Com'è iniziata ...

Mi avevano detto che i figli bisogna averli da giovane.
Mi avevano detto che dopo i 35 è rischioso e anche faticoso.
Mi avevano detto che dopo i 40 è follia.
Quello che non dicevo io era che non avevo tutta questa intenzione di riprodurmi.
E niente, poi è andata che mi sono ritrovata a scrivere un blog per mamme, con un occhio di riguardo alle over 40.

sabato 31 dicembre 2011

Felice anno nuovo!

Felice anno nuovo a tutti.
Un brindisi da fare stasera? Auguriamoci il meglio del meglio, per il 2012 e gli anni a venire!!

Chissà se Cigolino si spaventerà per i bottti ....

Auguri auguri auguri!

mercoledì 28 dicembre 2011

La lineetta bianca

Oggi, dopo due notti di febbre di Cigolino (e due notti insonni per noi), dopo qualche giorno di varia svogliatezza, di sguardi seri seri e sbadiglioni pesanti, oggi a 9 mesi e cinque giorni è spuntato il primo dentino!
Me l'ha fatto sentire proprio lui, Cigolino, portandosi un mio dito alla bocca, proprio lì, dove improvvisamente c'è una lineetta bianca.
Che ometto :)
Abbiamo festeggiato con applausi, vari evvivaaaaaaaa e un buon umore da grande evento.
Speriamo che la febbre non torni. Una bella dormita è quello che ci vuole.

martedì 27 dicembre 2011

Dal peluche al cellulare

E via, anche Natale è passato.
Cigolino sveglio fino a mezzanotte, perchè, secondo me, ha capito che era festa, che Babbo Natale was coming to town ecc. ecc.
Cigolino sbaciucchiato, superstar, che non dorme mai per l'eccitazione. Cigolino con la febbre stanotte: saranno gli stravizi?
Tanti regali per lui: cose che schiacci e suonano, cose che anche senza schiacciare suonano. Tutte colorate e con minimo 10 musiche e toni diversi.
Orbene.
Portatami, per cortesia, evidenza scientifica che il suono, quel suono dei giochi che ti entra nelle orecchie e ti trapana i nervi, dicevo che quel suono sia necessario, fondamentale, allo sviluppo psico-fisico dei nostri pupi. Perchè se è proprio così me la cavo con i tappi nelle orecchie, ma se così non è magari  tolgo le pile.
In ogni caso il passaggio dal peluche al cellulare giocattolo, al gioco musicale, ha dell'epocale.
Vedere Cigolino seduto davanti ai suoi giochi, che schiaccia, agita le mani, ride, si butta all'indietro stampandosi sul pavimento, è emozionante.
Come lo è stato vederlo tutto impegnato a esaminare nastri e carte o il primo vero incontro con il gatto (fin qui visto dall'alto del seggiolone): più il gatto si avvicinava, più lui rideva felice, eccitato. Lo ha accarezzato e poi ha strappato un bel ciuffo di peli, quasi volesse un souvenir dell'incontro. Il gatto paziente, disponibile, senza neppure un miao di protesta.
Ce li siamo goduti questi giorni, è stato un primo Natale bellissimo.


giovedì 22 dicembre 2011

AUGURI DI CUORE!

A chi è passato di qui e non si è fermato,
a chi di questo luogo fa parte,
a chi se n'è andato,
a chi ha trovato qualcosa di utile,
a chi si è divertito,
a chi una volta e basta per carità,
a chi ha detto e
a chi ha solo letto.
A tutti voi, con affetto e amicizia auguriamo

BUONE FESTE!
Cigolino, GF e La Wising

Nono Complemese

E domani sono 9 mesi!!!
E' un giovanotto ormai, Mister Cigolino.
In questo mese ha imparato:
- a scegliersi i cartoni animati, manifestando gusti precisi;
- a fare piccoli scherzi: imita me che soffio sulla pappa e ride un sacco; fa finta di lamentarsi nel suo lettino e appena arrivo ride;
- a dire MAMMA!
- a stare seduto e giocare in questa posizione;
- "chiacchiera" sempre di più;
- a sentire la mancanza delle persone: non è tranquillo finchè non rientra anche papà la sera;
- a mangiare quasi tutto;
- a prendere gli oggetti con decisione;
- mi aiuta quando lo vesto/svesto chiudendo i pugni per far passare meglio le maniche;
- a capire il tono della voce: se lo "sgrido" si fa serio serio.

Noi in questo mese:
- Ci siamo divertiti un sacco!!

martedì 20 dicembre 2011

Con 24mila baci, grazie :)

24.000 visualizzazioni dall'inizio a oggi.
Grazie a tutti!

Occhio al tempo!

Sono giorni di corsa. Vorrei dire che sono tutta presa dal turbine natalizio e invece è quello lavorativo che mi fa sentire come dentro un frullatore. Quindi addio all'uscita alle 15.30, molto più spesso sono le 17, proprio a voler scappare. Il che si traduce in stanchezza e soprattutto in meno tempo per Cigolino. Che nervi!
Però. Il tempo per giocare resta.
Gli piace la musica, sentire cantare, comincia ad avere un certo discernimento per cui preferisce i cantanti veri a me. Con il suo sonaglino batte il tempo, un tempo suo certo, ma lo vedi che è proprio soddisfatto di far parte della performance. Gli piace analizzare le mie collane: le prende, le guarda serissimo, le scorre, le assaggia, le agita. Se sono appese al mio collo le tira, mi strozza e si diverte un mondo (tendenza, quello allo strangolamento, da monitorare, soprattutto in adolescenza).
Poi un po' mi prende in giro. L'altra mattina soffiavo sulla sua pappa, lui mi ha guardata, ha soffiato e si è messo a ridere a crepapelle. Ride, ride un sacco, ride senza freni quando ormai ha sonno e si avvicina l'ora della nanna.
Ha scelto anche i suoi cartoni animati: davanti ai teletubbies si incanta, mentre è con PocoYo che proprio si diverte, prova a battere le mani, sbaglia la mira, ci riprova.
Mi dispiace un sacco essere così di corsa, sempre. Non ne faccio questione di abnegazione, il tempo di una mamma è fatto di tante cose e così deve essere, ma proprio di energie, di fantasia, di mente sgombra.
Tra i buoni propositi per il nuovo anno c'è quello di approfittare il più possibile dei giorni di maternità facoltativa (congedo parentale) che ho ancora a disposizione: un tesoretto prezioso per giocare di più.

lunedì 19 dicembre 2011

Uscire da soli.

Sabato sera cena da amici.
Quelle belle cene in cui si è in tanti e chiassosi e dove, anche volendo, non troveresti un angolo dove far dormire un bimbo di 9 mesi.
Per cui l'abbiamo lasciato con la baby sitter, a casa, nel suo pigiamino, pronto per la nanna.
Mi sono davvero goduta la serata, rilassata, mentre gli altri amici inseguivano bimbi duenni eccitatissimi dalla confusione, cullavano baby-bimbe bellissime e mangiavano a turno.
Ogni tanto ci vuole e lo consiglio.
Uscire da soli, senza la borsa dei pannolini, senza pappe e cucchiaini, semplicemente in due.
Il rovescio della medaglia è che comunque si ha un orario di rientro, concordato con la babysitter, per cui si è in libertà vigilata.
Per una sera però, mangiare insieme, chiacchierare senza dover continuamente controllare, giocare, imboccare è bello come una sorpresa sotto l'albero.
Tornati a casa Cigolino ha aperto gli occhi, ha voluto fare un giro per casa a verificare che tutto fosse al suo posto, ci ha pastrugnato un po' la faccia e si è riaddormentato tranquillo.
Da rifare.

