Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

lunedì 12 settembre 2016

La primipara tardona e il Fertility Day.

La tentazione di dire la mia era stata fortissima a tempo debito, nei due giorni di bufera e polemica.
Ho preferito però lasciar andare, sedimentare, digerire.
Adesso però due cose due sul Fertility Day le voglio dire.
Le dico da primipara tardona, da mamma over 40, le dico da lavoratrice e da cittadina.

Che minchia vi è venuto in mente? Che è sta roba del fertility day?

Al di là della campagna pubblicitaria che liquiderei semplicemente con un penosa e di cattivo gusto, non ho colto il senso dell'iniziativa.
Così sono andata a leggermi il documento programmatico, per fare luce e squarciare le mie personalissime tenebre ( in cui comunque dormivo benissimo).

L'esordio è questo:


Per favorire la natalità, se da un lato è imprescindibile lo sviluppo di politiche intersettoriali e interistituzionali a sostegno della Genitorialità, dall'altro sono indispensabili politiche sanitarie ed educative per la tutela della fertilità che siano in grado di migliorare le conoscenze dei cittadini al fine di promuoverne la consapevolezza e favorire il cambiamento. Lo scopo del presente Piano è collocare la Fertilità al centro delle politiche sanitarie ed educative del nostro Paese. 

Che a ben leggere non vuol dire un granchè, ma fa niente, chi sono io per giudicare.
Solo mi sono resa conto che mai avevo immaginato che uno Stato avesse a cuore il mio figliare, visto che poi non ha cuore la mia progenie. Altrimenti ci sarebbero aiuti a iosa e io non avrei bisogno di pagare una persona che ci aiuti. La parte "sanitaria" della genitorialità è pochissima cosa, rispetto a tutto ciò che viene dopo. E su questo punto tutti noi genitori siamo molto consapevoli.
però se un FertilityDay si è reso necessario, se è stato necessario pagare una campagna pubblicitaria, se il Ministero della salute si è preso la briga di dirci quando, come, perchè fare figli un buon motivo ci sarà.
Il piano si prefigge diverse cose, sviluppare conoscenza, informare, migliorare l'assistenza sanitaria e
Operare un capovolgimento della mentalità corrente volto a rileggere la Fertilità come bisogno essenziale non solo della coppia ma dell’intera società, promuovendo un rinnovamento culturale in tema di procreazione.

Qui ho avuto paura, ma sono donna coraggiosa e sono andata avanti nella lettura.
E' fatto bene il documento, ha punte inarrivabili di comicità, come quando dice che la denatalità mette a rischio le politiche di welfare. 
Non sarà piuttosto che la mancanza di un welafare sensato impedisce di pensare seneramente a un figlio?
Ha senso il documento, è un lungo dipanarsi dei consigli della nonna, quelli che ti dava mentre tirava la pasta per i ravioli, tra una canzone di Gianni Morandi e il TGR delle 11.
Se parlare con la nonna, però, aveva in sè qualcosa di magico, come se impastando i ravioli si mettessero le mani nel senso della vita stessa, leggere il documento ha più della ricetta sbagliata, della madeleine proustiana andata a male, così ogni ricordo, convinzione, senso della famiglia, responsabilità nelle scelte hanno un saporaccio.
Insomma, il documento l'ho trovato indigesto almeno quanto la campagna pubblicitaria.
Perchè non ha, a mio avviso, un significato reale, calato nella realtà, aderente al periodo che stiamo vivendo. E' antistorico, insomma, non tiene in nessun conto alcuni apsetti
Bisogna lavorare in due, altrimenti non si arriva a fine mese
Bisogna poter contare su aiuti molto concreti, che non sono solo economici, ma strutturali
Bisogna, se dobbiamo pensare alla fertilità come a un bene comune, che anche i bambini nati da cotanta fertilitudine siano altrettanto considerati una ricchezza comune
Bisogna capire che non è che si fanno meno figli perchè le donne studiano e lavorano (giuro, nel documento c'è anche questa considerazione), ma perchè siamo genitori soli, spesso lontani dalle famiglie di origine, senza supporti familiari, che comunque non è giusto si sostituiscano al welfare.
Insomma. 
Per me è no.

Che ne pensate?

Il documento del FertilityDay lo trovate qui




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