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Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Così sono diventata mamma dopo i 40, tanto per fare sempre di testa mia. Come sta andando lo racconto in questo blog :)

mercoledì 23 marzo 2016

5 anni, una mano intera






Oggi compi 5 anni, tesoro mio.
Ti sei alzato stamattina con gli occhi brillanti e mi hai fatto vedere la manina tutta aperta: 
"5 mamma, ci vuole tutta la mano adesso" 
e stavi lì a fare colazione con i piedi nudi a penzoloni dalla sedia, chiedendomi se poi c'era la festa, chi sarebbe venuto, la torta, i regali, 5 anni!

Poco prima GF e io parlavamo di quel 23 marzo, di quella mattina che siamo usciti presto presto, emozionatissimi e silenziosi.
Il tuo compleanno, Cig, in fondo è anche il nostro. 
Siamo genitori di 5 anni, proprio come te abbiamo ancora tutto da imparare.
Come te abbiamo i nostri strafalcioni, la paura che ci sia un fantasma di notte, certezze incrollabili e verbi coniugati a caso.
Che avventura Cig.
Che viaggio grande stiamo facendo, tutti insieme.
Auguri auguri auguri tesoro e grazie infinite per ciò che ci stai insegnando.

martedì 22 marzo 2016

Prima o poi me lo chiederà: spiegare la guerra ai bambini.

Da qualche giorno Cig ha una pistola giocattolo.
Lui gira per casa armato ti aspetta dietro una porta e fa PPEM PPPEM sei morta e io muoio appena il tempo di prendermi un bacio in fronte perchè "Mamma con un bacio resusciti".
Sono contraria alle armi, giocattolo o meno, sono contraria perfino al pollice-indice a forma di.
Forse però, come diceva Eco in un'intervista, se non lasciamo giocare i bambini con le pistole giocattolo ci sono più possibilità che da grandi vogliano quelle vere.
Chissà a che giochi hanno giocato, se ne hanno avuto davvero il tempo? Chissà se hanno aspettato la mamma dietro la porta e poi l'hanno salvata con un bacio.
Non lo so, andiamo a caso, a naso, a senso, più a sentimento che altro.
Come glielo spiegherò? Dove troverò le parole per spiegargli che ci si fa esplodere un martedì mattina qualunque, in un aeroporto che potrebbe essere qualunque, tra persone qualunque, di fretta, assonnate, in transito, distratte e con i pensieri già in volo, appena atterrati, con le braccia pronte ad abbracciare, le mani per salutare, un sorriso stanco, un viaggio dentro e tutt'intorno la paura.
Come si racconta a un bambino, fuor di retorica, dentro parole che possa capire senza creare categorie?
Mai direi loro sono i cattivi, anche se potrei.
Mai potrei neppure i buoni siamo solo noi, anche se è la cosa più semplice da dire.
Ci muoviamo insieme, le bombe e la gente, in una zona grigia grigia, a tratti tetra, che chiamiamo i nostri tempi.
Servono parole per capire e ragionare.
PPEEM PPEEM.
Ci vorrebbero più baci, credo.
Forse più mamme che poi resuscitano e papà che ridono in battaglie improvvisate.
Non lo so.
Prima o poi qualcosa dovrò dirgli o comunque me lo chiederà.
Magari sarà anche prima del "come nascono i bambini?" che quelle erano domande d'altri tempi, così serene e piene di vita.
E come gli dirò che ci sono bambini stipati in una barca puzzolente che attraversano il mare, con le onde e tanta paura e non sempre arrivano? E quando arrivano, bambini non lo sono già più.
Come si racconta ciò che abbiamo intorno, lasciando almeno una possibilità di comprendere e magari fare meglio? Che non è chiudendosi, dietro frontiere, odio, retorica, diffidenza e paura. Non è neppure facendo finta che sono pochi i cattivi, i buoni, quelli, alla fine vincono sempre. Che ci sono scelte giuste e scelte sbagliate, ma che ognuna ha conseguenze imprevedibili.
Prima o poi me lo chiederà.
Prima o poi non ci saranno i cartoni in TV, ma il telegiornale e corpi chiusi in sacchi scuri, vite stese sotto lenzuola ormai asciutte.
PPPEM PPEEEM.
Come gli insegno la prudenza, se non so da che parte arriverà il pericolo?
A cosa dovrà fare attenzione? Agli aerei o ai concerti, agli uffici nei grattacieli, o alla metropolitana ogni mattina? all'uomo, alla donna, al compagno di scuola?
Non accettare le bombe dagli sconosciuti.
Se vedi uno con un mitra, ecco, allontanati, anni luce se ci riesci, ma devi essere veloce, cuore di mamma.
Se sapessi cosa dirti te lo direi subito, oggi stesso, stasera, seduto in braccio e "hai capito bene?"
Ma non lo so Cig, non lo so davvero.
E' presto per buttarti tra le onde alte di questi tempi in burrasca.
Finchè posso Cig, guardiamo pure i cartoni animati.
Ci penso però, sai.
Ogni volta che salgo su un treno, sulla metropolitana, che attraverso una stazione, che aspetto un aereo o sono in coda, in mezzo a una folla che non conosco più.
Una preoccupazione che ancora non so come raccontarti.
Un brivido triste che attraversa i pensieri.
PPEEEM PPPEM
Mamma è wonderwoman, ma è un segreto.
E la nonna ti ha risposto che tutte le mamme lo sono.
La mia, hai puntualizzato tu.
Ambarambaciccicocò tre civette sul comò che facevano l'amore con la figlia del dottore che poi si ammalòòòò, ambarambaciccicocò.