giovedì 15 dicembre 2011

Parole parole

Si è addormentato alle 20 Cigolino, si è addormentato mentre lo mettevo nel suo lettino, nel tragitto da me alla coperta. Dito in bocca, coniglietto e occhi chiusi. Pufff, andato.
Chissà cosa ha fatto oggi per essere così provato? :)
Mentre sono via, lo ammetto, non lo penso molto: forse è poco materna come cosa, ma va proprio così.
Quando però lo ritrovo, a metà pomeriggio, mi piacerebbe sapesse già raccontare. Lo guardo, i suoi occhietti vispi e curiosi e vorrei sapere tutto: chi ha visto, dove è andato, cosa ha pensato. Se gli sono mancata o meno non sarebbe importante, vorrei solo sentirlo raccontare.
In attesa di tutto ciò a raccontare sono io, mentre spingo il passeggino verso casa gli dico della mia giornata, le cose buone e quelle che mi hanno fatto arrabbiare, cosa ho mangiato a pranzo e cose così. Un giorno, saprà parlare, e mi dirà: vabbè mamma, taci un'attimo però.


mercoledì 14 dicembre 2011

Serata mondana

Ma com'è, è già mercoledì sera? e io dov'ero?
Ecco, lo ammetto, sono in questo stato.
Ansia da prestazione natalizia, scassapallamento cosmico sul lavoro (buoni propositi per l'anno nuovo: mettersi a dieta e cercare una nuova occupazione), Cigolino che ha energie nuove, dirompenti e le mie invece che sono inversamente proporzionali.
Però signore mie, ieri sera ho avuto una serata così mondana, così glam!
Ogni tanto si riunisce un gruppo eterogeneo di amiche e colleghe, che già è interessante di per sè, ma che in più ama divertirsi. Mi piace un sacco esserci, anche se non sempre riesco.
Ieri era la serata della ciofeca lottery. Ognuna di noi doveva portare 2 oggetti brutti, o inutili o kitch o tutte le cose insieme, ben impachettati. Bigliettini con il numero e via all'estrazione.
Una cosa semplicissima, ma vi assicuro che il divertimento è strepitoso.
Certo ci ha aiutato un Gewurtztraminer Alsaziano che andava giù una meraviglia, ma insomma, non siamo il club dell'anonima alcolisti per cui era tutto sotto controllo.
Io ho visto passare un drago con le ali mobili e tutto arroccato su una roccia di plastica; orecchini che neppure in qualche paesino dell'est vendono più e una borsa di cui hanno taciuto, per pudore, la provenienza. Tante risate, pizza e gelato. Una bella serata, di quelle che poi dici dai, non è vero che non ci si diverte mai in questa città.
Cigolino a casa, con il suo papà.
Un bacio mentre dormiva: come sa dormire bene quel bambino, nessuno mai. Il ritratto della pace. Anche le peggio arrabbiature passano, così.

lunedì 12 dicembre 2011

Il presepe

E via, a rotta di collo verso Natale.
Anche se cerco di opporre resistenza, perchè ho bisogno di più tempo per fare le cose che vorrei, non c'è verso, mancano solo due settimane.
Per Cigolino, sotto l'albero abbiamo messo un telecomando e un cellulare (mica veri eh) le sue passioni irrefrenabili del momento. A parte gli preparerò la carta regalo, un sacchetto pieno, da stracciare, mangiare, stropicciare e ingaggiare battaglia. Credo abbia dei conti in sospeso con la carta colorata, si accanisce proprio.
A vestiti, giacche, magliette cose utili ci penseranno gli altri: GF e io vogliamo fare la parte di quelli che guai se non si gioca un sacco.
Abbiamo anche sistemato un presepe sul mobile: è buffo, tutte le statuette sono tonde e sorridenti. Un po' vaghe anche, tanto che avevo messo la madonna tra i re magi e un magio proprio lì, vicino a San Giuseppe. Roba da far rimanere secco Giovanardi.
A Cigolino piace un bel po', tanto che temo per l'incolumità di gesù bambino: sarà sommerso da generose leccate nei prossimi giorni.
Ecco. Pericolose abitudini.



Da qualche giorno Cigolino dorme tanto: lunghe ronfate pomeridiane e la sera a nanna presto. E' normale? Sta crescendo? E' stanco?

venerdì 9 dicembre 2011

Albero di Natale

E anche il nostro primo albero di Natale è fatto!
GF ha montato l'albero, nuovo, bianco, io ho aperto tutti i rametti, Cigolino ha succhiato per bene tutte le decorazioni, che quindi sono in stoffa colorata e saliva, con la nonna l'abbiamo decorato.
E' bellissimo.
Il gatto tenta di abbatterlo.
Cigolino lo fissa a bocca aperta, occhi sgranati. Le luci, soprattutto le luci.
Deve piacergli molto, si è placato all'istante anche il pianto disperato da brutto sogno, ieri sera.
E' un Natale che non ricorderà, ma noi sì.
A Natale inaugurerò anche la scatola dei ricordi: comincio a mettere via le piccole cose importanti che restituirò a Cigolino per i suoi 18 anni. La prima tutina, il gioco preferito, le figurine, cose così.
Noi ce lo ricorderemo sì questo primo Natale: noi ce l'abbiamo già dentro questa gioia nuova, affiora dagli occhi, dai sorrisi improvvisi, dalla voglia di giocare tutti insieme. Per Cigolino conserveremo foto e fiocchi.
Se avessi anche pensato ai regali da fare, sarei perfettamente rilassata e starei sotto l'albero di Natale a fissare le luci. Invece so che è solo questione di tempo, tra un giorno, massimo due, sarà esplosione da isteria da shopping natalizio.
Aiutoooooo!!!





martedì 6 dicembre 2011

Life&work balance

Ieri è andata così, un sacco di cose da fare in ufficio.
Poi ho guadagnato l'uscita, la metro, casa, quasi avessi rubato quelle due ore. Arrivo a casa e il telefono non smette di suonare. Così, mentre Cigolino si impiastricciava con il suo biscotto preferito, sparecchiava a suo modo il tavolo di cucina - buttando tutto per terra e osservando poi le cose sul pavimento - io ho acceso il pc e ho continuato a lavorare da casa. Chiacchieravo con Cigolino, rispondevo a mail e telefonate. L'ho messo un po' nel suo lettino (ha la mezz'ora di nanna pre-cena) ed era ancora ufficio, mentre pulivo verdure e riordinavo.
Poi mi sono fermata un attimo. Mi sono sentita triste, improvvisamente. Mi sono sentita presa dentro qualcosa che non vorrei. Mi sono sentita arrabbiata. per la medaglia e il suo rovescio.
La medaglia è che la maternità si paga. Mi trovo nella condizione di dover ricominciare da capo, come se fossi appena arrivata in azienda. Il che è orribile, demotivante, discriminatorio.
Il rovescio è che per il tipo di lavoro che faccio, potrei davvero lavorare da casa.
Telelavoro, esiste. Nessuno lo usa, pochi lo sanno, ma esiste, giuro.
Lavorando da casa, risparmierei un sacco di soldi e pensieri. Ancora meglio del part-time, più efficace anche per l'azienda.
Invece lavorando in ufficio e a casa rubo tempo a Cigolino, a GF e a me.
Cercare quel famoso, chimerico, equilibrio tra lavoro e vita privata è l'unico buon proposito che farò per l'anno nuovo.



venerdì 2 dicembre 2011

Possiamo giocare e basta?

