Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

venerdì 24 giugno 2016

La mucca con il cappello

Ieri sera ero una mucca di peluche che indossava un guanti di spiderman e aveva, come cappellino parasole, un polpo di gomma rosa che al buio brilla.
Cig brandiva un coso Dinosauro che ruggiva, si illuminava, spaventava.
Vedendo la mia mucca, un po' supereroe per via del guanto e parecchio stramba per il polpo in testa, mi ha offerto il suo amatissimo dinosauro in cambio della mucca di peluche.
"La tua mucca è bellissima, dalla a me"
"E il Dinorex?"
"Lo lasciamo da solo" e si è messo a ridere.

In questi primi anni di mammitudine ho osservato a lungo i giocattoli e ancora di più gli spot a essi dedicati.
Abbiamo un problema, che va arginato.
I giochi sono sempre meno giochi, sono cose. A volte anche complicate e spesso cose che ti dicono loro come devi giocare. E' come se tutta la fantasia fosse stata canalizzata, messa in una qualche macchina infernale in grado di darle una forma definita, statica. Naturalmente mi riferisco ai giochi commerciali, quelli che attirano tutti "lo voglio" possibile, sono escluse quindi le costruzioni, per esempio, alcuni giochi didattici ecc.
Gli spot poi sono il male.
A parte l'essere martellanti, e vabbè sono spot devono martellare, ti mostrano il come si gioca. Si fa così. Gioca così. Sarà bellissimo.
E poi invece non lo è, perchè ci vuole uno sforzo di astrazione troppo grande per immaginare che la spada che si illumina può diventare la lanterna gigante del villaggio di legno, i cui abitanti sono i cucchiaini di cucina. Sarà sempre e solo quella spada. E quanto mai vorrai giocare con una cosa che sa fare solo la spada?
I giochi-cose hanno vita breve e ingombrano per un tempo lunghissimo.
Sono cose e creano affezione da possesso, più che passione per il gioco.
Io sono a favore del gioco libero e della noia.
Del mischiare i pezzi di lego, che così l'ambulanza può avere le ali o la casa le pale dell'elicottero.
Sono a favore dei nomi inventati, di cavalieri inesistenti di supereroi che hanno sonno.
Sono per i gavettoni a cui disegniamo gli occhi e una bocca sorridente e invece di lanciarli li adottiamo.
Sono per il gatto Gigi che diventa il gigante buono, la pianta sul balcone che si fa foresta, il cuscino che è un'arma potentissima e il tappeto che se ci pensi bene vola e ti porta dove vuole.
Non mi piace che la pista delle macchinine abbia una sola forma.
Che Hulk sia quello strambo perchè è verde. Con tutti quei muscoli può senz'altro aiutare Barbamamma a portare i sacchi della spesa.
Cose così, insomma. Come avere un polpo di gomma rosa in testa.
Cambierei anche gli spot, allora.
Meno rumori, colori, immagini veloci e più, probabilmente, storytelling a portata di bambino, ad apertura porte fantastiche, infinite, interpretabili.
Voglio più mucche con un polpo in testa e meno superfavolosi cosi brutti.

1 commento:

  1. Si vive benissimo senza televisione, non so piu' cosa sia uno spot.

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