Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

mercoledì 16 novembre 2016

PARENT, la felicità di genitori e figli arriva dalla Danimarca

Lo sapevate che la Danimarca è il Paese più felice d’Europa e forse del mondo?
E lo sapevate che i bambini lì sembrano essere i più sereni ed equilibrati dell’intero sistema solare e oltre?
Io no, ma a tutto c’è rimedio.
Anzi, per tutto c’è un metodo, che i rimedi fanno nonna, i metodi sono più pratici e moderni.
Parent è il metodo educativo danese, che assicura armonia e felicità in famiglia.
E’ un acronimo, sta per:

Play (gioco)
Authenticity (autenticità)
Reframing (ristrutturazione degli aspetti negativi)
Empathy (empatia)
No ultimatum
Togetherness (intimità)

Il metodo è stato messo a punto da una mamma americana sposata a un danese e da una psicoterapeuta danese, entrambe mamme di figli da crescere.
Le due, rifacendosi alle abitudini educative della Danimarca, hanno individuato in PARENT le parole chiave per un’educazione equilibrata e armonica.

Giocare tanto e all’aperto, soprattutto per i più piccoli. Lasciandoli liberi di interagire con gli altri bambini e senza intervenire. Gioco libero. Sovraccaricare i bambini di troppi impegni, orari e doveri è controproducente. Capito mamme dei mille corsi e troppi stimoli?
L’autenticità si coltiva in famiglia, dando il buon esempio, esprimendo i propri sentimenti, leggendo storie che raccontino diversi stati d’animo. Parlare ai figli in modo semplice e naturale. Ma anche non lodandoli ogni momento, spesso a sproposito. Insegniamo piuttosto ad amare ciò che fanno (il processo) e non il risultato in sé, è così che l’autostima si rafforza davvero.

Reframing. Inquadrare bene la realtà, anche nei suoi aspetti negativi. Cioè la capacità di trovare dettagli positivi anche in una situazione negativa, essere inguaribili ottimisti realisti. Vivere positivamente anche ciò che positivo non è fa una grande differenza.

L’empatia riduce il narcisismo. Imparare a mettersi nei panni degli altri riduce il bullismo e aumenta la felicità. Provare a cercare il bene negli altri è un esercizio che possiamo fare a qualunque età, non è mai troppo tardi. Insegniamo a non dare etichette negative.

No ultimatum. Niente castighi, sfuriate, frasi ad effetto tipo “non vedi la tv da qui all’eternità se…” Ovvero evitare di mettersi in opposizione, in quel braccio di ferro perfettamente inutile che ingaggiamo con i bambini nei momenti di massima ostinazione. Spiegare le regole, le ragioni, con rispetto e calma. Costantemente. Sii rispettoso e sarai rispettato, questa è la filosofia.

L’intimità è, naturalmente, in famiglia. Nelle cose che si fanno insieme, come fossero sempre un momento speciale. Sia mangiare insieme, cantare una canzone, inventare un gioco nuovo. L’importante che ci sia uno spazio psicologico dedicato a questi momenti, che devono essere senza barriere, lasciando fuori le negatività delle nostre giornate.

Questo approccio mi è piaciuto tanto, sembra una fiaba rassicurante, mi sembrava di respirare meglio alla fine dell’articolo che trovate qui: http://d.repubblica.it/lifestyle/2016/10/21/news/come_educare_i_figli_metodo_danese_consigli-3274388/?ref=fbpr&ch_id=sfbk&src_id=0001&g_id=1&atier_id=00&ktgt=sfbk0001100
Chissà se accettano bimbi italiani nelle colonie estive danesi.

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