Ci piace guardare i cartoni animati. Quando torno dal lavoro è un piccolo rito: ci sediamo sul divano, Cigolino e io, e ci guardiamo almeno 10 minuti di cartoni. Tutto il tempo che la sua attenzione sempre in movimento permette. Poi segue voglia di stare sul tappeto, anzi di stare in braccio, anzi di vedere da vicino la tenda colorata, i gatti, le scarpe, in una girandola infinita di mi alzo, mi siedo, mi rialzo e facciamo anche una giravolta.
I cartoni, in realtà, sono brevissimi momenti tra una pubblicità e l'altra. E le pubblicità sono devastanti, anche per me che sono una publivora impenitente. Sono gli spot dei giocattoli. Raccapriccianti, sia gli spot, sia i giochi. Passa un unico messaggio: le bambine, giocando, devono imparare a cucinare, rassettare casa, badare a bambole inquietanti, telefonare alle amiche, scegliere abiti e trucco (!!), truccare anche la bambola, improvvisare tea. Povere stelle, non giocano, è un corso di formazione! In compenso i bambini non fanno altro che ammazzare mostri orrendi.
Se c'è qualcosa di trasversale e magari istruttivo, il piccolo testimonial, quello che impara a scrivere, leggere, tutto da solo davanti a una tastierina, è nella maggior parte dei casi maschio.
Come dire che siamo fregate fin da piccole, che i ruoli sono definiti, che così è e così sarà.
Ora non dico di regalare bambole ai maschietti e mostriciattoli alle bimbe, ma ... Ma?
Come si fa? Ci sono giochi che invece di suggerire, insinuare, un ruolo fanno giocare e basta? Tutti insieme, che ci sarà tempo di mettere creme a sederini arrossati e saranno, allora, veri e non di plastica, che a fare la guerra ci pensano già in tanti, che non è vero che le bambine sono tutte rosa e i bambini tutti azzurri. Ci sono giochi così?
Che già sono un po' in ansia, pesando a Cigolino in giro per casa a organizzar guerriglie tra  pupazzi vari.


PS. E' ufficiale, dice MAM-MA davvero :)

giovedì 1 dicembre 2011

L'ignoranza rende la donna mamma

Io questo articolo non lo commento, questo, che è apparso su Libero e che sta facendo il giro del web.
Proprio questo qui, in cui un Camillo Langone qualunque dice che non è colpa sua, che lo dicono i numeri, ma se vogliamo tornare a far figli bisogna far studiare meno le donne.
Ecco, commentereste voi, per cortesia? Poi magari tutti i commenti li mandiamo direttamente a Langone (se solo trovo come si fa).

La prima parola

Rullo di tamburi, attimo di suspance, luci colorate.
Stamattina, signore e signori, Cigolino ha pronunciato chiaramente la sua prima parola: MAMMA!
Applausi e applausi, grazie.
Solo che: era in braccio alla tata e guardava il papà. Per cui non sono certa che fosse indirizzata proprio a me.
Come l'ho sentito pronunciare mamma mi sono lanciata nel suo campo visivo, tipo amica della sposa che vuole acchiappare il bouquet. E' che sia GF, sia la tata stavano festeggiando l'evento, con applausi e bravooo, bravoooo, magari non mi ha visto.
Sono due giorni che Cigolino è molto pensieroso. Lo sguardo serio, molto concentrato. Che si stesse preparando a questo, alla sua prima parola?
Che emozione!

martedì 29 novembre 2011

Zuccate!


Ieri abbiamo avuto la prima doppietta: prima zuccata dietro e poco dopo bella capocciata in avanti. 
Cigolino fa esperimenti di indipendenza, vuole stare seduto per terra, prova anche a cambiare posizione e buum, perde l'equilibrio da birillo e si ritrova per terra.
La prima è passata quasi inosservata, sulla seconda ha speso qualche lacrima e si è guadagnato il suo primo bollino rosso.
- Tranquillo Cigolino - l'ho coccolato un po' - sono le prime di una lunga serie. 
Lui ha tirato un po' sù col nasino, si è guardato un po' intorno e poi era pronto a provarci di nuovo. Caparbio, deciso, esploratore. 
Dall'ottavo mese in poi i bimbi si trasformano: è un continuo imparare, provare, osservare. 
E' un cambiamento evidente, non passa inosservato. E' un cambiamento allegro, pieno di sorprese e di cose da capire.
I più entusiasti siamo noi, che ci sentiamo presi e tirati dentro in un mondo in continua evoluzione, in piccole meraviglie, per lo più buffe e ci troviamo a ridere e ridere.
E' una avventura bellissima, non so cosa darei per fare un giorno nella testa di Cigolino, capire come vede lui le cose, cosa pensa quando sorride al fiore di pezza o fa musica con il cucchiaio, quando grida tutto contento se la pappa gli piace o quando si infila il pollice in bocca e sembra essere emozionato.
Imparerei un sacco di cose, ne sono certa.

lunedì 28 novembre 2011

La giornata del regalo pensato

Ho già il fiato sul collo del Natale. Lo sento, è alle calcagna.
Quest'anno si fa da noi, sai, è il primo Natale di Cigolino, facciamo l'albero, mettiamo i regali...Peccato solo che siamo tutti sparpagliati, tutti con esigenze, usanze, orari diversi. Ecco, è in questi frangenti che provo un'invidia sincera (per cui non cattiva) per chi ha tutti vicino, a portata di mano, che ci si vede sempre. Immagino che anche il Natale sia più facile, che non sia necessario organizzarsi un mese prima. Tant'è. Qualcosa mi inventerò, anche all'ultimo momento.
Il vero tormento comunque restano i regali. Quest'anno vorrei un Natale responsabile, lo dico tutti gli anni, ma quest'anno lo dico sul serio.
Visto i tempi, l'aria che tira, vorrei non sbagliare regali. Vorrei che fossero piccoli, ma desiderati o di quelli che, se anche non te li aspetti, li ami subito.
Beh, ok, amare magari è pretendere troppo.
Per Cigolino vorrei preparare tanti sacchetti colorati, con dentro cose colorate da tirare fuori, rimettere dentro, lanciare. Perchè è questo che fa con grandissimo gusto ultimamente. Poi vorrei regalargli musica, non so bene in che forma, ancora.
Ma lui è facile.
Per gli altri, per i grandi, voglio lanciare la "Giornata del regalo Pensato" e tutti a scrivere la letterina a Babbo Natale, così è sicuro che non ci si sbaglia. Non solo, così ci pensiamo sul serio: che mica bisogna esprimere i desideri impossibili a Natale, ma uno, anche uno solo, di quelli a cui veramente teniamo. Il libro che è tanto che vogliamo comprare, la musica, quel profumo, la maglia che continui a guardare in vetrina, un biglietto del cinema, delle terme... o anche chiedere a una persona che ci è molto cara di darci qualcosa di suo: in questo caso però attenzione, può arrivare davvero di tutto.

venerdì 25 novembre 2011

Giù le mani dalle donne!

Oggi sto in silenzio.
Oggi penso alla Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne.
In Italia, nel 2011, ne sono state uccise 92.
Solo qui, solo in un anno, sono tantissime.
Nel mondo la violenza è, per le donne, una causa di morte che incide di più del cancro e degli incidenti automobilistici.
Oggi va così.
Oggi spero solo di non dover scrivere la stessa cosa l'anno prossimo.

giovedì 24 novembre 2011

Tre bimbi e una donna.

