Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

martedì 19 maggio 2015

CalamityMamy

Ormai ho capito: a ogni mio momento nervoso e distratto, corrisponde un momento più intenso e lungo di mammite acuta e altre calimità da parte di Cig.
E' matematico.
Meno sono presente, anche solo nei gesti e nelle intenzioni, più lui reclama la mia presenza.
Più lui reclama, più io faccio fatica a riprendere il mio posto da mamma.
Un'altalena scassata, ecco cosa sembriamo.
Io mi smembro in sensi di colpa, lui si compone in furia bambinesca.
Sono momenti brutti, ma che non riesco ancora a evitare.
Ho le mie giornate stanche, quelle molto preoccupate, pensierose o solo altrove con i pensieri, svagata. In quei momenti, io lo so, avrei bisogno di stare da sola. E' necessaria, la solitudine, per rimettermi in pari con le emozioni a cui non ho dato ascolto per mancanza di tempo, con la stanchezza arretrata, con piccoli lavori da portare avanti.
Io lo so.
Lui, molto giustamente, no.
Non riusciamo a trovare un punto d'incontro, quando sono così, mamma imperfettissima che sono.
Più lui reclama attenzioni, più io mi allontano; più io mi allontano, più lui reclama e via così.
Stiamo male in due e GF nel mezzo, che cerca compromessi impossibili.
Non ho ancora trovato soluzioni definitive.
Sono momenti critici, soprattutto per lui, ovvio, ne risente parecchio.
Chiede regali, in continuazione.
Mi chiede di dormire con lui, cosa che normalmente non fa (e gli da pure fastidio)
Dice no a tutto.
Capricci su tutta la linea.
Allora comincio a lavorare su di me, a ritrovare la strada di casa.
E' un lavoro che mi prova molto, tra profondo fastidio per la mia insofferenza, senso di inadeguatezza per aver provocato la crisi di mammite, stanchezza, un mix di emozioni forti, contrastanti, sfibranti.
A ogni mio passo, però, ne corrisponde uno suo e alla fine ci corriamo incontro e ci abbracciamo.
E si sa che gli abbracci risolvono tutto, vero?

2 commenti:

  1. Ciao Carissima, ti capisco benissimo. Per me è la stessa cosa. Certi giorni in cui ho il cuore pesante e sono stressata, preoccupata, avrei solo bisogno di solitudine e silenzio. Invece ecco la piccolina che con il suo bel carattere ( daltronde come dicono? chi ha carattere ..ha brutto carattere?) mi esaspera , mi logora.E allora urlo, mi secco e poi mi sento in colpa come la strega cattiva. E' la parte più difficile dell'essere genitore e mamma. Avevo così tante aspettative su di me..e invece mi sento fragile e imperfetta e mi rendo conto che è proprio nel rapporto con lei. Se si trattasse di un altro bimbo, che non fosse mia figlia, sono sicura che riuscirei a trovare i giusti modi, a controllare le mie reazioni, ad essere autorevole e ferma, senza perdere la calma e destabilizzare il piccolino di turno. E invece no! Sono Mamma e solo per questo sono difettosa. La mamma difetta, diciamocelo chiaramente, difetta sempre! arrendiamoci all'evidenza.Io non ce la farò mai ad essere quella mamma ideale che ho nella testa..spero di avvicinarmi almeno a quella che ho nel cuore e spero che questo le arrivi. LISBET

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  2. Da quando i nani da giardino sono diventati due la mia battaglia è cambiata: il più grande cerca di capire il bisogno di spazio, lui stesso lo cerca ma poi ti si infila nel letto alle 3 del mattino perché "magari mamma hai bisogno delle mie coccole". Lascio alla tua immaginazione la crisi di coscienza che questo genera. Nanetta,egocentrica per età e carattere, non ammette la minima possibilità che tu sia fuori dal suo controllo o agisca senza il suo permesso: scontro al vertice ogni giorno con picco massimo nei giorni di stanchezza. Insomma un'altalena senza soluzione di continuità. Dove tutti e 4 stiamo cercando il nostro punto di equilibrio e dove non credo sia realistico pensare di arrivare. In fondo siamo una famiglia normale, quindi intrinsecamente scombinata, o no?! K

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