Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.
Visualizzazione post con etichetta maternità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta maternità. Mostra tutti i post

venerdì 2 ottobre 2015

Nutrirsi da mamma? Ti aiuta Nestlè.

Vi capita mai di pensare a com’era prima?
Prima di avere i bambini, per esempio, a come era il nostro rapporto con il resto del mondo e con noi stesse. A me sì e quasi non mi riconosco o stento a rivedermi, a immaginare di non avere la schiena curva per ascoltare, baciare, sistemare una magliettina tutta storta, abbracciare, allacciare una scarpa piccola. Ricordo poco.
Così come della gravidanza ricordo solo sensazioni, più che momenti.
Sensazioni belle, per lo più, ricche di colori e sfumature, amore e possibilità.
Ho avuto una gravidanza molto tranquilla, circondata da attenzioni e perfino io, poco incline al darmi retta, ero riuscita instaurare un bel dialogo con il mio corpo e la mia mente. Un insegnamento che mi è rimasto: non sono solo diventata una mamma, ma sono anche cresciuta, sono cambiata in modo radicale e positivo. 
Ho un  solo rammarico, se devo essere del tutto sincera: in gravidanza ho mangiato male. Troppo a tratti, troppo poco in altre circostanze, in generale in modo non coerente. Mi ricordo che passavo molto tempo a cercare informazioni su cosa fosse meglio evitare e cosa fosse meglio integrare nella mia alimentazione.
Escluse queste brevi ricerche intraprese in internet, ho avuto poca attenzione per l’evoluzione del mio peso e l’alimentazione. Così facendo, durante la gravidanza ho preso diversi kg che sono poi risultati difficili da eliminare dopo il parto.  In gravidanza l’alimentazione ricopre un ruolo importante che non può essere lasciato al caso. Io, più che sapiente artigiana, sono stata artista un po’ folle, senza regole precise, seguendo il mio istinto arrugginito e una voglia di dolci che mai avevo avuto in vita mia.

Se durante la gravidanza avessi conosciuto il programma nutrizionale “Nutrirsi da Mamma” offerto da Nestlé Materna, forse mi avrebbe aiutato a non avere la forma di Barbamammadopo il parto.
Con Nutrirsi da Mamma, Nestlé Materna offre un programma nutrizionale personalizzato studiato dai nutrizionisti A.I.Nut.. Il bello è che non è riservato solo alle mamme in gravidanza o in allattamento, ma anche alle donne che stanno pensando di avere un figlio e vogliono prepararsi per tempo alla loro nuova vita. 
Richiederlo è semplicissimo: basta registrarsi su www.nestlebaby.it e rispondere a qualche semplice domanda per ricevere via e-mail gratuitamente il programma nutrizionale personalizzato. Inoltre, basta riaccedere al programma ogni mese per avere un aggiornamento dei consigli nutrizionali, al fine di essere seguite passo dopo passo durante la gravidanza. Sappiamo infatti che le esigenze nutrizionali si modificano velocemente in questo periodo così delicato. 
Avere un programma nutrizionale personalizzato è un aiuto prezioso per seguire una dieta equilibrata e ci può guidare nell’evoluzione del nostro peso. 
Dai, è bellissima questa cosa, no? Io ne avrei approfittato di sicuro a suo tempo, invece di trasformarmi in una Barbamamma ansiosa e stressata, sempre alla ricerca di informazioni e di consigli utili.
Nestlé Materna offre, inoltre, una linea di integratori alimentari pensati per le diverse fasi: dal preconcepimento, per tutta la gravidanza, fino all’allattamento. Ricordatevi però che è sempre meglio chiedere consiglio al proprio medico di fiducia prima di scegliere di assumerli.

Da ex Barbamamma faticosamente tornata a un peso normale, quindi, il consiglio spassionato è di non limitarsi a pensare a come si chiamerà il vostro bambino, se sarà ingegnere o ballerina e chissà a chi assomiglierà, ma di pensare al suo benessere e al nostro dal primo momento. La corretta alimentazione è fondamentale e grazie a Nutrirsi da Mamma è anche alla portata di tutte.

In fondo è curando bene il corpo e l’alimentazione che si inizia ad essere materna, prima ancora di essere mamma.

giovedì 2 luglio 2015

Giorni di maternità non goduti: il tesoro perduto e,ora, ritrovato.

Martedì è finita la scuola materna e ci rivediamo a settembre.
Ho accompagnato Cig attravero il corridoio ormai deserto, sono pochissimi i bambini che vanno fino all'ultimo giorno.
Silenzio, nessuna corsa, nessuna vocina a dire mamma non andare.
Cig raggiante come sempre, che a lui piace andare a scuola, gli piace stare lì, tanto che temevo in un contraccolpo di nostalgia dal giorno dopo.
A vederla così, la scuola, a pensare che a settembre Cig sarà più grande e sarà l'ultimo anno, a pensare al tempo che va, beh, io mi sono commossa.
Sono uscita quasi di corsa, dopo aver abbracciato e ringraziato la maestra e sono rimasta tra i miei pensieri tutto il giorno.
Il solito tema: quante cose mi sto perdendo perchè devo lavorare e devo, al momento, farlo in orari che non si conciliano per niente con quelli di Cig?
Lo dico sempre: non è senso di colpa.
E' più qualcosa che mi da sui nervi ecco, come tutte le cose che mi sembrano obbligate e senza possibilità di scelta.
Ma che ci volete fare, quando sono stanca, sono anche più sensibile. Ho sbalzi d'umore più pronunciati, ho la tentazione forte di buttare tutto all'aria, tirare una bella riga e rifacciamo da capo, dai.
Vi capita mai? Di sognare soluzioni migliori, di immaginare di poter davvero scegliere come impiegare il proprio tempo, di desiderare di cambiare tutto l'assetto, scompaginare e ripartire da nuove cose? Perchè a me sempre più spesso. E questo qualcosa vuol dire, non ho dubbi.

Comunque.
La buona notizia è che per quel che resta del 2015 (ma probabilmente anche per il 2016) si potrà usufruire della maternità facoltativa con indennità al 30% fino ai 6 anni del bambino.