Scccch ... sto postando dall'ufficio, da dove ho una visibilità limitata del blog: causa un blog di licenziati da qui, che ha urtato la sensibilità dell'Amm.Del., ci hanno oscurato tutti i blog.
Riesco a postare, ma  non a rispondere direttamente ai commenti. Tant'è.
JOY EVVIVAAAAA! Bella lì, è la giornata dei lieti annunci, un mio collega ci ha appena detto che aspettano il quinto. Oddio, il quinto sembra più l'ammettere di essere vittima si un qualche incantesimo, secondo me, ma sì, ogni nuovo arrivo va festeggiato senza battute sulla TV.
E capitano a fagiUolo questi annunci, perchè è della mia brevissima esperienza di tre bimbi insieme che voglio raccontare.
Ieri. Un mercoledì qualunque.
Mia sorella decide che è una buona serata per venire a cena da noi, io felicissima, mi piace un sacco quando siamo tutti insieme.
Solo una cosa, dice, ti mando le bimbe prima, verso le 18, vi raggiungo presto eh, non ti preoccupare.
Chesssaràmai, penso tra me e me.
Ingenua, sprovveduta, ecco cosa sono.
Le bimbe arrivano modello tornado, per prima cosa riempiono di baci Cigolino che, colto di sorpresa, dirompe in pianto di terrore. Recupero la situazione, ma la nipote piccola è già scheggia impazzita, è già pastelli, forbici, nastro adesivo e tappeto. Dove avrà trovato il tutto, io lo ignoro.
Salvo il tappeto al volo, sistemo tutti i bambini sul divano sperando nel potere dei cartoni animati.
La nipote grande prende Cigolino in braccio, che adesso si spertica in carezze e baci, ma anche la piccola lo vuole e per un attimo è tiro alla fune (la fune, ovvio, è Cigolino).
Ripristino l'ordine, mentre è ora di togliere le verdure dalla pentola, che già sento odore di bruciato.
I cartoni non funzionano, pare, mi gioco la carta del "facciamo un bel disegno?" Il tempo di sistemarci sul tavolo che già le ho perse, perchè così, da più vicino, i cartoni animati tornano ad essere interessanti. Intanto Cigolino inizia ad aver fame, inizia il suo cigolare da ora di cena.
Preparo la pappa per lui e improvvisamente tutti hanno fame. Una fame selettiva però: le bimbe hanno fame di caramelle rosa, le altre no, solo rosa.
Comincio ad inviare messaggi a mia sorella: torni?
Nessuna risposta.
Ho salvato le verdure per un pelo, ho dimenticato il sale però.
Mia sorella chiama, un'ora dopo.
GF è a un corso, non posso contare su di lui.
Ho avuto una visione di me con tre figli: non ce la farei mai. Davvero. Non avrei energie sufficienti, nè fantasia. Ero stremata.
Poi, tutti insieme a tavola, invece, è bellissimo.

mercoledì 23 novembre 2011

realityshow

Ciao,
adesso mi trovate anche qui: realityshow
 E' il nuovo blog, altri argomenti, altre cose ... dai almeno voi leggetelo :) :) :)

Ottavo complemese.

- Sai che è la prima domenica che passiamo con un bambino?
- ??
- Sì, Cigolino è cresciuto un sacco, adesso fa cose da bambino. Sta seduto, gioca, ride ...
- Aaahhh! Sì Sì!

Con le belle scoperte di Cigolino siamo arrivati all'ottavo complemese.
Lui adesso:
Sta seduto con maggiore sicurezza, anche se sembra ancora un birillo del bowling;
Fa gli scherzi, tipo si tira via il calzino e mi fa vedere il piede nudo ridendo a crepapelle o adora giocare a cucù, soprattutto se mi nascondo io;
Mangia, finalmente, mangia quasi tutto.
Canta e cerca di fare musica, picchiettando una mano o un gioco sulla bocca;
Gioca tantissimo con il suo papà.
Gli piacciono i cartoni animati e i programmi musicali.
Sta studiando il modo per gattonare.
Ascolta interessato i discorsi che facciamo.

Noi in questo mese:
Abbiamo imparato a giocare con lui in modo sempre più interattivo
Ci ricordiamo a vicenda quanta strada abbiamo fatto: non abbiamo più paura di romperlo, per esempio.
Abbiamo inventato l'abbraccio triplo, che è bellissimo.



martedì 22 novembre 2011

Il segreto della casalinga

Pare che le mamme che lavorano siano meno inclini alla depressione delle mamme casalinghe.
Le mamme casalinghe (che a tratti io invidio), hanno più difficoltà a controllare il tempo, la casa, i figli e trovano poca gratificazione nel lavoro che fanno.
Le mamme lavoratrici, invece, applicano di solito la filosofia dei punti lunghi e ben distesi, sono felici dello stipendio a fine mese e in generale si sentono più gratificate.
Il risultato della ricerca non è, secondo me, sorprendente.
Credo anzi sia svincolato dalla mammità in sè, il risultato lo immagino identico per una ricerca rivolta a donne lavoratrici e non, indipendentemente dai figli.
Viviamo in un tempo in cui i rapporti sociali hanno un peso molto più forte rispetto a qualche decennio fa e anzi è spesso in base alle nostre relazioni sociali che ci sentiamo valutati.
Una cosa del tipo: lavoro, vedo gente, conosco cose, frequento posti, ergo sum.
A casa vedo poca gente, non ho molto tempo di frequentare posti, la roba da stirare ha il sopravvento, ergo non sum, mi sento a disagio, mi sento meno di altri.
I figli, a mio avviso, aggiungono "solo" quella variabile impazzita che determina l'andamento della giornata: l'orlo della crisi di nervi o l'estasi perchè ha dormito tutta la notte senza un uuèè.
Io, però, ho qualche amica che non lavora.
Sorridono sempre, sono rilassate, abbronzate, hanno hobby creativi e interessanti, leggono, vanno anche in palestra, al cinema, vedono più spesso le amiche. Se hanno figli sono quelli più stirati, che sanno un sacco di parole anche da piccolissimi, hanno case accoglienti, ordinate, pulitissime. Al tuo entusiasmo per l'ultimo smartphone rispondono con un sorriso, ti guardano con curiosità mentre tutta seria rispondi alla mail di lavoro che guarda proprio scusa ma è urgente. Hanno tempo. Non corrono. Non dimenticano di mettere il detersivo nella lavastoviglie e preparano cene vere tutte le sere.
Ecco.
Se capissi come fanno, magari lo farei anch'io.
Ci ho provato eh, ma davvero io ero tra quelle depresse e non ho trovato una risposta neppure tra i gerani, che quando ero a casa ero rigogliosissimi.
Adesso ho solo piante grasse.



lunedì 21 novembre 2011

Galega, pappa lattea e scarpine nuove

Oooh! E' stato un week end di grandi soddisfazioni.
Prima di tutto abbiamo visto vincere lo Zecchino d'Oro dalla nostra canzone preferita. L'abbiamo adottata perchè a testa in giù è ancora la posizione preferita di Cigolino, che appena l'ho in braccio si rovescia all'indietro. Prima o poi mi scivolerà e lo troverò incastonato nel marmo, me lo sento.
Poi ci è piaciuta perchè incoraggia a cambiare punto di vista, che è sempre un esercizio utilissimo, e perchè si balla benissimo davanti alla tv.
Poi abbiamo comprato delle scarpine troppo carine, con dentro un vello di pecora caldo caldo. Mi veniva voglia ogni momento di coccolarle e Cigolino stamattina se le guardava rapito.
Ha anche cambiato fidanzata: abbandonata Hello Kitty si è perdutamente innamorato di un fiore di peluche. Ogni volta che lo vede sorride beato, allunga le mani per accarezzarlo e resta a guardarlo estasiato. Io sono contenta, Kitty è una ragazza un po' troppo matura per lui.
Ha passato una sera solo con il suo papà e a me arrivavano messaggi di portare nuove birre ... non ho voluto indagare: GF era contento, Cigolino dormiva beato, comunque sia andata il risultato è stato ottimo.
La paperetta per fare il bagno è diventato un must have, in questo week end.
Abbiamo scoperto anche la pappa lattea, che gli è piaciuta un sacco. Ma tanto, proprio: rideva contento agitando le mani, che è il suo modo di dire che una cosa è il massimo del massimo.
E' un pasto completo, anche se la dose consigliata (50gr+140ml di acqua) mi sembra poca cosa per riempirlo.
La userò come colazione: credo che il mio latte, nonostante le tisane a base di galega, sia ormai poca cosa, dopo un'ora ha già fame.
Quindi a breve smetterò del tutto di allattarlo. Non mi dispiace. Sono d'accordo sul fatto che faccia bene a lui (se di latte ce n'è, ovvio) e che sviluppa un rapporto speciale tra mamma e bimbo, ma, per come la penso io, il rapporto deve evolvere, non bisogna temere il distacco fisico dal proprio bimbo o, peggio, cadere nella tentazione di volerlo sempre piccolo, bambolotto, nostro prolungamento.
In realtà più cresce più ci divertiamo.
Sta scoprendo anche il magico mondo del pavimento.
Magari, se smette un attimo di chiacchierare, prova anche a gattonare.

