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Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Così sono diventata mamma dopo i 40, tanto per fare sempre di testa mia. Come sta andando lo racconto in questo blog :)

giovedì 29 ottobre 2015

Cose che le mamme direbbero volentieri, ma sono troppo mamme.

L'altro giorno ero in treno, tanto per cambiare, e leggevo un post di Enrica Tesio, che se non la conoscete vi metto in castigo.
Enrica è bravissima.
Sa cogliere e tradurre ciò che noi ci limitiamo a intuire senza neppure troppa consapevolezza.
Leggevo e ridevo.
In treno si nota moltissimo se una legge e ride da sola.
Pazienza.
Peggio per loro che in treno lavorano e basta e stanno incastrati e ingrugniti sui loro sedili (scomodi).
Il post era questo: cose che i bambini ci direbbero volentieri, ma sono troppo educati pubblicato sull'inarrivabile blog Ti Asmo.
Ridevo l'ho detto, ma poichè il treno tira sempre fuori il peggio di me, rispondevo mentalmente a tutte le cose che i bambini ci direbbero. Vorrei vedere voi alla sesta ora di treno della giornata e alla milamillesima della settimana.
Leggete il post di Enrica. Poi il mio, che tanto sono senza vergogna e volentieri lo condivido con voi.

"Mio figlio non mi mangia"  e caro mio non metterla su antichi rancori. Mi suggerisci di andare avanti e andiamoci. Io di qua e tu di là, torna pure quando hai fame. Ti aspetto. Baci, la mamma

Quando  dico che sto per arrabbiarmi non lo dico per spoilerarti l'urlo che deflaglerà a breve, credimi. In realtà non sto neanche parlando con te, ma con me. Per ricordarmi che tu sei la bambino e io la mamma e non si può buttarla in rissa (purtroppo).

Se ti chiedo cosa vuoi mangiare è per abituarti a pensare a cosa effettivamente mangi, non perchè ho la sindrome del commis di cucina. Se non ti va di rispondere puoi succhiarti l'alluce e poi chiedermi la pasta in bianco, come sempre. Con amore, la mamma.

Non si fa di parlare di te come se non fossi nella stanza. E' che tu sei sempre nella stanza. Capisci? Dai, vai di là a giocare.

Lo so, pensi di essere il nostro argomento preferito al mondo. Beata innoncenza.

Accetta che non si deve fare la spia e neppure alzare le mani. Non per questioni strettamente etiche, ma perchè in entrambe i casi poi devo intervenire io. E 99/100 non ne ho proprio voglia.

"Vai a giocare con quel bambino, fate amicizia" detto al parco non va preso del tutto alla lettera. La parte importante è "Vai a giocare", quella che non ti posso dire è "che mamma vuole stare in santissima pace a leggere, qui sulla panchina"

Se ti do indicazioni su velocità da mantenere sui gradini o mentre scendi dall'auto, è perchè se ti fai male io davvero non saprei come soccorrerti. Questa è la verità.

Se ti ho lasciato intendere che mi piacesse aspirarti la roba dal naso chiedo scusa, ho proprio sbagliato. Ciò non ti autorizza in ogni caso a toccare qualunque cosa, soprattutto finchè ti succhi ancora il pollice. Lo dico per te eh.

Se mi sentissi dire "la mamma è tanto triste quando fai così", in terza persona, mentre inculco un senso di colpa che non ti leverai più, ti autorizzo a chiamare Hulk in tua difesa.

Bacio e dormi. Funziona benissimo da sempre con te e di questo ti sarò eternamente grata.

Sei sempre attaccato a uno schermo. Come me. Non vedo l'ora che impari a scrivere per whatsapparmi anzichè chiamarmi ogni 30 secondi.

Non ti do soprannomi, non li do mai a nessuno. Vivo nel terrore di dimenticarmi il nome vero, evito.

La saliva per pulire fa schifo.

Sospetto che tu conoscessi Estivil ancora prima di venire al mondo, per questo hai sempre dormito da solo e senza storie. Un giorno mi racconterai.

Fai il bambino piccolo finchè vuoi, figurati. Di conseguenza farò la mamma di un bimbo piccolo. Vedi tu.

I regali, raggiungiamo un accordo: quelli rumorosi ok, ma senza pile. Oppure le pile, ma senza gioco intorno.

Il gelato è tuo. Io sono vegana e ti va di lusso, credimi.

