Pagine

Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Così sono diventata mamma dopo i 40, tanto per fare sempre di testa mia. Come sta andando lo racconto in questo blog :)

martedì 29 novembre 2011

Zuccate!


Ieri abbiamo avuto la prima doppietta: prima zuccata dietro e poco dopo bella capocciata in avanti. 
Cigolino fa esperimenti di indipendenza, vuole stare seduto per terra, prova anche a cambiare posizione e buum, perde l'equilibrio da birillo e si ritrova per terra.
La prima è passata quasi inosservata, sulla seconda ha speso qualche lacrima e si è guadagnato il suo primo bollino rosso.
- Tranquillo Cigolino - l'ho coccolato un po' - sono le prime di una lunga serie. 
Lui ha tirato un po' sù col nasino, si è guardato un po' intorno e poi era pronto a provarci di nuovo. Caparbio, deciso, esploratore. 
Dall'ottavo mese in poi i bimbi si trasformano: è un continuo imparare, provare, osservare. 
E' un cambiamento evidente, non passa inosservato. E' un cambiamento allegro, pieno di sorprese e di cose da capire.
I più entusiasti siamo noi, che ci sentiamo presi e tirati dentro in un mondo in continua evoluzione, in piccole meraviglie, per lo più buffe e ci troviamo a ridere e ridere.
E' una avventura bellissima, non so cosa darei per fare un giorno nella testa di Cigolino, capire come vede lui le cose, cosa pensa quando sorride al fiore di pezza o fa musica con il cucchiaio, quando grida tutto contento se la pappa gli piace o quando si infila il pollice in bocca e sembra essere emozionato.
Imparerei un sacco di cose, ne sono certa.

lunedì 28 novembre 2011

La giornata del regalo pensato

Ho già il fiato sul collo del Natale. Lo sento, è alle calcagna.
Quest'anno si fa da noi, sai, è il primo Natale di Cigolino, facciamo l'albero, mettiamo i regali...Peccato solo che siamo tutti sparpagliati, tutti con esigenze, usanze, orari diversi. Ecco, è in questi frangenti che provo un'invidia sincera (per cui non cattiva) per chi ha tutti vicino, a portata di mano, che ci si vede sempre. Immagino che anche il Natale sia più facile, che non sia necessario organizzarsi un mese prima. Tant'è. Qualcosa mi inventerò, anche all'ultimo momento.
Il vero tormento comunque restano i regali. Quest'anno vorrei un Natale responsabile, lo dico tutti gli anni, ma quest'anno lo dico sul serio.
Visto i tempi, l'aria che tira, vorrei non sbagliare regali. Vorrei che fossero piccoli, ma desiderati o di quelli che, se anche non te li aspetti, li ami subito.
Beh, ok, amare magari è pretendere troppo.
Per Cigolino vorrei preparare tanti sacchetti colorati, con dentro cose colorate da tirare fuori, rimettere dentro, lanciare. Perchè è questo che fa con grandissimo gusto ultimamente. Poi vorrei regalargli musica, non so bene in che forma, ancora.
Ma lui è facile.
Per gli altri, per i grandi, voglio lanciare la "Giornata del regalo Pensato" e tutti a scrivere la letterina a Babbo Natale, così è sicuro che non ci si sbaglia. Non solo, così ci pensiamo sul serio: che mica bisogna esprimere i desideri impossibili a Natale, ma uno, anche uno solo, di quelli a cui veramente teniamo. Il libro che è tanto che vogliamo comprare, la musica, quel profumo, la maglia che continui a guardare in vetrina, un biglietto del cinema, delle terme... o anche chiedere a una persona che ci è molto cara di darci qualcosa di suo: in questo caso però attenzione, può arrivare davvero di tutto.

venerdì 25 novembre 2011

Giù le mani dalle donne!

Oggi sto in silenzio.
Oggi penso alla Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
In Italia, nel 2011, ne sono state uccise 92.
Solo qui, solo in un anno, sono tantissime.
Nel mondo la violenza è, per le donne, una causa di morte che incide di più del cancro e degli incidenti automobilistici.
Oggi va così.
Oggi spero solo di non dover scrivere la stessa cosa l'anno prossimo.

giovedì 24 novembre 2011

Tre bimbi e una donna.