venerdì 18 novembre 2011

Giornata internazionale dell'infanzia

Domenica prossima, il 20 novembre, è la giornata internazionale del bambino e dell'adolescente.
Tutti i paesi del mondo (tranne forse un paio) nel 1989, ratificato la Convenzione Onu che codifica e sviluppa le norme internazionali applicabili ai bambini.
I punti principali della Convenzione sono quattro:


a)     Non discriminazione (art. 2): i diritti sanciti dalla Convenzione devono essere garantiti a tutti i minori, senza distinzione di razza, sesso, lingua, religione, opinione del bambino/adolescente o dei genitori.
b)     Superiore interesse (art. 3): in ogni legge, provvedimento, iniziativa pubblica o privata e in ogni situazione problematica, l'interesse del bambino/adolescente deve avere la priorità.
c)     Diritto alla vita, alla sopravvivenza e allo sviluppo del bambino (art. 6): gli Stati decono impegnare il massimo delle risorse disponibili per tutelare la vita e il sano sviluppo dei bambini, anche tramite la cooperazione tra Stati.

d)     Ascolto delle opinioni del minore (art. 12): prevede il diritto dei bambini a essere ascoltati in tutti i processi decisionali che li riguardano, e il corrispondente dovere, per gli adulti, di tenerne in adeguata considerazione le opinioni.

Quattro punti cardine, che se l'Onu ha pensato fosse necessario scriverli e farli firmare a tutti, vuol dire che manco ci passava per la testa che l'infanzia avesse dei diritti propri. 
Se è stato necessario codificare il punto c), poi, siamo proprio una razza brutta.
Quattro punti che puoi usare come bussola anche nel "Micro-regno Famiglia", in modo che ti sia chiaro quali devono essere le priorità. Anzi, dovrebbero proprio far firmare la Convenzione a tutti i genitori.
Che non si dica poi che non ci hanno dato le istruzioni.

giovedì 17 novembre 2011

Adozioni a distanza

In ufficio abbiamo deciso di adottare un bambino a distanza.
C'è chi ha trovato l'associazione, chi si occuperà di versare la quota ogni mese, raccolta con il contributo di tutti.
Mi sembra una bella idea.
Lo facciamo in tutti gli uffici?
Noi ci siamo rivolti qui, Sos Villaggi dei Bambini, ma ce ne sono tante di associazioni, altrettanto buone.
Adesso siamo tutti genitori, anche lo scapolo impenitente del gruppo ;)

Perdindirindina!

E' la settimana dell zecchino d'oro.
Cigolino riesce a stare anche quindici minuti di fila (un record!) a sorridere ai bambini dentro lo schermo e a fare musica con il suo sonaglino che shackera a tempo (beh, insomma, quasi) manco fosse un cembalo. E' uno spasso.
Finito il tempo di starsene in giro fino a tardo pomeriggio, fa freddo e appena giù il sole sale la nebbia.
Ieri sera uno scooterista deficiente, partendo con il parabrezza appannato, ha urtato il passeggino di Cigolino.
Niente di che, lui andava pianissimo, io sono stata pronta a spostarlo, ma sono stati secondi un cui mi sono spaventata a morte. In un attimo gli stavo urlando in faccia, mentre lui boffonchiava scuse e non vi ho proprio visto.
Passato lo spavento, mentre tornavo verso casa, mi è venuto da ridere: un po' per la reazione da mammachioccia (e vabbè ci stava tutta) e un po' per quello che ho detto al motociclista.
L'ho chiamato deficiente, razza di cretino e rimbambito. Potevo intercalare con un ohibò e perdindirindina e neppure mia nonna sarebbe riuscita ad essere più educata di così, visto il frangente.
La mamma si arrabbia così - dicevo a Cigolino - questa cosa ti farà ridere da grande, lo so già.
Fa freddo sì e, scooteristi ciechi a parte, stare fuori non è più piacevole. Cigolino torna a casa con mani ghiacciolo. Ci vogliono i guanti. Li odierà, come odia le scarpe (che scalcia fino a sfilarle) e la giacca pesante che lo imbalsama nel passeggino senza più possibilità di movimento.
Mi odia quando lo vesto per uscire, lo vedo, lo so.
D'altra parte escludo categoricamente di tenerlo in casa fino ad aprile.

mercoledì 16 novembre 2011

Spero si annoierà.

Ho trovato un articolo che mi è piaciuto tanto.
E' quello in home page di professione papà. Un dolcissimo, sensatissimo elogio della noia e di quanto sia educativa.
Osserva, il papà, come i nostri figli siano troppo impegnati in mille attività che gioco non sono, ma piuttosto discipline; come siano costretti e diventare manager di sè stessi già in tenera età. Mentre è la noia, l'inventare come spendere ogni ora del giorno ad avere una forte valenza educativa.
Sono d'accordo. A volte mi viene l'ansia a pensare a quante cose "dovrà" fare Cigolino una volta cresciuto: un po' per saperlo al sicuro da qualche parte, un po' per non farlo sentire "meno" dei suo impegnatissimi coetanei, un po' per quell'ansia da prestazione che coglie spesso i genitori. Per loro vogliamo non solo il meglio, ma anche tutto. Travisando sia l'uno che l'altro, declinandoli in cose pratiche da fare o materiali da avere.
Leggendo l'articolo ho pensato: speriamo di essere così bravi da lasciargli tempo sufficiente per la noia.
Che diventa poi tempo per il gioco.
Come adesso. Che ha imparato ad aspettare il suo papà e non vede l'ora che entri dalla porta per prodigarsi in sorrisi, gorgheggi e braccia aperte; che non andrebbe a dormire mai per giocare con lui; che se è lui che gli mette il pigiamino è un gioco divertente.
GF ha questa grandissima capacità, trasformare in un bel gioco qualunque cosa.
Cigolino con lui si diverte un mondo, hanno un rapporto stretto, in cui, a volte, io non ci sono, è una cosa loro. Trovo questa cosa bellissima, poetica, sacra.
Anche se poi va a finire che io faccio sempre la parte del poliziotto cattivo: è ora di dormire, mangiare, copriti, scopriti, cambiati.
Miii che noiosa che sono!

martedì 15 novembre 2011

Baby spiderman

Cigolino ha l'abitudine del pisolino di fine pomeriggio: verso le 17.30 "chiede" di infilarsi nel suo lettino e per un'oretta se ne sta lì.
Mica sempre dorme.
A volte chiacchiera con il coniglio dalle orecchie lunghe, altre si incanta a guardare i disegni sul muro. Altre invece si trasforma nel temibilissimo baby-spiderman!
Con una mano mette in moto il carillon di destra, con l'altra stringe la palla colorata, mentre con i piedi fa suonare il carillon di sinistra, in un concerto confuso, rumoroso, allegro. Al grido di ngheeeeee! sembra arrivare ovunque, veloce, silenzioso ('nsomma), infallibile. A fine concerto riprende sembianze bambinesche e intavola una chiacchieratina con il fiore di fianco, finchè, stanco di tanta attività, si addormenta. Giusto per tirare l'ora del bagnetto, quando il polpo verde ci aspetta nell'acqua, insieme alla papera e a quell'antipatica della spugna.
Si sta costruendo un suo mondo, ce ne accorgiamo ogni giorno di più. Anzi è nel week end che cresce, la domenica sera è un bimbo diverso da venerdì. Più grande.
Ha i suoi riferimenti, oggetti che gli piacciono, colori, gusti, cibi, gli piace la musica (in questo momento è incantato davanti allo zecchino d'oro ... e a me che non è piaciuto mai....) e fa cose già tipicamente maschili: adora il telecomando - gli abbiamo "regalato" quello del ventilatore ed è felicissimo; mangiare davanti alla tv; lanciare i calzini; ride se fa un ruttino più rumoroso e se vede l'immagine di qualche bella signorina sorride estasiato.

