Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

venerdì 24 maggio 2013

Bimbi in ufficio.

Oggi è la giornata dei bambini in ufficio.
Ogni anno, di questi tempi, si organizza una giornata di giochi e varie cibarie e tutti possono portare la prole: per vedere dove sono mamma e papà quando non sono a casa, socializzare con gli altri bambini, passare una giornata diversa.
L'anno scorso non avevo portato Cigolino, che aveva l'influenza.
Quest'anno eravamo prontissimi.
Avremmo preso insieme la metropolitana, che a lui piace un mondo, e così, spingendo passeggini e chiacchierando saremmo arrivati fino al mio ufficio.
Sì.
Mi piaceva un sacco il nostro programma.
Stamattina, credo intorno alle 5, mi sono svegliata di soprassalto: il vento fortissimo cercava di portarsi via le tapparelle e sentivo la pioggia battente sulle finestre.
Ho sperato fino alla sveglia che fosse un temporale di passaggio.
Oggi a Milano c'è vento, pioggia e una temperatura di 6-8 gradi. Ho rimesso la maglia di lana e la sciarpa; ho vestito Cigolino come a inizio marzo.
Siamo stati a lungo davanti alla finestra, Cigolino e io, e lui imitava il vento "vuuuuu vuuuuuu" contave le gocce di pioggia su vetro ed è corso in camera a prendersi il plaid per coprirsi.
E' arrivata poi la nostra tata, fradicia. Ci siamo consultate e abbiamo convenuto che no, non era il caso di portare fuori Cigolino con un tempo così.
Mi è dispiaciuto molto.
Anche se è un'iniziativa che non amo particolarmente, non mi piace mischiare la mia vita personale con la vita d'ufficio, nè mi piace "esibire", sono sicura sarebbe stata una giornata divertente per lui.
Così adesso, sono qui in ufficio che guardo fuori.
Se smette di piovere, se cala il vento, volo a casa a prenderlo.
Ma fuori vedo ancora le persone che assomigliano ai quadri di Chagall: sembrano volare via da un momento all'altro, in un'atmosfera di un grigio surreale, punteggiato solo dal colore degli ombrelli.
Che Maggio invernale.



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