Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

martedì 28 luglio 2015

10 consigli per stare in acqua con i bambini (e magari imparare a nuotare)

L'ultima settimana di lavoro prima delle ferie è tipicamente di 50 giorni, ognuno di 36 ore.
Ecco, siamo in questa fase.
Partiamo tra una settimana e ogni giorno sembra più lungo, stancante e a tratti più noioso di tutti gli altri giorni dell'anno.
La verità è che ci stiamo trascinando, ciondolando nel tempo che ci separa dal mare.
Come occupare questo tempo lunghissimo, lavoro a parte naturalmente?
Con i buoni propositi estivi, di solito meno energici di quelli di fine anno, anche più disattesi se proprio vogliamo star lì a pignolare, ma utili per darsi dei traguardi.
Così a parte i buoni propositi master, quelli sempre validi, di relax, tempo da dedicarci a vicenda e goderci il mare, il progetto di quest'anno è imparare a nuotare.
Cioè insegnare a nuotare a Cig, che ancora entra in acqua con salvagente e braccioli, possibilmente insieme, molto gonfi e peccato non si possa aggiungere altro.
Non ha paura dell'acqua, non è quello, è più, come dire, paura degli squali.

- Mamma, ma se faccio il bagno lo squalo mi mangia?
- No Cig, gli squali non ci sono proprio dove andiamo noi.
- Uhm. Ci sono i coccodrilli allora?
- No no, tranquillo.
- Pesci grandi che mi portano via?
- Neanche.
- Forse i delfini ...
- Si, ma loro sono buoni e anche divertenti. Che dici proveremo a lasciare a casa i braccioli e il salvagente?
- Forse.

Se riusciamo a vincere la paura dello squalo killer e del coccodrillo da bagnoasciuga, ce la possiamo fare. Così ne parliamo spesso in queste sere, anticipando anche gli altri piaceri della vacanza, tipo enormi gelati alla fragola, gli amici che ci aspettano, l'aquilone da far volare e le stelle che là si vedono "a millaia" come dice Cig. Con la testa siamo già al mare da qualche giorno, nei discorsi e nei piccoli preparativi.
Sul nuotare ci torno spesso. Cig non è molto convinto, ma vedremo poi ne fatti come andrà.

L'importante è non dimenticare i fondamentali dello stare in acqua o dell'imparare a farlo:

1) Prima di tutto la sicurezza. Non osate manovre e giochi che possono mettere in difficoltà il bambino e perlustrate prima lo specchio d'acqua in cui vi immergerete.Improvvisi avvallamenti nel fondale, scogli sommersi o correnti non visibili da riva possono rappresentare un pericolo.
2) Non insistete troppo. Se ha paura, rispettate il suo timore. Non prendetelo in giro e non sminuite la sua necessità di essere cauto. Sottovalutare una sua emozione porta a insicurezza.
3) A piccoli passi. Un giorno si gioca sulla riva, il giorno dopo con l'acqua fino alla vita, il giorno dopo ancora un passo più in là. Stare bene in acqua è tutta questione di confidenza, siate incoraggianti.
4) Date l'esempio. Se voi avete paura l'avrà anche il vostro bimbo. In questo caso meglio affidare l'educazione acquatica a qualcun altro. Se vi mostrate sempre tranquilli, sicuri nel vostro galleggiare, ne sarà rassicurato anche lui.
5) Giocare insegna sempre. L'approccio del "Guarda, si fa così" paga poco in generale, giocare nell'acqua, invece, può fare miracoli.
6) Se si è stanchi ci si riposa.
7) Sdrammatizzare, ma non sottovalutare. Finire con la testa sott'acqua capita ed è sempre uno spavento. Non agitiamoci, cerchiamo di sdrammatizzare. Se invece lo spavento (del bambino) è stato grande, usciamo dall'acqua il tempo necessario per recuperare il buon umore.
8) Buon senso e prudenza
9) Divertitevi
10) Se non impara quest'anno, lo farà l'anno prossimo :) 

Avete consigli da aggiungere?

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