Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

giovedì 5 giugno 2014

Fiori nel prato.

E niente.
Stamattina, in orario perfettamente sbalestrato per qualunque altra cosa (dalle 11 alle 14), sono stata alla prima festa della scuola materna di Cigolino.
L'asilo, pubblico, del nostro quartiere è molto carino: tutto colorato e con un gran giardino tutto intorno.
La festa quindi era all'aperto, in mezzo al prato.
Appena hanno messo la musica io ho iniziato a piangere commossa.
Non c'erano ancora i bambini, erano nelle loro aule con le maestre, ma io stavo già magonando.
Poi sono usciti e se sono rimasta in piedi, senza accasciarmi per troppa tenerezza, è solo perchè tutti gli altri genitori erano serafici e ho tentato di darmi un tono.
Sono usciti, i bimbi, in gruppetti colorati, ognuno indossava la maglietta del colore della propria sezione. In un attimo il prato davanti a me brulicava di fiorellini arancio, blu, verde, giallo e lilla. Qualche fiore aveva i codini, altri le trecce, i pantaloni corti o un cappellino in testa.
Cig è un fiore lilla.
Una delle maestre, che è anche la maestra di Cig, ci ha raccontato che da due anni la scuola sta sviluppando un progetto sulla sicurezza, intesa come giocare senza farsi male, ma anche su come si cresce meglio con la sicurezza di essere insieme e aiutarsi a vicenda, Lacrime lacrime, solo io naturalmente.
Cig mi ha visto, mi ha fatto ciao ciao con la manina, mandato tanti baci, ma è rimasto al suo posto, pronto a entrare in scena. Lo spettacolo era un ballo tutti insieme sulle note di Happy di Pharell, e loro erano sì tutti molto happy e ballerini, mentre io mi scioglievo di tenerezza, temendo di sprofondare nel prato come pioggia.
Insomma, non sono tagliata per queste cose. 
Mica mi sono commossa solo per Cig eh, ma anche per i figli altrui. Soprattutto per i grandi, quelli che a settembre andranno in prima elementare: loro hanno sfilato in mantello e cappello da laureandi (il tocco) e ricevuto il diploma dell'asilo. IL DIPLOMA DELL'ASILO, capite? Impossibile non commuoversi.
Finito con i diplomi e i balli, tutti i bimbi si sono armati di pennelli e mani affondate nelle tempere per disegnare tutti insieme i fogli appesi lungo la ringhiera del giardino: metri e metri di manine colorate, di pennellate a caso, di fiori, mostri, occhi e sorrisi. Un'opera d'arte, un arcobaleno scomposto ed esploso che girava per tutto il giardino.
A quel punto io avevo perso conoscenza e se non fosse che Cig correva da me, di tanto in tanto, a darmi un sacco di baci sarei potuta restare lì, con un sorriso eterno e gli occhi lucidi, piantata sotto il gelso.
Abbiamo poi apparecchiato lunghi tavoli bassi, accostato sedioline, distribuito piatti e mangiato tutti insieme. Cioè, gli altri hanno mangiato. Cig no, che non gli interessa, io no che sono vegana. Le tavolate di gnomi comunque sono splendide e se avessi ancora avuto lacrime di commozione da spendere le avrei scialacquate lì, tra una focaccia e un'insalata di pasta.
Non credo di riprendermi in tempo per la festa dell'anno prossimo, ve lo dico.

1 commento:

  1. Non ci voglio nemmeno pensare quando toccherà a noi :-) Io sto pensando per l'anno prossimo a cercare un asilo nido, ma non è affatto facile.

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