Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

lunedì 10 settembre 2012

Camminare, che passione.

Prima di tutto grazie per i consigli pro trasloco. Ho già preso appunti, che mi attaccherò al collo insieme alle chiavi, per non per perderli.
Poi.
Ieri sera il TG3 lombardia ha mandato in onda un servizio sulle mamme milanesi, che sono le più anziane d'Italia.
Non mi spiego perchè la maternità tardiva viene affrontata sempre da un punto di vista banale.
Sono emerse cose tipo: le mamme milanesi preferiscono costruirsi una solida posizione lavorativa prima di avere figli. Cosa che, se costretta, io metterei invece in questi termini: le mamme milanesi spesso devono lottare più che altrove per conservare il proprio posto di lavoro, considerata la concorrenza spietata.
Oppure, domande come: ma come concilia il lavoro e la famiglia? Perchè esiste un modo diverso a seconda dell'età?
Si sappia anche che le milanesi fanno meno figli, cosa forse pleonastica da dire visto che stai facendo un servizio sulle maternità tardive. Se già sono "anziana" alla prima maternità, difficilmente ne affronterò un'altra.
Vabbè, pazienza.
L'unica cosa interessante, a mio avviso, l'ha detta un papà, dall'aria stanca: si fanno meno figli perchè tanti milanesi non sono di Milano e quindi non possono contare sull'aiuto della famiglia, spesso lontana. Ecco. Come dire: se si pensasse di più alle famiglie, stai certo che di figli ne faremmo anche di più.
Tant'è.
A me è proprio sfuggita l'informazione del servizio, non ho inteso quale fosse veramente l'argomento, se non che da queste parti siamo anzianotte con pargoletti al seguito.
Più che al seguito, nel mio caso, attaccati.
Cigolino è nella fase di pre-camminata: cioè da solo ancora non riesce, ma gli piace moltissimo la posizione eretta, per cui è sempre attaccato a me che faccio da girello.
E' divertente eh, ma alla decima vasca in corridoio io comincio ad accusare il colpo.
Se lo lascio si offende, però.
Se propongo un gioco diverso, no.
La conquista dei propri passi è motivo di grande orgoglio per il bambino, che va incoraggiato e seguito con entusiasmo e lodi. Sì,sì, anche quando si è in pieno trasloco.
Lodi e applausi anche quando cade, perchè non si spaventi e non si blocchi. Nella maggior parte delle cadute sarà solo il suo orgoglio a farsi male.
Affrontare insieme le sfide difficili, come le scale. Cigolino adora salire i gradini, è una cosa che lo appassiona e lo rende felice. Per cui capita che esaurito il tema corridoio indichi la porta di ingresso, per uscire.
Le scale del palazzo hanno un doppio fascino: gli scalini, tanti, e il rimbombo.
Per cui sale soddisfatto, urlando per sentire la sua voce amplificata. Non so con quanta gioia dei condomini.
Arrivati al pianerottolo, poi, vuole assolutamente guardare gli alberi, fuori. Li saluta tutto allegro e continua la sua scalata. Urlando, contento.
Gli scatoloni, davanti a tanto entusiasmo, possono attendere. Col favore delle tenebre e della sua nanna.
Per la schiena ci sarà l'osteopata.



3 commenti:

  1. Forse più che osservare la maternità tardiva quasi che si avesse solo a che a fare con donne rampanti ed arriviste perche' la nostra società non si interroga sul PERCHE' della tardività della maternità?!?! sembra quasi che si vogliano dipingerele mamme in età avanzata come donne finalmente rinsavite! E chiedersi se quelle donne non ce l'hanno fatta prima a diventare madre anche perche' una natura matrigna non le ha "aiutate"?'
    Mi spiace che i nostri tg non facciano altro che banalizzare, standardizzare situazioni senza andare al cuore dei problemi o solo delle scelte! Alice

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  2. Su Myself di settembre se non sbaglio c'è una bellissima intervista a Michela Murgia sulla maternità che offre spunti di riflessione notevoli. Sebbene non condivida totalmente la sua opinione, mi ha fatto pensare. Pare proprio che in Italia essere delle "grandi donne" e delle "grandi madri" sia inconciliabile. Lei racconta che per scrivere Accabadora ha impiegato tre anni di notti insonni ( impensabile con un neonato). Racconta che Grazia Deledda ai suoi tempi aveva un marito che avvisava i bambini" non disturbate la mamma che deve scrivere".Cita la Svezia come esempio positivo( "dove ci sono i parcheggi persino per i passeggini") e infine conclude ( e qui sono d'accordissimo) che un figlio è di tutti e non solo della madre. Il problema è proprio questo oramai in Italia il messaggio che ti arriva è : Hai voluto farti un figlio?! Bene ; fatti tuoi! ..ARRANGIATI. MOLTO TRISTE. Le generazioni future appartengono a tutti noi, ma forse la speranza non ci appartiene più, e il presente conquistato giorno per giorno è l'unica ancora di salvezza.
    LISBET

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  3. Sono d'accordo con entrambe, Alice e Lisbet. Non si vogliono indagare le vere motivazioni delle maternità tardive, si banalizza e cosi' si offende, si giudica. Sono poi d'accordissimo che un figlio e' di tutti perché di tutti e' il futuro. Nessuna famiglia dovrebbe arrangiarsi, andrebbe custodita come elisir di lunga vita.

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