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Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Così sono diventata mamma dopo i 40, tanto per fare sempre di testa mia. Come sta andando lo racconto in questo blog :)

mercoledì 28 dicembre 2016

E per il 2017 vorrei .... anzi voglio :)

Natale passa, nonostante le pile non incluse e si sfilaccia anche l’anno.
Ne inizia uno nuovo, tra poco. 
Non so voi, ma quando ho un anno nuovo lo tratto un po’ come l’agenda appena comprata: un po’ mi emoziona, un po’ quella cosa che sia intonsa mi mette ansia. Ma io sono ansia, quindi non faccio testo.
Comunque. Anno nuovo vita nuova. Mi piacerebbe davvero fosse così, che ogni anno ci fosse una piccola, ma anche grande eh, svolta di quelle che ti fanno partire per un nuovo viaggio. Ritrovarmi altrove al prossimodicembre, per ripartire di nuovo.
Sono giorni di bilanci. Sono positiva e mi dico sempre che è andato tutto bene, ma qualche sassolino nella scarpa resta e i sassolini più vecchi cominciano a dare davvero fastidio.
Mi chiedevo tra un panettone e l’altro se adesso, dopo quasi 6 anni di Cig, può essere un buon momento per cambiare ciò che desidero cambiare. Perché se mamma cambia qualcosa un po’ ne risente tutta la famiglia.
Per cui è importante che i compagni di viaggio sappiano come affrontare il momento. Che tradotto vuol dire: a quale età della prole una mamma può tornare a pensare a se stessa con maggior concentrazione?
Credo che la risposta giusta sia mai più, bella mia.
Quella di compromesso invece è: quando te la senti tu, mamma.
Ecco. Se il panettone (vegan) non mi ha onnubilato troppo, direi che il momento è proprio questo. Sono prontissima.
Ciò che di tutto cuore mi auguro per 2017 è un bel cambiamento, positivo, energetico, rivitalizzante. 
Tu, cosa ti auguri?

venerdì 23 dicembre 2016

BUON NATALE

Il post di auguri lo scrivo dal treno, di ritorno dall'ultima trasferta dell'anno.
È  stato un anno parecchio gironzolone e, come si dice sempre, gli anni passano e tutti i km valgono doppio secondo me.

Auguri a tutti, che sia un Natale bello, anche che se l'aria, tra guerre e attentati, ha soffiato via gran parte della magia.
Che sia un Natale da bambini, con quello sguardo li, a stella luminosa, quando si aprono i pacchetti.  Con identica attesa, guardando dalla finestra, che magari Babbo quest'anno ci fa una sorpresa e potremo abbracciarlo.
Un Natale di sorrisi e sane risate, di abbracci rotondi e avvolgenti, di baci stampati su tutte le guance.
Un Natale di belle sorprese e bocche aperte, di mani che applaudono o si tengono all'altro per stare tutti un po' più vicini.
Un Natale d'amore, che dire col cuore ti voglio bene resta sempre un gran regalo.
Di sogni sognati anche a occhi aperti, o su quelli appena chiusi di un bimbo che dorme.
Un Natale per osare  nuove cose, scompaginare e ricostruire.
Natale vicino, anche a chi è tanto lontano.
Natale come lo desiderate, che non sia forma, ma molta sostanza.
Di dolci a perdere la forma, che tanto poi ci sarà la dieta dell'anno, quella miracolosa.
Natale non troppo sul serio, ma anche un po' stupidino.
Auguri così,  morbidi morbidi, come le onde del mare o la neve che cade.