Scccch ... sto postando dall'ufficio, da dove ho una visibilità limitata del blog: causa un blog di licenziati da qui, che ha urtato la sensibilità dell'Amm.Del., ci hanno oscurato tutti i blog.
Riesco a postare, ma  non a rispondere direttamente ai commenti. Tant'è.
JOY EVVIVAAAAA! Bella lì, è la giornata dei lieti annunci, un mio collega ci ha appena detto che aspettano il quinto. Oddio, il quinto sembra più l'ammettere di essere vittima si un qualche incantesimo, secondo me, ma sì, ogni nuovo arrivo va festeggiato senza battute sulla TV.
E capitano a fagiUolo questi annunci, perchè è della mia brevissima esperienza di tre bimbi insieme che voglio raccontare.
Ieri. Un mercoledì qualunque.
Mia sorella decide che è una buona serata per venire a cena da noi, io felicissima, mi piace un sacco quando siamo tutti insieme.
Solo una cosa, dice, ti mando le bimbe prima, verso le 18, vi raggiungo presto eh, non ti preoccupare.
Chesssaràmai, penso tra me e me.
Ingenua, sprovveduta, ecco cosa sono.
Le bimbe arrivano modello tornado, per prima cosa riempiono di baci Cigolino che, colto di sorpresa, dirompe in pianto di terrore. Recupero la situazione, ma la nipote piccola è già scheggia impazzita, è già pastelli, forbici, nastro adesivo e tappeto. Dove avrà trovato il tutto, io lo ignoro.
Salvo il tappeto al volo, sistemo tutti i bambini sul divano sperando nel potere dei cartoni animati.
La nipote grande prende Cigolino in braccio, che adesso si spertica in carezze e baci, ma anche la piccola lo vuole e per un attimo è tiro alla fune (la fune, ovvio, è Cigolino).
Ripristino l'ordine, mentre è ora di togliere le verdure dalla pentola, che già sento odore di bruciato.
I cartoni non funzionano, pare, mi gioco la carta del "facciamo un bel disegno?" Il tempo di sistemarci sul tavolo che già le ho perse, perchè così, da più vicino, i cartoni animati tornano ad essere interessanti. Intanto Cigolino inizia ad aver fame, inizia il suo cigolare da ora di cena.
Preparo la pappa per lui e improvvisamente tutti hanno fame. Una fame selettiva però: le bimbe hanno fame di caramelle rosa, le altre no, solo rosa.
Comincio ad inviare messaggi a mia sorella: torni?
Nessuna risposta.
Ho salvato le verdure per un pelo, ho dimenticato il sale però.
Mia sorella chiama, un'ora dopo.
GF è a un corso, non posso contare su di lui.
Ho avuto una visione di me con tre figli: non ce la farei mai. Davvero. Non avrei energie sufficienti, nè fantasia. Ero stremata.
Poi, tutti insieme a tavola, invece, è bellissimo.

mercoledì 23 novembre 2011

realityshow

Ciao,
adesso mi trovate anche qui: realityshow
 E' il nuovo blog, altri argomenti, altre cose ... dai almeno voi leggetelo :) :) :)

Ottavo complemese.

- Sai che è la prima domenica che passiamo con un bambino?
- ??
- Sì, Cigolino è cresciuto un sacco, adesso fa cose da bambino. Sta seduto, gioca, ride ...
- Aaahhh! Sì Sì!

Con le belle scoperte di Cigolino siamo arrivati all'ottavo complemese.
Lui adesso:
Sta seduto con maggiore sicurezza, anche se sembra ancora un birillo del bowling;
Fa gli scherzi, tipo si tira via il calzino e mi fa vedere il piede nudo ridendo a crepapelle o adora giocare a cucù, soprattutto se mi nascondo io;
Mangia, finalmente, mangia quasi tutto.
Canta e cerca di fare musica, picchiettando una mano o un gioco sulla bocca;
Gioca tantissimo con il suo papà.
Gli piacciono i cartoni animati e i programmi musicali.
Sta studiando il modo per gattonare.
Ascolta interessato i discorsi che facciamo.