martedì 15 marzo 2016

Scandalo Kung-fu Panda

dal sito dreamworks.com
La questione è semplicissima.
KungFu Panda, il mitico guerriero dragone, sarebbe fuorviante perché presenta un modello di famiglia con due padri.
Il panda guerriero ha un padre papero. Solo nel secondo episodio si viene a sapere che è il padre adottivo e che panda papà biologico ce lo siamo perso in una battaglia tanti anni prima.
Perso, perché non siamo sicurissimi che sia vivo, potrebbe essere rimasto, valorosamente, sul campo di battaglia, mentre difendeva tutta la famiglia dai nemici.
Il papero si ritrova ad allevare un panda, dunque. Cosa non semplice, che se lo calate fuor di cartone animato salta agli occhi che è una situazione complicata. Ma tant'è, poteva mica lasciare il cucciolotto al suo destino orfano, no? O forse sì, che almeno si evitavano fastidiose ambiguità.
Nell'episodio in uscita in questi giorni, il 3, Po ritroverà il padre biologico e da qui apriti cielo, perché ci si ritrova con un papero di troppo, a quanto pare.
Insomma, come si fa? Chi sarà il papà di Kung fu Panda?
Vi sembra cosa da poco?
A me sembra roba da pazzi.
Questionare sui cartoni animati.
Guardarli con occhi adulti e focalizzarli in una morale stretta.
Consideravo quindi come Cig non mi abbia mai chiesto, nelle milavolte che abbiamo visto i film e i cartoni animati che ne sono stati tratti, come mai Po avesse un papà papero.
Non mi ha mai chiesto neppure come mai una mantide possa in poche mosse neutralizzare un rinoceronte o come mai tigre, che è una femmina, non metta mai la gonna o come fanno tutti a capirsi tra di loro, visto che sono animali di razze diverse. Neppure mi ha mai chiesto dove sono le mamme di tutti, perché le mamme, in effetti, scarseggiano.
Perché se vogliamo star a cercare stranezze ne possiamo trovare tantissime, in tutti i cartoni animati e in gran parte delle favole. Ma le vediamo noi adulti, solo noi, i bambini ascoltano la storia così com'è, non cercano meta messaggi, al massimo chiedono dei popcorn.
Nelle favole antiche andava di moda abbandonare i figli. Chi nel bosco, chi li lasciava in mani di matrigne orrende, chi li spediva nel bosco con una mantellina rossa, caso mai il lupo fosse distratto.
Poi, pian piano, sono spariti i genitori. Insomma, non ci sono molte storie che iniziano con c'erano una volta una mamma, un papà e due figli.
Di solito sparisce la mamma. Credo sia più comodo. Insomma, una mamma sparita lascia quel gran vuoto in cui poi germogliano cose strabilianti, per cercare di compensare la mancanza.
Nelle favole di solito si cerca il sogno, più che la morale e men che meno una in particolare. Le favole sono universali, come la fantasia, non sono chiamate a rispondere a canoni, rispecchiare credo o filosofie.
Solitamente raccontano che nonostante tutto ce la puoi fare, che se hai un sogno grande, che non importa chi tu sia, che le cose succedono, che tutto cambia, che tutto è possibile se lo vuoi davvero, che ogni esperienza, che comportandosi in modo onesto e leale, che l'amicizia, che l'amore.
Non è mai questione di chi è tuo padre.
O se ne hai più di uno.
Il punto è che anche se sei un Panda puoi diventare un guerriero dragone.
Punto.

lunedì 7 marzo 2016

La festa delle donne si impara da piccoli.