BUON NATALE ❤️❤️❤️





venerdì 16 dicembre 2016

I canditi

Considerato che è Natale è un attimo trovarsi a parlare di canditi.
Quelli del panettone o del pandolce genovese.
Quelli che adornano i vassoi di frutta secca.
Quelli della mostarda.
Quelli che prendono smog sulle bancarelle dei mercatini di Natale.
Ci fanno anche le pubblicità sull’importanza di avere o no i canditi nei dolci di Natale.
Che Natale sia un tantino candito salta agli occhi ed è a Natale che la popolazione si divide nettamente i due fazioni: i canditiani e gli scanditi.
Ai canditiani i canditi piacciono, punto.
Agli scanditi non è detto che i canditi non piacciano, ma di sicuro non piacciono dentro qualcos’altro. La scorzetta d’arancia ricoperta di cioccolato fondente, per esempio, è una cosa; la stessa scorzetta frantumata e messa a tradimento in un panettone è un’altra. Gli scanditi sono persone complicate.
E’ normale, dunque, di questi tempi, trovarsi a chiacchierare di canditi, che per dicembre soppiantano quasi in toto le conversazioni sul meteo.
Proprio chiacchierando del candito più e del candito meno con una canditiana che mi ha arrivata la domanda che nessuno mi aveva mai fatto.
“Uh, ma quindi anche tu adori i canditi è per questo che hai chiamato così il tuo blog, vero?”
Adori i canditi, a una scandita come me, suona malissimo. Ma male proprio e ho dovuto mettermi di impegno per non fare subito la faccia offesa.
“Scusa, ma allora perché Pensieri Canditi?”
Perché i canditi li tolgo sempre, li lascio sul piatto, li guardo, li trovo carini nei loro vari colori, ma per me sono qualcosa di assolutamente avulso da qualsiasi cibo in cui si possano trovare. I canditi sono una cosa a sé, un mondo a parte. Un po’ come il mondo su cui atterri con la maternità.
Quando ho pensato al titolo di questo blog, che volevo diverso, almeno un pochino, dai tanti blog mammeschi, ho pensato che le cose da scrivere qui sarebbero statcome i canditi: non li mangio senza pensarci, non li mischio con altri sapori, li voglio vedere nel piatto, osservarli a uno a uno, perché ogni candito, così come i pensieri, è diverso dall’altro.
E come i canditi, anche i pensieri, non è detto che mi piacciano ;)







mercoledì 14 dicembre 2016

Sono una mamma Grinch

Che mancano 10 giorni a Natale ve l’avranno già detto.
Di fare regali intelligenti, pure.
Che il calendario dell’avvento è più bello se è fatto da voi, con tutorial a supporto, non lo dico neanche. In questo caso mi sento solo di aggiungere che molti mentono. Un calendario dell’avvento se non è fatto più che bene è brutto, anche se frutto di un lampo creativo che neppure una stella cometa.
Poi vi avranno detto di essere più buoni, generosi, altruisti, che basta il pensiero purchè di boutique e ricordatevi di fare la lista dei buoni propositi che poi è un attimo che siamo a fine anno.
Di ricette per pranzi, cene, spuntini e merende ne trovate ovunque.
E’ temporaneamente sospesa la questione dieta, ma occhio che dal 7 gennaio si inizia quella della prova bikini.
Ogni anno di questi tempi gli argomenti scarseggiano.
O parli di Natale o cosa altro vuoi dire.
Di Natale però parlano tutti e arriviamo al 25 sfrantumaticome le palle dell’albero caduto grazie al gatto di casa.
Sono una mamma Grinch. Inutile girarci intorno.
L’albero di Natale ingombra.
Il presepe ad andar bene viene abbattuto dal gatto e Gesù Bambino passa gran parte del tempo sotto il divano.
Le luminarie sui balconi ricordano piccoli lunaparkabbandonati
I Babbo Natale che si arrampicano andrebbero denunciati per violazione di domicilio. O almeno appesi bene, che altrimenti sembra un Babbo appena impiccato e ti viene una tristezza che ciao.
Lo spirito del Natale lo preferisco alcolico, per reggere bene il tour de force.
Non voglio affrontare la questione pacchetti. Esistono ancora negozi che non fanno il pacchetto regalo e ti consegnano il kit fai da te. Se avessi il tempo di fare da me non userei la vostra carta, tanto per capirci, e comunque potreste essere molto più collaborativi, no?
Cosa volete che vi dica io sul Natale.
Ho pacchettini nascosti in ogni dove e non credo li ritroverò per  tempo. Magari salteranno fuori tra qualche anno, un po’ stropicciati.
Non ho un centrotavola.
Ho un centinaio di candele rosse. Le ricompro ogni anno e poi mi dimentico.
Ho Natali così, disastrati, leggermente disadattati.
Sono l’unica?




sabato 3 dicembre 2016

Se spazzi la neve, dove passa la slitta di Babbo Natale?