Noi in questo mese:
Abbiamo imparato a giocare con lui in modo sempre più interattivo
Ci ricordiamo a vicenda quanta strada abbiamo fatto: non abbiamo più paura di romperlo, per esempio.
Abbiamo inventato l'abbraccio triplo, che è bellissimo.



martedì 22 novembre 2011

Il segreto della casalinga

Pare che le mamme che lavorano siano meno inclini alla depressione delle mamme casalinghe.
Le mamme casalinghe (che a tratti io invidio), hanno più difficoltà a controllare il tempo, la casa, i figli e trovano poca gratificazione nel lavoro che fanno.
Le mamme lavoratrici, invece, applicano di solito la filosofia dei punti lunghi e ben distesi, sono felici dello stipendio a fine mese e in generale si sentono più gratificate.
Il risultato della ricerca non è, secondo me, sorprendente.
Credo anzi sia svincolato dalla mammità in sè, il risultato lo immagino identico per una ricerca rivolta a donne lavoratrici e non, indipendentemente dai figli.
Viviamo in un tempo in cui i rapporti sociali hanno un peso molto più forte rispetto a qualche decennio fa e anzi è spesso in base alle nostre relazioni sociali che ci sentiamo valutati.
Una cosa del tipo: lavoro, vedo gente, conosco cose, frequento posti, ergo sum.
A casa vedo poca gente, non ho molto tempo di frequentare posti, la roba da stirare ha il sopravvento, ergo non sum, mi sento a disagio, mi sento meno di altri.
I figli, a mio avviso, aggiungono "solo" quella variabile impazzita che determina l'andamento della giornata: l'orlo della crisi di nervi o l'estasi perchè ha dormito tutta la notte senza un uuèè.
Io, però, ho qualche amica che non lavora.
Sorridono sempre, sono rilassate, abbronzate, hanno hobby creativi e interessanti, leggono, vanno anche in palestra, al cinema, vedono più spesso le amiche. Se hanno figli sono quelli più stirati, che sanno un sacco di parole anche da piccolissimi, hanno case accoglienti, ordinate, pulitissime. Al tuo entusiasmo per l'ultimo smartphone rispondono con un sorriso, ti guardano con curiosità mentre tutta seria rispondi alla mail di lavoro che guarda proprio scusa ma è urgente. Hanno tempo. Non corrono. Non dimenticano di mettere il detersivo nella lavastoviglie e preparano cene vere tutte le sere.
Ecco.
Se capissi come fanno, magari lo farei anch'io.
Ci ho provato eh, ma davvero io ero tra quelle depresse e non ho trovato una risposta neppure tra i gerani, che quando ero a casa ero rigogliosissimi.
Adesso ho solo piante grasse.



lunedì 21 novembre 2011

Galega, pappa lattea e scarpine nuove

Oooh! E' stato un week end di grandi soddisfazioni.
Prima di tutto abbiamo visto vincere lo Zecchino d'Oro dalla nostra canzone preferita. L'abbiamo adottata perchè a testa in giù è ancora la posizione preferita di Cigolino, che appena l'ho in braccio si rovescia all'indietro. Prima o poi mi scivolerà e lo troverò incastonato nel marmo, me lo sento.
Poi ci è piaciuta perchè incoraggia a cambiare punto di vista, che è sempre un esercizio utilissimo, e perchè si balla benissimo davanti alla tv.
Poi abbiamo comprato delle scarpine troppo carine, con dentro un vello di pecora caldo caldo. Mi veniva voglia ogni momento di coccolarle e Cigolino stamattina se le guardava rapito.
Ha anche cambiato fidanzata: abbandonata Hello Kitty si è perdutamente innamorato di un fiore di peluche. Ogni volta che lo vede sorride beato, allunga le mani per accarezzarlo e resta a guardarlo estasiato. Io sono contenta, Kitty è una ragazza un po' troppo matura per lui.
Ha passato una sera solo con il suo papà e a me arrivavano messaggi di portare nuove birre ... non ho voluto indagare: GF era contento, Cigolino dormiva beato, comunque sia andata il risultato è stato ottimo.
La paperetta per fare il bagno è diventato un must have, in questo week end.
Abbiamo scoperto anche la pappa lattea, che gli è piaciuta un sacco. Ma tanto, proprio: rideva contento agitando le mani, che è il suo modo di dire che una cosa è il massimo del massimo.
E' un pasto completo, anche se la dose consigliata (50gr+140ml di acqua) mi sembra poca cosa per riempirlo.
La userò come colazione: credo che il mio latte, nonostante le tisane a base di galega, sia ormai poca cosa, dopo un'ora ha già fame.
Quindi a breve smetterò del tutto di allattarlo. Non mi dispiace. Sono d'accordo sul fatto che faccia bene a lui (se di latte ce n'è, ovvio) e che sviluppa un rapporto speciale tra mamma e bimbo, ma, per come la penso io, il rapporto deve evolvere, non bisogna temere il distacco fisico dal proprio bimbo o, peggio, cadere nella tentazione di volerlo sempre piccolo, bambolotto, nostro prolungamento.
In realtà più cresce più ci divertiamo.
Sta scoprendo anche il magico mondo del pavimento.
Magari, se smette un attimo di chiacchierare, prova anche a gattonare.