Detesto andare al grande magazzino. Mi dispiace, niente scale mobili. Gne gne.

Questa cosa del plurare è inquietante, tirami un calcio se dovessi parlare così. Capirò e non ci saranno conseguenze, promesso.

Fai il timido. Se facessi lo stronzo sarei molto più preoccupata.

Giocare è una roba seria. Mamma invece è una cialtrona pazzesca, incapace di concentrarsi, quindi no, non può fare la Vedova Nera degli Avengers. E' anche una questione di rispetto verso papà, sai?

Dolcemente rompipalle? Davvero mi trovi dolce? Uhm, qualcosa non sta andando nel verso giusto.

Le supposte. Finchè non impari a deglutire le gocce o lo sciroppo senza vomitarle subito, manco fossimo nel remake venuto male de L'esorcista. Fai tu. Non dico altro.


PS. Enrica perdonami, non sempre so quello che faccio.



lunedì 26 ottobre 2015

Esperienze.

- Mamma, ma tu cosa devi fare qui?
- Sai che la mamma ogni tanto scrive storie?
- Sì sì
- Oggi lo dico anche a tutte queste persone che mi piace scrivere le storie e quindi vado su quel palco lì.
- Uuuuh, vai vai allora.

Ieri Cig e GF mi hanno accompagnata alla mia prima volta da scrittrice: ero con EmmaBooks, editore femminile e digitale che ha pubblicato due miei racconti, a un appuntamento di Bookcity, la settimana di libri e scrittori che ogni anno di questi tempi popola Milano.
Con me naturalmente c'erano le altre Emme, ognuna di noi con il proprio racconto di cui parlare.
Ero tanto emozionata.
Ero tanto contenta.
Ero parecchio incredula che stesse capitando proprio a me.
Sono così contenta che credo durerà un po', tipo incantesimo e comunque è una di quelle cose che so che ricorderò sempre, nel tempo a venire.
Chissà se anche Cig se lo ricorderà o se mai avrà voglia di leggere ciò che scrivo e questo blog?
Ogni tanto mi chiedo che tipo di ricordi gli stiamo dando.
Ricorderà selettivamente solo la mamma che lavora, che ultimante esce presto e torna tardi, o ricorderà anche le storie che gli racconto, la mia passione per la scrittura, i tanti libri in giro per casa?
Ricorderà i nostri no all'ennesimo "mi compri?" o di più tutte le risate che ci facciamo?
Resistono di più i pensieri negativi o quelli belli?
Bah, lo scopriremo.
Intanto seminiamo.
Esperienze miste, diverse, assortite.
Che più che riempire il tempo, è importante suggerire strade.
Siete d'accordo? :)

martedì 20 ottobre 2015

Mai più senza ketchup

In casa può mancare tutto, ma non il ketchup.
Cig lo usa su tutto, o comunque vuole vederlo lì, nel piatto, tipo copertina di linus in versione cibo.
Non c'è altro che regga il confronto, non c'è nulla che possa sostituirlo e il ricciolo minuscolo di maionese che ho messo ieri più per decorare il piatto che per altro è stato preso come un'offesa.
"La maionese non mi piace, io voglio solo il ketchup, toglila mi da fastidio" niente meno, e poi quella deriva lì di risposte un po' supponenti e parecchio indisponenti che Cig ogni tanto da, come fossimo già in adolescenza. Ma vabbè, questo è un altro cruccio, quello di oggi è che ho finito il ketchup.
E anche che non avrò tempo oggi di andarlo a comprare e da una facile previsione non avrò tempo almeno fino a sabato e ... ok, ultimamente vado in ansia con poco, lo riconosco.
E poi, ma sapete quanto zucchero c'è dentro il ketchup? Roba quasi da saint-honorè, ma mica viene in mente a nessuno di mangiare la saint-honorè con l'hamburger. Dell'ansia vi ho appena detto, abbiate pazienza.
Ho deciso quindi di fare il ketchup in casa.
Con un po' di pomodoro e tempo è possibile e, dalla lista ingredienti, anche molto saporito.
La ricetta che mi ha convinto di più l'ho trovata su giallozafferano, sito che per me,  insieme a La cucina italiana, è tipo la mano santa, il deus ex machina, il supereroe che mi toglie dagli impicci.


