Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

lunedì 2 luglio 2012

Adozione.

Un argomento di cui, a mio parere, non si parla mai abbastanza è l'Adozione.
Non solo, l'argomento viene spesso liquidato con qualche sospirone, con "è un iter così lungo ..." e in fondo, ho scoperto, è piuttosto radicata l'idea che la famiglia che adotta è una famiglia sui generis. Quasi che la mamma non fosse la mamma e il papà non fosse il papà. Come se l'amore necessitasse di un certificato di origine o fosse scritto in gestazione.
E' un argomento molto delicato.
Personalmente non conosco famiglie adottive, ma se tra voi qualcuno c'è mi farebbe davvero piacere che raccontassero qui la loro esperienza.

Anni fa ne avevo parlato con un'amica avvocato, che aveva seguito alcune pratiche di adozione.
Mi aveva molto colpito un aspetto che non conoscevo: per l'adozione ci vuole il nulla osta dei genitori dei coniugi, dei nonni insomma.
Non so se la normativa lo preveda ancora, ma la cosa in sè mi era sembrata da un lato molto sensata, dall'altro altrettanto scellerata.
Accogliere un bambino, indipendentemente dall'età (l'età del bambino ha a che fare con l'età dei genitori adottivi: minimo 18 anni di differenza, massimo 45), è un atto che sposta parecchi equilibri, che porta a confrontarci con paure tipiche della gravidanza (sarà sano, che carattere avrà, sarò in grado ecc.), ma vissute in terza persona, quindi in modo più razionale, da tutta la famiglia. Anche dai nonni. Che anche loro vengano coinvolti in tutto il processo, che anche loro aspettino, siano pronti ad accogliere senza distinguo, mi era sembrata una cosa molto bella.
E agghiacciante. Non è detto che i nonni siano pronti, nel senso di preparati, nel senso di aperti, nel senso di accettare una decisione così forte. Pensare che la nonna possa mettere fine a un progetto così bello, l'avevo trovato ingiusto.
Sì, è un argomento molto delicato.
Di cui in questi giorni si è parlato, anche indirettamente, raccontando la storia di Balotelli. Alterne fortune e vicende, che si ricompongono in abbraccio tra mamma e figlio.
Sinceramente credo che l'adozione sia un atto meraviglioso.
Per avere maggiori informazioni sull'iter di adozione, ho trovato questo sito. Spiega in modo dettagliato, ma comprensibile, tutto ciò che bisogna fare. Dall'inizio, dalla decisione. Anzi, ancora prima: dalla cultura dell'adozione.
Non è facile, il sospirone di cui dicevamo all'inizio ci sta.
Si soffre anche, proprio come quando si cerca un figlio e non arriva.
E' un cammino, personale, di coppia, di famiglia. E' educare sè stessi al mestiere di genitori, è arrivare preparati, è sostenere, senza flessione alcuna, la propria convinzione.
Attesa e prove da superare. Le analogie con la maternità sono tante: considerare i genitori adottivi genitori "diversi" non ha molto senso. O no?



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