venerdì 18 novembre 2011

Giornata internazionale dell'infanzia

Domenica prossima, il 20 novembre, è la giornata internazionale del bambino e dell'adolescente.
Tutti i paesi del mondo (tranne forse un paio) nel 1989, ratificato la Convenzione Onu che codifica e sviluppa le norme internazionali applicabili ai bambini.
I punti principali della Convenzione sono quattro:


a)     Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.
b)     Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.
c)     Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati decono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.

d)     Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.

Quattro punti cardine, che se l'Onu ha pensato fosse necessario scriverli e farli firmare a tutti, vuol dire che manco ci passava per la testa che l'infanzia avesse dei diritti propri. 
Se è stato necessario codificare il punto c), poi, siamo proprio una razza brutta.
Quattro punti che puoi usare come bussola anche nel "Micro-regno Famiglia", in modo che ti sia chiaro quali devono essere le priorità. Anzi, dovrebbero proprio far firmare la Convenzione a tutti i genitori.
Che non si dica poi che non ci hanno dato le istruzioni.

giovedì 17 novembre 2011

Adozioni a distanza

In ufficio abbiamo deciso di adottare un bambino a distanza.
C'è chi ha trovato l'associazione, chi si occuperà di versare la quota ogni mese, raccolta con il contributo di tutti.
Mi sembra una bella idea.
Lo facciamo in tutti gli uffici?
Noi ci siamo rivolti qui, Sos Villaggi dei Bambini, ma ce ne sono tante di associazioni, altrettanto buone.
Adesso siamo tutti genitori, anche lo scapolo impenitente del gruppo ;)

Perdindirindina!

E' la settimana dell zecchino d'oro.
Cigolino riesce a stare anche quindici minuti di fila (un record!) a sorridere ai bambini dentro lo schermo e a fare musica con il suo sonaglino che shackera a tempo (beh, insomma, quasi) manco fosse un cembalo. E' uno spasso.
Finito il tempo di starsene in giro fino a tardo pomeriggio, fa freddo e appena giù il sole sale la nebbia.
Ieri sera uno scooterista deficiente, partendo con il parabrezza appannato, ha urtato il passeggino di Cigolino.
Niente di che, lui andava pianissimo, io sono stata pronta a spostarlo, ma sono stati secondi un cui mi sono spaventata a morte. In un attimo gli stavo urlando in faccia, mentre lui boffonchiava scuse e non vi ho proprio visto.
Passato lo spavento, mentre tornavo verso casa, mi è venuto da ridere: un po' per la reazione da mammachioccia (e vabbè ci stava tutta) e un po' per quello che ho detto al motociclista.
L'ho chiamato deficiente, razza di cretino e rimbambito. Potevo intercalare con un ohibò e perdindirindina e neppure mia nonna sarebbe riuscita ad essere più educata di così, visto il frangente.
La mamma si arrabbia così - dicevo a Cigolino - questa cosa ti farà ridere da grande, lo so già.
Fa freddo sì e, scooteristi ciechi a parte, stare fuori non è più piacevole. Cigolino torna a casa con mani ghiacciolo. Ci vogliono i guanti. Li odierà, come odia le scarpe (che scalcia fino a sfilarle) e la giacca pesante che lo imbalsama nel passeggino senza più possibilità di movimento.
Mi odia quando lo vesto per uscire, lo vedo, lo so.
D'altra parte escludo categoricamente di tenerlo in casa fino ad aprile.

mercoledì 16 novembre 2011

Spero si annoierà.