Gli ingredienti di GialloZafferano:

Olio (100ml); 1 cipolla; alloro; chiodi di garofano; zucchero (100gr); zenzero (un pezzettino grattuggiato); 1 carota; 2 spicchi di aglio; timo; aceto (100ml); sale; 1 gambo di sedano; 800gr di polpa di pomodoro; cannella (un pezzettino di stecca); 1 cucchiaino di senape in grani; 1 cucchiaino di maizena.


Gli ingredienti che userò io per renderlo più bimbofriendly:
800gr di polpa di pomodoro; olio, aceto di mele, cipolla, carota; zenzero in polvere (meno forte di quello fresco), senape in grani; timo; maizena o fecola per addensare, miele al posto dello zucchero, sale.
Meno spezie, per un gusto appena più pomodoroso; miele per una dolcezza più rotonda e più sana.


Procedimento (con i miei ingredienti):

Tritare insieme la cipolla, la carota e farli appassire nell'olio; aggiungere quindi il timo e lo zenzero, la polpa di pomodoro e far cuocere per circa 20 minuti. Aggiungere ora l’aceto, il cucchiaino di maizena sciolto in poca acqua, la senape in polvere e il miele e il cucchiaino di sale portando il tutto all’ebollizione: far cuocere per 1 ora e mezza a fuoco basso, aggiungendo eventualmente poca acqua per non farlo asciugare troppo. La cottura lunga fa sfumare bene l'aceto e addensare la salsa fino alla consisetnza voluta.
A fine cottura passare al passaverdura, io non ce l'ho quindi lascio a voi l'opzione ;) Frullare il tutto, per ottenere una consistenza cremosa e senza "corpi estranei".
La salsa si conserva a lungo nel frigorifero, se non c'è Cig nelle vicinanze.
Se è buona ve lo farò dire da lui ;)

Cosa non può mai mancare in casa vostra e che quindi avete imparato a fare da soli?

venerdì 16 ottobre 2015

Pensieri in trasferta.

 - Mamma sono tanto preoccupato - la vocina è al telefono e sembra davvero turbato il mio Cig.
- Uh, Cig, perchè tesoro? - cammino in un corso ormai vuoto e bagnato di pioggia, a Civitanova.
- Perchè è buio e tu non sei ancora tornata, mamma.

Secondo voi come si sente una mamma in trasferta?

- Beh, Cig, te l'avevo raccontato che andavo più lontano del solito per lavoro e che quindi dormivo via, ti ricordi?
- Ah già sì, allora ciao, ci sono i cartoni di Tom e Jerry.
Ecco, dovrei imparare tantissimo dalla reattività di Cig, dal suo basta un attimo per rimettere a posto tutto e dormire tranquilli.
In realtà l'altra sera, dopo quella telefonata, proprio tranquilla non sono stata più.
Davvero si preoccupa? E cosa comporterà questa giovanissima preoccupazione?
Probabilmente niente, probabilmente se oggi gli chiedessi come mai era preoccupato neppure se lo ricorda più.
O magari un giorno adolescente mi urlerà "Tu non c'eri mai" e sbatterà qualche porta,
Chi lo sa.
La domanda che mi sono fatta subito dopo è stata: ma io dove voglio essere, in questo corso deserto o a casa a raccogliere supereroi sparpagliati per terra?
La verità è che il mio lavoro mi piace, ma gli anni passano, divento più sentimentale e mi stanco di più, fisicamente proprio e anche mentalmente, che dopo tanti anni a parlare, avrei voglia di anni più riflessivi e silenziosi.
Anche raccogliere supereroi però mi fiacca moltissimo, magari per altri versi e con altri pensieri.
Quindi non una vera risposta non me la sono data.
Il cambiamento verrà, sta maturando e comunque niente resta mai com'è.
Ma in che in direzione mi porterà ancora non riesco a immaginare, nè da che parte arriverà.
So solo che tutto cambia, prima o poi.

martedì 13 ottobre 2015

Il bello di parlare da soli.

Snoopy parla spesso da solo ;) 
- Sai mamma? faccio anch'io come te - me lo dice così, tra un boccone e l'altro.
- E cosa fai come me? - curiosa io
- Parlo da solo.

