Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

lunedì 18 novembre 2013

L'abbraccio più lungo del mondo.

Alla fine vi ho raccontato molto dei preparativi alla partenza, della mia silenziosa pace mentre non c'erano e poi non vi ho raccontato nulla del ritorno.
Stavo lì in piedi, nell'angolo della stazione Centrale di Milano dove atterrano i bus provenienti dall'aeroporto.
Sono arrivata con anticipo, un po' perchè quando sono emozionata sono impaziente, un po' perchè mai avrei voluto che scendessero dal pulman senza vedermi.
La Stazione non è mai un bel posto, quella di Milano poi, nonostante gli sforzi, resta un luogo anomalo, un confine della realtà.
Volavano sopra la mia testa piccoli elicotteri luminosi, lanciati con ritmica stanchezza dai venditori indiani.
Si abbracciavano coppie ritrovate e salutava la gente in partenza, ognuno con la sua valigia che già racconta molta storia, se stai lì a guardare un momento.
Ero lì, nell'angolo della stazione, nell'aria fresca e buia del tardo pomeriggio.
Non vedevo l'ora di riabbracciarli, tutt'e due, GF e Cigolino.

Ragionavo a flash, nell'attesa del loro bus.
Che bravo GF, che superpapà, non è da tutti partire con un bimbo ancora piccolo.
Sono cambiata molto, da quando è nato Cigolino.
Mi sono mancati in questi giorni.
Ho bisogno di recuperare la mia marcia.
Avevo bisogno di questo break.
Voglio trovare il mio equilibrio, perchè vedo che mi sto esaurendo e neppure troppo lentamente.
Quando arrivano che li voglio abbracciare!
Che bravo Cigolino a non sentire la mia mancanza.

Mi batteva forte il cuore, come agli appuntamenti importanti.
Non guardavo il traffico, cercavo solo di schivare gli elicotteri luminosi, pensando che sarebbe stato imperdonabile farmi trovare tramortita da un giocattolo.
E poi arrivano. Il bus è buio all'interno, vedo solo le ombre della gente che scende. Due ombre salutano, sono loro!!
Cigolino quasi si lancia dai gradini, con il visino tirato di quando è tanto tanto emozionato. Si lancia in braccio a me, mi stringe forte forte, dandomi quelle sue pacche leggere e ritmiche sulle spalle che è da sempre il nostro modo di comunicarci tante cose. E stiamo così, tanto tempo, minuti in fila, un silenzio che racconta tutto quello che abbiamo da dirci. L'abbraccio più lungo e intenso che abbia mai ricevuto, l'abbraccio che non dimenticherò più.
GF ha l'aria stanca, ma tanto soddisfatta.
La Stazione neppure la vedo più. E' come se fossimo solo noi tre, che ci infialimo nella metro e ridiamo a ogni fermata, perchè Cigolino chiede "siamo arrivati?" e si alza per scendere. E' un attimo che il "siamo arrivati" diventa un gioco noi tre che ridiamo nella solita metro musona dell'ora di punta.
Poi è di nuovo casa, disordine, macchinine in giro, i pastelli, la pappa, il pigiamino da mettere, le proteste, insieme sul divano, la nanna, buonanotte e tutto ritorna matto, divertente, faticoso, magico, confusionario, perfetto come se quei 5 giorni di separazione non ci fossero mai stati.

Lo so, magari suona snaturato, ma non ho patito questa prima separazione.
Mi sono goduta profondamente il ritorno piuttosto ;)

1 commento:

  1. Bellissimo!

    Mi fai tornare in mente una frase:
    "..da soli si va veloci. In due si va lontano!"

    Valeria

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