Ho trovato un articolo che mi è piaciuto tanto.
E' quello in home page di professione papà. Un dolcissimo, sensatissimo elogio della noia e di quanto sia educativa.
Osserva, il papà, come i nostri figli siano troppo impegnati in mille attività che gioco non sono, ma piuttosto discipline; come siano costretti e diventare manager di sè stessi già in tenera età. Mentre è la noia, l'inventare come spendere ogni ora del giorno ad avere una forte valenza educativa.
Sono d'accordo. A volte mi viene l'ansia a pensare a quante cose "dovrà" fare Cigolino una volta cresciuto: un po' per saperlo al sicuro da qualche parte, un po' per non farlo sentire "meno" dei suo impegnatissimi coetanei, un po' per quell'ansia da prestazione che coglie spesso i genitori. Per loro vogliamo non solo il meglio, ma anche tutto. Travisando sia l'uno che l'altro, declinandoli in cose pratiche da fare o materiali da avere.
Leggendo l'articolo ho pensato: speriamo di essere così bravi da lasciargli tempo sufficiente per la noia.
Che diventa poi tempo per il gioco.
Come adesso. Che ha imparato ad aspettare il suo papà e non vede l'ora che entri dalla porta per prodigarsi in sorrisi, gorgheggi e braccia aperte; che non andrebbe a dormire mai per giocare con lui; che se è lui che gli mette il pigiamino è un gioco divertente.
GF ha questa grandissima capacità, trasformare in un bel gioco qualunque cosa.
Cigolino con lui si diverte un mondo, hanno un rapporto stretto, in cui, a volte, io non ci sono, è una cosa loro. Trovo questa cosa bellissima, poetica, sacra.
Anche se poi va a finire che io faccio sempre la parte del poliziotto cattivo: è ora di dormire, mangiare, copriti, scopriti, cambiati.
Miii che noiosa che sono!

martedì 15 novembre 2011

Baby spiderman

Cigolino ha l'abitudine del pisolino di fine pomeriggio: verso le 17.30 "chiede" di infilarsi nel suo lettino e per un'oretta se ne sta lì.
Mica sempre dorme.
A volte chiacchiera con il coniglio dalle orecchie lunghe, altre si incanta a guardare i disegni sul muro. Altre invece si trasforma nel temibilissimo baby-spiderman!
Con una mano mette in moto il carillon di destra, con l'altra stringe la palla colorata, mentre con i piedi fa suonare il carillon di sinistra, in un concerto confuso, rumoroso, allegro. Al grido di ngheeeeee! sembra arrivare ovunque, veloce, silenzioso ('nsomma), infallibile. A fine concerto riprende sembianze bambinesche e intavola una chiacchieratina con il fiore di fianco, finchè, stanco di tanta attività, si addormenta. Giusto per tirare l'ora del bagnetto, quando il polpo verde ci aspetta nell'acqua, insieme alla papera e a quell'antipatica della spugna.
Si sta costruendo un suo mondo, ce ne accorgiamo ogni giorno di più. Anzi è nel week end che cresce, la domenica sera è un bimbo diverso da venerdì. Più grande.
Ha i suoi riferimenti, oggetti che gli piacciono, colori, gusti, cibi, gli piace la musica (in questo momento è incantato davanti allo zecchino d'oro ... e a me che non è piaciuto mai....) e fa cose già tipicamente maschili: adora il telecomando - gli abbiamo "regalato" quello del ventilatore ed è felicissimo; mangiare davanti alla tv; lanciare i calzini; ride se fa un ruttino più rumoroso e se vede l'immagine di qualche bella signorina sorride estasiato.

lunedì 14 novembre 2011

Il passeggino volante

E così anche il battesimo dell'aria è andato.
Cigolino bravissimo ha dormito tutto il tempo, GF e io siamo stati una macchina organizzata ed efficiente.
Da sola non ci sarei riuscita.
Siamo riusciti a non perdere pezzi, a non fare corse dell'ultimo minuto e a rilassarci anche un po'.
Anche i passeggeri dell'aereo si sono rilassati, nonostante iniziali sbuffamenti al mezzo minuto di pianto di Cigolino che non trovava una posizione comoda. Nelle file dietro sentivo uff, ecco siamo a posto, mannaggia ... Vorrei rilasciare un comunicato ufficiale: i bambini piangono e quelli piccoli piangono di più di quelli grandi. Comunicano così.
Non è incapacità dei genitori, non sono capricci, semplicemente esternano una richiesta, un disagio.
Di certo non è piacevole un bambino che piange, ma tranquilli, di solito la smette anche in fretta e non c'è bisogno di turbarsi.
Trovata la posizione Cigolino si è addormentato, godendosi quel tempo lungo in braccio che a casa difficilmente c'è, in un abbandono tranquillo e senza increspature.
A me la cosa che ha fatto più tenerezza è trovare, all'arrivo, il suo passeggino sotto l'ala dell'aereo.
Il passeggino volante.
Meglio del tappeto di Aladino.


mercoledì 9 novembre 2011

Piccole cose ...