Ecco. Ci sono pieghe del carattere, semini piccoli di follia che si seminano senza neppure rendersene conto.
E' vero. Parlo da sola. Tra me e me, mentre faccio le cose di solito, per non dimenticarmi di fare le altre.
- Uh, e cosa ti dici?
- A volte mi racconto delle storie, altre mi ricordo cose o provo delle parole. Ma io parlo pianissimo, non mi faccio sentire- e ride.
Perchè io invece sono meno discreta, soprattutto in casa e non è raro che arrivino Cig o GF a chiedermi cosa ho detto. E vabbè dai, lo faccio da sempre, non mi hanno ancora internata.

- Ma è una cosa bella o brutta parlare da soli? - mi chiede poi preoccupato.

Ci sono buone notizie, per Cig, per me, per tutti quelli che si intrattengono in amorevole conversazione con se stessi.
Leggevo un articolo stamattina in metropolitana e voglio proprio ricordarmi di dirlo a Cig stasera.
Era sull'Huffingtonpost di ieri, lo trovate qui e i motivi per cui chi parla da solo è più intelligente sono ben 5. Mica uno.

Parlare da soli aumenta l'autostima e solidifica ciò che pensiamo.
Ripetere ad alta voce ciò che stiamo cercando, rende più facile il trovarlo. Certo dobbiamo sapere bene cosa stiamo cercando e non vagare a vuoto chiedendosi cosa diavolo.
Per i bambini è poi fondamentale: imparano a conoscere il mondo parlando dell proprie azioni. in questo modo ricorderanno più facilmente, per esempio, come avevano risolto un problema.
Parlare da soli aiuta ad organizazre i pensieri. A darsi delle priorità. A risolvere un dubbio o un problema.
Parlare da soli aiuta a raggiungere gli obbiettivi, come si legge nell'articolo:  "Prefiggersi delle mete e poi partire per realizzarle può essere difficile, ripetendosi ciò per cui si sta lavorando diventa determinante.
Ripetersi passo passo perché si stanno facendo certe cose rende le azioni successive più fattibili e meno preoccupanti".
Ne aggiungo un sesto: parlare da soli tiene compagnia, in certi frangenti è consolatorio, in altri è proprio una buona compagnia ;)
E' una cosa bella Cig, non vedo l'ora di dirtelo.

venerdì 9 ottobre 2015

La guerra dei micro giochi.

Avevo sempre considerato l'edicola come un luogo piacevole.
Qualche spicciolo, due chiacchiere, un arrivederci, il sorriso, il quotidiano o magazine preferito in mano.
Ricordi da antica lo so.
Adesso l'edicola è tutt'altro, la vedo con occhi diversi, ne sento la minaccia.
In edicola vendono minigiochi, in bustine colorate. Dalle bamboline agli zombie, passando per dinosauri e supereroi, qualunque desiderio bambinesco può essere soddisfatto.
A prezzi esorbitanti, perché la media di 2,99€ a bustina è pura follia, per un cosino di plastica minuscolo, mediamente brutto e destinato all'oblio nel giro di un'ora al massimo.
Solo che.
La pubblicità martella.
I bambini chiedono, nonni e genitori cedono e nel giro di un attimo è epidemia.
La prima cosa che L ha detto a Cig stamattina, entrando all'asilo, è stata io oggi compro due Zombie e tu?
E noi?
Io mi oppongo, ma non basta.
Ci vuole una strategia precisa, che non provochi capricci per esempio, o la richiesta incessante, tipo goccia cinese, dai andiamo all'edicola, dai.
Al momento ho due soluzioni:
Non passo davanti al giornalaio, allungando la strada per tornare a casa.
Ci passo solo quando so che è chiuso, simulando un che peccato.
Dico no, un no convinto, alle richieste di Cig e alle bustine, qualunque cosa contengano.
Quest'ultima soluzione è la meno efficace, Cig difficilmente se ne sta con un no, per quanto categorico e accampa progetti di grandi e utilissime collezioni da fare.
Il fatto è che non sono collezionabili, ste cose.
Perché ne escono troppe contemporaneamente, perché le uscite terminano in fretta per lasciare spazio a una nuova ondata di piccole cose perfettamente inutili.
I bambini piccoli, poi, quelli più attratti e coinvolti da questa faccenda non hanno neppure il senso dello scambio: capita quindi di avere 3 microspiderman e tenerseli tutti, con delusione e soprattutto rinnovata volontà a comprare altre bustine.
Un inferno.
Proposta ai produttori di micro mini giochi in busta: metteteli almeno in bustine trasparenti; scriveteci sopra cosa c'è dentro; dateci un attimo di respiro.
Avrete plotoni di bimbi più felici e genitori meno sul piede di guerra.
Lo so, è una proposta tanto ingenua.
Comunque.
Voi che fate per difendervi dall'edicola? :)

lunedì 5 ottobre 2015

InsideOut visto a 4 anni: sig. Disney, bisogna sistemare qualcosina.

