Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

lunedì 28 ottobre 2013

Il Pantacalzalone.

Una bella domenica, di non sole, ma di temperature che forse in aprile.
Siamo andati tutti a mangiare fuori: gli zii, gli amici, un manipolo di bambini di età sparse.
Mi piacciono i pranzi fuori, anche se poi va a finire che GF e io ci diamo il turno a tavola e con Cigolino.
Lui, Cigolino, ha una tolleranza a tavola pari al massimo a metà dell'attesa media in un ristorante. E' proprio cosa matematica. Per cui non abbiamo ancora iniziato a mangiare che è già ora di giocare, possibilmente fuori.
Dove di solito c'è un parcheggio per auto e niente di interessante.
Ieri invece la fortuna ci ha sorriso e lì fuori c'era un bel parchetto con i giochi e soprattutto con la fontanella.
Non lo scivolo, non l'altalena, ma l'acqua è il gioco preferito di Cigolino. E' proprio un'attrazione, un'affinità elettiva.
E' stato così che nella prima mezz'ora di permanenza, Cigolino aveva i pantaloni fradici.
E' stato così che io ho definitivamente compreso che un cambio, completo, bisogna SEMPRE averlo.
Avevo pensato a tutto: dal pannolino alla crema protettiva, dalla forchetta al succo di frutta preferito. Tutto, tranne i pantaloni.
E vabbè. Faceva caldo. Ho proposto subito di continuare a giocare in mutande, che tanto le gambe mica soffrono, altrimenti i boy scout sarebbero sempre malati.
Ho però, io, una sorella organizzata, che per le sue bimbe (più grandi di Cigolino) aveva portato collant di scorta: ho potuto scegliere così tra uno con i fiorellini e uno con i pois.
Un attimo dopo Cigolino era in calzamaglia e felpa e affrontava impavido un piccolo ponte tibetano.
Le cuginette hanno cominciato a ridere.
Le amiche delle cuginette hanno cominciato a ridere.

E' così che nasce la leggenda del Pantacalzalone, ovvero come trasformare un collant in un vestito magico.
In un parchetto lontano lontano, giocava un piccolo principe bianco e rosso.
Era coraggioso e simpatico, sapeva dell'acqua più di ogni altro e volava in alto con l'altalena.
Sfrecciava veloce sullo scivolo e sapeva arrampicare come nessun altro.
Per queste imprese magnifiche aveva un abbigliamento speciale, quasi magico.
Non i pantaloni, non una tuta, lui vestiva il Pantacalzalone che lo rendeva agile e invincibile.*

Le bambine hanno smesso di ridere e lo guardavano così come si guarda un principe.
Cigolino fiero come si confà a un vero cavaliere.
La giornata salva :)
Purtroppo i collant si smagliano facile, lo sappiamo bene.
Così quando è stata l'ora di tornare a casa, Cigolino aveva più del principe punk, con il suo pantacalzalone a buchi e smagliature.
A casa, quelle calze smagliate non voleva torglierle più e infilare la tutta è stato un po' come rinunciare ai superpoteri.

Ho imparato che è sempre meglio avere un pantalone di scorta, ma anche i collant fanno miracoli; che le cose basta guardarle con occhi diversi e che principi si diventa, anche solo per poche ore :)


* NOTA. Non autorizzo l'uso (comunque venga inteso) del Titolo e del Contenuto di questa storia. La favola del Pantacalzalone, di cui esiste una versione estesa, è "un'opera originale". Per info potete contattarmi al mio indirizzo mail. Grazie. 

3 commenti:

  1. <3<3<3


    Cigolino fans club

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  2. ciao Wisi, quando sono piccoli, ma anche fino ai 5 anni, valà! è sempre meglio avere una scorta quando si fanno gite o uscite un pochino più lunghe così tutti si è più tranquilli e sereni!
    ciao e buona settimana, Claudia

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  3. L'ho imparato proprio ieri Claudia :D anche se il Pantacalzalone ci ha fatto ridere e giocare un sacco, più dei pantaloni di scorta. Non sempre però si può contare su calzamaglia altrui, in effetti. Buona settimana anche a te cara :)

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