... che ti fanno girare le scatole.
Il tipo della bancarella del mercato che non ti mette tutto quello che hai preso nel sacchetto; quello che ti vende on line una cosa e te la manda diversa, probabilmente farlocca, comunque non nuova; l'agente immobiliare che tenta di alzare il prezzo della casa, visto che ti interessa, inventando offerte d'acquisto appena ricevute; quello che dovrebbe darti informazioni precise e te le da a metà così devi rifare la stessa cosa almeno tre volte;il pin dell'inps o dei servizi del comune che devi andarlo a fare di persona (e allora perchè mai dovrei farlo, se non per evitare di andare?); il seggiolino dell'auto a noleggio che se lo vuoi lo paghi quasi quanto la macchina stessa; la compagnia aerea che se sbagli misura del bagaglio ti minaccia, già nelle "istruzioni" di farti pagare una tombola.
Forse non ci facciamo caso, ma sono tantissime le piccole cose che ci vessano.
Comportamenti altrui o funzionamenti macchinosi di cose semplicissime.
O ancora il luogo in cui viviamo. A Milano, per esempio, trovare parcheggio è pazzesco: gialli per residenti, blu ma spesso senza un punto per acquistare il biglietto di sosta, traffico limitato, lavori in corso, varia movida, mi è capitato di rinunciare al millesimo giro e tornare a casa. Una volta ho provato a prenotare la corsa radiobus (servizio dell'azienda trasporti che ti porta a casa quasi come un taxi), ma lo devi prenotare con almeno 2giorni d'anticipo. Io mica lo so se fra due giorni esco e ho bisogno di un mezzo per tornare a casa. Non sono così organizzata.
I prezzi che crescono, lo sciopero dei benzinai e il benzinaio aperto che "casualmente" ha solo il bludiesel, che costa di più, perchè l'altro è finito signora.
Piccole cose. Piccolissime se pensiamo al momento storico che stiamo vivendo.
Che fatica però.

martedì 8 novembre 2011

Prove di volo.

Ci stiamo preparando.
Tra due giorni prenderemo l'aereo e per Cigolino è il primo volo.
Così ci alleniamo, sul divano.
Lo prendo in braccio, ci sediamo bene e comincio a raccontargli che stiamo per prendere un aereo, che staremo in quella posizione per un'oretta, ma vedrai, sarà tutto molto divertente.
Lui in realtà è molto più interessato alla'annunciatrice bionda di rai due: si lancia dal divano per entrare nello schermo, con gridolini compiaciuti e sorrisi sdentati che quasi sono già gelosa.
Faccio anche il rumore dell'aereo, vrrrruuuuuuuuum, e gli racconto che adesso siamo sopra il mare, peccato che non puoi vedere giù.
Il pensiero che, crescendo, non si ricorderà di tutto ciò mi solleva moltissimo, mi sento meno ricattabile.
Mi sto preparando anch'io, perchè il fatto di poter portare un solo bagaglio a mano mi sta già mandando ai pazzi. Ci deve stare la mia roba per 3 giorni (e pazienza, porterò niente), la sua, e qui già rasentiamo il dramma, e anche: la borsa cambio pannolini, pannolini, cibo per il viaggio, lenzuolina, asciugamano, piatto e cucchiaino.
Il tutto in una borsa 55 cm x 40cm x20 che altrimenti non te la imbarcano. 
E' incredibile come un bimbo così piccolo decreti, ogni volta, un trasloco.
Va a finire sempre che GF e io stiamo dentro una valigetta e Cigolino ha bagagli al seguito che neppure un principe.
Tant'è. Si parte. 
Il battesimo dell'aria.

