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Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Così sono diventata mamma dopo i 40, tanto per fare sempre di testa mia. Come sta andando lo racconto in questo blog :)

venerdì 27 marzo 2015

Benvenuti ne #lamiamilano.

Ogni tanto mi segnalano cose interessanti da condividere con altri genitori, zii o nonni che siano.
Questa volta mi hanno proprio fatto un regalo, da quanto la cosa mi è piaciuta :)
Quindi adesso ve la racconto, piacerà tanto anche a voi.

Quante volte vi è capitato di fare i turisti e di non sapere bene dove andare con i bambini? Perchè mica detto che anche a loro piaccia girovagare ore in un museo o che sappiano apprezzare davvero l'architettura, che si appassionino a una statua o al dispegarsi di parchi storici. Quante volte non avete trovato le parole giuste per coinvolgerli, l'idea per raccontare la Storia come fosse una favola, sprofondando in crisi di stanchezza, noia e quando andiamo da McDonald?
Orbene, almeno su Milano la questione è stata risolta. Brillantemente.

Dal 24 marzo trovate in libreria "La mia Milano",  una guida di Milano dedicata ai bambini, grazie alla quale potranno conoscere in modo nuovo monumenti, musei, capolavori d’arte, parchi, chiese e architetture della città
Edita da ElectaKids, scritta da Martina Fuga, che fa tante cose belle tra cui curare i documentari d'arte in onda su SkyArte; Lidia Labianca, autrice del blog Artkids e Sabrina Ferrero, illustratrice e graphic designer. Tre mamme, tre punti di vista e tanta attenzione ai bambini.

La guida è suddivisa per zone, da Piazza Duomo, al Castello, ai Navigli, ai grattacieli di Porta Nuova e CityLife, nella guida sono presenti tutte le informazioni indispensabili storico-artistiche, raccontate in modo semplice e facilmente comprensibile.
Ma fosse solo il modo di raccontare. La cosa bellissima è che è una guida illustrata dalle stesse autrici, che è anche un activity book, in alcune parti il libro è personalizzabile diventando un vero e proprio diario di viaggio e che contiene tante notizie interessanti.

"Questa non è una guida come tutte le altre.
Ma questo lo dicono tutti!
Più che una guida è un diario di viaggio nella città che stai per visitare.
Non importa se ci vieni per la prima volta o se è la città in cui vivi.
Ogni città cambia a seconda di chi la visita e di chi la vive.
Certo, i monumenti, le vie e le piazze non cambiano (pensa che 
confusione!), ma cambiano le esperienze che si fanno in quei luoghi 
e le emozioni che ognuno prova nel vederli.
Per questo, oltre alle descrizioni di quello che visiti, troverai tante pagine 
che scriverai TU, mettendo sulla carta le tue osservazioni, le tue sensazioni 
e le tue scoperte.
Potrai seguire i nostri suggerimenti e inventare percorsi nuovi.
Potrai fare i giochi e le attività che ti proponiamo e potrai idearne 
tanti altri.
Sii curioso, tieni gli occhi bene aperti, fai domande a chi viaggia con te.
Scrivi e disegna, fotografa e registra, scarabocchia e immagina.
Raccogli e colleziona biglietti, foglie, immagini. 
Tutto può servire a rendere più bella questa guida"


Se siete di Milano, se pensate di venire da queste parti (magari per Expo) o anche solo vi piace l'idea come è piaciuta a me, è un libro da non perdere.
Io già sogno di vedere La mia Cagliari, la mia Roma, la mia Venezia ... :D


lunedì 23 marzo 2015

4you - il bello delle feste in casa.

Se sopravvivi al week ende della festa di compleanno, ti arruolano di diritto tra gli Avengers.
E' evidente che se non hai crolli nervosi, se sorridi a tutti gli ospiti e riesci addirittura a preparare caffè decenti, hai dei superpoteri che IronMan se li sogna.
Tutto bene. Neppure una porta divelta, solo un branco di bimbi a ruota libera.
E Cig felice, quindi confuso, quindi emozionato, quasi incredulo, sicuramente stanchissimo ieri sera
Tanto che poi stamattina aveva un filino di febbre, così la vera giornata di compleanno, che è oggi, la passerà a casa, in relax.

Decidere di festeggiare in casa vuole la sua piccola dose di coraggio, è sicuramente impegnativo e ci sarà del lavoro da fare prima, durante e soprattutto dopo, per riordinare. Se poi la casa è piccola bisogna mettere in conto che il disordine sarà totale.
Ho individuato comunque 10 buoni motivi per cui vale la pena.