Il DECRETO LEGISLATIVO 15/06/2015, n. 80
 “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro, in attuazione 
dell’articolo 1, commi 8 e 9, della legge 10 dicembre 2014, n. 183”
(pubblicato in GU Serie Generale, n. 144 del 24/06/2015), negli artt.7-10, dice, tra le altre cose, che:

viene innalzato fino al sesto anno di vita del bambino (prima era il terzo) il
periodo entro il quale è possibile la fruizione dell’indennità, pari al 30% 
della retribuzione, riconosciuta per il congedo parentale (resta confermato il 
periodo massimo complessivo, tra i genitori, pari a 6 mesi).

Tra l'altro il decreto prevede che il periodo di maternità possa essere utilizzato anche a ore, o in sostituzione del part time. 
Pare che l'Inps non sia pronto a tutto ciò, che le aziende non abbiano i sistemi di paghe e rilevazione presenze adatti, e il decreto non spiega esattamente come va gestito tutto ciò. Però la possibilità c'è, fresca fresca di Gazzetta ufficiale.

Ora sta alle singole aziende recepire e mettere in atto quanto la legge prevede.
Di giorni di maternità facoltativa ne ho ancora 120, un tesoretto che non vedo l'ora di scialacquare.

E voi come scialacquerete i giorni di maternità fin qui non utilizzati?


mercoledì 5 giugno 2013

Baby box.

A guardare verso nord, un po' ci si perde.
Oltre la Germania, per me, è un indistinto Nord-Europa, dove fa anche freddo, la luce è quella che è e chissà come fanno.
La notizia di oggi arriva proprio da lì e mi ha intenerita così tanto che ve la voglio raccontare.
Le mamme finlandesi ricevono, dal 1938, una scatola di cartone dallo Stato con i beni di primissima accoglienza per il bebè in arrivo.
All'inizio era stata questione di necessità. La Finlandia era un Paese molto povero, morivano tanti bimbi, non si trovava un vero rimedio a questa sciagura.
Così lo Stato iniziò a inviare La Scatola alle famiglie più povere. Conteneva soprattutto stoffa per fare i vestitini. Non passarono dieci anni che la scatola cominciò ad essere inviata a tutte le future mamme, senza distinzione di status sociale.
Da allora è diventata un simbolo, un rito di passaggio: così importante che sceglie di riceverla il 95% delle mamme, mentre solo il 5% sceglie di ricevere i soldi (140 euro).
La Scatola non è importante solo per il contenuto, che negli anni è cambiato, ma anche di per sè: è diventata tradizione, infatti, utilizzare quella scatola come prima culla per il bebè. La versione odierna si è adattata all'usanza e oltre a mini sacco a pelo, pannolini (di stoffa, ecologici), giochi per la dentizione, tutina da neve (vedi? è vero fa freddissimo lassù), contiene il materasso e il coprimaterasso adatto alla scatola.
Questo dono ha molti significati: oltre a un primissimo supporto, è condivisione profonda del senso sociale di protezione e vuole incoraggiare le buone pratiche parentali.
Accudimento prima di tutto, ma anche e soprattutto caldeggiare l'abitudine a far dormire il bebè da solo, non nel lettone con mamma e papà.
Sarà la forza del simbolo, sarà, che tra 4 pareti di cartone solido, sarà che basta poco in fondo per prendere coscienza collettiva che l'arrivo di un bimbo è un bene per tutti, adesso la Finlandia è il Paese che ha il minor tasso di mortalità infantile al mondo.
L'articolo che racconta di questa tradizione lo trovate qui.
Immagino anche bimbi indipendenti.
La scatola di cartone come prima culla mi piace tantissimo. Ispira senso di protezione, come se niente potesse turbare quel piccolo mondo. E' una soluzione amorevole, nel suo significato, economica e molto pratica.
Mi piace molto anche il suggerimento implicito: è meglio se il bebè impara a dormire da solo, da subito.
E' un pensiero semplice, quello dello Stato Finlandese. Credo anche abbia costi assolutamente sostenibili.
Penso a come mi ha colpito, emozionata, il piccolo kit che mi hanno consegnato in ospedale, quando è nato Cigolino: due pannolini, un telino per il cambio, salviettine umidificate e un bagnoschiuma delicato.
Un niente.
Ma c'era, per noi, in quel momento, tutto il nostro nuovo mondo.
Capisco bene, quindi, come la tradizione finlandese arrivi ancora vivace e sentita dopo 75 anni.

Quale è stato per voi il dono (magari inaspettato) che vi ha dato il senso pieno del bebè in arrivo?

lunedì 16 luglio 2012

Tendinite

Tendinite polso pollice. Destro, neanche da dire.
Ha un nome più inquietante, che però al momento non ricordo.
Un male che ciao, anche solo ad abbassare la maniglia della porta.
E' un'infiammazione tipica delle mamme, pare, che a furia di sollevare il pargoletto si incriccano il tendine che collega il polso al pollice. Si raccomanda riposo e anti-infiammatori.
Ovvero per qualche giorno non dovrei sollevare Cigolino.
Quindi adesso gli devo spiegare come sdraiarsi in modo autonomo sul fasciatoio, issarsi da solo sul seggiolone, salire in auto, mettersi sul passeggino, lanciarsi nella vasca per il bagnetto e via così. Oppure dirgli di avere pazienza e aspettare fiduciosi il rientro di GF, che è piuttosto variabile.
Come si fa?
Beh intanto potrei convincerlo a camminare. Che ancora lui si gode lunghi trasporti in braccio e secondo me lo fa apposta: quando è distratto sta in piedi da solo, dritto e sicuro. Poi si ricorda che è piccolo, si siede, allunga le braccia e chiede di essere preso in braccio.
E' un filone, diciamocelo. 16 mesi sono più che sufficienti per muovere qualche passo, no? :)
Potrei diventare mancina, anche.
Oppure fare come fanno le mamme: cerco di non pensare alla mia tendinite e via verso nuovi sollevamenti :)




mercoledì 18 aprile 2012

Fare una torta di fango (prima dei 12 anni)