lunedì 14 novembre 2011

Il passeggino volante

E così anche il battesimo dell'aria è andato.
Cigolino bravissimo ha dormito tutto il tempo, GF e io siamo stati una macchina organizzata ed efficiente.
Da sola non ci sarei riuscita.
Siamo riusciti a non perdere pezzi, a non fare corse dell'ultimo minuto e a rilassarci anche un po'.
Anche i passeggeri dell'aereo si sono rilassati, nonostante iniziali sbuffamenti al mezzo minuto di pianto di Cigolino che non trovava una posizione comoda. Nelle file dietro sentivo uff, ecco siamo a posto, mannaggia ... Vorrei rilasciare un comunicato ufficiale: i bambini piangono e quelli piccoli piangono di più di quelli grandi. Comunicano così.
Non è incapacità dei genitori, non sono capricci, semplicemente esternano una richiesta, un disagio.
Di certo non è piacevole un bambino che piange, ma tranquilli, di solito la smette anche in fretta e non c'è bisogno di turbarsi.
Trovata la posizione Cigolino si è addormentato, godendosi quel tempo lungo in braccio che a casa difficilmente c'è, in un abbandono tranquillo e senza increspature.
A me la cosa che ha fatto più tenerezza è trovare, all'arrivo, il suo passeggino sotto l'ala dell'aereo.
Il passeggino volante.
Meglio del tappeto di Aladino.


mercoledì 9 novembre 2011

Piccole cose ...

... che ti fanno girare le scatole.
Il tipo della bancarella del mercato che non ti mette tutto quello che hai preso nel sacchetto; quello che ti vende on line una cosa e te la manda diversa, probabilmente farlocca, comunque non nuova; l'agente immobiliare che tenta di alzare il prezzo della casa, visto che ti interessa, inventando offerte d'acquisto appena ricevute; quello che dovrebbe darti informazioni precise e te le da a metà così devi rifare la stessa cosa almeno tre volte;il pin dell'inps o dei servizi del comune che devi andarlo a fare di persona (e allora perchè mai dovrei farlo, se non per evitare di andare?); il seggiolino dell'auto a noleggio che se lo vuoi lo paghi quasi quanto la macchina stessa; la compagnia aerea che se sbagli misura del bagaglio ti minaccia, già nelle "istruzioni" di farti pagare una tombola.
Forse non ci facciamo caso, ma sono tantissime le piccole cose che ci vessano.
Comportamenti altrui o funzionamenti macchinosi di cose semplicissime.
O ancora il luogo in cui viviamo. A Milano, per esempio, trovare parcheggio è pazzesco: gialli per residenti, blu ma spesso senza un punto per acquistare il biglietto di sosta, traffico limitato, lavori in corso, varia movida, mi è capitato di rinunciare al millesimo giro e tornare a casa. Una volta ho provato a prenotare la corsa radiobus (servizio dell'azienda trasporti che ti porta a casa quasi come un taxi), ma lo devi prenotare con almeno 2giorni d'anticipo. Io mica lo so se fra due giorni esco e ho bisogno di un mezzo per tornare a casa. Non sono così organizzata.
I prezzi che crescono, lo sciopero dei benzinai e il benzinaio aperto che "casualmente" ha solo il bludiesel, che costa di più, perchè l'altro è finito signora.
Piccole cose. Piccolissime se pensiamo al momento storico che stiamo vivendo.
Che fatica però.

martedì 8 novembre 2011

Prove di volo.

Ci stiamo preparando.
Tra due giorni prenderemo l'aereo e per Cigolino è il primo volo.
Così ci alleniamo, sul divano.
Lo prendo in braccio, ci sediamo bene e comincio a raccontargli che stiamo per prendere un aereo, che staremo in quella posizione per un'oretta, ma vedrai, sarà tutto molto divertente.
Lui in realtà è molto più interessato alla'annunciatrice bionda di rai due: si lancia dal divano per entrare nello schermo, con gridolini compiaciuti e sorrisi sdentati che quasi sono già gelosa.
Faccio anche il rumore dell'aereo, vrrrruuuuuuuuum, e gli racconto che adesso siamo sopra il mare, peccato che non puoi vedere giù.
Il pensiero che, crescendo, non si ricorderà di tutto ciò mi solleva moltissimo, mi sento meno ricattabile.
Mi sto preparando anch'io, perchè il fatto di poter portare un solo bagaglio a mano mi sta già mandando ai pazzi. Ci deve stare la mia roba per 3 giorni (e pazienza, porterò niente), la sua, e qui già rasentiamo il dramma, e anche: la borsa cambio pannolini, pannolini, cibo per il viaggio, lenzuolina, asciugamano, piatto e cucchiaino.
Il tutto in una borsa 55 cm x 40cm x20 che altrimenti non te la imbarcano. 
E' incredibile come un bimbo così piccolo decreti, ogni volta, un trasloco.
Va a finire sempre che GF e io stiamo dentro una valigetta e Cigolino ha bagagli al seguito che neppure un principe.
Tant'è. Si parte. 
Il battesimo dell'aria.

lunedì 7 novembre 2011

Un sentiero luminoso

E così ci siamo dotati di Antilop (seggiolone "compatto" e poco costoso di Ikea) e la vita di Cigolino è cambiata. E' felicissimo di mangiare sul tavolo, di buttarsi con la faccia nel piatto, di immergere le mani nella pappa e stamparle sulle piastrelle, di rendere il bavaglino un'opera d'arte contemporanea multimaterica.
Anche la mia vita è cambiata. Adesso detesto il momento della pappa. Non provo neppure a giustificarmi, lo detesto e basta.
Ieri sera stavo preparando una cenetta per pochi amici e l'unica cosa che riuscivo a pensare era: mammamia-come-sono-stanca! Tipo mantra. Poi arrivano gli amici e te ne dimentichi (o quasi), ma lo sai che quella stanchezza è lì, tipo menir che ti porti in giro manco fossi Obelix.
Che diventa più pesante se Cigolino si sveglia alle 3.30 con la precisa intenzione di giocare: non è la pappa, non sono sogni brutti, ma allegri sgambettamenti e quel ridolino che è il suo modo di dirti "dai giochiamoooooo".
Ma giochiamo cosa tesoro della mamma? Gli dicevo stanotte.
Vedi? E' tutto buio, anche i gatti dormono e perfino la tua palla. E' ora di dormireeeeee
E lui a ridere.
Adesso si dorme! Ho sbottato severa. E lui a ridere.
Gli ho fatto fare il giro della casa senza accendere una luce, a rischio della sua e mia incolumità, spiegando in modo molto convincente che quando è buio si dorme, non si gioca e non si mangia, punto.
Rimesso a nanna si è attaccato alla maniglia del carillion e mentre scivolavo di nuovo, per la quarta volta, sotto le coperte sentivo tutto un tin tin tin di musichetta dolce e un tatatack di sbattere di maniglia di plastica contro il letto.
Se vai avanti così - spiegavo a Cigolino stamattina - ti giochi mamma e papà nel tuo primo anno di vita. E non ridere, che non è una cosa bella.
Ma lui stava giocando con la il tubetto della crema allo zinco, non credo mi abbia ascoltata.
Oggi vedo stelline di luce negli occhi, piccoli flash.
Credo sia il sentiero luminoso che indica l'uscita al mio senno.

venerdì 4 novembre 2011

Bimbo a tavola!

