Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

giovedì 14 febbraio 2019

Il boccaglio magico

"Amore abbraaaaaciami, baciami l'animaaaaaa" stamattina Cig così, simulando voce da tenore, mi saluta prima di entrare a scuola.
"E' san Valentino mamma e tu sei nel mio cuore, insieme a papà e al gatto"
Mi manda baci a ogni passo, tanto che temo non riesca a entrare a scuola, non in orario comunque.
Trascina il trolley su per una scala in salita, ogni gradino un ciao con la mano, un bacio lanciato, un volo dai gradini sfiorato.
Il rito dell'ingresso a scuola mi da la carica per tutto il giorno.
Tengo i baci in tasca.
Mi trucco gli occhi con i ciao ciao
Mi abbraccio le parole
Poi solo passi svelti, il telefono che comincia a suonare, parole serie, mentre nelle gambe ho ancora lo shoobidubidooo, due passi da ballo che facciamo sempre prima di entrare a scuola.
E' importante avere i baci in tasca, una risata appiccicata alla maglia, passi da ballo nelle scarpe. 
E' importante coltivare il lato buffone, con molta serietà
Bisogna iniziare da piccoli, prima di pensare che non si fa, che tutti mi guardano, che ti dicano che non è permesso vivere nel mondo delle favole.
Perchè lo dicono eh.
Sono a quelli a cui spieghi che c'è bisogno di una boccata d'ossigeno, un boccaglio magico che peschi fuori dalla troppa realtà e ti guardano con gli occhi del pesce nell'acquario, che non ha mai conosciuto il mare e non saprà mai quanto lontano potrebbe nuotare.
Un boccaglio magico per respirare davvero, aria allegra, frizzante di novità, fresca come il primo bacio del mattino.
I bambini ce l'hanno sempre a portata di mano un boccaglio così.
Non permettere che vada perduto è la miglior educazione possibile. 
E' questione molto seria.
Shoobidubidooo.

 

martedì 22 gennaio 2019

Il giorno di nebbia

Non mi capita spesso, ma quando capita lo riconosco subito, mi ci perdo dentro, ne esco diversa, non necessariamente migliore.
Lo chiamo "il giorno di nebbia", anche se non dura mai un giorno solo, ma si allunga e si stiracchia per stagioni intere.
Nel mio giorno di nebbia non riesco a leggere, scrivere, uscire, cucinare con passione; lavoro male, ho pensieri appannati, non ho neppure voglia di vestirmi come si deve.
Mi pesa tutto, non solo il fianco, non solo la sveglia al mattino.
L'umore è neutro, silenzioso, ovattato, è bianco, è grigio, la luce è soffusa, senza ombre, senza una forma precisa.
Il giorno di nebbia l'ho sempre avuto, meno da quando c'è Cig: da genitore hai meno tempo di perderti chissà dove, tra le brume di te stesso. Hai da essere presente e pimpante. Per questo adesso questa nebbia mi ha presa un po' in contropiede, quasi non ricordavo più come fosse e quanto a lungo potesse durare. E' scesa bassa e fitta, la nebbia, da qualche tempo. All'inizio mi fa sempre un po' paura, poi lascio che sia così com'è: la fatica di uscirne in fretta è spossante, molto più che restarci. 
Allora sto. 
Il giorno di nebbia è il momento di cercare quello che servirà: nuove idee, decisioni, ispirazione, energia, pace. 
Nella nebbia vedi chiaramente solo te stesso, tutto il resto è sfumato, velato, sprofondato in prospettive distanti. Per questo si acquiscono i sensi, l'intuito, la sensibilità, il sentire profondo. E' nel giorno di nebbia che decido dove andare dopo, cosa fare e cosa abbandonare. 
Mi guida il cuore, non la testa. Mi guida il senso profondo di me, non ciò che devo essere. Il desiderio, non il necessario, l'immaginazione, non le certezze.
E' un giorno tosto, quello di nebbia. Prezioso, impegnativo, mi porta lontano per riportarmi poi a me. In una giornata di sole, in cui tutto sembra diverso, in cui sicuramente qualcosa è cambiato.

giovedì 3 gennaio 2019

Cosa hai fatto a 50 anni?

