Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

martedì 24 aprile 2012

Cambio pannolino acrobatico.

Stiamo pensando, GF e io, di proporre il cambio pannolino al comitato olimpico, sia nella versione classic (in cui il pupo si agita, ma senza esagerare), sia in quella acrobatica, quella cioè in cui il pargoletto non solo si agita, ma si contorce, si gira, piange, prende qualunque cosa e tu, per riuscire nel tuo intento, devi essere pronto a tutto. Dal salvarlo quando tenta il tuffo di testa dal fasciatoio, a ruotare prontamente il pannolino quando lui cambia fronte, ad arginare scatti improvvisi di gambe e braccia.
Io, puntualmente, prendo delle gran pedate nel petto. Quando lo metto seduto, è la volta delle testate e così via. Il risultato, quasi sempre, è un pannolino sbilenco, quindi tutto da rifare.
Ma non era un momento di tenera intimità quello del cambio? Perchè è così che te la vendono: un attimo lirico.
Non credeteci, è lotta. A poco serve distrarlo con un giochino, raccontargli una favola o una filastrocca, spiegargli l'utilità insostituibile di avere un pannolino pulito.
Non avrete non dico la sua attenzione, ma neppure un barlume di interesse per il vostro agitarsi.
L'unica cosa che funziona e andare avanti nel cambio, nonostante tutto, senza arrabbiarsi.
Sinceramente, guardo con speranza al giorno in cui di pannolino non avrà più bisogno.
Altra lotta, meno fisica, ma strategica, è tenerlo sveglio tra il mio rientro e la cena. Cioè massimo un'ora.
Dorme pochissimo durante il pomeriggio, per cui lui verso le 19 se ne andrebbe volentieri a nanna.
Quando torniamo a casa di solito lo metto cinque minuti nel suo lettino, SEDUTO! a giocare, il tempo di togliermi scarpa e giacca e lavarmi le mani. Certe sere gli bastano quelli per addormentarsi.
Senza cena.
Vestito.
Un paio di volte ha tirato dritto fino al mattino, neppure lo spuntino di mezzanotte.
Questo genere di lotte, come e soprattutto quella per il cibo, sono momenti fondamentali nel rapporto genitore- figlio. La nostra ansia, il nostro insistere affinchè non faccia ciò che sta facendo, il nostro rincorrere il suo compiacimento (non mangi questo ti preparo altro, non stai fermo sul fasciatoio ti do un gioco, ti lascio completamente libero sugli orari ecc.) ci rende ricattabili. Anche un bambino piccolissimo capisce quando ha potere su di noi e non c'è niente di più soddisfacente per un bimbo dell'esercitare il proprio potere.
Per sottrarci a tutto ciò, per ristabilire l'ordine è necessario reagire in modo neutro:
va bene mangia quello che ti senti; va bene, ma il pannolino va cambiato ugualmente; va bene, ma prima di dormire qualcosa bisogna mangiare e bisogna mettersi il pigiamino.
Lo so, non è facile. Il risultato però è la serenità di tutti e una maggior sicurezza del bambino, che saprà di avere punti di riferimento fermi e rassicuranti.