A Cigolino piace tanto mangiare a tavola. Ha un rapporto conflittuale con il seggiolone, con quel tavolino ancora distante, le cinghie, quell'averci di fronte come colonne. Così, dai nonni, gli abbiamo preso il seggiolino da agganciare al tavolo. La GIOIA si è dipinta sul suo viso: può dondolare le gambe a piacimento, mangiare guardandoci e soprattutto curiosare sul tavolo, luogo che vede come il paese delle meraviglie. La stessa gioia è apparsa anche sul mio viso, che già pregustavo l'archiviazione del seggiolone che nella nostra microcucina rende impossibile la circolazione.
Ma.
Non avevamo valutato un aspetto: i seggiolini da agganciare al tavolo sono perfetti per i tavoli che non hanno niente sotto. Il nostro invece ha un bordo alto sotto il piano e il seggiolino non si aggancia. Non ci sta.
Te lo vendono come adatto a tutti i tipi di tavolo poi sul più banale dei tavoli non ci sta.
Ci sono rimasta malissimo, prima di tutto per Cigolino, che come lo siedo sul seggiolone mette il muso e mangiare diventa un (suo) esercizio di pazienza. Umpf :(
Leggevo in giro che  per i bambini è importante poter "giocare" con la pappa, metterci dentro le mani, provare a mangiare da soli. Tutto ciò rende me nevrastenica, che poi trovo semolino in ogni dove, ma non vorrei mai che un seggiolone reprimesse lo slancio cognitivo di Cigolino, che già adesso si prende il cucchiaio e se lo spalma tra bocca e fronte, a caso, ma con molta soddisfazione, che se vede noi mangiare qualcosa vuole assaggiare, che ama stare a tavola se ci stiamo anche noi.
Proveremo con l'alzasedia, anche se da lì la gamba non dondola e ha meno possibilità di muoversi. Oppure stavo pensando a quei seggioloni in legno, tipo sedia alta, che saranno anche poco confortevoli, ma hanno l'ingombro di una sedia e si accostano al tavolo.
Il seggiolino da appendere lo useremo per le trasferte, sperando in tavoli adatti a un seggiolino adatto a tutti i tipi di tavolo.

giovedì 3 novembre 2011

Il peso specifico del lavoro.

Tornare al lavoro ha un sacco di lati positivi, tipo la macchinetta del caffè e che il pranzo lo compri fuori e non lo devi preparare, che sei obbligata a vestirti e a non comunicare a sillabe di lallazione (anche se spesso ...). Poi però, dopo una decina di giorni quasi goliardici, ti rendi conto che devi anche lavorare. Tutto bene, se sai cosa devi fare.
Se invece ti ritrovi in una specie di limbo, in attesa di capire come dovrai organizzarti è un po' frustrante. A parte gli aspetti squisitamente operativi, comunque, emerge un aspetto quasi filosofico: il peso specifico che il lavoro ha, dopo una gravidanza.
A mio avviso possono accadere due cose: il diventare mamma ti ha talmente trasformata, assorbita, investita che il lavoro assume una valenza relativa; oppure il diventare mamma ti ha dato più equilibrio, lucidità e fiducia nelle tue capacità che sei convinta di poter lavorare quanto (e meglio) di prima. Il primo caso, a mio avviso, è uno stato di grazia: riesci a farti scivolare addosso gran parte dei problemi, sai che il tempo che passi in ufficio è sì necessario, ma in fondo è solo il tempo che ti separa da tuo figlio e che una volta a casa sarai salva, al sicuro, tranquilla.
Il secondo caso è un po' più nevrotico, perchè si scontra con quel non detto che esiste un po' in tutte le aziende: la maternità è una sorta di malattia, o un incantesimo, che ti ha tolto qualcosa. Tu sei lì a dire, spiegare, illustrare cosa intendi fare, corredata di motivazione, illuminata da una forza nuova, determinata a non vanificare ciò che hai fatto prima e gli altri ti si filano appena, perchè adesso sei una mamma e si da' per scontato che d'ora in poi tu abbia tutt'altro da fare e, peggio, che tu sia in grado di fare solo una cosa.
Neanche a dirlo io ricado nel secondo caso e diventerò nevrotica.
Temo perderò molto del mio aplomb al prossimo "Ma come ti senti?" o "Ma adesso cosa pensi di fare?" corredato quasi sempre da sguardo pietoso, manco fossi in convalescenza.
Tornare al lavoro non è una terapia riabilitativa, è riprendere il pieno ritmo della propria vita, come rientrare in un paio di vecchi jeans: hanno la tua forma, c'è stato un momento in cui non ci entravi più, ma poi li ritrovi.


mercoledì 2 novembre 2011

Istruzioni seggiolino auto.

Uffa questa nebbiolina ...
Uhm sì...
Che si fa oggi?
Bah ... la spesa ...
Senti, ma se invece ....?
Sìììììììì!!!!

Domenica GF e io chiacchieravamo in cucina, con quel cielo grigio sù e foglie gialle giù che ti smontano sempre un po'.
Detto fatto, abbiamo dato il tempo a Cigolino di svegliarsi, buttato nella valigia 2 cose per noi e 120 per lui e via, siamo andati al mare, a trovare i nonni.
Cioè. 
Avremmo voluto partire così, in corsa, ma c'era il nuovo seggiolino auto da fissare.

Nell'apposita tasca F premere il pulsante H e tirare entrambe le cinghie verso di sè; per fissare il seggiolino all'auto far scorrere la cintura di sicurezza negli appositi ganci blu, avendo cura, prima di aver reclinato il seggiolino, premendo i pulsanti L e M, come da figure 7 8 9.
Allora. Se proprio avete bisogno di tutti questi pulsanti, scrivete la lettera sul pulsante stesso, ma, soprattutto, se fate riferimento a una figura, fate in modo che la figura sia comprensibile: grande come un francobollo riesce di facile lettura solo a superman e ad altri supereroi dotati di ipervista.
Via, un bel libretto grande, con figure grandi, scritto in caratteri umani e non da formica. O con solo l'indicazione del link da cui scaricare le istruzioni che poi uno se le stampa della grandezza preferita. Ecco.
E poi. Per una mamma italiana di altezza mediterranea, far scorrere la cintura di sicurezza negli appositi ganci blu, che sono sapientemente nascosti in una struttura di plastica pesante, vuol dire sdraiarsi sul sedile posteriore e fare una manovra ai limiti del contorsionismo; mentre per un papà alto significa incastrarsi tra i sedili.
Il nostro slancio avventuroso, quindi, ha subito una botta di arresto. Ma poi, abbiamo navigato un'autostrada deserta, con tramonto opaco di nebbia tra le cascine di pianura per arrivare in cielo stellato con spicchio di luna sul mare.
Il mare luccica anche in autunno e si sta bene fuori con la faccia al sole.
Poi si torna ed è di nuovo cielo grigio sù e foglie gialle giù ....