Oh cielo, ma come sono messi i bambini inglesi?
La britannica National Trust, fondazione che come scopo ha quella di difendere e valorizzare luoghi storici e spazi verdi del Regno Unito, ha di recente commissionato una ricerca dedicata all'infanzia, ai bambini dagli 0 ai 12 anni, e alle loro abitudini. La fotografia è quella di bambini sempre in casa, che guardano tanta TV e giocano con i videogiochi per molte ore. Poca o nulla la vita all'aria aperta, la conoscenza diretta del proprio ambiente, gli stimoli al senso di avventura.
La fondazione suggerisce dunque le 50 cose da fare prima dei 12 anni. Un elenco incredibile.
Cioè è incredibile che sia stato necessario consigliarlo, ecco.
L'ho letto e mi sono sentita vecchia, ma fortunata.
Ho fatto tutte e 50 le cose (o comunque cose assimilabili), prima dei 12 anni.
Certo, non c'erano i videogiochi, non abitavo a Milano e potevo trascorrere un mese al mare.
Ho deciso di tenere l'elenco e usarlo come bussola nell'educazione di Cigolino: lo voglio sugli alberi e a scivolare nel fango, a esplorare stagni e nutrire uccellini prima che diventi un adolescente metropolitano, lontano dalla terra, dal mare, dai colori, profumi e tramonti con cui siamo cresciuti noi.
Ecco l'elenco. A voi manca qualcosa? E cosa non vorreste mai veder fare a vostro figlio?

1. Arrampicarsi su un albero
2. Rotolare giù da una grande collina
3. Accamparsi all’aperto
4. Costruire un rifugio
5. Far rimbalzare i sassi sull’acqua
6. Correre sotto la pioggia
7. Far volare un aquilone
8. Pescare con il retino
9. Mangiare una mela appena colta dall’albero
10. Giocare a conker, un gioco tradizionale inglese in cui un partecipante munito di una castagna attaccata a uno spago cerca di staccare dal filo o far cadere la castagna dell’avversario
11. Lanciare palle di neve
12. Partecipare a una caccia al tesoro sulla spiaggia
13. Fare una torta di fango
14. Costruire una diga su un ruscello
15. Andare sullo slittino
16. Seppellire qualcuno sotto la sabbia
17. Organizzare una gara di lumache
18. Stare in equilibrio su un albero caduto
19. Dondolarsi da una corda
20. Giocare a scivolare nel fango
21. Mangiare more raccolte dai rovi
22. Guardare dentro un albero
23. Esplorare un’isola
24. Correre a braccia aperte facendo l’aeroplano
25. Fischiare usando un filo d’erba
26. Andare in cerca di fossili e ossa
27. Guardare l’alba
28. Scalare un’enorme collina
29. Visitare una cascata
30. Dar da mangiare a un uccello dalla mano
31. Andare a caccia di insetti
32. Cercare uova di rana
33. Catturare una farfalla con il retino
34. Inseguire animali selvatici
35. Scoprire cosa c’è in uno stagno
36. Richiamare un gufo imitando il suo verso
37. Osservare le strane creature tra le rocce di un lago
38. Allevare una farfalla
39. Dare la caccia a un granchio
40. Fare una passeggiata nel bosco di notte
41. Piantare qualcosa, coltivarla e mangiarla
42. Nuotare in mare, in un fiume, insomma, non in piscina
43. Fare rafting
44. Accendere un fuoco senza fiammiferi
45. Trovare la strada servendosi solo di mappa e bussola
46. Arrampicarsi sui massi
47. Cucinare in campeggio
48. Fare discesa in corda doppia
49. Giocare a geocaching, una Caccia al tesoro con il GPS
50. Andare in canoa su un fiume

martedì 17 aprile 2012

Polaroid da un battesimo

Allora.
Prendete un bambino sempre di buon umore e tanto curioso, vestitelo e portatelo in chiesa. Naturalmente da qualche giorno gli state raccontando che ci sarà un signore (presumibilmente buono) che racconterà diverse storie, ci saranno mamma, papà, i nonni, gli zii e un po' di amici ad ascoltare e tutti insieme, dopo, si farà festa.
Questo bambino, in chiesa, si troverà vicino a una bimba che per l'occasione hanno vestito da meringa e poco più un là un bimbo piccolo, tranquillo e addormentato. L'interesse per la bimba meringa (che già cammina e già le hanno detto quella cosa, che lei è principessa) dura non più di un minuto, poi è la volta di togliere almeno una scarpa, un calzino e succhiare un po' il piede con massima soddisfazione.
Gli uomini lo sono dalla nascita e questo è bene non dimenticarlo.
Convinto, più per sfinimento che per persuasione, che le scarpe, almeno un'oretta vanno tenute al loro posto, il bambino si ricorderà improvvisamente che ha una voce. DEDE'!. La voce rimbomba in chiesa e si può avere il massimo risultato con il minimo sforzo.
La chiesa è moderna, ma non priva di qualche affresco (moderno anche quello) altarini secondari e tutta l'attrezzatura. Quindi, perchè non tentare la fuga dal passeggino, dalle braccia di (nell'ordine) mamma, papà, madrina e padrino? E' a questo punto, rimirando il pavimento non proprio specchiato della chiesa, che la mamma si decide e via si parte per una visita guidata alle meraviglie della navata sinistra. Considerando che la mamma in questione è caparbiamente laica e non si ricorda più le storie dei vari santi colà esposti, intrattiene il pargoletto, sempre DEDE'! che rimbomba, descrivendo le tecniche con cui le opere sono state realizzate: vedi tesoro? questo è un affresco, si dipinge sul muro e quello è un fregio si usa lo scappello ed è tecnica antica. Lo scopo è puntare al torpore, si addormenterà, benedetto ragazzo. Niente.
Chiacchiera libera. Solo nei momenti clou, l'olio benedetto sul capo, poi sul petto, poi l'acqua in testa dal fonte battesimale, il bimbo tace, ma più per capire cosa succederà un attimo dopo che per attenzione. E visto che niente succede, riprende a chiacchierare, a litigare con le scarpe, a guardare di traverso la bimba meringa che lo vedi che anche lei vorrebbe fare tutte quelle cose lì, ma la mamma deve averla narcotizzata un pochino prima di entrare in chiesa e quindi rinuncia, con sguardo rassegnato, così ripiegato su quella gonna vaporosa che alla fine si addormenta. Lei. Lui invece, il nostro, intrattiene fittissimi scambi col nonno seduto dietro e a niente servono i rimbrotti, affettuosi e sommessi della nonna. DE-DEE'!
Il Don se la ride e ogni volta che si avvicina a noi penso che voglia darci qualche pillola di pedagogia pret a porter, tipo ma non ce l'ha il ciuccio questo bambino, ma invece no, ride e dice che bravo che è questo bimbo. L'ironia io la sento, gli altri no: sarò mica una mamma ipercritica?
Un'ora e alcune centinaia di DEDE' dopo la messa è finita e andiamo in pace. Fuori piove. Mi ricordo in quella che avrei dovuto mettere a Cigolino la catenina che gli hanno regalato i nonni, così poi era benedetta. Ok, magari me ne ricorderò alla comunione.
Ho in borsa una candela e una vestina bianca e scopro che mentre gli raccontavo degli affreschi e del mosaico, io ero emozionata. Non tanto. Un po'. Contenta di festeggiare così, in un luogo dove tutto rimbomba, il regalo bellissimo che la vita ci ha fatto. Il nostro Cigolino.