Immagine da google. 
Auguri a tutte voi, per la festa di domani.
Di più non dico, che scivolare nella retorica è un attimo e se fate un giro su Twitter adesso, ne avrete la prova.
Frasi belle.
Aforismi profondi.
Ricordi importanti.
Gli stessi, anno dopo anno.
Da quando c'è Cig, e ormai stiamo arrivando ai 5 anni, ho cominciato a guardare la questione uomo-donna da un punto di vista diverso, forse meno da slogan, in modo più pratico.
Non so dire che rapporto avrà Cig con le donne. Se sarà un ribacuori, un timidone, un playboy o un familyman. Se saprà dire ti amo o si cucirà la bocca piuttosto.
Va a sapere e in fondo non è necessario che una mamma scenda in dettagli così personali, no?
Quello che possiamo fare, GF e io, è dare un esempio.
Fatto di piccole gentilezze domestiche tra noi e rispetto. L'amore forse non si insegna, sicuramente non si spiega e quello, almeno quello, resterà la sfera privata di GF e me. Cig dovrà impararlo da solo il suo modo di amare, così come l'abbiamo imparato noi.
In attesa di quel giorno, quando mi dirà mamma sono innamorato di, che è bellissima e mi fa stare tanto bene, se mai verrà a dirlo a me, certo, possiamo solo allenarlo alla miglior convivenza possibile.
Cig ha maestre, donne.
Cig ha un allenatoe di rugby, donna
Cig ha due cugine, con cui passa molto tempo
Le basi per aver una visione precisa del mondo femminile ci sono tutte.
Ci tiene molto alla differenza maschio-femmina, ma fin qui delle cose da femmina parla con tenerezza, come dire che le principesse non fanno per lui, ma comunque sono molto carine e di solito cantano anche bene (secondo me ha una cotta per Anna, la sorella di Elsa, Frozen).
Ha il suo papà, che il faro che illumina e dissolve ogni suo dubbio. Se l'ha detto papà è vero, su mamma ha qualche riserva e non riesco proprio a dargli torto.
Rimanere in questo equilibrio, in quello in cui tutti, maschi e femmine, hanno almeno un pregio e qualcosa di prezioso, è la vera sfida.
Non sminuire mai nè una "squadra", nè l'altra, valorizzare le differenze, lavorare sull'inclusione, l'ascolto e il rispetto.
E' molto.
Ma anche molto importante.

Siete d'accordo? :)


mercoledì 2 marzo 2016

Tempo, istruzioni per l'uso

Dello smartworking vi ho parlato qualche giorno fa, qui
Di che uso ne farò, ancora bene non so.
Dove lavoro è partita la sperimentazione ufficiale, avremo a disposizione un giorno a settimana, o 4 al mese, per poter lavorare da casa.
Il che suona bene, ma poi entri nel concreto e ti accorgi che non è così banale organizzare l'agenda intorno a questa nuova opportunità.
Non siamo abituati a gestire il tempo.
Gestiamo bene gli eventi, ma non il tempo.
Me ne accorgo anche con Cig: se facciamo qualcosa fila tutto liscio, se abbiamo del tempo in cui inventare qualcosa, di solito, lo sprechiamo.
Questa cosa del tempo mi sta facendo molto riflettere in questi giorni.
Ci lamentiamo di non averne abbastanza, poi arriva, lo puoi organizzare come vuoi e resti lì, dubbioso, con l'agenda in mano e i desideri pasticciati qua e là.
Allora, proprio perchè potrà succedere che non sappia come gestire questo tempo o, peggio, non abbia l'opportunità di ritagliarlo nel modo giusto (appuntamenti, riunioni, impegni vari non vanno d'accordo con lo smartworking) ho deciso per due giorni estremamente smart e comunque working.
Lavorerò da casa dei miei, al mare.
Porterò Cig a trovare i nonni che vediamo poco, a respirare aria di mare, a cambiare panorama per un lungo fine settimana.
Per me lavorare dal tavolo della mia cucina o dalla scrivania di mio padre cambia poco, per Cig passare qualche giorno fuori porta invece la differenza la fa, o per i miei averci lì e per me passare del tempo con loro.
Tempo. Da condividere.
Non è male.
Incasinata come sono di solito probabilmente non si ripeterà, ma carpe diem e poi vediamo.
Gli altri due giorni di marzo invece li userò per sbrigare quelle faccende personali che rimando in continuazione, per mangiare bene e, naturalmente, per andare a prendere Cig a scuola :)

E voi cosa fareste con 4 giorni di lavoro smart?
o comunque, che istruzioni per l'uso avete sul tempo?