Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

giovedì 30 ottobre 2014

Cavolfiore al forno, molto (s)vegan.

Ve lo dico: a me il cavolfiore non piace. O meglio, non mi fa impazzire e soprattutto resta lì a confabulare con la digestione per un tempo infinito.
Però il cavolfiore fa bene, è tipo uno di quegli alimenti che ci avvicinano all'immortalità, probabilmente per via del tempo che ci vuole a digerirlo.
Quindi ogni tanto lo compro, lo metto in frigo, lo guardo diffidente per qualche giorno e poi mi decido a cucinarlo.
Per GF e me, che Cig comincia a dire "fa schifo" già quando ripongo l'ortaggio nel carrello.
Di solito ce lo mangiamo in insalata, bollito, insieme alle patate, una spolverata di prezzemolo e qualche filetto di pomodori secchi, ci sta benissimo la senape piccante anche.
Quando ho più tempo invece lo preparo con la ricetta che vi do oggi.

Cavolfiore gratinato al forno.

Ingredienti:

1 cavolfiore
brodo vegetale
50gr farima integrale
Olio evo
pepe, noce moscata
Pan grattato
sale

Preparazione:

lavate il calfiore e dividetelo in rosette, fatelo cuocere a vapore per 20 minuti circa, in modo che sia cotto, ma ancora sodo, quasi croccante.
Intanto preparate la besciamella, con l'olio, la farina e il brodo vegetale, a fine cottura, quando è della densità desiderata, aggiustate di sale, aggiungete pepe e noce moscata a piacere.

La dritta (s)vegan, vegan poco ortodossa: besciamella vegetale già pronta, in brick, solo da scaldare ;)

Prendete la teglia da forno e cospargete il fondo con parte della besciamella, adagiate sopra le rosette di cavolfiore, ricopritele con il resto della salsa e spolverate il tutto con il pan grattato.
Infornate a forno già caldo, 180° per circa 15 minuti.
E' pronto quando si è formata la crosticina più scura in superficie.
Buonissimo!
Nel mio caso si abbina perfettamente al diger selz, per palati più sofisticati è da accompagnare a un Gewurtztraminer freddo.
Evitate in ogni caso di sciogliere il diger nel vino, ecco.

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