Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

mercoledì 10 maggio 2017

Reinventarsi

Una delle parole che ho sentito più spesso associare alla mammitàè: reinventarsi.
Seconda, forse, solo a nonsaràpiùcomeprima, che sì è una parola unica perché viene sibilata in un solo sospiro.
Reinventarsi.
Una vita, un giro vita, una vita di coppia, un mestiere.
Sulle prime tre non c’è niente da fare, necessitano abnegazione, motivazione, profondo spirito di sacrificio (miriferisco in particolare al giro vita). Cose impossibili nei primi anni di vita dei pargoli, e so che molte hanno optato per un incrocio di dita, un giorno per giorno al grido selvaggio di only the brave.
Sul mestiere si può fare molto, dicono. Lo dicono davvero in molti, per cui deve essere vero. 
In questo caso sarei assolutamente disposta al’abnegazione, sacrificio e perfino concentrazione e dedizione, se solo capissi bene ciò che dicono, se solo avessi il tempo di decidere cosa voglio fare da grande, di sviluppare un progetto, di renderlo sostenibile e redditizio nel tempo, di pianificare, di studiare, evolvere, decidere. Perché il reinventarsi richiede (anche) tutto ciò. C’è chi ci riesce in un amen e/o un colpo di fortuna, chi impiega un po’ di più, chi naviga in altomare per anni, senza mai toccare terra.
Prima di decidere in che cosa evolveremo, tipo un pokemoninsomma, sarebbe utilissimo studiare a fondo la storia di chi ce l’ha fatta. Voglio dire fatta fatta, che tradotto in termini prosaici vuol significa chi ha intrapreso un’attività che produce il reddito necessario e sufficiente al proprio mantenimento e a quello della famiglia; significa che hai trovato il work life balance e anche il santo graal e non torneresti mai al tuo prima. 
E’ qui che re-inventarsi perde la sua forza, mi sembra un termineinadeguato, troppo fantasioso e poco rappresentativo. Non si decide mica di scrivere una nuova favola, si decidono le proprie sorti.
Mi serve un verbo più forte e concreto, che dica al mondo, soprattutto a quello del lavoro, che ho deciso di fare così perché non ho trovato lo spazio adeguato, non ho trovato stimoli, contenuti e tempo nel dov’ero prima. E ho fatto meglio, molto meglio, di quanto mi veniva offerto.
Che verbo usiamo?

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