Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

giovedì 10 gennaio 2013

NO!

Sono tre sere che Cigolino si rifiuta di cenare.
Mi guarda serissimo e dice No, secco. Poi si mette il dito in bocca e si gira dall'altra parte, come a dire vedi di non rompere, ok?
Ora.
Lo so.
I bambini si regolano, i bambini mangiano quando hanno fame, i bambini sanno.
Va bene.
Solo che le mamme no e si preoccupano.
Ho le mie tecniche per convincerlo, di solito. Sono tutte poco ortodosse, ma di solito funzionano.
1) Se in cucina proprio non va, trasferisco seggiolone e cena in soggiorno e accendo la TV. Se il cartone di turno è abbastanza interessante, posso contare su 3 minuti neutri. I minuti neutri sono quelli in cui mangia, senza (quasi) accorgersene.
2) Preparare cose che possa agevolmente mangiare da solo. E' in quella fase in cui non vuole essere imboccato, ma non ha ancora l'abilità di gestire bene la forchetta. Quindi fingersfood! Modo figo di indicare il cibo che puoi mangiare con le mani: sono allora bastoncini di formaggio, fiammiferi di verdure, striscioline di prosciutto, quadratini di pane e così via. Funziona abbastanza. Credo però che Cigolino non abbia proprio interesse per il cibo, quindi dopo poco si annoia e lascia perdere.Anzi, stritola il cibo, lo sbriciola, lo spalma un po' ovunque.
3) Andare sul sicuro: preparare le cose che so che gli piacciono. Ovvero: pasta al burro; polpettine; pizza. Salta all'occhio che non è molto equilibrato come menù, vero?
4) Andare sul super sicuro, quando rifiuta i precedenti 3 punti. Il gelato. Il gelato lo mangia sempre. Ma non mi pare particolarmente educativo, per cui oppongo sempre un po' di resistenza a questa opzione.
5) Vorrei dargli il bancomat e dirgli di andare a mangiare dove meglio crede e ciò che più gli piace, ma non so, non lo vedo pronto per questo passo.

Il cruccio resta, le soluzioni scemano. Mi consola il fatto che è troppo piccolo per implicazioni psicologiche nel rifiuto del cibo. Per lui sarà un gioco, un tentativo di affermazione, non fame: non è anoressico ecco :D
Quindi lo sforzo alla fine è solo mio: accettare, non impuntarmi e soprattutto non preoccuparmi.
Voi ci riuscite?


1 commento:

  1. Cara Wising, lo so, è difficilissimo. Lo dico per esperienza diretta. L'anno scorso di questi tempi ero alla disperazione, ma ho cercato di resistere e non cedere a troppi metodi "poco ortodossi". Mio figlio, tra l'altro, era pesantemente sottopeso e con la crescita ferma da mesi. Poi, ad un certo punto, intorno ai due anni, la situazione si è sbloccata come per magia. Oggi non si abbuffa certo, a volte mangia poco, a volte salta la cena. Ma quando mangia sembra farlo con piacere e anche al nido mi dicono di non riuscire proprio a immaginarlo intento in uno sciopero della fame. Coraggio, poi passa.

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