Me lo ricordo bene.
Quando lui starà per compiere i suoi 8 anni, io ne avrò compiuti 50.
E' stato uno di quei pensieri dei primi giorni insieme, quelli che vengono così, quando vuoi curiosare nel futuro sperando di trovarlo rassicurante e accogliente.
Mi pareva cosa lontana, remota, un puntino lontano lontano che ci avrebbe impiegato secoli prima di arrivare a me.
E' questo l'anno.
Dei 50
Degli 8
De "e adesso che si fa?"
Chiederò a Cig come vive lui la questione degli 8 anni, ma lo vedo sereno  
Io, invece, il 50 non lo sto prendendo bene, per niente. Mi agita da matti, come fosse il numero che decreta il tanto ormai, non cambierà più niente, morirò così, obliterando il biglietto della metro, nel solito tragitto, nella routine, nell'addio mondo, sono ormai totalmente inutile.
Il terrore.
Non per l'età in sè, che è sempre bene vada avanti e anche il più possibile, che se non lo facesse il problema sarebbe ben più serio.
E' l'età sociale che mi preoccupa ben di più.
Una donna, a 50 anni, può mettere da parte qualunque ambizione, in qualsivoglia ambito, socialmente parlando.
Per un uomo è molto diverso.
D'altra parte un uomo ha 50 anni in un mondo fatto, per lo più, a misura sua.
Sono notti e notti che mi chiedo cosa fare adesso, come spendere bene i miei prossimi 50 anni.
Ancora non ho risposte che mi soddisfino, soprattutto non ne ho trovate di attendibili: aprire il famoso chiringuito sulla leggendaria spiaggia tropicale è sempre in testa alle mie classifiche, ma, a parte essere piuttosto inflazionato - immagino distese a perdita d'occhio di tutti i baretti che abbiamo aperto ogni volta che abbiamo voluto cambiare vita - non mi convince il mojito come mia strada maestra.
Forse basterebbe cambiare città, andare al mare. E' che bisognerebbe cambiare lavoro, ma a 50 anni mica è facile, quasi impossibile (per una donna)
Potrei mettermi in proprio.
Aprire il negozio, che è parente strettissimo del chiringuito, ma in versione urbana.
Potrei prendere un anno sabbatico, credo però mi pignorerebbero casa, per cui no, anche questa strada non va bene.
Vorrei, potrei, immagino, riscrivo, ci penso, ma non vedo la via che mi tolga da questo empasse, da questa strana soggezione che i 50 mi stanno mettendo addosso. E dire che praticamente mai, fin qui, ho avuto vera soggezione di qualcuno o qualcosa. 
Ho anche fatto il "grappolo dei desideri", quella cosa tanto coaching che fai scrivendo su un foglio, a flusso di pensiero, ciò che desideri. Poi elimini quello che ti sembra ridondante o non prioritario, limi, aggiusti e rileggi.
Mi sono rimaste tre, quattro parole.
Fondamentalissime e totalmente incompatibili con la realtà. Per questo mi sveglio di notte, da molte notti: ho un senso generale di incompatibilità e smarrimento. Ansia a livello agonistico.
Da adolescente sono stata molto più lucida, emotivamente stabile e assennata, me lo ricordo benissimo.
Insomma, ho bisogno di ispirazione, coraggio, saggezza e gioventù. Il colpo di genio e di culo.

2019 siediti, dobbiamo parlare








giovedì 27 dicembre 2018

Babbo Natale uno di noi

Noi crediamo a Babbo Natale, 
si va a dormire presto
sognando regali e tutto il resto.
A bocca aperta davanti all'albero
a mani piene nella carta
tra nastri e luccichini, ma che belli i pacchettini!
Che sia grande oppure piccino
la sorpresa è un regalino
se poi è quello desiderato
tu ti senti fortunato.
Noi crediamo a Babbo Natale
a quel bene che diffonde 
non un giorno
ma tutto intorno 
e dentro il cuore
tutto l'anno 
e a tutte le ore.
Noi crediamo a Babbo Natale
non conosce distinzioni
che siam blu o arancioni
lui porta a tutti i doni
Il più prezioso non lo scarti
e non serve a incantarti
E' quel bene che hai dentro
e che ti fa vivere contento.

Buone Feste a tutti 💝



giovedì 13 dicembre 2018

L'album delle figurine


Sinceramente pensavo che il livello di difficoltà "Impara i nomi degli Avengers e dei loro nomi da civili" fosse il massimo grado di difficoltà a cui sarei stata sottoposta.
Non avevo considerato l'eventualità calciatori, neanche lontanemente.
Invece.
La sera, rientrando, Cig apre il suo album, che è  grande e pesante come un frigorifero, e inizia a leggermi tutti i nomi dei giocatori, di tutte le squadre e, quando ha voglia di infierire, i relativi ruoli.
Snocciola nomi impronunciabili per circa mezz'ora, poi chiude l'album, che si chiude con lo spostamento d'aria di un portone, mi guarda con gli occhi scintillanti e mi interroga.
"Allora mamma, in quale squadra gioca Amato Cicciretti?"
Io non lo so, non lo so mai e a lui questo fa molto ridere.
Non ce la farò a riconoscere i calciatori, mi tengo le sue risate come premio per la mia pessima interrogazione.
Spero di accorgermi quando la sua risata si farà adolescente, ammesso che avrà ancora voglia di ridere e di ricordarmi sempre la sua risata bambina.
Come voglio ricordarmi le chiacchierate in bagno, il bacio della buonanotte, i giochi inventati, la testa incastrata nelle magliette che passano subito di misura, lo sguardo affranto davanti a un piatto di verdura, le canzoni stonate cantate in macchina.
I calciatori no, non riesco proprio a ricordarli.
Mi ricorderò, questo sì, le sue corse per casa al grido "all'attacco di mammaaaaaa" e il suo piombarmi addosso con un abbraccio stritoloso per ripartire subito "all'attacco di papààààààààà".
Ho anch'io il mio album di figurine, magari un giorno lo aprirò e sarà più grande di un frigorifero.
Riguarderemo insieme le figurine della scrittura incerta; della poltrona su cui adesso ci stiamo ancora in due; dei pigiami tutti di spiderman; delle mani che stanno nelle mie e le mie sono piccole; di quando legge un libro o scrive il suo diario, che è segreto, ma non per te e papà ok?; ci saranno gli Avengers, le macchinine, i dinosauri e poi ci saranno i calciatori, quelli che io non imparo e lui invece sì, li conosce tutti. 
Magari rideremo ancora delle mie pessime interrogazioni o magari sarò io a interrogare e lui dirà che no no, non è vero che girava sempre scalzo, che si era costruito un pupazzo usando un calzettone e un chilo di riso, che non voleva il gatto sul letto perchè "mi mangia i piedi".
Probabilmente neanche lui ha messo in conto questo livello di difficoltà ;)