L'allarme arriva da UK.
La tendenza dei genitori è fare da spazzaneve ai figli, cioè spianare ogni tipo di difficoltà, evitare loro qualunque fallimento e portarli così, intonsi e imbranati, alla maggiore età.
Non solo, i genitori di oggi hanno un'ansia patologica da primo della classe, non accettano che i loro pargoli possano essere secondi o, impensabile, non classificati in qualcosa. Non certo perché abbiano vecchi valori, tipo il senso del dovere, l'amore per le cose fatte bene o cose così, ma molto più pragmaticamente perché non saprebbero come affrontare un fallimento figliesco e questo genererebbe una grandissima rottura di palle, di più, un problema inaffrontabile e misterioso.

Da Australia e US arriva uno studio che dice che la favola di Babbo Natale mina nel bambino la fiducia verso i genitori. I piccini a un certo punto si renderanno conto di essere stati presi in giro per anni e allora sai, metteranno in discussione tutto, compresa l'antica credenza che la famiglia è il nucleo centrale e fondamentale dell'intera società.
Viviamo in tempi pericolosissimi, state attenti.

Ma andiamo con ordine e affrontiamo tutti insieme, con un bel respirone, la questione dei genitori spazzaneve.
Anch'io li ho avuti genitori così. Erano però tempi antichi e le cose non erano ancora perfettamente chiare. Così i miei, in una strategia concordata e condivisa, quel maledetto spazzaneve l'hanno sempre guidato verso di me, accumulando al mio cospetto montagne di neve, roba da farci un villaggio di igloo e fondare nuove comunità Inuit. E' andata che ho imparato a sciare.
Anche loro volevano fossi la più brava, ma mica per non affrontare eventuali problemi, ma per quella bella filosofia consequenziale, lineare, per cui se ti impegni al massimo è sicuro che sarai bravissima. Se non sei bravissima vuol dire che non ti stai impegnando. La semplicità proprio.
Adesso si è tutto complicato. Se non sei bravissimo è evidente che il maestro ce l'ha con te, che ha puntualizzato qualcosa di troppo che ti ha traumatizzato, povero figlio mio; è evidente che l'allenatore è un povero sfigato che non sa vedere le tue potenzialità infinite, non sei tu, cuore di mamma, è il resto del mondo che è sbagliato o comunque ce l'ha con te, perché sono tutti invidiosi.
Capisco che tutti noi in adolescenza abbiamo giurato solennemente che mai saremmo stati adulti uguali ai nostri genitori, ma cerchiamo anche di ricordare se il giuramento era stato fatto da sobri, perché altrimenti non vale e possiamo rivedere il tutto, senza venir meno alla nostra integrità.

Se tutto ciò non fosse già di per sé preoccupante, si aggiunge la questione Babbo Natale. Non esiste e non si capisce perché raccontiamo sta balla colossale a bambini incapaci di discernere tra realtà e fantasia. Brutti che siamo! Infingardi, proprio e sciocchi. Non capiamo che scoprire che Babbo Natale è solo fantasia provocherà nell'ordine:
- Trauma
- Perdita di fiducia nei genitori
- Frustrazione
- Senso di perdita
- Con un po' di pazienza, Alzheimer
- Richiesta di riscatto da parte dei figli, che dichiareranno di essere stati sequestrati dalle fantasie che noi abbiamo creato loro.
Dovremmo essere più pratici e far aprire una lista regali ai bambini, nel loro negozio preferito. Niente attese, nessun se sarai buono, mai più notti di Natale insonni o sveglie all'alba al grido di "E' passato Babbo Nataleeeeeee, veniteeeeeeeeeee!!"
E' ora di finirla con sta cosa della magia.
Il mondo non si basa sui desideri e sull'attesa, ma sul tasto compra con un click.



L'articolo sui genitori spazzaneve lo trovate qui
Quello su Babbo Natale qui