venerdì 13 aprile 2012

Battesimo, ultime note.

Ok, ci siamo.
Domenica battesimo. Per l'occasione il comune di Milano ha indetto una giornata di blocco del traffico così padrino e madrina e un paio di amici dovranno arrivare in metro.
Poi pioverà.
Sull'invasione di cavallette ancora non abbiamo notizie, ma visto l'andazzo mi aspetto anche quelle.
Bomboniere confezionate, ma stanotte ho pensato che sono davvero poche, per cui domani mi sa che corro a comprarne ancora.
Non sono emozionata.
Ho chiesto in giro se è normale così, ma in ufficio posso contare solo sulla testimonianza di padri per cui non so se vale il loro: non vedrai l'ora che finisca, altrochè!
Piuttosto sono preoccupata su come tenere tranquillo Cigolino per un'intera messa. Alle 16.30. Cioè post pisolino. Argh!
Io me lo immagino già: dedè? DEDEEE' e un rimbombo di EEEE per tutta la chiesa. Maa-m-ma!
Di sederlo per terra non se ne parla, perchè adesso sfreccia e in un attimo sarebbe tra i banchi, tra scarpe sconosciute; sul passeggino dopo un po' si stufa, a meno chè non si continui a camminare sù e giù per le navate inventando storie e chiedendo il suo pare su ogni statuina.
In teoria , in chiesa, il pargolo si affida al padrino e madrina, per cui.
Ma loro non sanno cosa li aspetta, loro non immaginano quanti occhi avremo addosso, non possiamo abbandonarli al loro destino. O no?
Adesso capisco perchè i battesimi, di solito, si fanno a pochi mesi: la gestione è più semplice.
Ultime note di galateo da battesimo, i fiori.
Di solito non si regalano fiori per un battesimo.
I fiori non si portano in chiesa o al rinfresco, perchè i genitori avranno le mani impegnate dal pargolo, ma andranno spediti a casa il giorno prima.
Scegliere colori tenui e profumi delicati. Assolutamente no ai fiori azzurri per i maschietti e rosa per le femminucce.
Bene. Adesso siamo davvero tutti pronti.
A lunedì, buon fine settimana.

mercoledì 11 aprile 2012

C'è il dizionario!

Io sono pronta, lo dico eh.
Sto lì con l'orecchio all'erta tutti i giorni, perchè la prima parola (che non sia mamma) me l'aspetto.
Lo so, sarà improvvisa, in mezzo a tutti i discorsi fatti di dedèè, ormai così intonati e declinati che già sanno di parola. Al momento mi devo accontentare di LA - A che vuol dire acqua secondo me: cioè, nel dubbio, io gli do l'acqua, spero di non creargli frustrazioni.
Ho anche un'agenda sempre a portata di mano, perchè comunque vorrò annotare almeno le prime parole. Poi la costanza in queste cose da mamma non è il mio forte per cui non mi illudo di compilare un intero dizionario.
C'è invece chi l'ha fatto.
E' uscito ieri il primo dizionario Italiano-bambinese/bambinese - italiano, edito da mondadori e compilato da Daria Polledri e Francesca del Rosso.
Le autrici hanno inserito più di 400 parole, annotando la pronuncia più comune e lasciando poi uno spazio per poter annotare l'espressione dei nostri figli. Roba che butto via l'agenda e compro il libro.
Nel dizionario poi ci sono interventi di logopedisti per aiutare a capire i passi dello sviluppo linguistico del nostro bimbo.
Ne parlavamo qualche giorno fa e, visto che qui siamo avantissimo, il libro sottolinea, come noi, l'importanza di parlare in modo corretto ai bambini, di leggere, di indicare loro gli oggetti comuni con il giusto nome e di non imitare la loro pronuncia.
Dalla presentazione sembra un libro divertente e non il solito libretto di istruzioni per mamme.
A proposito, devo confessare che di libri per mamme non ne ho praticamente letti. E' più forte di me: magari li inizio anche, ma mi stufo dopo un attimo.
Credo abbia a che fare con la mia resistenza alla mammità totale. O forse sono pigra. O mi piacciono le sorprese e nessun libro può anticipare il giorno per giorno che si vive con un bambino.
Voi avete (avete avuto) un libro che consigliereste di slancio, che vi è stato utilissimo?
E il libro invece che avreste voluto leggere, ma non avete trovato (perchè non c'è)?



giovedì 29 marzo 2012

Vaccinazioni: obbligatorie?

Sinceramente ho perso il filo delle vaccinazioni.
Stamattina abbiamo fatto il richiamo di quelle obbligatorie (esavalente) e una nuova per morbillo rosolia pertosse, quella per la meningite (richiamo) la faremo in maggio. Il richiamo per le obbligatorie e per il morbillo &Co. si farà ai 6 anni. Per la meningite, invece, con maggio finiamo. Ci vuole un foglio exel per ricordarsi tutto.
Cigolino, che già si era guadagnato il titolo di più coraggioso, con tanto di adesivo da tenere sul libretto vaccinazioni, oggi ha confermato il titolo. Ha pianto 20 secondi netti, salutando poi pediatra e infermiera con un sorrisone dei suoi e le mani a polpetta.
Oggi pomeriggio un po' di febbre e credo mal di testa, continuava a mettersi le mani in testa e a piagnucolare.
Qualche lineetta di febbre, per un paio di giorni, è normale a seguito della vaccinazione. Niente panico, basta la tachipirina (sciroppo, gocce o supposte) e una buona dose di coccole.
Ho scoperto che esiste una lunghissima diatriba sui vaccini obbligatori.
Molti genitori non sono d'accordo, sostengono che possono essere più dannosi delle malattie stesse e produrre danni molto seri al bambino.
Si può avviare un'azione legale di obiezione al vaccino, quindi non farli e denunciare la scuola che rifiuta bimbi non vaccinati per azioni anticostituzionali.
Per avere una prima idea di ciò che sto spiegando malissimo, si può dare un'occhiata qui.
Se poi volete proprio preoccuparvi moltissimo, il lato oscuro delle vaccinazioni obbligatorie è ciò che ci vuole, anche se rasentiamo la fantafarmaceutica politica.
Il sito del  ministero della salute è rassicurante e asettico.
Io non ci ho neppure pensato a non farle.
E voi?



