
Un bambino ha diritto di stare con altri bambini che gli stanno simpatici.
Un genitore ha il rovescio di scegliere tali bambini in base ai loro genitori, che devono necessariamente essere molto simpatici.
Un bambino ha diritto a non andare ai compleanni altrui, se non gli piacciono i compleanni.
Un genitore ha il rovescio a essere felicissimo se al proprio bimbo non piacciono i compleanni.
E’ così, tra un dritto e un rovescio, che si crea la maglia, fitta, morbida, resistentissima, del crescere insieme.