Siamo andati anche noi, Cig e io, a vedere InsideOut, sabato pomeriggio di pioggia e lagna dura senza paura.
Cig era da un tempo infinito che chiedeva di andare al cinema a vedere Rabbia "e quella verde che vuoi essere tu, mamma. come si chiama?"
"Disgusto, Cig"
"Ecco sì, lei"
A me la storia sembrava un filino complicata per un bambino di 4 anni e mezzo, ma vedi mai.
In sala ero in ansia.
"Mamma io lo guardo in piedi"
"Mamma lo guardo in braccio"
"Mamma ci vogliono i popcorn"
"Mamma pipì"
"Mamma"
Mi sembravano tutti segnali certi di disinteresse totale e vedrai che quando usciamo mi dice che è stato un po' noioso, che è la sua formula educata per dire che qualcosa gli ha fatto schifissimo.
Insieme ci siamo intrufolati tra le emozioni di Riley, la bimba protagonista del cartone, abbiamo volato nella sua memoria a lungo termine, curiosato nei ricordi base, abbiamo agito insieme a Gioia, Tristezza, Rabbia, Paura e Disgusto; conosciuto l'amico immaginario dell'infanzia; visto cadere certezze e arrivarne di nuove, in una continua evoluzione di pensiero e azione, di ricordi e nuove cose, in un ritmo bello, che mi ha tenuta inchiodata alla sedia.
No vabbè, l'ho portato a fare pipì eh.
Sì abbiamo preso anche i popcorn, certo.
L'idea di raccontare le emozioni mi è piaciuta tanto, ho trovato poetico che all'inizio sia Gioia e sia prevalentemente Gioia per i primi anni di vita. Poi crescendo le cose si complicano, può anche succedere che Gioia si perda proprio e che debba intraprendere un viaggio lunghissimo per tornare al quartier generale, là dove le emozioni governano le nostre azioni e pensieri. Nel viaggio, che è poi il fatto centrale del film, Gioia è accompagnata da Tristezza, la non amica di sempre, quella da tenere alla larga, quella che con un solo gesto potrebbe trasformare un bel ricordo in un ricordo triste.
Ma è proprio così?
"Seee, chissà povero Cig cosa capisce" continuavo a pensare, tenendolo in braccio, per mano, controllando che non andasse a sedersi in braccio a qualcun altro, mentre cercavo di ripescare ricordi miei o di navigare tra le mie emozioni prevalenti e confermando che la scelta istintiva di Disgusto era proprio azzeccata.
"Mamma, mi è piciuto taaaantissimo" mi ha detto tenedomi per mano all'uscita
"Uuuh bene  - sospirone mio di sollievo - e cosa ti è piaciuto di più?"
"Che a Rabbia esce il fuoco dalla testa quando si arrabbia e che non mi ha fatto paura come gli avengers. Però, davvero abbiamo tutte quelle cose nella testa?"
"Sì. Sono invisibili, ma ci sono. Le puoi sentire"
"Dovremmo averlo a casa il film, lo deve vedere anche papà e noi lo dobbiamo vedere di più, perchè è bellissimo: Comunque io sono Rabbia, che è uno davvero forte"
"E Gioia, dai non è meglio essere Gioia? Contento, sorridente, buon umore, quelle cose lì insomma..." speranzosissima che sono.
"Ma mamma, Gioia è una cosa da femmine!"
"Beh, no. E' anche da maschi"
"Ma va. Nel film è una femmina, che fa cose da femmina"
Non è un film facile, ma proprio per questo mi sa che ne parleremo a lungo.
Anche per sistemare la questione di Gioia.
Anzi, sig. Disney, visto che siamo qui, se proprio dovessi trovare un neo in un film tanto carino, le indicherei proprio questa cosa del "sesso" delle emozioni: ok che alloggiano tutte in una bimba e sono declinate al femminile, ma ci sarebbe voluto un contraltare maschile. Che se no qui passa la cosa che Gioia è da fenmmine e solo Rabbia, alla fine, è da maschi.
Lo sa, no?, sig Disney, che c'è un età che va dai 3 ai 13 anni in cui ogni cosa è divisa in due categorie: maschio/femmina.
A volte è dai 3 in sù, senza una fine.
Sarebbe importante sistemare questa cosuccia, per evitare confusioni.
Aspettiamo il sequel?



venerdì 2 ottobre 2015

Nutrirsi da mamma? Ti aiuta Nestlè.