martedì 20 marzo 2012

Il Battesimo

Alla fine ci siamo decisi e battesimo sarà.
Visto che è un periodo non sufficientemente incasinato tra compleanno, fine orario allattamento, ricerca della casa, volevamo aggiungere qualcosina.
Partendo dal presupposto che io ho un'avversione tutta mia verso tulle, sacchettini, fiocchetti, oggettini inutili, è facile intuire quanta passione ci stia mettendo.
Sono appena tornata dallo spaccio bomboniere, dove i gestori sono simpatici come le briciole nelle lenzuola, dove ho visto cose orrende e ho impiegato più di un'ora per scegliere: piccoli vasetti di vetro, con fiocco in tulle azzurro e blu.
Al confezionamento ci penseremo noi, per cui prevedo fiocchi storti e biglietti sbilenchi. Pazienza. Cigolino non se lo ricorderà. Mia madre sì e questo mi preoccupa molto di più, a dire il vero.
Il battesimo ha poche regole, fortunatamente e anche semplici.
Si invitano i parenti più stretti (nonni, fratelli/sorelle), gli amici più intimi, madrina e padrino. Se la cerimonia è in tarda mattinata segue colazione, se è nel primo pomeriggio una merenda con tea e pasticcini, se più tardi un cocktail. Noi saremo quelli del cocktail, magari con torta finale. L'abbigliamento ha da essere nè troppo elegante, nè troppo informale, ovvero ognuno si veste un po' come gli pare e trovo tutto ciò consolante, si può decidere in base al tempo, alla temperatura e all'umore senza dover per forza mettere quell'abito comprato apposta.
Il parroco di qui è molto easy: non ha fatto neppure una smorfia quando gli abbiamo detto che non siamo sposati, non pretende incontri preparatori e ci ha dato appuntamento direttamente in chiesa.
Ci manca solo il luogo del cocktail per il piccolo manipolo di invitati. Ma sono dettagli, in fondo.
In fondo, mancano ancora 3 settimane. Faccio in tempo ad avere una crisi di nervi per il confezionamento confetti, un'altra per i biglietti che vengono male e un'ultima perchè farà troppo freddo o troppo caldo e non saprò cosa mettermi. E' tutto sotto controllo!

Consigli in ordine sparso:
1) Ricordarsi che è una festa in cui è il bambino al centro e non i genitori;
2) Per questo motivo scegliere un luogo in cui festeggiare vicino a casa è saggio;
3) Di solito i bambini si battezzano a pochi mesi (noi ce la siamo presa comoda), assicurarsi che per lui/lei non sia una giornata troppo pesante;
4) Se avete un budget limitato, confezionare da soli le bomboniere assicura un buon risparmio;
5) Se avete maggiori disponibilità, perchè non fare le bomboniere solidali? Una parte del ricavato andrà ad altri bimbi.
6) Se si ha spazio in casa, invitare dopo la cerimonia è una buona idea, economica, più personale e rilassante dell'andare fuori.

lunedì 19 marzo 2012

No panic, sei mamma!

Una mia amica è da pochissimo diventata mamma.
E si sente già dentro un tunnel senza uscita, senza più una vita.
E' sorpresa dal fatto che le cose non vadano esattamente come aveva previsto, che gli orari non siano così precisi, che la sua funzione sia "solo" quella di dare da mangiare, che il pargoletto limiti le sue azioni a mangiare e riempire pannolini.
Parliamo al telefono, cerco di incoraggiarla.
Adesso, messa così, sembra che stia criticando.
Penso invece sia necessario, e mai abbastanza, parlare del disagio che la maternità crea.
Perchè lo crea sempre, cambia solo l'intensità, la quantità. Una piccola dose è insita nell'avvenimento, dosi più massicce di vario disagio misto depressione possono arrivare e mai l'avresti pensato.
L'arrivo di un bambino ti rende chiaro immediatamente che non ci sarà mai più niente come prima, nè tu, nè la tua vita. Non è un pensiero facile da accettare e quindi da gestire.
Il passaggio dell'accettazione, che sembra quello scontato, è il più difficile.
Tu sai, ma non vorresti e non volendo ti senti in colpa da matti.
Tu fai finta di non sapere, poi arrivano lampi di consapevolezza accecanti e hai una paura incredibile. Di perdere tutto ciò che eri, che avevi, che progettavi. A fronte di una presenza che piange, rigurgita ed è da cambiare ogni 2 ore. Non vedi dove sia il vantaggio e soprattutto non senti quell'amore incondizionato e sublime con cui le altre mamme, spesso, ti hanno fatto due palle così.
E' normale pensare che era meglio quando non c'era; normale desiderare di non esserci tu, di mollare tutto e partire per destinazione ignota (io dicevo che volevo un biglietto open per la Nuova Zelanda) e perfino avere pensieri scurissimi (ma questi durano veramente un secondo).
Se la cosa diventava grave, i pensieri di cui sopra li metti in atto. Magari non tutti insieme, magari non tutti estremi, ma qualcosa non funziona davvero.
Fondamentale è parlare di questo disagio e altrettanto lo è ascoltare chi ce ne parla.
Fondamentale è avere una persona che ci dia materialmente una mano: meglio se è il papà, ma se proprio non ce la fa o non c'è, va benissimo anche una mamma, suocera, zia o sorella che sia.
Parlare, chiedere aiuto, non vergognarsi e soprattutto non sentirsi in colpa.
Accettare anche di non sentire tutto l'amore del mondo. Quello verrà, sicuro che verrà, col tempo, giorno per giorno. Se mamma lo diventi dal test di gravidanza, per essere MAMMA ci vuole tempo, come per ogni cosa ben fatta.
Ditelo alle vostre amiche che diventano mamme per la prima volta. Non serve a niente fare terrorismo, ma tanto, tantissimo, dire loro che ci sarete, anche solo per quattro chiacchiere, anche solo per farle dormire mezz'ora. Non capiranno subito. Ma dopo sì :)

giovedì 15 marzo 2012

Capirsi.