  • E' bello avere bambini per casa. Qualche volta eh, non sempre. Ma mette davvero allegria.
  • Intorno ai 4 anni giocano tra di loro che è una meraviglia. Questo significa che tu puoi anche chiacchierare con gli altri, una conquista epocale.
  • Basta un'idea semplice per coinvolgerli tutti. Un foglio lunghissimo, pastelli per tutti e tutti intorno a disegnare, felici di fare una cosa insieme, da 1 a 9 anni, ognuno con il proprio tocco d'arte.
  • Non hai orari. La festa ha un inizio e la fine vien da sè, ma non ha mai quel non so che di sbaracchiamo che è un po' il lato triste delle feste nei locali pubblici.
  • I genitori degli invitati sono meno atterriti. Sanno che se te li portano a casa tua possono, volendo, prendersi anche un'oretta off, tipo farsi un giro, tornare a casa a fare un pisolino o andare al parco a leggere in silenzio. Ti saranno grati.
  • Fai networking: è l'occasione per conoscere meglio le mamme degli amici del cuore. Io che sono mamma di corsa non conosco nessuno e vivo sempre un po' al di fuori degli accadimenti. E' un modo per uscire dall'anonimato e dimostrare la tua esistenza :)
  • I bambini sono a loro agio. Il festeggiato è a casa sua, tra le sue cose, in ambiente noto. Condividere i giochi, mostrare la propria camera, sentirsi "al sicuro" distende anche l'animo più emozionato.
  • Si ha totale libertà di decidere il menù della festa, il modo di apparecchiare, mischiando magari Batman e Frozen, che già io mi immaginavo fughe romantiche tra i due.
  • Avrai scorte di coca-cola senza caffeina e succhi di frutta per i prossimi mesi.
  • Invece di tornare a casa con sacchi di regali da appoggiare da qualche parte, potrai lasciare uno scudo di Capitan America sul divano, lo ritroverà la mattina dopo, appena sveglio e di nuovo gli brilleranno gli occhi ;)





mercoledì 18 marzo 2015

Di cosa stavamo parlando?

Quando aprii questo blog era il 7 settembre del 2010.
Qui si va con disinvoltura verso i 5 anni e neppure me li sento.
L'idea non era quella dell'ennesimo blog mammesco, ce ne sono tantissimi, professionalissimi, famosissimi e con così tanti issimi da mettere paura a chiunque volesse cimentarsi sullo stesso tema.
L'idea di fondo era, e in fondo è ancora, quella di parlare di mammità over 40, che da come me l'avevano prospettata doveva essere cosa molto diversa e peculiare rispetto a tutte le altre mammitudini.
Poi c'era un'altra idea, più privata magari, ed era quella di fermare ricordi e riflessioni per Cig, che magari quando saprà leggere di qui passerà.
Le due cose esistono ancora, forse è diventata più forte la seconda però. Non tanto per il sopravvento di cuore di mamma, ma perchè mi sono resa conto che mamma è mamma, a prescindere dall'età. Stesse emozioni, stessi pensieri, identiche riflessioni, perfino stanchezze assimilabili e pensieri laterali non sempre confessabili, tipo scappare in beauty farm per una settimana e sia quel che sia.

Siete d'accordo?

In questi anni non ho cambiato rotta e sono stata felice di verificare che le mamme over40 sono tante.
Anzi.
Sono quasi una mamma giovane, se mi guardo intorno.
Collega di anni 48 con due gemelli nuovi nuovi.
Amiche puerpere 46enni o con pargoletti ancora in pannolino.
Voglia di maternità in età sempre più avanzate. Che sia consapevolezza, ritorno prepotente di spensieratezza più tipica dei 20 anni, necessità o virtù, non saprei dire
E io che cinque anni fa mi sentivo una mamma fuori tempo e sul bilico del fuori luogo.
In fondo, adesso che ci penso, anche questo blog è issimo: piccolissimo e longevissimo :)


PS. E' la sindrome da pre-compleanno Cig. Ripercorro la strada e devo dire che qui di sassolini come pollicino ne ho lasciati davvero tanti.