Vi capita mai di pensare a com’era prima?
Prima di avere i bambini, per esempio, a come era il nostro rapporto con il resto del mondo e con noi stesse. A me sì e quasi non mi riconosco o stento a rivedermi, a immaginare di non avere la schiena curva per ascoltare, baciare, sistemare una magliettina tutta storta, abbracciare, allacciare una scarpa piccola. Ricordo poco.
Così come della gravidanza ricordo solo sensazioni, più che momenti.
Sensazioni belle, per lo più, ricche di colori e sfumature, amore e possibilità.
Ho avuto una gravidanza molto tranquilla, circondata da attenzioni e perfino io, poco incline al darmi retta, ero riuscita instaurare un bel dialogo con il mio corpo e la mia mente. Un insegnamento che mi è rimasto: non sono solo diventata una mamma, ma sono anche cresciuta, sono cambiata in modo radicale e positivo. 
Ho un  solo rammarico, se devo essere del tutto sincera: in gravidanza ho mangiato male. Troppo a tratti, troppo poco in altre circostanze, in generale in modo non coerente. Mi ricordo che passavo molto tempo a cercare informazioni su cosa fosse meglio evitare e cosa fosse meglio integrare nella mia alimentazione.
Escluse queste brevi ricerche intraprese in internet, ho avuto poca attenzione per l’evoluzione del mio peso e l’alimentazione. Così facendo, durante la gravidanza ho preso diversi kg che sono poi risultati difficili da eliminare dopo il parto.  In gravidanza l’alimentazione ricopre un ruolo importante che non può essere lasciato al caso. Io, più che sapiente artigiana, sono stata artista un po’ folle, senza regole precise, seguendo il mio istinto arrugginito e una voglia di dolci che mai avevo avuto in vita mia.

Se durante la gravidanza avessi conosciuto il programma nutrizionale “Nutrirsi da Mamma” offerto da Nestlé Materna, forse mi avrebbe aiutato a non avere la forma di Barbamammadopo il parto.
Con Nutrirsi da Mamma, Nestlé Materna offre un programma nutrizionale personalizzato studiato dai nutrizionisti A.I.Nut.. Il bello è che non è riservato solo alle mamme in gravidanza o in allattamento, ma anche alle donne che stanno pensando di avere un figlio e vogliono prepararsi per tempo alla loro nuova vita. 
Richiederlo è semplicissimo: basta registrarsi su www.nestlebaby.it e rispondere a qualche semplice domanda per ricevere via e-mail gratuitamente il programma nutrizionale personalizzato. Inoltre, basta riaccedere al programma ogni mese per avere un aggiornamento dei consigli nutrizionali, al fine di essere seguite passo dopo passo durante la gravidanza. Sappiamo infatti che le esigenze nutrizionali si modificano velocemente in questo periodo così delicato. 
Avere un programma nutrizionale personalizzato è un aiuto prezioso per seguire una dieta equilibrata e ci può guidare nell’evoluzione del nostro peso. 
Dai, è bellissima questa cosa, no? Io ne avrei approfittato di sicuro a suo tempo, invece di trasformarmi in una Barbamamma ansiosa e stressata, sempre alla ricerca di informazioni e di consigli utili.
Nestlé Materna offre, inoltre, una linea di integratori alimentari pensati per le diverse fasi: dal preconcepimento, per tutta la gravidanza, fino all’allattamento. Ricordatevi però che è sempre meglio chiedere consiglio al proprio medico di fiducia prima di scegliere di assumerli.

Da ex Barbamamma faticosamente tornata a un peso normale, quindi, il consiglio spassionato è di non limitarsi a pensare a come si chiamerà il vostro bambino, se sarà ingegnere o ballerina e chissà a chi assomiglierà, ma di pensare al suo benessere e al nostro dal primo momento. La corretta alimentazione è fondamentale e grazie a Nutrirsi da Mamma è anche alla portata di tutte.

In fondo è curando bene il corpo e l’alimentazione che si inizia ad essere materna, prima ancora di essere mamma.