Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

venerdì 28 settembre 2012

Papà, mi fai una foto?

Oggi le mie ricerche a vanvera in giro per il web, mi hanno portata a un calendario che ho amato dal primo scatto.
E' stato realizzato dal fotografo Dave Engladow.
Date un'occhiata qui.
E' un calendario che non racconta una storia, che non evoca stagioni e neppure feste: è un calendario sul rapporto padre-figlia, fatto di giochi, di reciproca conoscenza, di ruoli. I ruoli qui sono portati al paradosso, la bimba che stira per esempio, ma viene anche detto che una complicità, sì anche con una figlia femmina, è possibile. Basta guardare i due seduti sul divano a giocare alla playstation o tifare per squadre diverse.
Non c'è retorica, a mio avviso, ma solo una poetica ironica, c'è amore, c'è la voglia di esorcizzare le paure da papà (e da genitori in genere).
Insomma, mi ha divertita e fatto pensare.
Che tanto si dice e si snocciola sul ruolo della mamma, centrale e devastante come ha detto Lella Costa in un suo bellissimo monologo in tv nei giorni scorsi, e sempre troppo poco sul ruolo del papà.
Papà poco sul web, per esempio.
Si dice che sia forma mentis maschile risolvere dubbi e paure da soli o comunque non condividere con una platea troppo ampia; si dice che in Italia soprattutto il papà si senta ancora una figura di contorno, l'uomo importante sullo sfondo, o che siano le donne, in realtà, a lasciare poco spazio al padre. Che a volte finisce a dormire nel letto del figlio, che per anni sopporta di dormire in tre (anche in quattro) e trovarsi piedini freddi ovunque, che si fa trascinare via da quel fiume in piena che è la donna che diventa mamma e che, spesso ahimè, nella mammità dimentica tutto il resto.
L'equilibrio, certo è possibile. Non facile magari.
Necessità di una buona dose di ironia.
Tipo una mamma che sa che le crisi di nervi sono normali e anche dire "io adesso scappo di casa" lo è; o un papà che sa fare i bagnetti più divertenti del mondo, senza per questo andare in crisi di identità; o ancora un papà che si fotografa con una puffetta bionda e si vede che si stanno divertendo un sacco.
Sì, si può fare. Se poi un papà avesse voglia di raccontare come ... :)
Buon fine settimana!





2 commenti:

  1. Saranno gli ormoni in subbuglio.... Ma io di fronte a queste immagini mi sciolgo per l'emozione! Quel padre poteva tranquillamente essere mio marito.... Ironico, divertente, simpatico, complice! Lui con un figlio (di qualsiasi sesso! forse meglio se figlia) sarebbe proprio così! Quanto manca un momento del genere a casa mia!
    Grazie Wising per averlo condiviso! Alice

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  2. Altra generazione, altri tempi ma il mio papà era così. Ci siamo divertiti un sacco io e lui. I ricordi della mia infanzia, i più belli, i più allegri , i più complici sono legati a mio padre, che è stato per me un padre perfetto. Ricordo perfino l'odore delle cose che mi cucinava, il profumo delle spiagge dove mi portava. Ricordo le risate e i giochi. Ricordo che ero innamorata del mio papà, che mi portava regali per me preziosissimi, quando partiva per un viaggio di lavoro e mi telefonava sempre. La mia esperienza mi ha portato a ritenere fondamentale la figura del padre nel processo di crescita di un bambino. La figura maschile è sottovalutata, è spesso messa da parte, confinata in un ruolo secondario. Io so con certezza che il mio equilibrio lo devo a mio padre e anche la mia forza e la mia determinazione. Io sono sempre rimasta in fondo la bambina di papà. Quando l'ho perso , cinque anni fa, sapevo che di fatto non mi avrebbe lasciata mai. Mio padre vivrà con me per sempre. Un bambino dovrebbe avere questa certezza: che il proprio padre ci sarà sempre che non lo lascerà mai.
    LISBET

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