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martedì 17 marzo 2015

Happy birthday e altre cose :)

Drago sputafuoco da colorare :) 



C'è una cosa nella vita di un bambino che da un certo punto in poi diventa importantissima.
Il compleanno.
Se nei primi tre anni te la cavi con un tanti auguri cuore di mamma e papà, magari qualche palloncino colorato e tanto amore profuso, dopo non puoi più sperare in soluzioni così intime.
Il compleanno diventa improvvisamente IL GIORNO, da aspettare con trepidazione e da organizzare come una convetion di alto livello.
In realtà non è il bambino che cambia, ma il mondo intorno a lui.
Cambiano le feste degli altri bambini e si sa che da piccoli (ma anche un po' da grandi) si desidera per similitudine.
Ora.

Non so come siete messi voi, ma da queste parti, la festa è:
- Fuori casa: che sia il fastfood, l'oratorio o la sala tea poco importa, basta che non sia nel soggiorno di mammà;
- Animata: da clown, giocolieri, cuochi, principesse e cavalieri
- Affollata: gli inviti vengono inviati a tutti a RSVP
- A volte è richiesto un dress code


Dove siano finite le feste dell'andiamo tutti a pranzo fuori con gli amici o ci vediamo da noi per una fetta di torta, non lo so. Cioè sì che lo so, sono rimaste da noi, nella cerchia dei nostri amici più stretti, ma là fuori il mondo è impazzito.
Ovviamente non c'è nessun giudizio negativo in tutto ciò, solo stupore. Che se per i 4 anni noleggi il circo la mia fantasia limitata non arriva a immaginare cosa farai per i 18 anni. Tutto qui.

Va da sè che anche Cig immagini la sua festa un po' sopra le righe e si aspetti che tra gli invitati ci siano gli Avengers al completo e almeno un drago sputafuoco.
Tra pochi giorni Cig compirà i 4 anni: son già 4 e da quanto tempo siamo qui a raccontare e come passa il tempo e un po' mi commuovo e lo so che sono luoghi comuni, ma è nei luoghi comuni che ci troviamo a parlare di queste cose.
Stiamo pensando alla non festa più bella dell'anno, stiamo immaginando di aggiungere un ricordo che sia bello fino al prossimo compleanno. Non festa perchè se gli standard sono quelli descritti poco sopra, la nostra sarà una merenda con gli amici.
Torta, candeline, patatine, succhi di frutta, dolcetti, coca cola, paciughi in giro, pavimento a repentaglio, divano in pericolo, rumore, musica, palloncini, colori. Insomma, stiamo sul classico, cantando noi, sicuramente stonando anche, tanti auuuuguriiiiii a teeeeeee :)
Però non è un compleanno se non rimane qualcosa di tangibile, al di là delle manate sul muro e dei pacchetti regalo.

Cosa inventate per i compleanni dei vostri bimbi?

Noi quest'anno avremo un foglio luuuuunghissssimo e tanti pastelli: tutti i bambini potranno disegnare insieme, sullo stesso foglio che poi appenderemo in camera di Cig.
E naturalmente ci saranno anche gli Avengers, sulla torta.
Il drago sputafuoco lo farò io, quando arriverà il momento di mettere in ordine.
Manca niente.
Ci stiamo preparando.
Voi venite? :)

mercoledì 11 marzo 2015

Parlare con i bambini.

Ieri sera Cig mi aspettava tutto contento.
Cosa che fa sempre, ma ieri di più.
Baci e abbracci e poi mi porge un vasetto con 4 narcisi fioriti, gialli, bellissimi.
"Li ho fatti crescere io, mamma!"
In quel momento ho promosso il narciso a mio fiore preferito di tutti i tempi, anche quelli futuri.
"Ah sì? raccontami"
"Prima abbiamo preso un seme grosso e l'abbiamo messo nel vaso. Poi acqua. E poi è cresciuto. Adesso l'acqua la devi mettere tu"
Io non ho il pollice verde, al narciso aspetta un destino da alluvvionato, mi dispiace un sacco.
Però ieri tornando a casa tenevo Cig con una mano e con l'altra i fiori e mi sentivo la ragazza più fortunata del mondo.
Il programma di quest'anno della materna dove va Cig è sulla terra e i suoi frutti, seguendo l'ispirazione Expo.
Ho avuto a inizio anno un omino marrone, Pillo, decorato con terriccio e bastoncini.
Ho avuto poi una gran goccia d'acqua, Obi, disegnata e colorata con la carta stagnola.
Adesso i fiori.
Stanno facendo un viaggio, all'asilo. Io viaggio attraverso i racconti di Cig, che sono pieni di dettagli, di parole a metà, oppure inventate, ma tanto ci capiamo benissimo.
Mi piace chiacchierare con lui, anche più che giocare.
Lo guardo mentre cerca le parole, mentre prende la rincorsa e di parole ne escono anche due o tre insieme e ricomincia da capo.
"Sai? ti voglio dire una cosa" inizia sempre così e poi va a ruota libera, tra i suoi pensieri, cose solo immaginate e fatti reali. Parlare con i bambini non è facile, loro non tracciano confini tra realtà e fantasia, ma è interessante come leggere un libro.
Ho capito anche che è necessario avere un buon equilibrio nella conversazione: insistere affincè racconti non va bene, chiedere cose troppo dettagliate neppure (a 4 anni, per lo meno), sperare in un vero filo logico utopia. E' un ascolto flessibile e fantasioso quello a cui siamo chiamati, un esercizio importante anche per noi, abituati a dar retta solo a ciò che ha un senso.
Tra tutte le cose che cambieranno crescendo questa, il parlare, vorrei restasse sempre, un legame di parole, come sassolini da seguire per ritrovarci.

