Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

mercoledì 3 aprile 2013

Una giornata particolare

E alla fine orchipessia fu.
E' andato tutto bene, Cigolino sta bene, tutto a posto.
Però. La giornata è stata particolare. (Anche sfibrante).
Ospedale Buzzi, Milano. L'ospedale dei Bambini, punto di riferimento pediatrico per la città e dintorni.
Dopo, lo sapete, essere stati rimandati 5 volte finalmente arriva il nostro giorno.
Presentarsi ore 7.30. Precisi. Con sveglia alle 5.30, preparazione, attraversamento città già attiva, ma meno trafficata del solito.
Cigolino viene visitato al volo da un dottore, incarnazione in camice verde dell'indifferenza.
Gli fa due X a biro  nell'interno coscia, messaggio in codice per il chirurgo: operazione bilaterale.
Non mi guarda e mi dice che il turno di Cigolino è tarda mattinata, primo pomeriggio, se niente cambia.
"E cosa facciamo tutto questo tempo?" gli chiedo. Alza gli occhi a cielo e ci congeda.
Al Buzzi, hanno la sala giochi e hanno volontarie che quella sala giochi la tengono in ordine, a tratti intrattengono i bimbi, fanno due chiacchiere con i genitori.
Immaginate una stanza con tantissimi giochi, pochi funzionano davvero fa niente, e una decina di bimbi di varie età che giocano insieme, accendono musichette, corrono, simulano incidenti tra macchinine, tricicli, passeggini per bambole e qualunque cosa abbia le ruote. L'inferno. Gioioso quanto vi pare, ma l'inferno.
Tutti i bambini sono tranquilli e questo sì, è importante. I genitori, dalla seconda ora di attesa in poi cominciano a dare chiari segni di cedimento, addormentarsi sulle sedie, fare piccole processioni al pianterreno a bere un caffè. L'ascensore, lì al settimo piano, non arriva mai, per cui la pausa caffè consiste nell'aspettare l'ascensore per 10 minuti, trangugiare un caffè al volo, aspettare di nuovo l'ascensore. 25 minuti  di viaggio.
Salendo fai molti incontri: i bimbi appena nati del terzo piano, le puerpere che tentano i primi passi post partum, parenti in visita, neopapà soprapensiero, infermiere ... un microcosmo, un mondo a parte. Quasi non percepisci più Milano, là fuori.
Intorno alla quinta ora di attesa, cominci davvero a chiederti dove sei. Cigolino a chiedere acqua e pappa, ma niente, digiuno assoluto fino all'operazione.
Abbiamo aspettato sette ore il nostro turno. A quel punto avrebbero potuto operare anche noi di una qualunque cosa e senza anestesia, tanto eravamo tramortiti.
A Cigolino danno le gocce preparatorie, un blando sedativo. Abbiamo visto il nostro duenne drogato: rideva, faceva il giuggiolone con infermiere e dottoresse, era felice, trasportato altrove da quelle gocce dolciastre e cattive ci ha assicurato l'infermiera. Lui lì, nel suo letto con le rotelle che salutava tutti e rideva. E' stato esilarante e ho avuto la tentazione di chiedere la stessa cosa anche per noi.
Arriva l'anestesista, mette a Cigolino l'ago sul dorso della mano e procede con l'anestesia. Cigolino stava così bene che non voleva cedere e ha lottato un attimo verso quel sonno così improvviso. E ciao. Lo portano in sala operatoria, noi ci facciamo due passi a prendere un raggio di sole e un gelato.
L'operazione è breve: si tratta di portare in sede i testicoli e ancorarli nel posto giusto. Neanche un'ora dopo riportano Cigolino in camera. Ecco. Non era più lui. Una furia. Non era ancora sveglio del tutto che già piangeva, di fastidio, per tutto.
Per oltre due ore, senza arrendersi un secondo, ha tentato di togliersi ago e tubicino flebo. Il suo non era più fastidio, era questione di principio. Noi ai due lati del letto a tentare di impedirglierlo, con coccole, con ti tengo io la mano, con discorsi, con baci, con vieni in braccio, prova a dormire, stai tranquillo...due ore e mezza, poi ho ceduto io. Infermiera, gli tolga questa flebo è una tortura che non aiuta nessuno. Lei brontola un attimo, esegue.
Cigolino si placa un momento, sembra che si addormenti finalmente. Niente. Un secondo dopo è seduto sul letto e si strappa l'ago che ancora aveva nella mano. Sangueeeeee! Sulle mani, sul pigiama, lenzuola, coperte e coniglietto che assume un aspetto horror. Medicano Cigolino. Un minuto dopo si strappa anche la medicazione e basta. L'anestesia gli ha preso così: invece della sonnolenza, gli ha portato insofferenza ed energia. Gli altri bimbi dormivano, sul letto o abbandonati tra le braccia di mammà, lui saltava sul letto tipo king kong in miniatura. E vabbè.
Nel tragitto in macchina al ritorno, ha protestato vibratamente contro il divieto di giocare a palla con papà che stava guidando. Noi a quel punto, dopo 12 ore di ospedale e diversi caffè, avevamo un solo pensiero: e se non dorme stanotte?
E' andato tutto bene. Ha dormito, tranquillo. Prima di addormentarsi mi ha indicato la mano su cui c'era stato l'ago e la flebo: ha brontolato animatamente qualcosa, si è girato e si è addormentato. Credo abbia voluto chiarire che mai più si presterà a cose del genere. Credo anche ci abbia mandato a quel paese.
Stamattina mostrava ancora segni di nervosismo, tanto che con un gesto veloce come il fulmine ha buttato per terra la boccetta di mercuro cromo che serviva alla medicazione. Abbiamo un bagno rosato adesso e un bimbo attualmente non disinfettato.
Che vi devo dire?
Speriamo passi presto l'effetto dell'anestesia. O che dal Buzzi ci mandino un boccione di quelle gocce pre-anestesia :).

3 commenti:

  1. L'importante è che sia andato tutto bene, dai. Che lui stia bene. Però certe cose fa male leggerle, fa male al cuore sentirle, soprattutto da parte di un genitore. Almeno i più piccoli non dovrebbero essere trattati così.

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  2. E' stata dura, e speriamo l'effetto anestesia passi presto. Comunque anche a me l'anestesia ha dato un senso di nervosismo irrazionale che non si riesce a combattere con nulla. Comunque l'operazione è andata, e ora la vita continua. Tenete duro!

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  3. Ciao, e per rinfrancarti della giornata particolare che c'è un premio,visita la mia pagina c'è un premio per te: http://anni6027.blogspot.it/2013/04/premio.html
    mi sento tanto Maria

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