Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

venerdì 3 giugno 2016

Anche i genitori crescono


Crescono prima di quanto ci accorgiamo.

Ci mettiamo molto più tempo noi a ricalibrare il nostro modo di trattarli che loro a sviluppare nuove conoscenze, comportamenti.

La verità è che genitori e figli non sono mai in sintonia, da subito.

Noi genitori tendiamo a ragionare per aspettative, loro, i pargoli, a crescere a prescindere da ciò che ci aspettiamo noi. Più che un conflitto generazionale, il conflitto è tutto nostro, tra la nostra voglia di vederli (sempre) piccoli e la nostra resistenza al loro naturale cambiamento.

Probabilmente Cig sarà Cig per sempre, anche quando avrà messo su famiglia; avrò per sempre la tentazione di aiutarlo a sfilarsi la maglietta per il timore che resti impiccato o gli darò la mano per attraversare, senza accorgermi che in realtà è lui che la stando a me per aiutarmi. E passerò sempre, ogni sera, a rimboccargli le coperte e lasciarli un bacio sugli occhi “così resta nei sogni” come gli dico sempre, dopo che lui me ne ha schioccato uno nelle orecchie ridendo un “così resta nei pensieri”.

E’ tutto molto coccoloso tutto ciò, giusto? Però dai, vogliamo imparare a darci un contegno e a non ancorarli alla nostra voglia di averli per sempre cucciolotti?

Ecco i 5 segnali che sono cresciuti e che è ora di adeguarci alla nuova realtà.

1) Entra in ascensore e arriva senza fatica al pulsante del nostro piano. Lo schiaccia senza aspettare che siamo noi a dirglielo e in quell’istante sai che manca un attimo al momento in cui l’ascensore lo prenderà da solo, per uscire da solo, in momento in cui tu non ci sarai. Lo so, più che un pensiero completo è un sussulto, ma questo è, cominciamo a famigliarizzare con il concetto.

2) Il giorno prima non sapeva scrivere il 2, il giorno dopo ha compreso le addizioni e sottrazioni, conta al contrario, ragiona per astrazione. Non sai assolutamente come sia potuto succedere, da dove abbia attinto questo nuovo sapere. Ti rendi conto che sa pensare per i fatti suoi e trarre delle conclusioni.

3) Si fa il bagno da solo, miscela l’acqua, si insapona e sguazza, dicendoti che puoi andare anche di là, ti chiama lui quando ha finito. Naturalmente tu passerai infinite volte davanti alla porta per assicurarti che non sia affogato o che non sia stato sbranato da quel dragone di gomma che fa il bagno con lui, ma di fatto lui sta benissimo senza di te. Te lo ricordi sì che il bagno con le paperette era solo ieri?

4) Comincia ad avere gusti precisi: nel cibo, nello sport, nel scegliere gli amici, il colore preferito, la maglietta che gli piace … Non è più possibile passare per buona una cosa che per lui non lo è: dettaglia la scelta, non è più un “perché no” qualunque.

5) Ti lascia in bagno da sola e, se proprio deve entrare, prima bussa.

I 5 segnali tendono a palesarsi tutti insieme, o in arco di tempo tutto sommato ristretto, e forse è questo che ci lascia tramortiti e ancora convinti che niente sia cambiato e no, non butteremo via così presto le parette del bagnetto, che cavolo.


E voi, crescete?

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