Ho trovato qui 10 buone idee su come far giocare i bimbi da 1 a 3 anni: idee semplici, mi sembrano anche divertenti e non vedo l'ora di metterle in atto.
Ora che sono agli sgoccioli del mio part time allattamento, comincio ad avere quel filino d'ansia sul poco tempo a disposizione. Tra dieci giorni tornerò a casa dopo le 18 e considerando che Cigolino va a dormire intorno alle 20, non avremo molto tempo per sbizzarrirci in tanti giochi, come adesso che vivo sul tappeto con lui a fare e disfare torri di cubi di legno e applaudire ai cartoni animati. Ho un fondo di tristezza che non passa: proprio adesso che Cigolino sta imparando tante cose, che cerca con più convinzione di alzarsi, che fa discorsi interminabili conditi da mani che indicano, si alzano, sventolano, proprio adesso che è tutto così interessante e divertente, io avrò meno tempo.
I congedi maternità sarebbero più utili dopo, secondo me o l'allattamento dovrebbe lasciare spazio al primo allevamento, ovvero 2 ore in meno di lavoro fino all'ingresso nella scuola materna.
Allora sì, allora hai tempo per giocare, ascoltare e non perderti il primo passo: magari lui si alzerà proprio mentre io sarò in riunione, da un cliente o al telefono. Come non mi piace questa cosa!
Tant'è. Continuo a pensare che prima o poi troverò la soluzione ideale, forse mi sto concentrando sulle cose sbagliate, tutto qui.
Intanto ieri è arrivata a casa una bombola di elio (che se leggi cosa tutto può andare storto ti fa paurissima averla in soggiorno) e un bel pacchetto di palloncini da gonfiare: per il suo compleanno la casa assomiglierà a quella di UP. GF ha avuto proprio una bella idea!
Sto preparando Cigolino all'evento, gli parlo del compleanno, gli racconto chi verrà a trovarci. Proprio ieri leggevo di una recente ricerca: pare che i bimbi inizino a comprendere il linguaggio degli adulti già intorno ai 6 mesi e non i 9-10 a cui si pensava fino a poco tempo fa. I bebè ci ascoltano, capiscono, ci mandano anche a quel paese di tanto in tanto, già in tenerissima età.
Di conseguenza, parlare, coinvolgerli e cercare di capire il loro linguaggio diventa ancora più importante per non creare in loro l'impressione di non essere ascoltati/capiti.
Così come diventa importante che mamma e papà parlino bene tra di loro, che lo proteggano da eventuali discussioni (per non parlare delle litigate, ma quello va da sè) e che non li espongano a una TV non adatta, pensando che tanto ancora non capiscono.
Capiscono, hanno tutto lì, sotto la superficie: organizzano il linguaggio, apprendono, sistemano, collegano.
E poi, un bel giorno, iniziano anche a parlare :)



venerdì 9 marzo 2012

Mimosa

Ieri ho aperto questa pagina per fare gli auguri a tutte, spargere mimosa, magari sparlare un po' degli spogliarelli e delle cene in offerta speciale. Poi però sono stata sommersa da cose da fare in stretta sequenza e in un attimo era già notte.
Ho comunque fatto in tempo a leggere qualcosa qua e là: sembra proprio che ieri, di donne, ne abbiano parlato seriamente.
Parole sante quelle di Napolitano e il suo invito, alle imprese, a rendere possibile l'equilibrio tra vita e lavoro, soprattutto per le donne che di lavori ne fanno almeno due e vanno aiutate.
Anche il ministro dell'interno Anna Maria Cancellieri ha tirato fuori una grande verità: "Le quote rosa non mi piacciono molto, preferirei non ce ne fosse bisogno, che le donne fossero messe davvero in condizione di competere con il resto del mondo", ha detto il ministro. La Cancellieri ha sottolineato come le donne per essere competitive "non hanno bisogno di quote rosa, ma di asili nido, di aiuti per la famiglia per sostenere il doppio peso familiare/professionale"
OOOH era ora, no?
Chissà se l'ha ripetuto anche oggi e se mai vedremo qualche passo in questa direzione.
Su twitter questo intervento è stato ritwittato molte volte, soprattutto da uomini, in applausi virtuali senza fine.
A proposito, se siete su twitter, io sono qui: @lawising, che mi sento un po' sola (che è più poetico dell'ammettere che ancora bene bene come funziona ...)
Altro tweet a ripetizione, evviva!, l'iniziativa di donare via SMS a Doppia Difesa, la fondazione Onlus voluta dalla Hunziker e dall'avvocato Mezzogiorno per soccorrere e tutelare le donne vittime di violenza, fisica e psicologica.
Quest'anno, 2012, 31 donne sono state uccise da qualcuno a loro molto vicino. E' un dato che fa paura e mette una tristezza infinita.
Era mimosa ovunque ieri, era donna, era solidarietà e buoni propositi. Speriamo non sia stato solo ieri, che qualcosa a un certo punto cominci a cambiare.
Solo uno slogan mi ha lasciato un po' così: donna è mamma.
L'ho trovato sgarbato nei confronti di chi non riesce ad avere figli o non ne vuole.
O magari l'ho capito male io, che ci sta eh, che sono talmente rintronata ultimamente che capisco in modo creativo.
Avete festeggiato?
Io ho consolato Cigolino da un paio di incubi: devono essere stati bruttissimi, era disperato. 
GF ko, forse qualche strascico di influenza.
Però c'era Il Giovane Montalbano in tv, che mi piace un sacco. Starò mica diventando una cougarLady??!!!
Con questo interrogativo di un certo livello vi auguro un buon fine settimana!!