lunedì 7 novembre 2011

Un sentiero luminoso

E così ci siamo dotati di Antilop (seggiolone "compatto" e poco costoso di Ikea) e la vita di Cigolino è cambiata. E' felicissimo di mangiare sul tavolo, di buttarsi con la faccia nel piatto, di immergere le mani nella pappa e stamparle sulle piastrelle, di rendere il bavaglino un'opera d'arte contemporanea multimaterica.
Anche la mia vita è cambiata. Adesso detesto il momento della pappa. Non provo neppure a giustificarmi, lo detesto e basta.
Ieri sera stavo preparando una cenetta per pochi amici e l'unica cosa che riuscivo a pensare era: mammamia-come-sono-stanca! Tipo mantra. Poi arrivano gli amici e te ne dimentichi (o quasi), ma lo sai che quella stanchezza è lì, tipo menir che ti porti in giro manco fossi Obelix.
Che diventa più pesante se Cigolino si sveglia alle 3.30 con la precisa intenzione di giocare: non è la pappa, non sono sogni brutti, ma allegri sgambettamenti e quel ridolino che è il suo modo di dirti "dai giochiamoooooo".
Ma giochiamo cosa tesoro della mamma? Gli dicevo stanotte.
Vedi? E' tutto buio, anche i gatti dormono e perfino la tua palla. E' ora di dormireeeeee
E lui a ridere.
Adesso si dorme! Ho sbottato severa. E lui a ridere.
Gli ho fatto fare il giro della casa senza accendere una luce, a rischio della sua e mia incolumità, spiegando in modo molto convincente che quando è buio si dorme, non si gioca e non si mangia, punto.
Rimesso a nanna si è attaccato alla maniglia del carillion e mentre scivolavo di nuovo, per la quarta volta, sotto le coperte sentivo tutto un tin tin tin di musichetta dolce e un tatatack di sbattere di maniglia di plastica contro il letto.
Se vai avanti così - spiegavo a Cigolino stamattina - ti giochi mamma e papà nel tuo primo anno di vita. E non ridere, che non è una cosa bella.
Ma lui stava giocando con la il tubetto della crema allo zinco, non credo mi abbia ascoltata.
Oggi vedo stelline di luce negli occhi, piccoli flash.
Credo sia il sentiero luminoso che indica l'uscita al mio senno.

venerdì 4 novembre 2011

Bimbo a tavola!

A Cigolino piace tanto mangiare a tavola. Ha un rapporto conflittuale con il seggiolone, con quel tavolino ancora distante, le cinghie, quell'averci di fronte come colonne. Così, dai nonni, gli abbiamo preso il seggiolino da agganciare al tavolo. La GIOIA si è dipinta sul suo viso: può dondolare le gambe a piacimento, mangiare guardandoci e soprattutto curiosare sul tavolo, luogo che vede come il paese delle meraviglie. La stessa gioia è apparsa anche sul mio viso, che già pregustavo l'archiviazione del seggiolone che nella nostra microcucina rende impossibile la circolazione.
Ma.
Non avevamo valutato un aspetto: i seggiolini da agganciare al tavolo sono perfetti per i tavoli che non hanno niente sotto. Il nostro invece ha un bordo alto sotto il piano e il seggiolino non si aggancia. Non ci sta.
Te lo vendono come adatto a tutti i tipi di tavolo poi sul più banale dei tavoli non ci sta.
Ci sono rimasta malissimo, prima di tutto per Cigolino, che come lo siedo sul seggiolone mette il muso e mangiare diventa un (suo) esercizio di pazienza. Umpf :(
Leggevo in giro che  per i bambini è importante poter "giocare" con la pappa, metterci dentro le mani, provare a mangiare da soli. Tutto ciò rende me nevrastenica, che poi trovo semolino in ogni dove, ma non vorrei mai che un seggiolone reprimesse lo slancio cognitivo di Cigolino, che già adesso si prende il cucchiaio e se lo spalma tra bocca e fronte, a caso, ma con molta soddisfazione, che se vede noi mangiare qualcosa vuole assaggiare, che ama stare a tavola se ci stiamo anche noi.
Proveremo con l'alzasedia, anche se da lì la gamba non dondola e ha meno possibilità di muoversi. Oppure stavo pensando a quei seggioloni in legno, tipo sedia alta, che saranno anche poco confortevoli, ma hanno l'ingombro di una sedia e si accostano al tavolo.
Il seggiolino da appendere lo useremo per le trasferte, sperando in tavoli adatti a un seggiolino adatto a tutti i tipi di tavolo.

giovedì 3 novembre 2011

Il peso specifico del lavoro.