venerdì 28 ottobre 2011

Piccole conquiste

Ieri Cigolino si è messo a giocare, così tutt'a un tratto e da solo. Sul lettone lanciava la sua pallina di stoffa, poi si rotolava per andarla e riprendere. Se la palla andava troppo fuori tiro cercava di avvicinarsela con i piedi. Uno spasso!
Era tutto soddisfatto della sua attività e ancora di più del risultato: riavere, da solo, la palla per giocare ancora.
Oggettivamente credo che osservare un bimbo che cresce, che fa scoperte, che trova le cose che gli piacciono e quelle che proprio non vuole, sia una cosa interessante, affascinante.
Certo poi interviene quella lente deformante attraverso cui guardano i genitori: ogni figlio è un portento! Il che, se vogliamo, è anche vero, ma non in quel senso così amorevolmente distorto a cui tendiamo.
Altra conquista è la pappa. Ancora sono pochi gli alimenti che gli piacciono, ma quelli, adesso, finalmente li mangia di gusto. Pappe Holle comprese. La robiola resta la cosa preferita, anche se ieri sera ha scoperto il bordo della pizza e non so se riuscirà più a farne a meno.
Ha imparato anche a gestire la luce e il buio: se siamo in giro e vuole dormire, si tira giù il cappellino sugli occhi, dito in bocca e buona notte.
Mi diverto un sacco. Davvero.
Buon lungo fine settimana :)

giovedì 27 ottobre 2011

Natura di mamma

Una mia amica mi ha segnalato questo articolo dell'Internazionale.
La filosofa Badinter sostiene che le donne occidentali sono sotto attacco: un'ondata reazionaria le vorrebbe "solo" mamme e mamme dure e pure: parto naturale, allattamento al seno ad oltranza, rimandare il più possibile il rientro al lavoro. Inorridita, pare critichi a lungo le donne che così si comportano.
Uhm.
Bah.
Non ho letto il libro. Però.
La Badinter a mio avviso dimentica una cosa importante: la scelta. Che non abbiamo più, nella maggior parte dei casi.
Chi decide di tornare presto al lavoro, spesso non lo fa per riaffermare la propria indipendenza, ma perchè ci sono spese e conti da pagare, che con il 30% dello stipendio (in Italia) fai fatica a saldare, anche se il tuo è il secondo stipendio della famiglia.
O al contrario, chi sta a casa spesso un lavoro a cui tornare non ce l'ha più. O considera che con i prezzi del nido, ammesso di trovarne uno, è più conveniente stare a casa. Sono tantissime le donne che non tornano al lavoro dopo la gravidanza, ma è per fare di necessità virtù.
La critica è costruttiva se le cose potessero andare in modo diverso, così la trovo un po' scollata dalla realtà.
Nessuna ideologia ci relega in casa, ma la mancanza di supporto reale per poter liberamente scegliere di seguire le nostre inclinazioni, sogni, necessità.
La necessità è ben più crudele dell'ideologia.

mercoledì 26 ottobre 2011

La stagione della plastica.

E alla fine piove. Tanto anche.
Così mi sono dovuta arrendere al plasticone da applicare al passeggino, per evitare che Cigolino si bagni troppo.
L'avevo riposto in fondo all'armadio, dicendo che mi sembra un oggetto di tortura e mai l'userò.
Ma piove.
Così ieri abbiamo inaugurato la stagione della plastica. Il passeggino dentro lì sembra una capsula spaziale, Cigolino un piccolo astronauta nel suo giubottino azzurro. In poco tempo si appanna e io lo vedo fluttuare in una nuvoletta.
Lui la odia quella plastica, ci pianta le mani e comincia a piangere infastidito. Piangerei anch'io, in effetti, là sotto.
Ho provato a scoprirlo, piegarmi sul passeggino per proteggerlo con l'ombrello, ma così non vedo nulla e investo tutti i passanti, non va bene. Non ci sono soluzioni alternative?
A questo fastidio da plastica, pioggia, passanti trapassati dal mio ombrello e freddo, si è aggiunta oggi la fototessera, la mia fototessera per il rinnovo della carta d'identità.
Ho un sacco di rughe, soprattutto intorno agli occhi, sono rimasta piuttosto basita, in foto risaltano di più.
In più in Comune mi hanno fatto presente che non è possibile fare foto per documenti con il foulard, per cui ecco eternata anche la mia testa calva-alopecia-areata-universale. Ma anche i sikh devono togliersi il turbante quando vanno a fare la carta d'identità? E se usassi una parrucca, magari più parrucche, viene considerata come un foulard? ;)
Comincio a pensare che girare sotto la plastica di Cigolino potrebbe portare dei vantaggi.

martedì 25 ottobre 2011

L'autunno del traghetto.

Ci sono cose che fai, sei contenta di aver trovato la soluzione e quasi non ci pensi più. Poi succede l'imponderabile e ti ritrovi a dover risolvere un problema che proprio ...
Dobbiamo fare un piccolo viaggio in Sardegna per sistemare alcune cose. Prenotata la nave tempo fa (20gg più o meno), chiesti i giorni di congedo parentale, tutto organizzato. Solo che oggi la compagnia dei traghetti mi avvisa che hanno deciso di cancellare le corse invernali, lavoreranno solo in stagione turistica e novembre, di certo, non lo è.
C'è una sola compagnia che naviga. Forte del monopolio raddoppia i prezzi, per cui andare in nave per 2 gg costa come una settimana sul Mar Rosso all inclusive. Ma li mortacci!
Come possiamo raggiungere l'isola senza svenarci?
L'aereo. L'unica soluzione. Solo che con le compagnie low cost i bagagli aggiuntivi costano un botto, una volta là devi comunque noleggiare un'auto e alla fine la spesa si gonfia di nuovo oltre il budget stanziato, già pagato a suo tempo e che adesso mi vedo miseramente rimborsato (senza i diritti di agenzia, che loro hanno lavorato e devono essere pagati, no?).
Sono arrabbiatissima.
Se già pensi di cancellare le corse invernali - sono decisioni strategiche per un'azienda non le decidi in un week-end - perchè mai accetti prenotazioni, ti fai pagare per poi restituire? Perchè avvisi a 15gg dalla partenza, quando cioè il povero cliente non può contare su eventuali sconti per prenotazioni con largo anticipo?
Perchè si permette ci sia un monopolio a prezzi esorbitanti? Questo non è offrire un servizio, è approfittare di una situazione in modo smaccato.
Peccato anche per la Sardegna, che fuori stagione offre cose meravigliose che d'estate vengono offuscate dalle spiagge e che potrebbe campare di turismo durante tutto l'anno. Invece viene lasciata là, in mezzo al mare, alla catena, in attesa della prossima estate.

lunedì 24 ottobre 2011

Meno culle

Qualche giorno fa dicevo della fredda stagione demografica che L'italia sta vivendo.
Questo articolo lo dice in percentuale e non solo in prosa, e in numeri che colpiscono in effetti: quest'anno perderemo 12.700 culle, come a dire che per un anno a Milano neppure un bebè.
Questa crisi ci porta via anche le speranze?

Camicia bianca.

Avrei bisogno di una camicia bianca.
Esagerando, anche di un talleur.
Però capita che il tempo libero sia tutto per Cigolino: andarlo a prendere, portarlo in giro, giocare e nel week end fare spese per lui (pappe, vestiti pesanti...).
La camicia bianca scala nella classifica delle priorità, arriva in fondo alla lista, riguadagna il primo posto il lunedì e via così.
GF e io siamo trottole e Cigolino ci fa girare.
Sabato, in un enorme negozio per bambini, mi chiedevo se non fosse il caso che negozi così introducessero anche abbigliamento genitori, così fai tutto in uno e non ci pensi più.
Non che non ci provi eh, ma sembra che Cigolino abbia una sorte di sensore, quando intuisce che siamo in giro per negozi, e non sono quelli per lui, mette in atto tutte le sue strategie: attacchi di tosse; pannolini da cambiare ogni mezz'ora; pianti disperati; tentativi di lanciarsi dal passeggino e se proprio, proprio niente riesce cerca di soffocarsi con il cappellino, calandolo fino al naso.
Certo, dovremo fare turni. Uno esce con Cigolino, l'altro a fare le proprie commissioni.
E' che a Milano non è mai questione da poco, ti ci vuole una mattinata o un'intero pomeriggio per portare a termine una missione qualunque e alla fine si decide che passare tempo insieme è più importante di una camicia.
Per cui rimando, come GF rimanda le sue di cose. Mi vengono in mente puntate di "Ma come ti vesti?" in cui Enzo e Carla cazziavano pesantemente neo mamme sempre in jeans, maglietta e al massimo, la camicia, era quelle del marito. E io ridevo e pensavo che no, mica bisogna lasciarsi andare, figurati.
Ecco, non è questione di volontà, ma ti tempo che non basta.
Non ci resta che lo shopping on line,di sera, quando il piccolo trottolaio dorme...