Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

venerdì 26 febbraio 2016

Gli abbracci che parlano.

Capire e gestire le emozioni di Cig è la parte più difficile della mia mammità.
Cioè, è proprio la questione emozioni in generale che mi spiazza. Sono il tipo che questo genere di cose se le sbologna tra sè e sè, in un dialogo costante e silenzioso e se proprio è roba che non passa, magari ci scrivo su una storia.
Diverso è quando si ha a che fare con un under6 che di te ha bisogno per comprendere meglio il tramestio delle emozioni, che si mischiano a sensazioni sconosciute e alla voglia di un gelato alla fragola.
Il tutto è complicato dal fatto che lui è un maschio e io una femmina e, per quanto il rapporto madre-figlio sia stretto, c'è un qualcosa di incolmabile sempre, una distanza minima, ma c'è.
Da mamma offro comprensione e accoglienza, lui ha bisogno di soluzioni.
Da mamma cerco la condivisione dello stato d'animo, lui preferisce il silenzio.
Da maschio ama l'aver ragione, io il ragionare.
Cose così, che lasciano intravvedere scenari futuri di adolescenza a porte sbattutte e tu non capisci niente.
A parte il ciò che sarà è il ciò che è ora che mi confonde e non imparo.
GF me lo dice sempre, lascia correre, osserva, non cercare il confronto diretto: a un uomo non piace molto.
Vabbè, a un uomo, ma lui è un bambino.
E' lo stesso, mica cambi crescendo.
(Aaah, ma allora gli uomini lo sanno che un po' bambini restano sempre).
Eh ma io vorrei capire perchè è triste o arrabbiato e aiutarlo a superare.
Sì, ma a parlargliene fai peggio.
Telepatia, funziona quella?
Un abbraccio funziona di più.

Così se vedete una mamma che tiene stretto il suo bimbo maschio, sappiate che probabilmente stanno discutendo, dirimendo questioni profonde, analizzando emozioni, sistemando malintesi, condividendo confidenze.
Con Cig funziona.
Io mastico domande, le mando giù senza dire e mi restano tutte sui fianchi, che a non fare come ti viene si sa che si mette su peso.
Cig dice tutto in quell'appendersi al mio collo o posare la testa all'altezza del mio cuore, passa tutto e mi sembra più grande dopo ogni abbraccio.
Se poi qualcosa resta ancora da risolvere c'è l'happymeal del fastfood, efficacissimo in caso di tristezza. Quasi mai in caso di fame, ma fa niente.
Se invece è rabbia, ci vogliono alcuni minuti da solo in camera sua a pensare. E poi un abbraccio.
Se è capriccio, mi basta cambiare stanza, si placherà. E poi un abbraccio.
Senza parole.
Parlano gli abbracci.








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