Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

venerdì 13 gennaio 2017

Bimbi feste e altri gap

Una delle cose difficili per la primipara tardona (cioè la primipara over 40, scientificamente ribattezzata da me) è capire in quale momento storico alcune cose sono cambiate e colmare velocissimamente il gap.
Tipo. Da quando i compleanni, fin dall’asilo, si organizzano nei locali e non a casa? E da quando si è in obbligo di invitare tutta la classe?
Io ero rimasta che invitavi le due amiche del cuore, un paio al massimo di potenziali tali, mamma preparava la torta, si spegnevano le candeline di colori assortiti, si giocava insieme, possibilmente senza tirarsi i capelli e lanciarsi le bambole, e poi bacio bacio tutti a casa.
Ero privilegiata. Mia mamma non lavorava e quindi le feste si potevano fare. I miei amici con genitori occupatissimi la festa di compleanno se la sognavano proprio o la rimandavano ad agosto, che poi non c’era mai nessuno e tanti saluti
Adesso hai:
inviti scritti a mano o stampati, con tanto di rsvp finale; 
la mappa per raggiungere la location prescelta
dress code
obbligo di calza antiscivolo
festa a tema (scusate, ma il compleanno non è già un tema di suo?)
Ditemi, quando è successo tutto ciò?
Quanto sopra comporta da parte tua:
regali, praticamente almeno uno a settimana per tutte le settimane dell’anno
mappatura precisa delle ludoteche, mcdonalds, gonfiabili e via dicendo presenti nella tua provincia: la prossima festa potrebbe essere potenzialmente ovunque
dedicare parte del tuo tempo libero ad accettare o declinare inviti
RICAMBIARE, che è la cosa più terrorizzante. Cioè, davvero vuoi avere 25 bambini urlanti per tutto un pomeriggio, fosse anche un pomeriggio all’anno?
Io no. Lo dico con molta serenità e consapevolezza.
Cig neppure, ma perché lui non ama le feste di compleanno per via delle torte che in generale non gli piacciono proprio. L’anno scorso, invece della torta ha voluto 1mq di focaccia, per intenderci.
Poiché non ha neppure sei anni, credo che avrà tutto il tempo per costruirsi una vita sociale, anche se fin qui non gli ho  affittatoun’intera ludoteca o il circo con tutti i leoni.

Un altro cambiamento di cui mi sono persa l’inizio è il make up per bambine piccolissime; i tagli rasati con decori vari per i maschietti; l’edicola come luogo di culto; il gli devi far fare almeno 2 sport e 4 laboratori creativi a settimana o stai crescendo un disadattato.
Ho diversi gap da colmare, aiutatemi.
Che cosa è cambiato dalla vostra infanzia a quella dei vostri figli? 

2 commenti:

  1. Vedo le mie nipoti che stanno sempre con il viso truccato, da farfalla, da gatto, o altro. Lo trovo veramente esagerato. Per rispondere sinteticamente alla tua domanda, la cosa che veramente é cambiata dalla mia all'infanzia di mio figlio, é che quando io ero piccola non ero considerata una persona, io considero mio figlio una persona da quando l'ho concepito già nel mio cuore. In ogni caso, anche se ancora non siamo entrati nel turbinio delle feste di compleanno, vedo che qui a Strasburgo, in Francia, mi sembrano molto piu' rilassati che a Roma. Poi ti sapro' dire meglio :)

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    1. Hai ragione, sì. Anch'io ho sempre pensato a Cig come a una persona tutta intera, da subito. Una persona da capire, non da "gestire" come forse facevano i nostri genitori. Questo da molte soddisfazioni, ma espone anche a qualche rischio, secondo me, tipo assecondare troppo. Ecco, le esagerazioni le vedo come eccesso di "favore", dimenticando che i bambini, in quanto tali, hanno anche bisogno di limiti e regole. Non per cattiveria, ma per avere uno spazio sicuro, protetto, in cui crescere sereni. Il troppo stroppia, come si dice. Oltre ad appiattire i desideri, il senso di conquista e, di conseguenza, la fantasia.
      Un abbraccio

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