lunedì 5 marzo 2012

La domenica della mamma

C'è un pensiero che gira intorno in questo periodo: cambiare lavoro, per fare qualcosa che mi piaccia di più e che mi lasci un pochino più tempo. E' un sogno, che ancora, per mille motivi, non ha la forza di diventare progetto.
E' un momento, però, che sto con le antenne tese pronta a captare segnali.
Va da sè che poi ricevo tutti i segnali, senza possibilità di fare filtro. Così ieri. Mi sono messa comoda e ho guardato la trasmissione della Raznovich, su LA7.
Lei mi piace molto, l'argomento era quello giusto: mamme e lavoro.
La delusione è stata pari all'aspettativa.
Intanto avevo capito male il tema: non era mamme e lavoro, ma mamme e carriera e già qui la differenza è sostanziale. Una carriera rende di più, in termini economici, di un lavoro.
Di conseguenza le mamme presenti erano: Benedetta Parodi, un'europarlamentare, un'imprenditrice, una manager e via dicendo. Cioè donne dalle spalle coperte, non mamme che si arrangiavano prima, e dopo hanno trovato uan soluzione per continuare a farlo, ma più comodomante.
Mi sono innervosita. Avrei voluto irrompere negli studi e far esplodere una mitragliata di "Signore, ma vi rendete conto oppure no? ma di cosa stiamo parlando? ma che razza di via indicate alle mamme normali e non privilegiate?" O qualcosa di simile, insomma.
Poi tutte sorprese che tante mamme lascino il lavoro e tutte insieme a ragionar della mamma italiana, così chioccia, così culturamente legata al suo ruolo. Nessuno ha sollevato la questione del costo degli asili nido, o delle babysitter, degli orari degli asili che spesso non cioncidono con quelli della giornata lavorativa, del fatto che non tutti hanno nonni vicini a cui fare riferimento, solo per fare degli esempi.
Si compiacevano di mariti solidali nel ruolo, invece, senza considerare che le mamme single sono tante.
Poi. Le signore presenti si erano reinventate (reinventare era il verbo di ieri) in mestieri comunque attinenti al ruolo di mamma. Perchè? Se diventi mamma e vuoi cambiare lavoro, puoi solo lavorare nel mondo della mammità? E perchè mai indicizzarsi in questo modo?
Ho avuto una domenica molto pensierosa.
Mi sono sentita con le spalle al muro ed è una sensazione che detesto.

sabato 3 marzo 2012

Rete preziosa.

Nessuna ramanzina e noi una bellissima serata.
Siamo andati alle terme. Ci siamo goduti 3 ore tra saune, idromassaggio, spuntini vegetariani e rosè frizzante che vogliamo farlo più spesso, ci ha rimesso al mondo. Cigolino dormiva serafico e la mattina al risveglio, quando ci ha visto, batteva le mani tutto contento.
E' l'investimento che di cuore e slancio consiglio: una serata fuori e a casa la babysitter. Serve. Ti conferma che non sei solo un genitore: sappiamo che le conferme, soprattutto con bambini piccoli, servono eccome.
L'altro giorno parlavo di "mamme cattive" con un'amica psicologa, quelle cioè che riconoscono di avere momenti di rabbia cieca, quei pochi secondi  che alzano onde emotive che neppure uno tsunami.
Mi ha raccontato un po' di cose, tra cui incontri dedicati proprio ai genitori con figli tra gli zero e i cinque anni.
Spero di ospitarla presto qui, così ci darà qualche dritta e rassicurazione.
Intanto un'altra amica neo mamma mi ha chiamata ieri: il suo bimbo ha una settimana e le domande sono tante. Ecco, mai avrei pensato di ritrovarmi nelle vesti di consulente alla primissima infanzia, mi veniva da ridere mentre la rassicuravo dicendole che è perfettamente normale che il piccolo mangi e riempia pannolini, tipo catena di montaggio.
Ancora una volta, avere intorno una rete di mamme, di amiche, virtuali o meno, è cosa preziosissima.
Buon fine settimana!


giovedì 1 marzo 2012

Ma cosa notano?

Ho spostato un attaccapanni, dall'ingresso è finito in camera.
Stamattina Cigolino, nel solito giro di ricognizione mattutino, ha notato il cambiamento e indicando l'attaccapanni ha cominciato un discorso molto serrato, sempre indicando, agitando le mani, come a chiedere spiegazione o dare un suo parere. Ho riso a lacrime!
Sinceramente non immaginavo che a 11 mesi fossero già così attenti ai cambiamenti e soprattutto che notassero cose con cui non hanno a che fare, tipo giochi o vestiti (lui esamina sempre una cosa nuova che indossa).
Stasera GF e io usciamo, noi due.
Ogni tanto ci vuole. Fuori. Noi due, ci siamo dati appuntamento come due fidanzatini :)
Ecco.
Chissà se domani mattina avremo la ramanzina di Cigolino, perchè siamo rincasati tardi....

mercoledì 29 febbraio 2012

I pensieri intorno

Oggi ero a casa, in ferie. Ci obbligano a prendere cinque giorni di ferie entro marzo. Cost saving. Dicono. L'imposizione mi ha dato fastidio, io che faccio sempre tutta una tirata per avere tanti giorni in estate, scialacquarne cinque, a marzo ... Insomma, non vedo la cosa di buon umore.
Oggi però mi sono riposata, davvero. Ho lasciato Cigolino alla tata come ogni mattina, ho sistemato due cose (ma proprio due) in casa e sono andata a pranzo con due amiche. Sono tornata a casa con calma, sapendo di non avere particolari impegni. Ho respirato, ho sentito il profumo dei fiori gialli, ho camminato  più lentamente, ho goduto di un po' di silenzio.
Sapevo Cigolino in buone mani, non mi sono sentita in colpa per non averlo tenuto con me e per qualche ora, da sola, sono stata proprio bene.
A pranzo c'era una mia ex collega. Lei ha realizzato quello che, credo, sia il sogno di molti, il mio senza dubbio. Ha dato le dimissioni, così, senza altra opportunità, "solo" perchè i ritmi d'azienda non potevano andare più d'accordo con i suoi ritmi di vita. E' uscita e ha cominciato a fare il lavoro per cui ha studiato, che è nelle sue corde. E non perchè l'avesse pianificato, ma perchè, una volta libera, le è proprio venuto incontro ciò che desiderava.
Io ascoltavo come i bimbi le fiabe, immaginando principi e principesse, cioè una vita tanto diversa da sembrare una favola.
Sarà perchè è un momento (lungo però) che so di essere a un bivio o comunque molto vicino: è qualcosa che piano piano matura dentro di me. E' l'esser mamma e sapere che vorresti un tempo diverso da dedicare a tuo figlio, ma anche, e soprattutto per la verità, la consapevolezza che è già da molto tempo che sono stanca di ciò che faccio, che non mi interessa sempre meno.
Ho un tempo comico per ragionar di ciò, considerata la contingenza storica.
Ma capita, no?, di avere pensieri che girano intorno quasi a disegnare l'idea giusta. O sono io?

martedì 28 febbraio 2012

Batti batti le manine!

