Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

mercoledì 17 luglio 2013

Fotografie.

Una domanda che mi faccio spesso è: cosa ricorderà dei suoi due anni Cigolino, cosa si porterà dietro?
I ricordi cominciano a formarsi proprio in questo periodo, diciamo dopo i 21 mesi.
Seguono, infatti, lo sviluppo celebrale: solo quando il cervello è sviluppato si possono formare i ricordi.
Questione di organizzazione del cervello, di esperienza che viene mediata, di capacità di "fotografare" ciò che avviene.
Fotografie. Gli resteranno, credo, alcune immagini, indelebili e immobili, forse più ricche di particolari del dovuto, forse appena sfumate.
Mi sento parecchio responsabile di queste fotografie.
Vorrei fossero tutte belle, luoghi remoti da cui attingere in caso di difficoltà o da sfogliare per il solo piacere di farlo.
Vorrei avesse immagini di amore, di risate, spiagge e prati, di amici e cose buone.
Forse più ancora che sull'educazione, dovremmo lavorare sui ricordi che i nostri bimbi avranno.
Intendiamoci, non è necessario fare cose strepitose, ma partecipare attivamente a rendere belle le cose che si fanno sempre e speciali gli avvenimenti più rari, tipo le vacanze, una festa, il visitare un luogo nuovo, assaggiare nuovi sapori e ogni nuova scoperta.
Così sto pensando molto ai miei di ricordi, tanto per avere un parametro, un'idea personale del quando si forma il primo ricordo.
Dei due anni ho qualche di foto.
Io che dal balcone di casa chiamo Gianni, ragazzino del quartiere, che mia madre tiene a precisare che era brutto e molto, ma molto, più grande di me. Io mi ricordo di me, con la faccia schiacciata alla ringhiera che lo chiamo e ricordo nettamente la soddisfazione enorme di quando mi salutava anche lui.
Mi ricordo di me seduta sul prato con le margherite e la mia paura dell'erba: resistevo alle scampagnate solo posizionata sull'apposito plaid, altrimenti era disperazione allo stato puro.
Ricordo me e l'attrazione per le bottiglie, soprattutto quelle del vino che avevano un profumo e il vetro scuro (alcune passioni sono predittive del poi, pensando a quanto mi affascina il vino oggi).
La neve è uno dei primissimi ricordi e per mano alla mamma a fare "picio-pacio" cioè saltare nella neve, affondare e sguazzare in quella che si scioglieva. Il trenino dei giardini pubblici e un albero gigantesco. Il cappottino rosso, i sandaletti con le dita fuori. Mi ricordo riflessiva, cioè ricordo che pensavo: cosa proprio non saprei.
Non sono tante le cose. Sono più i colori. Bianco, rosso, giallo.
Dai 3 anni in poi invece di foto ne ho interi cassetti e quindi ancora di più, da qui in poi, bisogna lavorare bene sui ricordi di Cigolino.
Creare attese, anche. Perchè anche il piacere di aspettare qualcosa, con quella trepidazione, con il non saper immaginare prima come sarà, è un ricordo tipico dell'infanzia.
Seminare cose positive, il più possibile.
Senza esagerare. Che ne vedo di genitori parecchio affannati a regalare sempre di più, a complicare i bambini di esperienze a volte non dimensionate alla loro età, a sentirsi in colpa nel non fare abbastanza.
Il troppo stroppia.
L'amore è già tutto. Condito con il gioco e l'abitudine di chiacchierare, spiegare, immaginare.
Indovino che nei ricordi di Cigolino ci sarà la sua moto a spinta di piedini ( La Toto, come la chiama lui), quella bianca e verde che sfreccia per casa, che è il primo desiderio del mattino e di quando torniamo a casa la sera. Magari ci sarà il coniglietto della nanna, che stamattina non trovavamo più nel letto e si vedeva che Cigolino era preoccupato. Le risate che si fa con papà.
Piccole cose che terrà con lui.
Che ricordi avete di quando eravate piccoli piccoli ? :)


La vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla. Gabriel Garcia Marquez

2 commenti:

  1. le macchinine a pedali che potevi farci un giro ai giardini pubblici di p.ta Venezia!

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