Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

martedì 19 giugno 2018

Cambia tutto, soprattutto loro.

La verità che nessuno dice mai è che, una volta diventati genitori, succede l'imponderabile. 
Inizi, come da copione, a non dormire come una volta;
esci di meno e comunque vai in posti diversi da quelli che hai amato follemente;
ti vesti in modo diverso;
hai borse e scarpe diverse, generalmente più capienti. Sì anche le scarpe, perchè il piede cambia forma dopo la gravidanza.
Questo è solo l'inizio, tanto per prenderci la mano. 
Poi va in crescendo e ti ritrovi sotto il sole a spingere l'altalena, a prendere il tea con le bambole o fare il nemico di una schiera di supereroi che ce l'hanno con te e tu non hai nemmeno idea di chi siano loro.
Quindi studi: Avengers; Pokemon; Yokai; Justice League e qualunque altra cosa sia funzionale al gioco con i pargoli e che mai avevi preso in considerazione.
Se sei mamma di un figlio maschio devi saper tirare di boxe, conoscere le basi di tutte le arti marziali, impratichirti con la ps4
Impari a dare una spiegazione, più o meno palusibile, a ogni cosa, rispondi a domande a cui non avevi mai pensato prima.
Diventi onniscente, lo devi essere, ne va della tua autorevolezza.
Ancora è niente, però.
Se fin qui, e sono i primi 3-4 anni, hai tenuto botta, barcamenandoti e improvvisando, è dai 5 anni in poi che devi proprio applicarti.
A 5 anni, generalmente, iniziano, per esempio, le attività sportive e non conosco negoziazione più dura del convincere un cinquenne a fare sport. Sempre a quell'età si definisce meglio il gusto e preparare la cena diventa una prova da masterchef, in cui più degli ingredienti l'inventiva, l'impattiamento, i colori.
Poi arriva la scuola e da lì in poi è la discesa agli inferi. Tralasciando la questione compiti e manutenzione materiale scolastico, ogni genitore è chiamato a essere tutor, motivatore, psicologo, coach. Non basta, però. A scuola si appassionano di mille cose, praticamente di tutto ciò che non è materia scolastica. Per ogni passione esite una raccolta di figurine, di omini di plastica, di roba informe e molliccia, di armi letali, di carte che costano un occhio e hanno come peculiarità di smarrirsi un secondo dopo aver lasciato l'edicola.
Con la scuola, soprattutto per i maschi, arriva il Calcio. E qui, per quanto mi riguarda, entriamo nel regno delle tenebre, nell'al di là dello scibile umano, nell'inferno dantesco, ma senza Virgilio a fare da guida.
Non conosco le squadre, i giocatori o le classifiche. 
Non so niente.
Forse qualche inno.
Le bandiere, ecco, quasi tutte.
GF è un po' più informato di me, in ogni caso ha una memoria migliore, impara più in fretta, sta al passo.
Io semplicemente passo. Davanti alla tv e vedo partite dei mondiali, vicino al tavolo e ci sono due album di figurine calciatori, in camera sua una cesta con almeno 4 palloni, torno alla tv e non mi accorgo della differenza tra una partita vera e una della ps4.
Succede anche, in questo stesso periodo di cambiamenti e imponderabili distanze, che mi accorga all'improvviso di non riuscire più a prenderlo in braccio.
E' alto Cig, quando è successo?
Quando è stato che le mie braccia si sono fatte più corte e le gambe meno salde?
Quand'è successo che sulla poltrona insieme non ci stiamo più?
Perchè lui sa tutto di Nainggolan e io no?
C'è un momento, ed è spesso d'estate, che l'imponderabile prende forma: è cresciuto.