E improvvisamente, durante il fine settimana, Cigolino ha scoperto le mani.
Quelle degli altri, che ama veder muovere e far muovere secondo uno schema tutto personale, e le sue che  batte con molto gusto, ridendo, festeggiando una pappa che gli piace, il mio arrivo, quello di GF e ogni volta che la gioia da esprimere è tanta e deve trovare una via per uscire.
Inutile dire che cuore di mamma (e papà) palpita: dopo mesi di tentativi, di mira sbagliata, di frustrazione (sua) adesso gli applausi scrosciano.
Un altro utilizzo sapiente delle mani è per dire che basta, di pappa non ne vuole più: allora le agita e dice una cosa tipo atta, o etta,  e quello è il segnale che non accetterà più nemmeno un cucchiaino.
Le mani servono poi a calcolare distanze, tentare appigli per alzarsi, tenermi fermo il viso per addentarmi il naso, per salutare l'immagine riflessa nello specchio, strappare ciuffi di pelo al nostro pazientissimo gatto, sottolineare i monologhi che si fanno sempre più animati, espressivi, divertenti, anche senza parole.
Tutto da due giorni a questa parte.
E' come se si aprissero scatole, matrioske, pacchi sorpresa: ogni nuova abilità allarga il mondo, dà vita a nuove, avventurose, esplorazioni.
Per rinforzare la certezza che le mani sono fatte per essere usate, abbiamo cominciato a giocare con cubi di legno e "lego" gigantesco e morbido: invece di costruire, lancia i pezzi il più lontano possibile e poi finge di voler gattonare per andare a riprenderli. Fa finta, perchè non appena cerca di mettersi in posizione o fa retromarcia e si rimette seduto oppure si spiaggia sul tappeto a pancia in giù e si agita come una tartaruga sul guscio.
Ogni giorno lo guardo speranzosa, facendo un tifo da stadio, ma lui niente: la decisione di muoversi non riesce proprio a prenderla :)

giovedì 23 febbraio 2012

Undicesimo complemese


E' l'ultimo complemese che festeggiamo, il prossimo sarà 1 anno e da lì in poi andremo di anno in anno. Quindi è un complemese importante ;)
La giornata è iniziata con KO tecnico della (santa) tata, barellata per febbrona. Per cui organizzazione dell'ultimo momento: GF è andato a lavorare stamattina, appena rientra volo io in ufficio.
Staffetta del giovedì.
L'improvvisa mattinata a casa è stata meravigliosa: siamo usciti al sole quasi tiepido come ai vecchi tempi, in giro per il parco a salutar paperette. La cosa preoccupante è che per un attimo mi è sembrata più costruttiva questa attività e consideravo come si potrebbe fare per far quadrare il bilancio famigliare e mantenere viva la passeggiata della mattina. Ovviamente non sono arrivata a nessuna soluzione, ma prima o poi...
In questo mese Cigolino:
ha consolidato le abilità;
ha "imparato" a fare l'aerosol;
sperimenta lo stare in piedi, sempre aggrappato a mamma o papà o al divano;
ha aggiunto la vocale "e" alle parole che prova a dire;
saluta tutti, agitando mani, testa, piedi;
gioca più a lungo, ma anche comincia ad incantarsi troppo davanti alla TV che, quindi, non può più essere un sottofondo, ma va dosata.
Rotolare sul lettone è la nuova attività preferita.

In questo mese noi:
siamo stati più impegnati a giocare con lui;
abbiamo dormito fino a notte fonde sul divano, stanchissimi;
io, ogni tanto, mi scoraggio e mi sento in un lungo tunnel, GF allora accende sempre una torcia per farmi strada.
Auguri!

martedì 21 febbraio 2012

Chi ha paura delle mamme?

Mi sono persa tutta la querelle sulla clausola antigravidanza proposta dalla Rai per le collaboratrici esterne. Mi sa che devo ripercorrere tutto twitter in cerca di twit a proposito, perchè la protesta è nata lì, tra molti cinguettii e sembra aver sortito un qualche effetto: niente canone per pc e tablet e cancellazione della clausola indegna dove al punto 10 si afferma che in caso di malattia, infortunio, gravidanza, che impedisca a parere dell'azienda l'adempimento delle obbligazione convenute, il contratto potrà essere sciolto senza alcun indennizzo per la lavoratrice".
Gravidanza come causa impediente, ancora una volta, questa volta messo lì, nero su bianco.
A volte mi chiedo se le mamme fanno paura, altrimenti non si spiega perchè.
Pare che il tutto sia rientrato, con tante scuse, postume e comunque in ritardo, del dg Lei, che eppure è donna e non lo so dove andiamo a finire se ci remiamo anche contro.
Non aggiungo altro, perchè poi ci addentriamo in luoghi comuni, eppure misteriosi, ma lo spazio per farci sù una bella chiacchierata c'è.
Cigolino sta meglio, va matto per la pizza, peccato non abbia ancora il controllo totale della deglutizione e tende a strozzarsi.
Un corso di primo soccorso infantile dovrebbe essere obbligatorio per tutti i genitori, perchè hai davvero un momento in cui non sai cosa fare.
In mancanza di altro sto studiando questo video.
Dubito sinceramente di avere la freddezza necessaria per la manovra due, in caso di soffocamento, ma insomma, almeno avere una vaga idea.
E poi, mi chiedo, quali altre emergenze bisogna essere pronti a fronteggiare? Così cerco i tutorial!