domenica 8 marzo 2015

Idea e azione?

Ho appena finito di leggere un bel post di Justin di Funkymamas, il titolo mi ha attirato come ascoltassi la mia voce: non ce la sto facendo. Pace.
Amo pochissimo il mal comune con il mezzo gaudio, che se il male è comune in realtà siamo tutti un po' abbattuti, che non c'è niente da essere gaudenti e se proprio scappa un sorriso è solo perchè sta arrivando primavera.
Leggete il post, che è un po' quello che volevo raccontarvi oggi.
A me manca la parola Pace, il mio titolo sarebbe più: non ce la sto facendo, c@xxo. Che a rimproverarmi sono di un bravo che potrei tenere un blog per anni sull'inadeguatezza, sul potrei, ma non voglio e i vorrei, ma non posso. E star lì a tracciare la sintomatologia della donna moderna, di corsa e scontenta.
Che si fa?
Ieri abbiamo passato una giornata bellissima, con gli amici, i bambini, un pony a cui dare da mangiare, le galline, il gallo e un'arietta che diceva che poco più sù c'era la neve, ma guardando a valle vedevi primavera.
Al ritorno Cig si è addormentato bello comodo e sognante e noi due ci siamo fatti una chiacchierata, un come saremo, cosa vorremmo e dove, chi lo sa.
"Vorrei cambiare tutto" ho detto io guardando la campagna fuori dal finestrino.
"E cosa stai facendo per cambiare tutto"
"Ci penso moltissimo"
"Credo non basti, sai? Credo sia necessario fare"
"Lo so. Non so cosa, però"
"Beh, comincia a valutare il tempo effettivo che dedichi al cambiamento. Cioè, ci pensi ogni tanto, sempre, fai progetti, o cosa?" Io vivo con un guru e sottovaluto sempre la cosa
"Ci penso la mattina appena sveglia e la sera prima di andare a dormire. Immagino tante cose, che però poi restano lì"
"Ecco, vedi? non basta. Bisogna essere più concreti. Misurare il tempo, pianificare azioni, dare una conseguenza a ciò che si è pensato" e niente, è ingegnere proprio.
"Non ho il tempo" intanto c'era un tramonto meraviglioso, con un cielo tutto rosso, sbavato appena sulle cime delle montagne in lontananza. Cig russicchiava beato e ogni tanto faceva un oooh piano, forse sognava ancora il cavallo.
"Il tempo lo trovi se proprio ci tieni"detesto quando ha così ragione da non lasciare spazio alle mie scuse.
Che poi sono proprio le scuse che ti impediscono di fare.
Quando finisci le scuse, dici solo che quella che hai non è una buona idea e la pianti lì. Ho una piantagione di idee che non mi sono sembrate buone, ma che non ho mai neppure provato a coltivare davvero.
E' più facile dire questo non mi piace e pestare i piedi, proprio come fa Cig davanti alle verdure.
E' più facile dire uffa questo non lo voglio più. E per i mi piace e i voglio rimandare a tempi più floridi.
Non ce la sto facendo e non mi do pace, perchè perdo tempo e non ho vent'anni.
Cig si sveglia e dice che vuole andare subito a casa sua, uffaaaaaa.
Ecco, vorrei avere le idee chiare come un bambino.

Auguri donne, che sia un 8marzo ricco di idee chiarissime e azioni determinanti :)