Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

mercoledì 11 marzo 2015

Parlare con i bambini.

Ieri sera Cig mi aspettava tutto contento.
Cosa che fa sempre, ma ieri di più.
Baci e abbracci e poi mi porge un vasetto con 4 narcisi fioriti, gialli, bellissimi.
"Li ho fatti crescere io, mamma!"
In quel momento ho promosso il narciso a mio fiore preferito di tutti i tempi, anche quelli futuri.
"Ah sì? raccontami"
"Prima abbiamo preso un seme grosso e l'abbiamo messo nel vaso. Poi acqua. E poi è cresciuto. Adesso l'acqua la devi mettere tu"
Io non ho il pollice verde, al narciso aspetta un destino da alluvvionato, mi dispiace un sacco.
Però ieri tornando a casa tenevo Cig con una mano e con l'altra i fiori e mi sentivo la ragazza più fortunata del mondo.
Il programma di quest'anno della materna dove va Cig è sulla terra e i suoi frutti, seguendo l'ispirazione Expo.
Ho avuto a inizio anno un omino marrone, Pillo, decorato con terriccio e bastoncini.
Ho avuto poi una gran goccia d'acqua, Obi, disegnata e colorata con la carta stagnola.
Adesso i fiori.
Stanno facendo un viaggio, all'asilo. Io viaggio attraverso i racconti di Cig, che sono pieni di dettagli, di parole a metà, oppure inventate, ma tanto ci capiamo benissimo.
Mi piace chiacchierare con lui, anche più che giocare.
Lo guardo mentre cerca le parole, mentre prende la rincorsa e di parole ne escono anche due o tre insieme e ricomincia da capo.
"Sai? ti voglio dire una cosa" inizia sempre così e poi va a ruota libera, tra i suoi pensieri, cose solo immaginate e fatti reali. Parlare con i bambini non è facile, loro non tracciano confini tra realtà e fantasia, ma è interessante come leggere un libro.
Ho capito anche che è necessario avere un buon equilibrio nella conversazione: insistere affincè racconti non va bene, chiedere cose troppo dettagliate neppure (a 4 anni, per lo meno), sperare in un vero filo logico utopia. E' un ascolto flessibile e fantasioso quello a cui siamo chiamati, un esercizio importante anche per noi, abituati a dar retta solo a ciò che ha un senso.
Tra tutte le cose che cambieranno crescendo questa, il parlare, vorrei restasse sempre, un legame di parole, come sassolini da seguire per ritrovarci.

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