Tornare al lavoro ha un sacco di lati positivi, tipo la macchinetta del caffè e che il pranzo lo compri fuori e non lo devi preparare, che sei obbligata a vestirti e a non comunicare a sillabe di lallazione (anche se spesso ...). Poi però, dopo una decina di giorni quasi goliardici, ti rendi conto che devi anche lavorare. Tutto bene, se sai cosa devi fare.
Se invece ti ritrovi in una specie di limbo, in attesa di capire come dovrai organizzarti è un po' frustrante. A parte gli aspetti squisitamente operativi, comunque, emerge un aspetto quasi filosofico: il peso specifico che il lavoro ha, dopo una gravidanza.
A mio avviso possono accadere due cose: il diventare mamma ti ha talmente trasformata, assorbita, investita che il lavoro assume una valenza relativa; oppure il diventare mamma ti ha dato più equilibrio, lucidità e fiducia nelle tue capacità che sei convinta di poter lavorare quanto (e meglio) di prima. Il primo caso, a mio avviso, è uno stato di grazia: riesci a farti scivolare addosso gran parte dei problemi, sai che il tempo che passi in ufficio è sì necessario, ma in fondo è solo il tempo che ti separa da tuo figlio e che una volta a casa sarai salva, al sicuro, tranquilla.
Il secondo caso è un po' più nevrotico, perchè si scontra con quel non detto che esiste un po' in tutte le aziende: la maternità è una sorta di malattia, o un incantesimo, che ti ha tolto qualcosa. Tu sei lì a dire, spiegare, illustrare cosa intendi fare, corredata di motivazione, illuminata da una forza nuova, determinata a non vanificare ciò che hai fatto prima e gli altri ti si filano appena, perchè adesso sei una mamma e si da' per scontato che d'ora in poi tu abbia tutt'altro da fare e, peggio, che tu sia in grado di fare solo una cosa.
Neanche a dirlo io ricado nel secondo caso e diventerò nevrotica.
Temo perderò molto del mio aplomb al prossimo "Ma come ti senti?" o "Ma adesso cosa pensi di fare?" corredato quasi sempre da sguardo pietoso, manco fossi in convalescenza.
Tornare al lavoro non è una terapia riabilitativa, è riprendere il pieno ritmo della propria vita, come rientrare in un paio di vecchi jeans: hanno la tua forma, c'è stato un momento in cui non ci entravi più, ma poi li ritrovi.


mercoledì 2 novembre 2011

Istruzioni seggiolino auto.

Uffa questa nebbiolina ...
Uhm sì...
Che si fa oggi?
Bah ... la spesa ...
Senti, ma se invece ....?
Sìììììììì!!!!

Domenica GF e io chiacchieravamo in cucina, con quel cielo grigio sù e foglie gialle giù che ti smontano sempre un po'.
Detto fatto, abbiamo dato il tempo a Cigolino di svegliarsi, buttato nella valigia 2 cose per noi e 120 per lui e via, siamo andati al mare, a trovare i nonni.
Cioè. 
Avremmo voluto partire così, in corsa, ma c'era il nuovo seggiolino auto da fissare.

Nell'apposita tasca F premere il pulsante H e tirare entrambe le cinghie verso di sè; per fissare il seggiolino all'auto far scorrere la cintura di sicurezza negli appositi ganci blu, avendo cura, prima di aver reclinato il seggiolino, premendo i pulsanti L e M, come da figure 7 8 9.
Allora. Se proprio avete bisogno di tutti questi pulsanti, scrivete la lettera sul pulsante stesso, ma, soprattutto, se fate riferimento a una figura, fate in modo che la figura sia comprensibile: grande come un francobollo riesce di facile lettura solo a superman e ad altri supereroi dotati di ipervista.
Via, un bel libretto grande, con figure grandi, scritto in caratteri umani e non da formica. O con solo l'indicazione del link da cui scaricare le istruzioni che poi uno se le stampa della grandezza preferita. Ecco.
E poi. Per una mamma italiana di altezza mediterranea, far scorrere la cintura di sicurezza negli appositi ganci blu, che sono sapientemente nascosti in una struttura di plastica pesante, vuol dire sdraiarsi sul sedile posteriore e fare una manovra ai limiti del contorsionismo; mentre per un papà alto significa incastrarsi tra i sedili.
Il nostro slancio avventuroso, quindi, ha subito una botta di arresto. Ma poi, abbiamo navigato un'autostrada deserta, con tramonto opaco di nebbia tra le cascine di pianura per arrivare in cielo stellato con spicchio di luna sul mare.
Il mare luccica anche in autunno e si sta bene fuori con la faccia al sole.
Poi si torna ed è di nuovo cielo grigio sù e foglie gialle giù ....