Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

venerdì 22 febbraio 2013

A cosa giochiamo? Breve manuale di sopravvivenza per week-end casal

E' tornata la neve.
Quella sottile, che poi non si ferma, imbianca appena, bagna tutto.
A guardare le previsioni andrà avanti per tutto il fine settimana, per cui è bene attrezzarsi per giochi casalinghi.
Seguendo i vostri consigli mi darò alla caccia del kit dottore e kit pulizie; dopodichè ci piazzeremo fissi sul video di gangnam style (il delirio cresce e adesso vuole ballare anche la mattina appena alzati), ritaglieremo un foglio grandissimo su cui disegnare e speriamo di divertirci.
Stare in casa con un bimbo piccolo non è semplicissimo.
Non hanno ancora il senso del gioco inteso come azione duratura nel tempo, per cui ogni cosa perde d'interesse dopo circa 10 minuti e devi avere subito l'idea successiva, e poi un'altra e via così.
Non hanno, a questa età, ancora la pazienza di imparare come si fanno le cose, per cui o vengono bene subito o perdono l'attenzione e bisogna fare altro.
Fondamentale quindi è trovare giochi, attività, assolutamente alla loro portata, qualcosa che riescano a fare senza spazientirsi subito. Amano poi, gli under2, ripetere molte volte la cosa che piace. Che sia la gara di solletico, giocare a nascondino, pulire casa, ballare o ascoltare una canzone, bisogna essere pronti a ripetere e ripetere. Se poi il bambino, come spesso capita, è particolarmente attento è necessario ricordarsi esattamente gesti e parole: una piccola variazione nella ripetizione provoca smarrimento, domande che se espresse suonerebbero come "perchè cambi gioco? a me piaceva quello di prima".
Capita così di passare anche venti minuti a far finta di nascondersi dietro il divano per poi spuntare all'improvviso: a lui diverte l'effetto sorpresa, a me stupisce che l'effetto resti intatto anche alla cinquantesima volta. C'è sempre da imparare.
Altra cosa da tener ben presente è che nei terrible two la loro parola d'ordine è: faccioIO. Per cui mostrare come funziona qualcosa è più una perdita definitiva della loro attenzione che un'azione utile. Se invece accettiamo che avvenga il contrario, cioè sono loro che ci fanno vedere come si gioca a quella cosa lì e ci lasciamo guidare, ecco che avremo bimbi totalmente soddisfatti e contenti di essere alla guida della situazione. Certo, ti potrebbe capitare di dover passare qualche minuto a testa in giù, di dovere provare il sapore del Didò e anche di pitturarti la faccia di giallo: ma abbi pazienza, fuori nevica e sempre meglio la tua faccia del muro.
Per i genitori più avventurosi e incuranti del pavimento e delle pareti, il consiglio è quello di mettersi tutti insieme a impastare qualcosa: pizza, biscotti, una torta. In questo caso sappiate che poi la cucina andrà bonificata e troverete tracce di impasto ovunque, per i giorni successivi.
Per i più creativi, invece, il consiglio è quello di improvvisare uno spettacolo di pupazzi: far parlare tra loro calzini e peluche, strofinacci di cucina e posate animandoli con le mani ha sempre un buon risultato. Aspettatevi poi, però, che nei giorni successivi nessuna forchetta potrà essere usata o calzino infilato se prima non parlano come nel vostro spettacolo. I bimbi ricordano e amano le repliche: il vostro show potrebbe restare in cartellone parecchio tempo.
Altra cosa che diverte un bel po' è il travasare cose da una parte all'altra: Cigolino è il felicissimo proprietario di un vasetto pieno di pasta cruda e di vasetti vuoti. Spostare la pasta da uno all'altro è davvero cosa divertentissima, soprattutto per la parte che prevede il recupero della pasta da sotto il divano o il mobile della tv.
Poi, considerando che abbiamo bimbi digital native, da non sottovalutare è la potenza dell'ipad: ci sono app dedicate ai più piccoli con cui mi diverto anch'io, soprattutto quelle di filastrocche o disegni da colorare.
La TV è l'ancora di salvezza, non più di due ore al giorno però e possibilmente non consecutive (tanto il concetto di "consecutivo" è ancora alieno, per cui la raccomandazione è inutile).
Un uso meno passivo della tv è prendersi la briga di raccontare al bimbo la storia di ciò che si sta vedendo, aggiungendo particolari e narrazione. Si può anche decidere di togliere l'audio: in questo la modo la tv diventa un libro illustrato, figure su cui raccontare la storia che più preferiamo.
A Cigolino piace tanto quando ci sediamo insieme sul divano e io inizio a raccontare.
In tutto ciò infilateci anche una gita al supermercato o al centro commerciale; un paio di bagnetti più lunghi del solito con tutto uno stormo di paperette da far galleggiare nella vasca e vedrete che alla fine passa anche il week-end casalingo.

Voi con cosa giocate quando fuori non si può stare?


I giochi dei bambini non sono giochi, e bisogna considerarli come le loro azioni più serie.
Michel Eyquem de Montaigne (filososo e scrittore, Francia 1533-1592).

1 commento:

  1. Anna recentemente ha scoperto gli stickers rigorosamente attacca stacca. E' come ipnotizzata, ci gioca da sola mezz'ore di seguito.
    Poi la plastellina, anche con quella ci passa un sacco di tempo.
    In questo periodo sono le sue occupazioni preferite che noi incoraggiamo considerato che le permettono di giocare in totale autonomia, mentre anche noi riusciamo a rilassarci.
    ciao
    LISBET

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