Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

martedì 13 febbraio 2018

La linea di confine

C'è un momento, neanche troppo lungo, in cui la relazione mamma -figlio cambia. Il cambiamento è definitivo e il nuovo rapporto conserva solo alcune tracce di quello che era stato fin lì.
Credo si chiami crescita.
I bambini lo sanno, è normale, siamo noi ad essere meno pronte.
Così, senza quasi rendersene conto, si passa dagli anni delle conquiste quotidiane (la prima pappa, parola, il primo vasino, passo, dalla culla al lettino ecc.) a quelli dello spazio. Uno spazio personale, il suo, ben difeso, in cui entri solo con il permesso, bussando prima e pulendoti bene le scarpe sullo zerbino.
A volte resti sulla porta, per verificare se da lì riesci ad avere ancora quella sensazione di essere un tutt'uno, ma niente. E' irrecuperabile e chi si deve adattare siamo noi.
Cambiano loro, evolvono, cominciano a diventare ciò che saranno poi.
Noi invece finiamo definitivamente di essere ciò che eravamo.
Se siamo mamme over 40, i bambini iniziano la scuola e noi iniziamo la meno pausa.
E' un cerchio che si chiude, mica come la cintura che in questa età bislacca, la nostra eh, sembra accorciarsi un paio di cm al giorno senza un perchè.
Adesso che loro hanno il loro spazio e noi il nostro, potremmo riprendere antiche abitudini come la palestra, le amiche, il cinema, potremmo tentare perfino l'ozio. Ma niente più ci viene bene come un tempo.
Crescono e ci rendiamo conto che sono anche meno le cose da raccontare perchè sappiamo di loro meno cose.

Stavo pensando seriamente di chiudere questo blog. I blog mammeschi hanno senso fino ai 5 anni d'età, poi bisogna parlare d'altro. Allora parleremo d'altro che ancora non so.

I bambini, i maschi in particolare, raccontano pochissimo e se lo fanno dialogano per parole chiave, solo che noi non siamo Google.
Dimenticano i bambini. Cosa hanno mangiato a pranzo, cosa ha scritto la maestra sulla lavagna, a cosa hanno giocato. Noi andiamo d'immaginazione così: ha certamente mangiato la verdura, ha risposto per primo a una domanda, non ha tirato la treccia alla bambina del primo banco. Noi cosa fanno e pensano davvero non lo sappiamo più del tutto. 
Strabuzziamo un po' gli occhi ai colloqui con i maestri, ci restituiscono quasi sempre un bambino che non è il nostro. Allora mostriamo una foto, indichiamo con il dito, è questo il mio bambino è di lui che stiamo parlando, giusto?
C'è una linea di confine, credo sia la scuola o comunque con la scuola coincide.
Su quella linea li salutiamo ogni mattina: chi un bacio e via, chi a distanza perchè mamma adesso sono grande, chi inventa un saluto diverso ogni mattina che almeno si entra ridendo che è sempre un buon inizio.
C'è una linea di confine che divide due mondi: il nostro e il loro.
Ci siamo arrivati, tra un mee Cig compirà 7 anni, questo blog 8 abbondanti.
Cig cambia, io anche, lo farà anche pensiericanditi ;)